<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866</id><updated>2011-10-16T23:15:40.240+02:00</updated><category term='IPSE DIXIT'/><category term='GIOCHI DI PRESTIGIO'/><category term='INTERMEZZO INCAZZATURA'/><category term='donne con le palle'/><category term='DNA FEMMINILE  DA RIFARE'/><category term='la violenza sulle donne. Avercene'/><category term='DITE LA VOSTRA'/><category term='chi l&apos;ha vista?'/><category term='9 MARZO... CAZZO'/><category term='la bicicletta con il nastro rosa'/><category term='NATALE'/><category term='DNA IMPERFETTO'/><category term='DNA FEMMINILE ... OLIMPIONICO'/><category term='renaissance'/><category term='LA TROMBATA DEL SECOLO'/><category term='ASPETTANDO L&apos;8 MARZO'/><category term='Nuove culture femminili... o quasi'/><category term='LA COGLIONA DEL MESE'/><category term='IDENTIKIT DI UNA DONNA'/><category term='8 marzo... fame di cazzo'/><category term='LE TROMBATE'/><category term='evoluzioni del cazzo'/><category term='solidarietà femminile'/><category term='i modelli di femminilità... sbagliata'/><category term='elezioni 2008'/><category term='STRANE CREATURE'/><category term='pari opportunità... queste sconosciute'/><category term='EQUIVOCI STORICI'/><category term='amenità e stereotipi'/><category term='VOMITARE E&apos; UN DIRITTO'/><category term='IN ATTESA DI S-FESTEGGIARE'/><category term='i motivi di una sconfitta annunciata'/><category term='Hillary clinton'/><category term='LA CARICA DELLE TARDONE'/><category term='donne al comando di nulla...'/><category term='PAZZIA. SOSTANTIVO FEMMINILE'/><category term='DNA FEMMINILE ... POLITICO'/><category term='MADRE PUTTANA'/><category term='DNA FEMMINILE'/><category term='veronica berlusconi'/><category term='UN&apos;IMMAGINE VALE MILLE PAROLE'/><category term='EDITA...MENTE'/><category term='essenza di modernità femminile'/><category term='DNA FEMMINILE SUINO'/><title type='text'>AMANDA NASH... SFERRA UN PAIO DI SCHIAFFI</title><subtitle type='html'>La voce libera delle donne censurate e stanche di scavarsi la fossa da sole.
Blog ad uso e consumo anche degli uomini stanchi di pagare il conto e di mantenerle....

IN QUESTO BLOG NON SI FA POLITICA, SOLO SATIRA DI COSTUME: BIKINI, PERIZOMA, TANGA E ALTRE SPUDORATE VARIANTI</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>83</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-5502078679697793746</id><published>2009-10-25T12:08:00.002+01:00</published><updated>2009-10-25T12:10:12.260+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VOMITARE E&apos; UN DIRITTO'/><title type='text'>LE SEGRETARIE DEL SESTO... SECOLO A.C.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SuQx2cAoUzI/AAAAAAAAAPw/NY0D15rl4rk/s1600-h/rita-levi-montalcini1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396493064798229298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 322px; CURSOR: hand; HEIGHT: 446px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SuQx2cAoUzI/AAAAAAAAAPw/NY0D15rl4rk/s400/rita-levi-montalcini1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oggi ho voglia di vomitare. Oggi va così: ho voglia di vomitare. Che poi, voglio dire, vomitare non rende bene l’idea dello smottamento di detriti intestinali che amerei riversare sul piatto delle sostenitrici della cultura al femminile.&lt;br /&gt;Non parlo ovviamente di quelle che fanno contro-cultura… quelle che rompono le ovaie… quelle come me, quanto quelle che fanno delle “pari opportunità a tutti i costi” il proprio vessillo post-femminista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlo soprattutto di quelle che non fanno altro che rompere i coglioni agli altri, assurgendo al ruolo di vittime tout-court del secolare maschilismo nel tentativo di raggiungere obiettivi di uguaglianze. Insomma, di quelle che si lamentano per l’iniqua sorte… e poi continuano a lamentarsi se l’uomo non fa il galantuomo. Dicesi galantuomo, l’uomo che ama mettere la donna a proprio agio, pagare il conto al ristorante, pagare le spesucce … che ama pagare le puttane. Dicesi puttana, la donna che incassa. Incassa e tace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sempre stata convinta che la cultura avesse, in sé, un’anima progressista che, col passare del tempo, tendesse a miglioramenti incrementali. Poi, invece, succede qualcosa di imprevisto che ci riporta indietro nel tempo e ci fa esclamare un educato: cazzo, no!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E d’altronde cos’altro si può dire davanti alla nuova sit-com denominata filosoficamente “Le segretarie del sesto”?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La televisione, si sa, è un gran distributore di merda, ma noi cosa abbiamo fatto per meritarci questo take-way culturale? Voglio dire, con tutte le professioni del cazzo che ci sono in giro perché rispolverare le segretarie?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, lo so, apparentemente non c’è nulla di male nel parlare di un pool di cretinette isteriche che fanno a botte per mettersi in mostra di fronte al boss, ma io penso che ci meriteremmo esempi di evoluzione di altro tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi innervosisce non è il telefilm in sé, quanto la reazione da parte delle donne, o la sua totale assenza. Non una voce si leva. Nulla!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il populismo e le buone cose di una volta stanno invadendo, senza scampo, ogni ambito del vivere e del sentire. Ci sentiamo tutti coccolati da questo buonismo, da questo pietismo condito da “diritto inutile”. A nessuna/o, infatti, è mai venuto in mente il diritto a rifiutare? Siamo così infarcite dal volere, e volere a tutti i costi, che non ci sfiora nemmeno il pensiero che dovremmo imparare a dire “no”. Di cosa abbiamo paura… di perdere un treno che potrebbe prendere qualcun altro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me la prendo, invero, con i produttori di questa spazzatura culturale, ma soprattutto con queste attricette che si prestano senza spirito critico. Me la prendo con chi guarderà questa merdata, con chi dirà “carino!”… con chi non opporrà resistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La televisione italiana è ancora ammorbata da stereotipi, è omologazione pura, è irrealtà spacciata per ambizione per le nuove generazioni.&lt;br /&gt;Dopo i “medici in famiglia”, le tettone, le puttane da salotto, i fascinosi magnacci, le commesse dei negozi… oggi ci toccano anche le segretarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resto basita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ditemi adesso che la Carfagna (questo è il suo compito) sta vigilando sulle pari-opportunità e sull’abbattimento degli elementi che rendono perpetua la segregazione occupazionale. Qualcuno me lo dica, vi prego!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E d’altronde cosa ci si può aspettare da una che fine a ieri bazzicava negli armadietti dei camionisti. Il cavaliere continua ad insultarci e lei, ovviamente, tace… come la più abile delle puttane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci vogliono così, ma io davvero non ci sto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sto. Non ci sto. Non ci sto. Non ci sto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona domenica!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: se vi state chiedendo cosa c’entri Rita Levi Montalcini con codeste creature, non scervellatevi (dote poco sfruttata) ve lo dico io: niente. Assolutamente niente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-5502078679697793746?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/5502078679697793746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/10/le-segretarie-del-sesto-secolo-ac.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5502078679697793746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5502078679697793746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/10/le-segretarie-del-sesto-secolo-ac.html' title='LE SEGRETARIE DEL SESTO... SECOLO A.C.'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SuQx2cAoUzI/AAAAAAAAAPw/NY0D15rl4rk/s72-c/rita-levi-montalcini1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-1410105504949487315</id><published>2009-10-13T23:30:00.002+02:00</published><updated>2009-10-13T23:37:39.849+02:00</updated><title type='text'>LE PARI SCEMENZE DI UNA MENTECATTA DA CALENDARIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/StTx10_BqaI/AAAAAAAAAPo/NFINZKQXB_U/s1600-h/0,,1422117_4,00.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392200560927680930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 436px; CURSOR: hand; HEIGHT: 346px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/StTx10_BqaI/AAAAAAAAAPo/NFINZKQXB_U/s400/0,,1422117_4,00.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Torno su queste mie pagine perché, per quanto mi sforzi, la politica spazzatura di questi mesi ha cominciato a farmi venire l’orticaria. Dio solo sa quanto mi sia sforzata di non guardare, di non sentire… ma, ahimé, ogni tentativo è fallito miseramente.&lt;br /&gt;Lo sappiamo in tutti, il nano in preda ad un irreversibile sindrome d’onnipotenza – e ad una simultanea sindrome d’impotenza – ha cominciato a fare la voce grossa: l’unica cosa grossa che gli è rimasta, dopo quella polpetta grigiastra che si spera sfoci presto in una metastasi cavalcante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le persone che mi leggono mi chiedono sempre se abbia mai subito in giovinezza tante a tali sevizie da rendermi così acida nei confronti delle donne.&lt;br /&gt;A questi personaggi (uomini o donne che siano) posso semplicemente rispondere che - visto che il numero delle coglione è in aumento, mentre l’intelligenza è rimasta costante – mi arrogo il diritto di parlare di qualcosa di grandemente attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sappiamo tutte, che le donne siano puttane, lo si sapeva da qualche millennio… il punto è che da qualche tempo a questa parte qualcuna ha iniziato a mistificare un contenuto di realtà, ammorbando l’aria degli uomini con strani concetti tipo “oltre le gambe c’è di più” “l’utero è mio e lo gestisco io” e via discorrendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancor più recentemente, sono state avvistate strane creatura dapprima visibili solo in qualche scalcinato armadietto di qualche arrapato meccanico o dentro l’abitacolo di qualche impenitente camionista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tesi degli “X-men” suggerisce infatti che, di tanto in tanto, l’evoluzione della specie compie degli straordinari salti in avanti… e fu così che nacquero le ministre delle pari opportunità. Non si sa bene da dove sbuchino, quanta fatica abbiano fatto per conquistarsi l’ambita poltrona. Sì, ok, sgambettare da mattina a sera e fare grandi sorrisi, mostrando tutti i lati disponibili, compreso il tubo esofageo, merita almeno un ministero. Ok ok, la bambina si è laureata… più o meno con le stesse scorciatoie della Gelmini. L’italia è anche questa, ma noi che abbiamo fatto per meritarci una mentecatta del genere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando arrivo a parlare di “codesta” creatura, mi sento sempre additata come la solita donnaccia di estrema sinistra… e la cosa mi rende perplessa perché, in effetti, certi discorsi possono essere validi, non tanto prendendo una posizione politica, quanto limitandosi semplicemente ad analizzare i fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La querelle tra Mr B e la maschia in gonnella mi ha lasciata indifferente: che se le diano pure di santa ragione… d’altronde sono pagati profumatamente per questo, no?!&lt;br /&gt;Quello che mi nuoce è, invece, il constatare la totale assenza di una presenza che dovrebbe garantire, almeno sulla carta, il rispetto verso le paristronze. Insomma, che la Bindi sia un cesso non è un segreto nemmeno per Luisa che comincia presto, finisce presto e di solito non tira lo sciacquone. Non è nemmeno un segreto che il vostro capo del governo metta dei tacchi da 20 cm, allevi una foresta posticcia e si faccia di viagra direttamente in vena. Dico, saranno pure cazzi suoi… quando riesce a vederselo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto, per ritornare a bomba, è che la signora dal muso da cerbiatta e l’anima da vacca (le foto sparse nell'etere non le ho mica scattate io) non si stupisca affatto del ruolo che il master riserva loro: il nulla condito di niente con una spruzzatina di merda fumante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo capisco. Continuo a non capire: ma dove sta questa evoluzione? Sta forse nel fatto che a 4 donne venga riservato il talamo-passepartout del premier, mentre alle altre tocca di tornarsene con clava nella caverna domestica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci vuole un’arca di scienza: la donna amata dal premier (quella ideale, intendo) è la femmina che tace e conta meno del due di briscola. La Lario? Mai sentita. Della prima moglie? Boh!!! Non so, ma immagino che siano state profumatamente pagate per non proferir parola. Non mi stupisce quindi che anche la nostra Ca…gna sia stata strapagata per non dire un cazzo. Ella, com’è noto, si preoccupa solo di promulgare leggi spazzatura sullo stalking. Dicesi stalking quel reato per cui la vittima è sempre donna… e, guarda caso, diventa vittima quando si stanca di darla a gratis. Dio com’è servizievole!!! Quanta cura… e che stacanovismo!!! Nella sua mentuccia ha anche creato le “scatole rosa” da installare nelle auto delle donne, così, in caso di necessità, potranno essere prontamente rintracciate e salvate dal maschio bruto. Mai sentite cazzate più grosse. Poi, ovviamente, quanto si verificano aggressioni verso i gay (beneamati dalla destra come la merda sulla brioche a colazione) ella si limita a inviare una mail con su scritto: “Sono con voi!!!” Che azione politica, che impegno politico!!!  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per non parlare delle gang giovanili al femminile...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si sa, l'importante e non vedere. Ok, insabbiamo anche questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono dubbi: in Italia tutto va a puttane. E se ci va anche il premier, vuol dire che la strada è quella giusta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-1410105504949487315?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/1410105504949487315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/10/le-pari-scemenze-di-una-mentecatta-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/1410105504949487315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/1410105504949487315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/10/le-pari-scemenze-di-una-mentecatta-da.html' title='LE PARI SCEMENZE DI UNA MENTECATTA DA CALENDARIO'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/StTx10_BqaI/AAAAAAAAAPo/NFINZKQXB_U/s72-c/0,,1422117_4,00.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-63128605919265631</id><published>2009-07-30T08:33:00.004+02:00</published><updated>2009-07-30T10:17:46.827+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='evoluzioni del cazzo'/><title type='text'>PRESAGI CULTURALI. sottotitolo  pacato:CAZZO AVEVO RAGIONE!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SnFPc1NwtlI/AAAAAAAAAPg/tANU3jwAcJE/s1600-h/pinkladies_cab.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 302px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364155987914700370" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SnFPc1NwtlI/AAAAAAAAAPg/tANU3jwAcJE/s400/pinkladies_cab.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono giorni come questi – giorni in cui non si ha voglia di fare un cazzo, fatta eccezione per una goduriosa scorpacciata di mare, piselli al vento e uova in camcia – in cui la stanchezza per questo andazzo italiano mi provoca un’antipatica orticaria.&lt;br /&gt;Ecco, stavo appunto per grattarmi in qualche innominabile posto davanti ad una pigra tazza di caffè quando improvvisamente mi scontro in un succulento articolo su Repubblica di oggi ( 30 luglio, 2009) che mi ha sollevato il morale.&lt;br /&gt;Questo il titolo: “Arrivano i “taxi rosa” l’idea la femminile che divide Beirut.” Per dirla brevemente, sulla scia di pregresse sperimentazioni, arrivano anche a Beirut i taxi rosa. Si, insomma, dei veicoli in pieno stile “Barbie si reca alla sfilata di Barbie” che accolgono solo donne e che, ovviamente, sono guidati da donne.&lt;br /&gt;Il mondo occidentale aveva, a suo tempo, applaudito a questo evento di “sana e robusta pari opportunità”, pensando che le donne dovessero avere anche i loro taxi, agghindati come dei saloni di bellezza su 4 ruote, all’interno dei quali farsi anche la ceretta senza che il conducente potesse in alcun modo approfittarne per radersi le palle (questa è vera uguaglianza!).&lt;br /&gt;Tuttavia il “lieto evento” pare, giustamente, non aver sortito la stessa calorosa accoglienza da parte della popolazione locale. Dico “giustamente” perché, certamente, questa non rappresenta alcuna conquista sociale. Le donne islamiche lo sanno, sanno benissimo che la segregazione socio-culturale si è sempre giocata su questa spartizione del tutto in base al sesso… esattamente come succedeva negli USA nel periodo della segregazione dei neri, e dunque perché ripristinare queste secolari spartizioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non v’è risposta, ovviamente. Il mondo islamico si occidentalizza, ma almeno conserva un certo spirito critico rispetto a queste cazzate. Vi dirò, e lo sapete, sono sempre stata contraria a queste innovazioni chiamate Pari opportunità anche perché a forza di favorire di qua e di là si finisce col creare – come afferma Francesca Caferri, autrice dell’articolo – una segregazione al contrario: una segregazione auto creata e auto diretta.&lt;br /&gt;Pare, in effetti, che in occidente vada molto di moda l’autoesclusione blandamente mascherata da conquista “al femminile”. Sono anni che mi chiedo il senso delle “quote rosa” e di quelle minchiate che la Carfagna sta oggi proponendo in parlamento. Lo so, nella mente malata di molte donne c’è l’idea predominante e il desiderio di escludere gli uomini e di fare di tutto e del tutto un “affare di donne”, senza per questo porsi la questione se più che un “escludere” sia un “escludersi” tout-court dal confronto.&lt;br /&gt;Ci piace pensare di non aver bisogno dell’uomo… fortunatamente, poi, ci accorgiamo che essere lesbiche è tanto caruccio, tanto complice, tanto intimo, ma che, santo iddio, noi di questi uomini proprio ne abbiamo bisogno. E non soltanto fra le gambe!&lt;br /&gt;L’estate arriva. Donne, evolvetevi!!! Fatelo per voi stesse… almeno per voi stesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla prossima.&lt;br /&gt;Vostra Amanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: alla cara amica che mi parla dello stalking, dedicherò un post la volta prossima. Nell’attesa, imparate a fare meno le stronze. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-63128605919265631?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/63128605919265631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/07/presagi-culturali-sottotitolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/63128605919265631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/63128605919265631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/07/presagi-culturali-sottotitolo.html' title='PRESAGI CULTURALI. sottotitolo  pacato:CAZZO AVEVO RAGIONE!!!'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SnFPc1NwtlI/AAAAAAAAAPg/tANU3jwAcJE/s72-c/pinkladies_cab.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-9092355170478455914</id><published>2009-07-03T14:00:00.002+02:00</published><updated>2009-07-03T14:15:37.478+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='renaissance'/><title type='text'>MY BACK IS BACK</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/Sk3znABN7-I/AAAAAAAAAPY/cSkHmQnEO-s/s1600-h/Sexy_Ass_Part_3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354203383358943202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 334px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/Sk3znABN7-I/AAAAAAAAAPY/cSkHmQnEO-s/s400/Sexy_Ass_Part_3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo so, pareva impossibile che io tornassi (ottimo congiuntivo!)... e invece eccomi qui. Per la gioia dei grandi e delle  grandi.&lt;br /&gt;Ero rimasta assenza dal web per sperimentare le gioie dell'ano-nimato  per godermi un periodo di riflessione sulla scia dle post che poi non ho più scritto, ovvero quello di mr banana e di quella tardona della Lario. In verità, è tardone anche lui, ma cosa non fanno i copiosi interventi chirurgici, oggi?!&lt;br /&gt;Ben poca cosa, direi, a giudicare dai risultati.&lt;br /&gt;Sono tornata con la mia faccia di culo. Tralascerò la fiera della porchetta poiché, a quanto pare, ne sono state dette di tutti i colori sul conto del ritardo mentale di quella donzella - provetta attrice del cinema horror -  consapevole delle tendenze pedofile di nonnoimpontente.&lt;br /&gt;No, non vale la pena spendere nemmeno una parola su queste scempiaggini. Woody Allen l'ha sempre sostenuto: è solo paura di morire.  E penso che mr. B abbia sviluppato un insano desiderio di eternità, pari solo a quello di M. jackson, che nel frattempo se l'è svignata alla chitichella con un incredibile moonwalker.&lt;br /&gt;Anyway, questo è solo l'inizio... ma io sono viva. ed intendo restarci.&lt;br /&gt;Viva la libertà d'espressione. Un grazie sentito a tutti gli afcionado che mi hanno scritto con i loro preziosi commenti sulle porcate delle donne oggi.&lt;br /&gt;Adesso che arriva l'estate poi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vs Amanda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-9092355170478455914?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/9092355170478455914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/07/my-back-is-back.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/9092355170478455914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/9092355170478455914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/07/my-back-is-back.html' title='MY BACK IS BACK'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/Sk3znABN7-I/AAAAAAAAAPY/cSkHmQnEO-s/s72-c/Sexy_Ass_Part_3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-7302186343250803116</id><published>2009-05-10T09:28:00.001+02:00</published><updated>2009-05-10T09:30:42.214+02:00</updated><title type='text'>LA SAGRA DEL MAIALE... E DELLA PORCHETTA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;COMINIG SOON&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SgaCXMwxJdI/AAAAAAAAAOI/EEYFjcVjejI/s1600-h/84882-1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334094143741306322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 288px; CURSOR: hand; HEIGHT: 279px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SgaCXMwxJdI/AAAAAAAAAOI/EEYFjcVjejI/s400/84882-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-7302186343250803116?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/7302186343250803116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/05/la-sagra-del-maiale-e-della-porchetta.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7302186343250803116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7302186343250803116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/05/la-sagra-del-maiale-e-della-porchetta.html' title='LA SAGRA DEL MAIALE... E DELLA PORCHETTA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SgaCXMwxJdI/AAAAAAAAAOI/EEYFjcVjejI/s72-c/84882-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-4850240346035225054</id><published>2009-04-28T23:04:00.001+02:00</published><updated>2009-04-28T23:06:41.913+02:00</updated><title type='text'>FOTO DI GRUPPO: OTTO OCHE E UNA RISERVA DI PORCHETTA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SfdvzK-tE6I/AAAAAAAAAOA/vC1MihvAAik/s1600-h/OCHE_0.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329851608927638434" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 495px; CURSOR: hand; HEIGHT: 310px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SfdvzK-tE6I/AAAAAAAAAOA/vC1MihvAAik/s400/OCHE_0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Torno dopo un periodo di andirivieni di influenze, sbalzi di temperature e di riflessioni profonde.&lt;br /&gt;Cos’ho fatto in questo periodo? Beh, sono rimasta a guardare? Guardare cosa? Nulla, assolutamente nulla. Dicesi nulla: tutto quello che accade abitualmente e che non stupisce più per la sua intrinseca banalità.&lt;br /&gt;In mezzo a tutto a questo nulla, in verità, c’è stato qualcosa di leggermente più annichilente… e desidero parlarvene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste ultime settimane in cui il mondo è rimasto concentrato sui disastri ecologici, sui terremoti e sulle troie contagiose d’origine messicana, io sono rimasta nella mia villa di montagna a guardare il mondo dalla finestra… e dalla TV. Niente di nuovo sotto il sole, ovviamente. Fatta eccezione per l’ultimo autogol in ordine cronologico firmato Mediaset. Sia ben chiaro, Mediaset non mi sta antipatica… mi provoca soltanto una leggera orticaria e impulso a cospargere il pianeta di profumata diarrea… sarà che da quando i puffi sono al governo tali esempi di prestigiosa televisione mi fanno venir voglia di abbonarmi al digitale terrestre e contemporaneamente acquistare una sega elettrica per ridurlo a fettine sottili sottili che non puoi dire di no.&lt;br /&gt;Mi riferisco ovviamente agli otto palmipedi della foto.&lt;br /&gt;Ah, non le riconoscete? Cazzo, avrei detto il contrario. Beh, ve le presento brevemente. (da destra a sinistra).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima è Pamela Prati. Ballerina di fila al supermercato che negli anni è stata promossa a prima ballerina incapace di intendere e di volere. Nel giro, si dice che sia un trans, ma io sono fermamente convinta che sia soltanto una a cui va semplicemente regalato un burqua… e un abbonamento ad una scuola di ballo. Chissà che con un po’ di buona pratica non riesca a ballare da sola anziché essere spostata da un posto all’altro del palco ad opera di uno squadrone di forzuti ballerini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda è invece la nostra Valeriona. Nella foto la riconoscete agevolmente perché è quella senza il travestimento da palmipede e certamente anche la prossima a partorire una mezza quintalata di fois gras. Differentemente dalla prima, che almeno ci prova, ella non sa neppure il significato della parola “danza”… eh sì che in questi ultimi vent’anni uno stuolo di provetti insegnanti si sono dati un gran da fare per farle capire che un conto è il ballo un altro è lo starnazzare ammiccante davanti alle telecamere. E vabbé qui si potrebbe scrivere un trattato…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza è la notoria Nina Moric. Diplomata al ruolo di sfigata abbonata al silicone, ama grandemente l’arte del mimetizzarsi. Che poi ci vuol poco… e d’altronde dove potrebbe nascondersi una totale incapace se non in mezzo ad altrettante incapaci? Ella infatti non sa far nulla. Dicesi nulla, tutto quello che una buona moglie fa per amore, ma che qualcun'altra fa per soldi ad insolite altitudini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è poi la Angela Melillo. Vincitrice di non so quale reality, si distingue in mezzo al gruppo per quella sua capacità di saper produrre espressioni infantili da bambinetta smaliziata. E qualcuno ancora ci crede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come state notando, ma mano che scendiamo nella lista il curriculum di ognuna di queste comincia ad accorciarsi. Seguono infatti le rimanenti quattro, tra cui spicca un’ex miss Italia premiata al concorso per la sua incredibile somiglianza con Sophia Loren. E basta. Campionessa di gaffe ortografiche e sintattiche, si è rifugiata nel ruolo a lei più congeniale: fare la spalla delle spalle ai comici del Bagaglino. Le ultime tre sono emerite sconosciute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi starete chiedendo il perché di questa breve disamina. Vi credo sulla parola. Anche io mio sono posta la stessa domanda. Insomma, perché fare una trasmissione con otto donne (ah che eufemismo!)? Cosa avranno voluto comunicarci gli autori? Che messaggio avranno voluto dare queste otto cretine al popolo maschile, e ancor più a quello femminile?&lt;br /&gt;Forse gli autori avranno voluto insinuare che per fare una vera soubrette al giorno d’oggi – con la logica del patchwork - ce ne vogliono almeno otto… e questo per cercare di nascondere il livello complessivo di incompetenza connaturata in ognuna di esse. Le oche giulive che invece hanno deciso di sfilare in questo bordello televisivo (cara Carfagna, le puttane non sono solo per le strade) hanno invece voluto comunicarci – a noi donne comuni mortali – che oggi il modello di donna vincente è quello che loro promuovono con la loro immagine: una donna che non ha bisogno di essere ma solo di apparire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Badate, non v’è nulla di moralistico in questa affermazione. Quello che veramente mi irrita è il fatto che il piede nella fossa dello status quo culturale sia ancora così saldamente fermo. Ok, sì, forse è la solita menata femminista… ma di certo io sono davvero stanca di non vedere attorno a me donne con un valore aggiunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bellezza, vera o presunta che sia, ha sopraffatto ogni cosa. Ma la bellezza basta davvero? Io questo me lo sono sempre chiesta. Mi sfugge infatti il senso di questa corsa. Dove si vuole arrivare? La gran parte di questi ritrovati di pseudo arte coreutica non è più né in età di marito né in età da parto. Sono vuoti a perdere. Hanno forse bisognosi soldi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse semplicemente esistono… e per qualcuna sono la speranza che anche a cinquant’anni si può essere ancora piacenti. Si sa, gallina vecchia fa buon brodo, ma qui invero si parla di oche… e allora l’analogia si perde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente il programma è stato un flop e qualcuno sta già pensando di cancellarlo, ed io fremente come non mai spero che il messaggio a queste tardone giunga chiaro e forte… come la pallottola in fronte che piazzerei volentieri in mezzo a quegli otto cervelli vuoti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi mi gira così… perché io fortunatamente le mestruazione ce l’ho ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hasta luego&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-4850240346035225054?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/4850240346035225054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/04/foto-di-gruppo-otto-oche-e-una-riserva.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/4850240346035225054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/4850240346035225054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/04/foto-di-gruppo-otto-oche-e-una-riserva.html' title='FOTO DI GRUPPO: OTTO OCHE E UNA RISERVA DI PORCHETTA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SfdvzK-tE6I/AAAAAAAAAOA/vC1MihvAAik/s72-c/OCHE_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-6330895738830420256</id><published>2009-04-04T20:08:00.002+02:00</published><updated>2009-04-04T20:12:30.031+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IDENTIKIT DI UNA DONNA'/><title type='text'>WOMAN AT WORK… OVVERO LE FATICHE DI UNA DONNA EMANCIPATA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SdeigPy4qRI/AAAAAAAAAN4/-AEXizzOHDM/s1600-h/2960322609_24d8b36e05.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320900159641004306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 426px; CURSOR: hand; HEIGHT: 446px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SdeigPy4qRI/AAAAAAAAAN4/-AEXizzOHDM/s400/2960322609_24d8b36e05.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io proprio mi sono rotta le ovaie. Sì, non ce la faccio più a sentirle blaterare. Le donne, intendo.&lt;br /&gt;Da qualche tempo a questa parte, la quasi totalità delle donne ha cominciato a sentirsi colta da una fiamma divinizzante, onde per cui ogni cosa che viene detta a loro carico assume l’ennesimo attacco alla sacralità del proprio status di “intoccabili”.&lt;br /&gt;Oltre a sentirci divine, noi amiamo anche percepirci come il centro del mondo: un mix letale tra wonder woman, la casalinga, l’amica e la madre perfetta. A noi questo ruolo piace… e ci piace soprattutto perché così abbiamo una buona scusa per rompere i coglioni per le vie del mondo. Sai che caciara!!!&lt;br /&gt;Ecco, credo che sia proprio questa nostra attitudine a lagnarci che ci abbia portato a considerare ogni cosa troppo stretta e, per converso,  a desiderare un mondo che non esiste nemmeno nelle favole. Infatti, quando ci proiettiamo  in una fiaba – una qualsiasi, ovviamente -  prediligiamo sempre il ruolo della piccola fiammiferaia oppure quello della principessa di turno o, anche meglio quello della sfigata che alla fine trionfa, tralasciando distrattamente tutto quel variopinto paesaggio umano costellato di streghe simili a mogli, sorellastre molto simili a colleghe d’ufficio… e ippopotami col tutù del tutto identiche a quelle immagini che riflettono lo stato di avanzamento-cellulite del nostro corpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle lagne  create ad hoc nel corso dei secoli è quella che riguarda il fatto che non ci venga mai data l’opportunità di dimostrare quanto siamo realmente cretine. L’uomo, dal canto suo, nel suo continuo ostacolarci ha cominciato a vestire il ruolo dell’alibi perfetto. Per fortuna nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi, il ministro Brunetta durante il convegno denominato Women at work, ha detto qualcosa di assolutamente vero, ma che nessuna donna – nemmeno la più autocritica – si sarebbe mai lasciata scappare dalla bocca, e cioè che la femminilizzazione dei lavori e delle professioni che scegliamo è una tomba che ci scaviamo da sole… e come siamo brave a farlo!&lt;br /&gt;Su quel letamaio infiocchettato di rosa dette Pari opportunità si è  infatti costruito tutto il nostro modo di vedere il lavoro oggi, ovvero una doverosa pausa remunerata maldestramente lasciata cadere tra i bambini che vanno lasciati a scuola, fare la spesa, andare a fare shopping, andare in palestra, dissipare lo stipendio proprio e del marito, cucinare preziosi manicaretti per la famiglia, lavare le mutande del nostro compagno di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio com’è dura la vita! Come ci sfianca… Eh sì, deve essere proprio una gran fatica cucinare la frittata, ma di certo ci risulta facile rigirarla ad arte… soprattutto quando c’è di mezzo il suddetto status.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo status delle intoccabili è infatti quell’immagine collettiva che ci fa apparire vittime ad oltranza di un sistema – a nostro dire – costruito ad hoc dalle sapienti mani degli uomini al solo scopo di prevaricarci. Cazzo, mi ero infatti scordata che il coiffeur, la depilazione, la palestra, lo shopping, i tacchi alti sono stati la più brillante invenzione degli uomini. Insomma, pare che la donna non sia mai stata libera di creare ed essere se stessa. È sempre l’uomo che ci obbliga e noi questo lo sentiamo sulla nostra pelle. Giorno dopo giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi donne, si sa, memori di un passato che ci ha visto schiave di non fare un cazzo mentre i nostri mariti andavano in guerra, abbiamo cominciato a battere i piedi per terra per ottenere il “mal” tolto. Il femminismo di oggi non si pone tanto la parità, quanto l’effettivo superamento dell’uomo. Una specie “super uomo”  - o meglio una super donna – che può fare tutto… a patto che gli si lasci il tempo di non far nulla. L’importate – il nodo cruciale -  per noi non è ottenere quanto rivendicare tutto il rivendicabile. Sì, noi vogliamo tutto. Vogliamo lavorare – ad esempio – ma al contempo vogliamo andare a fare shopping. Vogliamo anche essere madri (nostro sacrosanto diritto fisiologico), ma al contempo vorremmo lavorare (ovvero fare shopping). Vogliamo comandare il mondo, ma se la cosa implica troppe energie e troppo tempo quando ci andiamo dal parrucchiere, dall’estetista o a fare shopping? Vogliamo essere emancipate, ma ci incazziamo quando un uomo ci lascia pagare il ristorante (insomma, che fine hanno fatto gli uomini di una volta?) o non ci porta a fare shopping con la sua carta di credito. Vogliamo essere super, ma non appena qualcuno di dice “vai!” noi rispondiamo “eh, ma mica sono un robot?!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è che noi siamo sempre dalla parte del giusto, per una questione di principio… In relazione a questo dogma, ogni cosa detta risulta una mancanza di rispetto per le donne. Sono esattamente queste le parole usate dalla Pollastrini, alla quale vorrei chiedere: “ma in quale condizione una donna può dirsi rispettata?”  Io c’ho pensato e l’unica risposta che è giunta è stata: una donna si dice rispettata quando le si concede di fare quel che cazzo gli pare, e quando ne ha voglia.&lt;br /&gt;Non sia mai, infatti, che ad una donna si faccia notare che “per caso” si è allontanata dal luogo di lavoro per fare la spesa. Guai serissimi, gentile amiche!!! Insomma, una donna ha il diritto di fare la spesa… se no i figli e  il marito che cosa mangeranno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra minchiata galattica è quella dei congedi parentali. Gli uomini all’asciutto di questa materia sicuramente non sanno che dal 2000 (legge 53) ci sono questi benedetti “Congedi parentali”, i quali però – e ribadisco “però” – sono ottenibili dagli uomini solo se la donna è disposta a concederli al marito. Il punto è che la donna non vuole: la maternità infatti – questo diciamo noi, anche in relazione al vantaggio di godersi il pupo – è una prerogativa a cui nessuna intende rinunciare, ma allora cosa cazzo sono stati inventati a fare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è poi una questione alla quale vorrei che qualche lettore/ice rispondesse: ma perché quando la parità tra i sessi è sostenuta da una donna è emancipazione e quando, invece, è sostenuta da un uomo è maschilismo? Perché la parità dell’età pensionabile è vista come “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;un linguaggio vecchio  e maschilista”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (per usare le parole della Bindi… di certo più maschio di La Russa)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A coronare il fronte delle proteste delle femmine da Montecitorio (speriamo in via d’estinzione… soprattutto se uguali alla Carfagna, ma ahimé c’hanno rifilato anche la Matera!) ci sono state quelle della Carolina Lussana della Lega, la quale è la sostenitrice del “mal comune mezzo gaudio” con frasi del tipo : “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;prendere un caffè  o leggere il giornale sportivo non è un modo di assentarsi dal lavoro?”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Certo cara la mia mentecatta, lo è… eccome, esattamente come leggersi Marie Claire e fare gossip al bagno delle ragazze.  La stessa poi conclude con: &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;“se pure fosse vero… fare la spesa non è assenteismo ozioso, come quello degli uomini.”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dopo una battuta del genere a “questa” mi verrebbe voglia di seppellirla viva. Cazzo, come non averci pensato io stessa?! È un’argomentazione che non fa una piega. Da oggi in poi, infatti, consiglio a tutti indistintamente di assentarsi dal lavoro per fare palestra, o qualsiasi altra cosa che non comporti ozio. Insomma, l’importante è non essere pigri. Geniale, nevvero?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questo tripudio di cazzate femminili, io spero che quella sagoma di Brunetta non si faccia intiepidire da quell’unico neurone “rosa-calendario di Max” al secolo Mara Carfagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutte le altre wonder women che devono ancora imparare a cucinare due uova, stirare un tovagliolo e mettersi il fondotinta come si deve, lancio un laconico: &lt;strong&gt;ma andate a cagare!!!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Amanda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-6330895738830420256?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/6330895738830420256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/04/woman-at-work-ovvero-le-fatiche-di-una.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6330895738830420256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6330895738830420256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/04/woman-at-work-ovvero-le-fatiche-di-una.html' title='WOMAN AT WORK… OVVERO LE FATICHE DI UNA DONNA EMANCIPATA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SdeigPy4qRI/AAAAAAAAAN4/-AEXizzOHDM/s72-c/2960322609_24d8b36e05.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-7582390732251681999</id><published>2009-03-25T14:43:00.002+01:00</published><updated>2009-03-27T22:10:18.540+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='9 MARZO... CAZZO'/><title type='text'>9 MARZO FOREVER</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/Sco1SkBoNeI/AAAAAAAAANo/KerFDey6R3Y/s1600-h/post8-marzo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317120903088715234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 279px; CURSOR: hand; HEIGHT: 375px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/Sco1SkBoNeI/AAAAAAAAANo/KerFDey6R3Y/s400/post8-marzo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono anni molto strani, anni in cui il tempo sembra non passare mai. Ecco, io quest anno mi sono ritrovata questa spiacevole sensazione nelle tasche della più amara consapevolezza (Dio come sono alta,oggi! ndr.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’anno, infatti, diversamente dall’anno scorso – o del tutto uguale a l’anno scorso – mi sono trovata di nuovo a contare i centesimi dell’indifferenza… e, badate, non parlo di quella degli uomini; a quella, ormai ci siamo abituate. Mi riferisco infatti a quella delle donne verso le altre pari-stronze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire? Anche a questa, ahimé, ci siamo abituate, ma io pensavo che almeno per un giorno all’anno potessimo mettere da parte le nostre abituali competitività in favore di un ragionamento che il nostro status di donne “emancipate”impone. E invece cos’è successo? Nulla, nothing, nicht, rien, nada de nada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’anno, anche in concomitanza della promozione del mio libro, sono andata a Milano. La giornata era insolitamente calda e piacevole, le donne in giro per le strade (come tutti i giorni dell’anno) erano davvero tante, ma chissà perché andavano tutte per cazzi loro (Dio come sono bassa oggi!). Si, ok, quasi tutte tenevano in mano o sul bavero della giacca un ramoscello della mimosa, ma questo cosa cazzo c’entra con la festa della donna? (sto cominciando a raschiare il suolo dell’incazzatura) Non è che per comprare un mazzettino spelacchiato di mimosa bisogna aspettare l’8 marzo, eh?! Chi invece aspetta l’8 marzo sono proprio gli uomini. Loro sì che non si dimenticano mai di questa festa, fosse soltanto per attenderci in ogni dove con un ramoscello della suddetta acacia per lanciare l’ennesimo attacco al nostro amor proprio, proponendosi con cortesia e un filo di bava alla bocca per trattarci come principesse. Una volta l’anno, infatti, i più sensibili si svegliano un quarto d’ora prima, razziano l’aiuola più vicina, quindi s’avventurano in cucina facendo maialate inenarrabili maldestramente spacciate per “nouvelle cuisine del mentecatto” che poi addobbano su un improbabile vassoietto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I meno sensibili invece ci attendono sui mezzi di trasporto con lo stesso ramoscello e la stessa bava, ma con una marcia in più: uno straordinario invito a cena in un lussuosissimo ristorante… che noi ovviamente declineremo in favore della classica goliardata tra donne che ci vedrà rinchiuse in chissà quale ameno locale malfamato a fare pompini allo stripper di turno infarcito fino alla punta dei capelli di Viagra.&lt;br /&gt;Non starò qui a biasimare nessuna od a fare la morale… e d’altronde se i vostri mariti sono stati scelti su basi diverse da quelle fisiche, è perfettamente naturale cercare una cannuccia da ciucciare almeno una volta l’anno. Quindi lasciamo stare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che veramente mi ha colpito – ma a questo anch’io dovrei esserci abituata – è stata la totale assenza di voci. Milano era sì piena, ma di stronzette protese a spendere la paghetta del marito o la misera busta paga (invisibilmente decurtata di un buon 15 % rispetto agli uomini) nei negozi del centro. Per fortuna che il sindaco di Milano è una donna… perché altrimenti al posto dei musei aperti non avremmo avuto neppure quelli, ma solo il classico calcio in culo che tanto ci eccita per 364 giorni l’anno. Sì, dev’essere così, a noi la nostra condizione piace… ci piace davvero tanto. Ci piacciono le gentilezze, gli uomini che ci aprono la porta, che ci fanno regalini ogni due-per-tre, che ci mantengono. E se, santo iddio, ogni tanto ci danno qualche terapeutico ceffone, che problema c’è? E dunque perché modificare questo status quo? Se veramente le cose non ci piacessero, ci armeremmo di tutto punto e ci uniremmo a forza per dire la nostra. Ma che distratta – scusate – mi ero del tutto dimenticata che noi siamo solo in grado dire grandissime minchiate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’8 marzo 2009 penso che sarà ricordato per le cazzate della nostra cara Carfagna che con orgoglioso tailleur ci dice che adesso c’è una legge sullo Stalking (attenzione ragazze il discorso vale anche per voi) , ma soprattutto per la mega minchiatona cosmica del presidente dell’ANML (associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) Marco Fabio Sartori che in occasione del lieto evento lancia il progetto NOTE SCORDATE.&lt;br /&gt;L’iniziativa è stata fatta ruotare sulla deplorevole sorte delle donne morte sul lavoro. La notizia, vi dirò, mi ha colto di sorpresa forse perché ho ancora nelle orecchie le urla di quei poveri disgraziati della Tyssen o di tutti quei bei maschietti che se ne stanno sulle impalcature a fare lavoretti che noi etichettiamo come “lavori da maschi”… (ma non stavamo cercando le pari opportunità?)&lt;br /&gt;Storco il naso ma resto all’ascolto… e ci resto fino a che non scopro che in verità gli incidenti delle donne sono fortemente inferiori a quelli occorsi agli uomini, ma che il 70 % di coloro che hanno avuto un incidente lo hanno avuto non già sul lavoro, ma sulla strada per recarsi sul posto di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intermezzo spastico&lt;br /&gt;No, perdonate, credo di non aver capito il nocciolo della questione… gli incidenti avvengo sulla strada??? Scusate, ma questo cosa minchia-cazzo-ano-vagina c’entra con le morti sul lavoro??? Non sapevo che la strada partecipasse all’incuranza del datore di lavoro o fosse complice dell’assenza degli estintori…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spiegazione&lt;br /&gt;Siccome mancavano studi inutili volti a dimostrare la discriminazione delle donne, qualcuno ha pensato bene di metterla sul tragico e di sollevare la questione circa la mortalità delle donne che vanno a lavorare, quando invece gli uomini usano il tele-trasporto per compiere lo stesso tragitto.&lt;br /&gt;Il fenomeno è stato anche osservato per elaborare – non senza un esoso esborso da parte dei contribuenti – un piano o iniziative per arginare il fenomeno. Queste alcune proposte:&lt;br /&gt;1 - la costruzione di Aree di sosta Rosa, in cui ogni avveduta lavoratrice potrà riposarsi grazie all’ausilio di esperti massaggiatori, coiffeur ed estetisti per le feste. Certi stress vanno accuratamente evitati!&lt;br /&gt;2 - l’elaborazione di un nuovo orario di lavoro che prevedrà una riduzione dell’orario in favore di altre attività altamente remunerative come darsi il rossetto prima-durante e dopo le riunioni, fare un perentorio cambio d’abito tra mattina e pomeriggio quindi un riposino di mezz’ora ogni mezz’ora per evitare i fisiologici cali di attenzione. Dio non voglia che le rughe ci sconvolgano il make-up!;&lt;br /&gt;3 - uno sconto del 70 % su prodotti probiotici a base di omega 3 che rafforzano le difese immunitarie e le risposte agli stimoli esterni quali sorpassi, parcheggi e pagamento dei pedaggi… tutte attività create ad hoc per discriminare le donne;&lt;br /&gt;4 - l’uscita due ore prima dal lavoro, in modo tale da assicurarsi le strade tutte libere per fare i fatti propri anziché guardare quel cazzo di strada che si trovano davanti. Dicesi strada: quell’insignificante cosa nera con una striscia bianca (continua o intermittente) sui cui facciamo di tutto tranne che guidare.&lt;br /&gt;5 - un tampax commestibile in dotazione a tutte le lavoratrici, così non dovranno costantemente fermarsi – almeno una volta al mese – in quelle lerce aree di servizio.&lt;br /&gt;6 - una Pink-box con satellitare e salvavita Beghelli per quelle sciuprinate che non sanno cambiare una ruota, ma preferiscono farsi violentare da un rumeno qualsiasi piuttosto che sporcarsi le mani…. Oddio, che distratta, questa l’hanno già inventata. Sigh!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morale della favola: le donne, pur di sorpassare gli uomini, vanno anche a lavorare, ma spesso preferiscono non arrivarci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benvenuto 9 marzo!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-7582390732251681999?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/7582390732251681999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/03/9-marzo-forever.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7582390732251681999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7582390732251681999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/03/9-marzo-forever.html' title='9 MARZO FOREVER'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/Sco1SkBoNeI/AAAAAAAAANo/KerFDey6R3Y/s72-c/post8-marzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-5845149669623233036</id><published>2009-03-07T18:34:00.003+01:00</published><updated>2009-03-08T22:31:13.100+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASPETTANDO L&apos;8 MARZO'/><title type='text'>RAGIONE 7: AMIAMO RACCONTARCELA. SENZA AUTOCRITICA.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SbKxT1jCnWI/AAAAAAAAANg/ldvANxhdtek/s1600-h/NT3769636.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310501864972918114" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 459px; CURSOR: hand; HEIGHT: 363px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SbKxT1jCnWI/AAAAAAAAANg/ldvANxhdtek/s400/NT3769636.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#993399;"&gt;8 MARZO… STUPRO A PROVA DI AUDIENCE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… e ci siamo! Siamo giunte all’8 marzo del 2009.&lt;br /&gt;Tra le tante discussioni fatte apposta per questa data memorabile, quella che più ha coinvolto gli italiani (e le italiane) in quest’ultimo periodo è stata la questione “Stupri”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non passa giorno che da qualche parte d’Italia non si consumi un atto così orribile. Ecco, da questo punto di vista, io sono assolutamente concordo: lo stupro va condannato senza SE e senza MA. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo mi affretto subito ad evidenziare che oggi stiamo assistendo ad una spettacolarizzazione dell’orrido. Già  molto in voga nel tardo ‘800, intorno agli ’40 e ’50 aveva lasciato il passo ad un più compassato neo-realismo capace di tratteggiare la realtà dei fatti con misurata  ostentazione, per riproporsi a noi sotto una veste nuova: lo scintillante abitino di paillette destinato alle grandi occasioni. Insomma, stupida e mentecatta chi non ce l’ha.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questi tempi, sulla scia del tam-tam degli ultimi (presunti) avvenimenti, c’è infatti chi si sta divertendo a cavalcare l’onda. È il caso di Christine Del Rio, ma sono pronta a scommetterci che non sia l’unica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza, intervistata dalla D’Urso, racconta di essere stata segregata e violentata per 3 giorni. Strano a dirsi la notizia, si è inserita nel polpettone mediatico riscuotendo un notevole successo… insomma, è capitata al posto giusto al momento giusto. Toh, ma guarda che deliziosa coincidenza?!&lt;br /&gt;Fermiamoci un attimo e cerchiamo di rifletterci sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono spesso chiesta “se” e “quando” si può parlare di stupro. Lo so, la questione non si presenta affatto lineare, ma occorre cercare di capire le cose e questo soprattutto perché, tanto per cominciare, una cosa appare chiara: si parla di stupro solo quando è la donna a dirlo. Insomma, tutto dipende dalla percezione della donna… tutto dipende da come noi rielaboriamo quello che probabilmente è stata la scopata del secolo, o la più noiosa perdita di tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla questione stupri aleggiano più o meno una serie di stereotipi, fissi e granitici a tal punto da non consentirci una prospettiva oggettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo è quello che riguarda la natura delle vittime. Ecco, secondo questo schema, la donna è sempre la vittima e l’uomo è sempre il carnefice. E questo schema si ripete come una macchina perfetta in ogni situazione come una fotocopia non dissimile dall’originale, senza che nessuno ponga almeno un ragionevole dubbio su tutta la faccenda. In conseguenza a ciò, appare chiaro che solo la donna abbia da “perderci” e che sia solo l’uomo a “guadagnarci”. L’icona della vittima, ne converrete, ha poi un certo fascino: ispira quasi tenerezza e senso di protezione. Sarà per questo motivo che ci diciamo disgustate da questa pratica e immaginiamo acriticamente che se qualcosa è avvenuto è solo colpa dell’uomo, dei suoi bassi istinti e non già della qualità delle nostre mete. Noi donne sappiamo – e qui che gli uomini falliscono – che se è vero che l’uomo è cacciatore per indole, la donna è sicuramente puttana, perché sicuramente la voglia di figa del maschio e direttamente proporzionale alla voglia di cazzo delle femmine. Apriti cielo!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia chiaro qui non si tratta di far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, ma di certo asserire che tutti gli uomini siano violenti e che tutte le donne siano vittime, equivale ad un errore non del tutto dissimile a quello che potremmo commettere se ipotizzassimo il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo stereotipo – largamente abusato nelle culture cristiane – è quello che vede la donna pensare al sesso come mero strumento riproduttivo… il che è esattamente falso come asserire che gli uomini pensano al loro pisello solo per pisciare. Secondo questo modello iconografico, la donna – una volta messi al mondo i figli – ripristina in un certo senso l’antico verginale splendore di un tempo, sublimando tutti i propri umani desideri in magnifiche torte fatte in casa o in deliziosi manufatti ad uncinetto. Come dire che la realizzazione della donna corra sul filo della Cucirini Cantoni Coats e sugli etti di farina e uova biologiche, mentre gli uomini – non avendo personalmente prodotto nulla di significativo, se non un manipolo di girini impazziti – continuino imperterriti a cercare un contenitore vuoto da riempire ogni due-per-tre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro stereotipo investe invece il set delle motivazioni addotte. Infatti, se una donna mente all’uomo “giusto” per farsi mettere incinta non commette nessun reato sull’uomo, mentre l’uomo che non ha nulla da dare se non una sana e goduriosa scopata ha il 99% di possibilità di essere denunciato come stupratore.  In linea di massima, l’uomo è sicuramente stupratore se ha il conto in banca vuoto o se non ha un programma televisivo in cui farle fare la conduttrice. Visto che in Italia siamo fanatiche delle statistiche, proviamo a far mente locale sulla tipologia del violentatore-tipo. Direi che, senza stare lì a fare grossi studi, di solito si tratta di un extracomunitario/italiano e comunque di un nulla tenente.  Se l’uomo corrispondesse una contropartita adeguata, la  donna di certo non avrebbe di che lamentarsi. Insomma, chi sputerebbe nel piatto in cui mangia? Quante donne sono passate dal letto di altrettanti uomini per propri interessi? Non mentiamo su questo… abbiate il fair-play di non farlo, non è credibile. No davvero!!!&lt;br /&gt;La prostituzione, il darsi a cottimo per raggiungere uno scopo, sconvolge solo i pii custodi della morale più oscena, o quei gretti puritani che preferiscono risolvere questo tipo di questioni in casa propria. Strano a dirsi, infatti, nessuno/a ammette di aver colto l’occasione d’oro e di essere arrivato/a solo in base alla proprio talento. Il talento, per quel che riguarda la mia personale prospettiva, oggi è cosa assai trascurabile… altrimenti non si capirebbe il proliferare di personaggi ameni che vantano zeri prima e dopo la virgola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo stereotipo è invece quello tipicamente femminile che riguarda il concetto di opportunità, ovvero del perché una donna si ritenga legittimata a denunciare l’atto come stupro. Al di là di tutte le possibili motivazioni, va precisato  che – come in tutte le cose -  è sempre la donna che decide. È la donna che decide “se”  e “perché” si sia trattato di stupro, e l’onere della prova del contrario ricade sempre sul maschio. Il punto è , infatti, non tanto che la donna provi davanti ad un tribunale che sia trattato di uno stupro, quanto che l’uomo abbia le prove che non si sia trattato di questo. &lt;br /&gt;La donna dal canto suo può infatti sfoderare un immaginario incredibile pari solo a quello di Tinto Brass. Stando così le cose, per esempio, potrei tranquillamente costruire la scena di uno stupro senza aver minimante esserne stata vittima… tanto i copioni sono tutti uguali. Nel volete una prova? Eccola!!!&lt;br /&gt;Lei arriva al commissariato di polizia dopo essersi iniettata gli occhi con il profumato olezzo di una generosa cipolla bionda. Poi, fingendo, un opportuno singhiozzo, dirà alla psicologa del cazzo di essere stata abusata nel seguente modo: dopo aver accettato il passaggio da uno sconosciuto apparentemente gentile, è stata condotta in un boschetto e lì – senza alcuna possibilità di sorta – a dovuto subire violenza. L’en-plein viene realizzato con l’esibizione di una generosa macchia di sperma sulla mutandine o sul luogo delle presunte sevizie.  E vissero tutti felici e contenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne sono certe, tutte/i coloro che credono ciecamente negli stereotipi testé enunciati, mi tacceranno per una donna cinica e poco sensibile. E d’altronde che ne so io dello stupro? L’ho mai provato personalmente?&lt;br /&gt;Forse che si forse che no, ma una cosa è certa: in questi ultimi anni abbiamo stranamente  imparato comportamenti bizzarri, primo fra tutti quello che ci fa piangere davanti ad un film, ritenendolo vero nel suo potenziale emotivo, ma  che ci allontana al contempo dall’ipotesi che la realtà possa essere falsata.  Insomma è del tutto legittimo che una persona reciti in un film, ma risulta paradossale che la stessa possa farlo nella realtà… e questo perché la domanda spontanea che viene è: perché mai dovrebbe o avrebbe dovuto farlo? Perché mentire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un interessante giallo di Agata Christie tradotto col titolo de “La serie infernale” che a mio avviso  rispecchia pienamente la qualità dei miei dubbi. Ve lo riassumo brevemente: un misterioso serial killer appare attratto dall’idea di uccidere le sue vittime seguendo l’ordine alfabetico, collegando le iniziali delle vittime al luogo dell’omicidio; per cui la prima vittima si chiama Alice Asher e viene uccisa ad Andover, etc. Apparentemente le vittime non sono collegate tra loro se non dalla  logica dell’assassino. Giunti al quarto omicidio, quello della lettera D, il mistero viene argutamente svelato da Poirot: in realtà, l’assassino non è interessato a tutte le vittime ma solo a quella le cui iniziali sono con la lettera C. Cosa succede in realtà? L’assassino per depistare la polizia nasconde un omicidio in mezzo ad altri, in modo tale che il movente non sia riconducibile che mentalità perversa di un pazzo.&lt;br /&gt;Dove, infatti, si può nascondere una motivazione personale se non in mezzo ad un gruppo di motivazioni apparentemente uguali? E quindi dove si può mimetizzare un falso stupro se non in mezzo ad altri stupri? Ci vuol poco, lo sapete,  a far passare una scopata per stupro… tutto dipende  dal racconto che si fa di esso, e dalle similarità narrative con quelle di uno stupro reale. E d’altronde chi potrebbe provare il contrario?  La risposta è: nessuno. Nessuno potrebbe controbattere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione non sto dicendo che tutti gli stupri siano simulati, ma è anche vero che c’è chi ci sta sguazzando largamente in questa situazione caratterizzata da illogico allarmismo. E difatti, proprio in questo periodo di “allarme stupri”,  che gli stupri appaiono aumentare quando sarebbe logico aspettarsi che in ragione di un ipercontrollo istituzionale questi tendano a diminuire. Non è legittimo pensare che se un ladro sapesse che in una certa casa c’è un allarme, sia implicitamente demotivato a compiere un furto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi proviamo a far quadrare il cerchio. Perché la signorina Del Rio viene a raccontarci la sua storia? Perché mai dovrebbe farlo, perché proprio oggi, perché proprio a noi?  Vuole forse denunciare il (presunto) molestatore? Vuole forse farsi portatrice di un problema? No, nulla di tutto questo, e d’altronde cosa ne sappiamo noi. Per quanto ci riguarda la sua storia potrebbe essere stata inventata… né più né meno come la favola di Pretty woman; ci piace pensare che possa essere verosimile… che un giorno possa capitarci la stessa cosa. Da puttane a principesse. Il sogno di tutte.&lt;br /&gt;Ma ahimé verosimile non significa mai vero… significa solo plausibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa invece è assolutamente vera: la signorina del Rio si è guadagnata uno spiraglio nell’affollato universo delle cretine pronte a tutto… e se sarà fortunata qualcuno la pagherà per tagliare il nastro inaugurale all’apertura di un supermercato rionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dunque, evviva gli spogliarelli maschili, le pari opportunità e l’acacia!!! Le mimose si sono estinte all’inizio del secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evviva le donne! E non abbiatene a male se non mi unisco a voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-5845149669623233036?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/5845149669623233036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/03/ragione-7-amiamo-raccontarcela-senza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5845149669623233036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5845149669623233036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/03/ragione-7-amiamo-raccontarcela-senza.html' title='RAGIONE 7: AMIAMO RACCONTARCELA. SENZA AUTOCRITICA.'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SbKxT1jCnWI/AAAAAAAAANg/ldvANxhdtek/s72-c/NT3769636.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-3870502127441407006</id><published>2009-03-02T16:28:00.003+01:00</published><updated>2009-03-02T16:34:26.075+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASPETTANDO L&apos;8 MARZO'/><title type='text'>RAGIONE 6: LA NOSTRA INETTITUDINE E'  IN AUMENTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/Sav7m6ZByaI/AAAAAAAAANY/HnJGX-o4mfc/s1600-h/42-21214186.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308613231714093474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 357px; CURSOR: hand; HEIGHT: 445px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/Sav7m6ZByaI/AAAAAAAAANY/HnJGX-o4mfc/s400/42-21214186.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#993399;"&gt;Non sappiamo neppure prepararci una valigia. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Lo strano caso di Nikita.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#993399;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le nostre nonne non sarebbero fiere di noi. No davvero.&lt;br /&gt;Mia nonna Adele, era solita ripetermi che una vera signora – non una sgualdrina come ce ne sono tante – si vede da tre cose:&lt;br /&gt;1 -da come si comporta al ristorante;&lt;br /&gt;2 -da come si veste;&lt;br /&gt;3 -da come si prepara per la valigia per le vacanze. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In quasi un secolo di evoluzioni acrobatiche femministe, molte di noi si dicono certe della “qualità”  raggiunte in alcuni spazi del vivere. Così, ad esempio, per quanto riguarda i comportamenti da “ristorante” abbiamo assistito a rivoluzioni copernicane, tali per cui siamo passate da “sconvenienti” situazioni in cui Lui pagava il conto facendoci sentire delle merdine a “convenienti” situazioni in cui lui continua a pagare il conto facendoci sentire inferiori. Sì, lo so, non è cambiato gran che, ma almeno non ci siamo ridotte sul lastrico. Con quel che costano i ristoranti oggigiorno… Abbiamo inoltre appreso che non ha senso sollevare questioni di principio, soprattutto quando ci sono di mezzo i soldi. I nostri, è ben noto, vogliamo sperperarli liberamente nelle boutiques piuttosto che donarli al Rifugio del mentecatto incapace perfino di prepararsi due uova al tegamino. Il risultato dell’intera operazione culturale ha un solo nome: mantenute. Ne sono consapevole, il tutto appare degradante, ma a noi piace… e ci piace ancora di più soprattutto se, una volta tanto, possiamo fingere (bravissime in tutto) di ammantarci di expertise nell’arte culinaria, ordinando i piatti più costosi del menù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è poi la questione del vestirsi. La moda – lo vediamo tutte - si è evoluta trasformandoci da gran dame a battone à la page… grazie ad uno stuolo di stilisti che ci hanno abituato a sentirci sensuali solo  a bordo di scomodissime decolletè dal chilometrico tacco, di inguinali micro-gonne a rischio di estinzione della topa da riporto, di scollature a prova di polmonite-ogni-due-per-tre.&lt;br /&gt;Per questo motivo, anche da questo punto di vista, la nostra signorilità nonché la nostra femminilità ha tirato le cuoia con largo anticipo rispetto a tutto il resto, evidenziando una certa attitudine al fallimento  nelle attività di routinaria prerogativa femminile.&lt;br /&gt;Se è vero, infatti, che gli stringenti corsetti dell’800 ci impedivano i movimenti più naturali – obbligandoci a statuarie posture in pieno stile “soprammobile di Capodimonte” – non è che adesso ci divertiamo a  sperimentare nuove e sempre più avvincenti combinazioni yoga da passeggio. Per nulla, anzi direi che ci siamo aperte a nuove prospettive ermeneutiche sul significato della sofferenza, dell’alluce valgo, della congestione intestinale e della deambulazione strabica… molto poco professionale se non sui marciapiedi poco illuminati delle nostre città. Anche in questo caso, bisogna ammettere che anche il concetto di “vera signora” è stato tradito in favore di un più prosaico concetto di “adescatrice inconsapevole”. Forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci alla questione delle valigie. Le donne riguardo a questo argomento fanno sempre la parte delle gnorri, ovvero fingendo grandemente  di non sapere, di non vedere… di non avere la forza per sollevarle. Gli uomini, per certi versi più pratici, hanno invece il polso della questione, anche perché di solito sono loro a portarle e a spostarle da un luogo all’altro non senza un piccola dose di curiosità variamente esprimibile nel classico: ma che cazzo c’hai messo dentro?&lt;br /&gt;Questa frase nei secoli non si è modificata. Un tempo, infatti, i maschi da facchinaggio – sposati e non -  erano soliti usare espressioni meno colorite, del tipo: “Perdinci, ma cosa cazzo vi siete portata appresso sua Signoria?”&lt;br /&gt;Lo so, gli uomini, non sono mai stati creativi, e d’altronde cosa c’entra la creatività con la quantità di stracci che amiamo portarci in ogni dove?&lt;br /&gt;Il problema, in verità, si correla ampiamente con il nostro livello di autostima, ormai giunto ai sottotacchi dei trampoli da cui non riusciamo più a scendere. Quello che veramente ci turba e ci espone a frequenti crisi di isterismo è l’ipotesi, anche remota,  di non avere l’abito giusto per ogni occasione. Di solito infatti, in prossimità delle vacanze – non importa in quale ameno luogo di villeggiatura – cominciamo a fare una lista di possibili eventi non pianificabili in cui potremmo imbatterci. Quella che segue è la lista-minima approvata dal Comitato per la salvaguardia dell’autostima delle cerebrolese del terzo millennio:&lt;br /&gt;-         incontro spirituale col Dalai Lama&lt;br /&gt;-         incontro intimo con Rocco Siffredi&lt;br /&gt;-         incontro spazio-temporale con la nostra compagna delle scuole elementari&lt;br /&gt;-         incontro annichilente con la nostra portinaia&lt;br /&gt;-         incontro “8 marzo” con Mara Carfagna&lt;br /&gt;-         incontro lesbico con Maria De Filippi&lt;br /&gt;-         incontro efficiente con il ministro Brunetta&lt;br /&gt;-         incontro salottiero con Bruno Vespa&lt;br /&gt;-         incontro glamour con Anna Wintour&lt;br /&gt;-         incontro filosofico con Immanuel Kant&lt;br /&gt;-         incontro a sorpresa con Osama Bin Laden&lt;br /&gt;-         incontro mistico con Bernardette&lt;br /&gt;-         incontro culinario con Antonella Clerici&lt;br /&gt;-         incontro religioso con Suor Germana&lt;br /&gt;-         incontro scassaminchia con Alda Deusanio&lt;br /&gt;-         incontro preveggente con Solange&lt;br /&gt;-         incontro deprimente con Gisele Bundchen&lt;br /&gt;-         incontro molto deprimente con Gisele in compagnia di Elle Mc Pherson&lt;br /&gt;-         incontro deprimentissimo con le prime due sul set del Calendario Pirelli&lt;br /&gt;-         incontro infantile con Cristina d’Avena&lt;br /&gt;-         incontro molto infantile con Cristina d’Avena ed Elisabetta Viviani&lt;br /&gt;-         incontro vantaggioso con Donald Trumph&lt;br /&gt;-         incontro molto vantaggioso con Donald in compagnia  di Bill Gates&lt;br /&gt;-         incontro vantaggiosissimo (al limite della botta di culo) con Donald, Bill e il sultano del Brunei&lt;br /&gt;-         incontro sfigato con i primi tre in compagnia della Bundchen e della Mc Pherson&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di non aver dimenticato nulla. Ah si, il beautycase. Adesso c’è proprio tutto.&lt;br /&gt;Insomma, lo capite benissimo, non ci si può far trovare impreparate… nossignore.  E poi, cosa penserebbero le compagnie aree se ci presentassimo al check-in con un paio di bermuda, un top e un tampax? Va bene il senso pratico, ma al miracolo non siamo ancora pronte.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, sebbene il nostro grado di accuratezza in questi casi sfiori la perizia certosina, si sono verificati casi di imperdonabile  inettitudine. È questo il caso di Nikita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo nome, ai più sconosciuto, ci riporta a qualche settimana fa, e precisamente al 23 febbraio scorso. Nikita, donna felicemente sposata con un grosso immobiliarista specializzato nel “mattone facile”, aveva da poco saputo con suo sommo piacere che, dopo anni di continue preghiere, Gabriel – suo marito – aveva deciso di regalarle il viaggio dei suoi sogni: un lungo soggiorno all-inclusive in quel di King Bibble, le magnifiche isole sperdute della Polinesia Francese.&lt;br /&gt;Dopo le prime estasianti attestazione di gratitudine per quell’inatteso regalo, Nikita realizzò ben presto che un crescente disagio stava prendendo il sopravvento nel suo nobile animo. Insomma, a chi avrebbe lasciato le sue perle di ragazzini? Quante valigie avrebbe dovuto comprare? Ma soprattutto cosa avrebbe dovuto  metterci dentro?&lt;br /&gt;Alla prima domanda rispose subito, ipotizzando una spedizione punitiva nella casa materna dove si sarebbe assicurata la felice permanenza dei figli.&lt;br /&gt;Alla seconda domanda, invece, i nodi cominciarono a venire al pettine. Insomma, in certi posti ci si va una sola volta nella vita. E poi, chissà che personaggioni le sarebbe capitato di incontrare, chissà a quante feste sarebbe stata invitata? Chissà quanti corteggiatori… chissà quanto tutto.&lt;br /&gt;Per fortuna che aveva scaricato la lista per tempo così una parte del panico svanì rapidamente in quel camion di valigie che le furono recapitate il giorno seguente al suo indirizzo di casa.&lt;br /&gt;Dopo aver ripetutamente controllato la check-list del necessaire per il viaggio, Nikita sprofondò nuovamente in una deriva di pensieri aberranti tra cui il classico: e se dimentico qualcosa? “Dio non voglia” ripeté tra sé e sé. Lo sapeva che se avesse dimenticato qualcosa non se lo sarebbe perdonato, senza che contare che la vacanza ne avrebbe risentito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notte del 22 febbraio, dopo vari tentativi di addormentarsi, la nostra eroina crollò in un sonno  a dire il vero contaminato da incubi ad occhi aperti… primo fra tutti quello che la vedeva improvvisamente “disturbata” nella sua magnifica vacanza da presenze non contemplate nella “lista minima”.  Insomma, e se veniva a farle visita Gorge Clooney o Brad Pitt? E perché no il Sindaco di Roma, o mr B in compagnia di Mrs B? E poi c’era sempre l’incognita Paris Hilton…&lt;br /&gt;La mattina seguente, mentre era tutta presa dagli ultimi preparativi e tutto pareva volgere a nevrotica conclusione, la sorte le regalò una  ghiotta occasione per mettere definitivamente a nanna le ansie dell’ultima ora: la visita inaspettata dell’unica persona non contemplata nella lista. Il suo padrone di casa. Quando aprì la porta, facendosi varco tra le colonne di valigie già bell e pronte per l’espatrio, si trovò di fronte  proprio il signor Santini – nipote del celeberrimo prestigiatore newyorchese.  &lt;br /&gt;- “Buongiorno signora Nikita!” aveva biascicato mollemente appoggiato col gomito alla porta “siamo di partenza, eh?!”&lt;br /&gt;Lei rimase a fissarlo lungamente, cercando con la mente una risposta adeguata a quella che appariva un sottile presa per il culo. Poi esordì:  “No, mi sono stancata degli armadi… sa, pesano troppo e non entrano nel bagagliaio dell’auto! Ah  ah ah…”&lt;br /&gt;Lui, di rimando, rise di gusto, ponendo in evidenza una magnifica protesi dentaria in oro 18 carati con diamantino applicato al canino destro. Poi, assecondando l’humor uterino di quella donzella dalla pettinatura relativistica, ribatté: “posso darle una mano…”&lt;br /&gt;- “Venga al dunque signor Santini, sono di fretta…  devo farmi la messa in piega e l’universo si sta sgretolando sotto i nostri occhi… “&lt;br /&gt;- Suvvia, ma come…  arriva il padrone di casa e lei non gli offre nemmeno un bicchierino e un assaggio di buona conversazione sui Principi del metodo per l’apprendimento della lingua latina?  suggerì accomodandosi sull’unica seggiola disponibile, accavallando le gambe in pieno stile bovaro delle Langhe in preda a selvaggi istinti sessuali.&lt;br /&gt;- “Senta, signor Santini” puntualizzò, cercando di contenere le prime avvisaglie di psicosomatico istinto omicida “ho da fare… e di certo non è il momento giusto di dissertare su César Chesneau Dumarsais… oltretutto, la discussione appare monca se non si tiene conto dei suoi contributi epistemologici ben evidenziati nel Trattato sull’allegoria, in cui tenta di costruire una teoria filosofica  sul  linguaggio figurato…”&lt;br /&gt;- “Lei mi prende per la gola… ma lo sa che potrei parlargliene per ore e ore? Settimane direi!”&lt;br /&gt;Nikita non rispose,  guardò l’orologio, si aggiustò la scomposta acconciatura… si guardò le unghia, e con un’inusuale flemma,  si pronunciò in tal guisa: “Signor Santini, Giovanni, mi ha convinto… non avevo una conversazione così eletta dalla notte di nozze.  Cosa le porto: caffé, tè, Anisette, infuso di biancospino, Karkadé…? Abbiamo tutto in casa! Faccia come se fosse a casa mia… ah ah ah…”&lt;br /&gt;Quando tornò dalla cucina, Nikita pareva rinata: una fonte di luce le attraversava gli occhi, il suo make-up si era fatto perfetto e il suo deambulare aveva iniziato ad assumere un che di sensualmente provocatorio.  “E allora Giovanni – ehm Signor Santini - che ne pensa di una vacanza in Polinesia? Potremmo starcene da soli, io e lei soli soletti…  a parlare anche delle teorie di Wittgenstein sulla relatività del linguaggio…”&lt;br /&gt;- “Beh veramente” tentennò  “proprio oggi, avrei da fare… una riunione di condominio. Oh ma quanto mi piacerebbe!”&lt;br /&gt;- “Ma su venga…” insistette suadentemente.&lt;br /&gt;- “Non posso. Non insista… adesso devo andare”&lt;br /&gt;- “E io dico di sì… e  non accetto di essere contraddetta!”  e così dicendo lo colpì col matterello per pasta e dolci fatti in casa in piena testa, provocandogli una ferita lacero-contusa difficilmente sanabile se non con un trapianto di scatola cranica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella sera, con perfetto tempismo sulla tabella di marcia, Nikita e Gabriel si presentarono al check-in dell’aeroporto. Lei vestiva in pieno stile Jackie Onassis: fularino Hermes, tubino in shantung di seta ecrù e decolletè con tacchetto di sei centimetri dello stesso colore del rossetto. Lui, invece, indulgeva in uno stile Yacht 25 metri.&lt;br /&gt;- “Qualcosa da dichiarare?” aveva chiesto la hostess.&lt;br /&gt;- “Nulla… nulla!” si affrettò a rispondere Nikita.&lt;br /&gt;Poi improvvisamente un lampo di terrore le attraversò il volto. Un’immagine del passato le stava tornando vividamente alla memoria con la stessa forza di un tappo esploso da una prestigiosa bottiglia di  Chateau Lafitte del 1959: le risate grasse delle sue compagne di asilo nido allorquando si accorgevano della scia di sugo di arrosto che fuoriusciva dal panierino.&lt;br /&gt;- Cazzo, no…il Domopack!!! Bestemmiò senza ritegno davanti all’ufficiale che aveva seguito argutamente quella strano strascico rosso sangue di  tipo “B negativo”.&lt;br /&gt;Gabriel si bloccò di colpo,  sbirciò con la coda dell’occhio quello zig-zag dietro di sé, e senza scomporsi, affettuosamente sentenziò: “si tesoro, hai ragione… me lo sentivo nelle ossa… lo sapevo che ti saresti dimenticata qualcosa. Non ho parole… la solita inetta. Tutta tua madre!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-3870502127441407006?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/3870502127441407006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/03/ragione-6-la-nostra-inettitudine-e-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3870502127441407006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3870502127441407006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/03/ragione-6-la-nostra-inettitudine-e-in.html' title='RAGIONE 6: LA NOSTRA INETTITUDINE E&apos;  IN AUMENTO'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/Sav7m6ZByaI/AAAAAAAAANY/HnJGX-o4mfc/s72-c/42-21214186.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-563746086784126585</id><published>2009-02-13T22:09:00.003+01:00</published><updated>2009-02-13T22:24:27.877+01:00</updated><title type='text'>RAGIONE 5: PRENDIAMO LA PAROLA SEMPRE AL MOMENTO SBAGLIATO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SZXkitilyGI/AAAAAAAAANQ/IcWGtSvG92I/s1600-h/devastationbymorgu31ss.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302395421289990242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 415px; CURSOR: hand; HEIGHT: 395px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SZXkitilyGI/AAAAAAAAANQ/IcWGtSvG92I/s400/devastationbymorgu31ss.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eluana si è spenta – nonostante l’intervento del divin cazzone nano. Da un paio di giorni a questa parte è tutto un fiorire di riflessioni, critiche e invettive. Ogni schieramento ha prodotto la sua opinione ed io tranquillamente mi ci pulisco il culo… anche perché l’etica – da che mondo è mondo – esce dalla bocca dei politicanti? Proprio loro che dovrebbero solo vergognarsi di aprir bocca tanto sono immorali nei loro comportamenti opportunistici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E vabbé, ci siamo abituate… noi donne, intendo: ogni volta che c’è veramente qualcosa di importante da dire ce ne stiamo zitte, come inebetite davanti al millantato sconto di un paio di fasulle ciabattine griffate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa strana è che magari fino al giorno prima ce ne stavamo lì a far prendere aria a quella cavità vuota a perdere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel "CERVELLO" dice che Eluana potrà perfino partorire e nessuna si scomoda a ricordargli che l’unico necrofilo autorizzato ha partorito 5 manager rampanti in casa Mediaset… perché, diciamocelo, senza troppe sottigliezze: Veronica da tempo ha cominciato ad assomigliare ad un utero in affitto… perché di certo staccare la spina ad Eluana è immorale e poco cristiano, mentre ingravidarla da morta è un gesto di grande umanità e cortesia. Fermo restando che – fortunatamente - non potrà rivolgersi a nessun avvocato per tentato stupro. Silvio sei un mito… Peccato che tu sia ancora in vita… potresti assurgere all’immortalità dopo una cazzata del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, forse gli argomenti etici e morali non sono per noi; a noi basta solo una copia di Novella 3000 o assistere ad Amici per dare senso alla nostra esistenza. Ma non dobbiamo disperare, in questi giorni di frastuono mediatico Santa Valeria – per gli amici Lolly – approfitta del nuovo ed appassionato slancio mistico per rivelarci la notizia dell’anno: quest’anno, oltre a non sposarsi e a non entrare in politica (ci manca solo che parlassero anche dei nuovi reggiseno) dice che vorrebbe dedicarsi agli altri… come Maria Teresa di Calcutta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggo e rileggo la notizia convinta di qualche errore tipografico molto simile ad un embolo nel cervello del redattore, poi ogni dubbio sparisce. La nostra amica, dopo aver cercato di compiere il miracolo di vendite delle sue lingerie da sexy shop, tenta la carta del santo burrone da cui lanciarsi in preda ad una involontaria amnesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A lei, alla santa dal sacro silicone, rivolgo un’accorata preghiera: Cara tu, ma non pensi di esserti dedicata a sufficienza agli altri? Non pensi che sopportare il fringuello flaccido di Cecchi Gori basti già per attivare il processo di beatificazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lasciamola stare, poveretta lei; dissertare sulla Marini è come sparare sull’ambulanza a un metro di distanza. Lasciamo stare anche la Veronica dal bicchiere facile, lasciamo stare anche la Ventura che non si pronunzia, lasciamo stare la Carfagna che non ha accennato nemmeno un guaito, la Santanché che spera solo che suo figlio non sia gay… e lasciamo stare tutte le donne che in questo frangente avrebbero potuto dire la loro, ma che hanno preferito abdicare in favore dell’ultima sfilata milanese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta, avremmo potuto prendere la parola e non l’abbiamo fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E continuo a chiedermi perché? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-563746086784126585?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/563746086784126585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/02/ragione-5-prendiamo-la-parola-sempre-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/563746086784126585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/563746086784126585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/02/ragione-5-prendiamo-la-parola-sempre-al.html' title='RAGIONE 5: PRENDIAMO LA PAROLA SEMPRE AL MOMENTO SBAGLIATO'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SZXkitilyGI/AAAAAAAAANQ/IcWGtSvG92I/s72-c/devastationbymorgu31ss.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-7993398914133039221</id><published>2009-02-05T09:56:00.004+01:00</published><updated>2009-02-05T10:13:08.522+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INTERMEZZO INCAZZATURA'/><title type='text'>INTERMEZZO INCAZZATURA COSMICA...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SYqs5phpq2I/AAAAAAAAANI/iEdhIeFbaZA/s1600-h/eutanasia%202.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299238017954327394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 335px; CURSOR: hand; HEIGHT: 318px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SYqs5phpq2I/AAAAAAAAANI/iEdhIeFbaZA/s400/eutanasia%25202.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Buongiorno a tutti/e,&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;oggi non ho le mestruazioni, ma l'incazzatura ha smesso di correre .... per iniziare a volare per lo spazio profondo, fino alla villa di campagna del dr Spok.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma in che CAZZO di paese siamo?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Domanda retorica di questi tempi, lo so. Me ne rendo conto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Insomma, Berlusconi a bordo del suo Alzheimer frammisto ad "un'inconsueta onnipotenza", ha deciso di fare Dio e di violentarci ulteriormente con la sua merdosa etica da venditore porta-a-porta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma chi è costui? Cosa vuole?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cosa avrebbe voluto Eluana? Cosa avrebbe voluto per sé, intendo? Non ci è dato saperlo, ma sembra che questo a Berlusca-Dio non freghi un cetriolo ammuffito. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci mancava soltanto che, dall'alto dei suoi tacchi, ci dispensasse queste minchiatine di perbenismo retorico-catto-nazional-popolare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono rimasta basita. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma un uomo così perché non lo internano vita natural durante in una clinica tricologica... ? Così finalmente potrà coltivarsi il suo orticello in testa senza farci vomitare ad ogni sua apparizione con quella serra di capelli che sta facendosi crescere, illuso com'è, che nessuno se ne sia accorto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Caro Cavaliere, scendi da cavallo e va a suonare l'arpa!!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Caro signor Englaro, se lei la smettesse di farci vedere quelle foto di Eluana (cosi bella, una volta)  e ce la facesse vedere - così com'è - nel suo cadaverico pallore forse tutto sarebbe diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eluana, perdonaci!!! Abbiamo fatto fuori tutta la nostra umanità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-7993398914133039221?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/7993398914133039221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/02/intermezzo-incazzatura-cosmica.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7993398914133039221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7993398914133039221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/02/intermezzo-incazzatura-cosmica.html' title='INTERMEZZO INCAZZATURA COSMICA...'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SYqs5phpq2I/AAAAAAAAANI/iEdhIeFbaZA/s72-c/eutanasia%25202.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-365124128463409677</id><published>2009-02-01T13:16:00.004+01:00</published><updated>2009-02-01T20:24:19.428+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASPETTANDO L&apos;8 MARZO'/><title type='text'>RAGIONE 4: NON FACCIAMO MAI LA COSA GIUSTA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SYWS_iifqYI/AAAAAAAAANA/pSLFMWsoLQk/s1600-h/barbie1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297802156972157314" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 385px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SYWS_iifqYI/AAAAAAAAANA/pSLFMWsoLQk/s400/barbie1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#993399;"&gt;Barbie e Carfagna. Due donne, un destino.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il 9 marzo 2009 il mondo cerebroleso festeggerà i cinquant’anni della Barbie mettendosi in testa un una cofana biondo platino leggiadramente accessoriata da magnifico fiocco rosa. Quanto saremo carine… e d’altronde mamma ci ha sempre voluto così, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia – vi dirò - sarebbe passata in sordina se non mi fossi soffermata a pensare a tutti i guai che questa sgallettata in lattice c’ha fatto passare in tutto questo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci, non ho alcuna idiosincrasia nei confronti dei manufatti in lattice di 22 cm, ma il solo fatto che ella non vibri, in un certo qual senso, mi rende perplessa… anzi direi frustrata. Insomma qual è il suo reale significato nella nostra vita? Perché proprio 22 cm? Perché mai fin da piccole hanno continuato a regalarcele? Ma soprattutto, perché ancor oggi ha tanto successo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, avrei fatto prima a verificare l’esistenza di Dio, ma oggi sono a casa malata, ed essendo auto-lesionista, ho deciso di tentare il suicidio. Almeno quello intellettuale, intendiamoci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima volta che m’imbattei nella Barbie fu all’età di cinque anni. A cinque anni le bambine sono tutte più o meno uguali, ma decisamente tutte inesorabilmente piatte, tendenzialmente bruttine e grandemente confuse.&lt;br /&gt;Non c’era molto da fare: le tette prima o poi sarebbero cresciute e la patatina avrebbe cominciato anch’essa ad avere i suoi pruriti. Non mi era chiaro perché mamma me l’avesse regalata, ma poi compresi che tutto faceva parte dell’educazione sentimentale da interiorizzare come schema di comportamento per i prossimi trent’anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so i vostri, ma i miei giochi vertevano soprattutto sul vestirla e rivestirla in concomitanza con i magnifici eventi di vita quotidiana che mi creavo nella mente e che poi scoprì che non sarebbero mai divenuti reali. Nella fattispecie, si trattava sempre di eventi mondani: feste, serate romantiche, balli… o comunque tutto ciò che esigeva dieci metri di tulle e un coroncina in testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente, i tempi sono passati e hanno inventato le veline: manufatti in lattice che danzano semivestite (notate l’arguta contrapposizione concettuale… non ho detto “seminude”) che non aprono bocca neppure quando le fanno diventare ministre delle pari opportunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi starete chiedendo perché abbia virato a 180 gradi su quella “cosa” anoressica che blatera a fasi alterne sgranando gli occhi come un’allupata?&lt;br /&gt;In effetti, stavo per illuminarvi sui mille modi per attuare un genocidio di massa nei confronti di quelle bambolette nemmeno buone spolverare le nostre cavità uterine (vedi foto in alto), quando ad un tratto fui rapita da un’interessante discussione parlamentare su Radio Radicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ben sapete, in questi giorni la Mara dal digiuno coatto (sindrome da top model senza tacchi dati in comodato d’uso al Cav) si è pronunciata sullo Stalking… sulle persecuzioni telefoniche, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;per dogma&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, ad opera degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le mie lettrici c’è sempre una fan della Carfagna e stavolta mi prendo la licenza poetica di anticiparla: quando una donna ha raggiunto i suoi obiettivi personali, si stanca dell’interesse dell’uomo e la percepisce come una violenza. Chissà, quindi, se gli uomini potrebbero denunciarle a loro volta quando “scassaminchiamente” li tartassano telefonicamente per ottenere quel paio di scarpe viste nella vetrina di Gucci o la pelliccia di rat musqué?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto su cui volevo portarvi è invece un altro. Quando una rappresentante del PD le ha chiesto perché avesse tolto dall’emendamento il riferimento agli stereotipi di genere veicolati attraverso i media, ella non solo non ha dato una risposta (tacere è il suo sport preferito), ma ha affermato che stava facendo il suo lavoro. Il suo lavoro?!&lt;br /&gt;Si, stava facendo il suo lavoro: stava leccando sapientemente i piedi fetidi di quel nanerottolo che le aveva dato una poltroncina rosa-pastello per tenersela buona, a portata di…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È anche sin troppo facile asserire che il problema della violenza sulle donne risieda nelle telefonate insistenti degli uomini, e non già nella qualità delle immagini che le riguardano… soprattutto se veicolate “guarda caso” dalle TV del suo signore e padrone (a proposito di emancipazione!!!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema degli stereotipi sulle donne, sembra infatti per la Carfagna una questione assolutamente banale… e d’altronde che colpa ne abbiamo se i nostri modelli di identità fanno tutti rotta verso quelle gran troie che si vedono ovunque e che continuano a imperversare nell’etere? Che colpa ne abbiamo se siamo così sensuali da provocare ormonalmente un uomo da mattina a sera per poi castrarlo ad ogni piè sospinto? Che colpa ne abbiamo se gli uomini non ci rendono- pan per focaccia – la stessa cosa?&lt;br /&gt;Che colpa ne abbiamo, infine, se tutto attorno a noi continua rimandarci l’immagine di una battona in cerca clienti paganti? Vorrei sapere, cara Carfagna perché lei è cosi talmente ottusa sulla questione, o forse cosi affezionata alla poltrona da non voler vedere l’origine dei problemi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stereotipo è un fattore culturale, e di certo quelli che pesano sul suo culo e sulle sue tette “castamente” sparse nel web forse le potrebbero dare qualche utile indicazione. Lei spesso si è lamentata dicendo che viene “trattata” così solo perché è una bella donna, ma è sicura che si tratti di questo e non già del fatto che si tratti di una bella donna in pose e comportamenti da troia in cerca di cazzi?&lt;br /&gt;Ovviamente queste non erano le sue intenzioni… no, lei voleva fare solo alcuni scatti per il calendario della CEI… o per il gruppo di preghiera di Maria Teresa di Calcutta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione è che gli stereotipi – come lei ha avuto modo di sperimentare sulla sua pelle – sono difficili da modificarsi, ma lei davvero non fa nulla in tal senso. Certo, se gli uomini se ne andassero col pacco in bell’evidenza o con i kilt che lasciano intravedere il pisello… certamente questo sarebbe scandaloso, contro la morale e provocherebbe non poche reazioni nelle donne assatanate di cazzo da mattina sera. E forse a quel punto gli esseri più dotati sarebbero bersaglio di telefonate ossessive da parte di donne che lo vogliono… e a questo punto le toccherebbe rivedere il disegno di legge-bufala che si appresta a varare…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe interessante se anziché impegnarsi cosi blandamente su una legge cosi stupida lei non abbia l’illuminazione di correggere il tiro della nostra educazione, cominciando ad esempio a boicottare queste tardone in lattice, il rosa dai nostri armadi, la dolcezza dai nostri visi, la presunta innocenza dei nostri comportamenti, la dogmatica ragione dai nostri discorsi, i concorsi di bellezza, le trasmissioni dove si risparmia sul tessuto dei costumi delle fighette all’aria? Perché una volta tanto non mette in moto il cervello su qualcosa che ne valga la pena? Ma soprattutto, perché non la smetto con queste domande retoriche?&lt;br /&gt;È sempre a questo punto, infatti, che solitamente il popolo delle Libertà (e ti pareva?!) porta avanti il suo solito, insulso, stendardo: la libertà. Questa parola ha cominciato da tempo ad avere un suono strano per me…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che posto è un luogo in cui tutti siamo liberi? È forse un luogo felice? Che luogo è una strada dove le donne sono libere di vestirsi come troie e gli uomini sono interdetti da comportamenti naturalmente leciti? Ve lo dico io, è soltanto il luogo ideale in cui continuare a fingere di essere il sesso debole, in cui essere discriminate perché certe che tutto il mondo con velata indulgenza si occuperà di noi e dei nostri falsi diritti, il luogo dell’opportunismo… e dell’allevamento di tutti quei coglionazzi infarciti di storpiate immagini vecchie come quella Wilma Flingstone. Osso in testa compreso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo, ahimé, che la risposta risieda nel fatto che noi donne abbiamo fatto la nostra scelta… abbiamo scelto di seguire Barbie, diventare veline, emulare gattemorte, apparire indifese e deboli… e di ambire a fare le ministre senza portafoglio. Non c’è nulla di male in questo, ma santo Iddio smettiamola di piagnucolare: le lacrime si sciolgono rapidamente e le macchie di mascara fanno pugni col nostro vestitino rosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E adesso lasciatemi nel mio dolore…vorrei attaccarmi ad un tenda e piangere drammaticamente… vorrei, ma non posso; l’unica cosa che vorrei fare al momento e attaccare la spina a quella cazzo di sedia elettrica e farne un posacenere. Rosa ovviamente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-365124128463409677?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/365124128463409677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/02/quarta-ragione-non-facciamo-mai-la-cosa.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/365124128463409677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/365124128463409677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/02/quarta-ragione-non-facciamo-mai-la-cosa.html' title='RAGIONE 4: NON FACCIAMO MAI LA COSA GIUSTA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SYWS_iifqYI/AAAAAAAAANA/pSLFMWsoLQk/s72-c/barbie1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-2313435014188200081</id><published>2009-01-25T12:03:00.006+01:00</published><updated>2009-01-25T18:17:40.843+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASPETTANDO L&apos;8 MARZO'/><title type='text'>RAGIONE 3: I NOSTRI TRAGUARDI FANNO ACQUA DA TUTTE LE PARTI. ANZI LATTE!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SXxHX5TXR0I/AAAAAAAAAM0/8svB8NOfwBo/s1600-h/Untitled-3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295185737725462338" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SXxHX5TXR0I/AAAAAAAAAM0/8svB8NOfwBo/s400/Untitled-3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#cc33cc;"&gt;Aiuto, è tornato il KKK!!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono cose - cose terribili intendo, anzi direi “innominabili” - che al solo sentirne l’odore ci riportano indietro nel tempo procurandoci ferite difficili da sanare. Anche un solo acronimo basta ad azionare questo terribile meccanismo psicologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo cari amici è successo a me quando, navigando su internet, mi sono imbattuta sulla temutissima KKK.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non lo sapesse, questo acronimo sta per Ku Klux Klan, ovvero il movimento razzista che in particolare nel sud degli Stati Uniti, intorno agli anni '50 e '60, terrorizzò la gente di colore con assassinii, violenze, soprusi e prevaricazioni. Di fatto il KKK si opponeva al movimento dei Civil Rights, che attraverso una forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica, affermava la parità dei diritti tra bianchi e neri e contro la loro segregazione che di fatto era considerata lecita nel paese. Grandi opinion-leader come Malcolm X e Martin Luther King, pagarono il loro coraggio con la morte. Ma con i loro discorsi e le loro azioni, riuscirono a svegliare la coscienza di milioni e milioni di bianchi degli Stati Uniti D'America, che appoggiarono la popolazione nera per affermare l'uguaglianza e garantire pari diritti a bianchi e neri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottima partenza, direte, ma cosa c’entra tutta questa pappardella copia-incollata da Wikipedia con la tettona in calce?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è: assolutamente nulla… salvo per il fatto che KKK è anche la misura di quel prodigio archi-tettonico che le regge quel paio di tonsille infiammate. Cosa? Come? Ah, non sono tonsille?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Urca, avete ragione… che sbadata, trattasi in realtà di una coppia di aerostati lanciati dalla NASA per il controllo del testosterone sulla globo terrestre. È questo oppure sono soltanto un paio di tette… e più precisamente le tette di Sheyla Hershey.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brasiliana, 28 anni all’anagrafe (27 in meno al centro per la misurazione del QI) Sheyla è salita sul gradino più alto dell’ambitissimo Guiness dei “Primati”… si, insomma degli uomini scimmia. Sapete, quelli col pelo, con la clave e la caverna a conduzione familiare…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, ecco lei “La cosa” ce l’ha fatta!!! Dopo “solo” 8 operazioni (di certo moltiplicazioni. Le radici quadrate nessuno è più capace di svolgerle. ndr) è riuscita a raggiungere la KKK, ossia una coppa tre volte extra large, ovvero XXXL, oppure XL XL XL, oppure XXXLLL. Detto in altre parole il suo seno è per il 50 % completamente di silicone… ed ha la forma di una schedina del totocalcio. La misura del suo seno è infatti una “tredicesima” (notate l’arguto gioco di parole, eh! Ah ah ah… e su, ridete!!!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara la mia povera, dolce, coglionazza, oltre alla smisurata sequenza di orgasmi multipli auto-prodotti dal guardarsi allo specchio, adesso avrà anche un paio di zavorre da portarsi dietro vita natural durante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo semplice “effetto” di certo Miss-sento-una-vacca-ipertrofica non l’aveva mica considerato. Ma allora a cosa “non” avrà pensato ESSA all’atto della sottoscrizione del contratto chirurgico che avrebbe sollevato i medici da qualsiasi responsabilità in caso di eventuali reclami? Questo noi non lo sappiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, com’è vero, com’è inesplorabile la mente umana, com’è complessa la materia grigia… Si, non si può mai essere sicure di cosa possa passare nella mente di una donna… ma noi questa volta lo sappiamo: nulla. Dicesi nulla, uno spazio vuoto sfortunatamente attaccato ad una vagina. Tranne alla mia, perché io – lo confesso - da tempo ho fatto richiesta per diventare amorfa come la Barbie. Ma non ditelo in giro, potrebbero citarmi in tribunale per emulazione fraudolenta. Quando si dice che la vita imita l’arte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo a Sheyla, e a tutte le donne che modificano se stesse, perché – ne converrete - non si tratta del “quanto” grandi siano le tette, le labbra e le altre labbra, quanto del “perché” si ricorra a queste modificazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda, infatti, Sheyla e la Parietti pari son… e, vi dirò, per me potrebbero anche rotolare anziché camminare. Sono invece curiosa di capire la “meta”, l’obiettivo che frulla random nella testa (avete visto, non usato più “mente”) di una donna come Sheyla. Questa è la mia ipotesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad occhio e croce, considerando la scarsità di sinapsi dotate di senso, essa deve essersi morbosamente attaccata ad una serie di luoghi comuni che tanta poca fatica ci fanno compiere in termini di ginnastica intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E difatti, quando non sappiamo che dire, sapete in uno di quei classici momenti di palese imbarazzo – tipo in ascensore in compagnia di uno sconosciuto – siamo solite dire cazzate del tipo: “che tempo oggi!!! Non sai mai come vestirti. E se piove, e ti copri, magari dopo mezzora viene fuori un sole tremendo e sudi come una scrofa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre invece si limitano a spippolare col cellulare facendo finta di ricevere improbabili telefonate erotiche del tipo: “bambino cattivo, appena ti vedo ti dò le tottò sul culetto… e poi giochiamo alla Gelmini e al provveditore agli studi… mmm, siiiiiiii”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre ancora, sospinte dal desiderio di fare bella impressione, colgono l’occasione per fare conversazione “colta” su argomenti di sconfortante attualità, del tipo: “La teoria endosimbiontica fu articolata per la prima volta dal botanico russo Konstantin Mereschkowski nel &lt;a title="1905" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1905"&gt;1905&lt;/a&gt;. Mereschkowski era già a conoscenza del lavoro svolto dal botanico tedesco Andreas Schimper, che, avendo osservato nel &lt;a title="1883" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1883"&gt;1883&lt;/a&gt; come la divisione dei cloroplasti nelle piante verdi ricordasse quella dei cyanobacteria, aveva proposto (in una nota a piè di pagina) che le piante verdi derivino dall’unione simbiotica di due organismi. Nel 1909 lo Zoologo Umberto Pierantoni formula la teoria della simbiosi fisiologica ereditaria. Successivamente, Ivan Wallin estese l’idea di un’origine endosimbiontica anche ai mitocondri, nel &lt;a title="1920" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1920"&gt;1920&lt;/a&gt;. Tutte queste teorie furono inizialmente tralasciate o confutate. Analisi più dettagliate di cianobatteri e cloroplasti, effettuate grazie al microscopio elettronico, e la scoperta che i plastidi e i mitocondri contengono un proprio &lt;a title="DNA" href="http://it.wikipedia.org/wiki/DNA"&gt;DNA&lt;/a&gt; (che fu riconosciuto come il materiale ereditario degli organismi) portarono a una rivalutazione della teoria negli anni Sessanta L’ipotesi endosimbiontica fu esposta e diffusa da &lt;a title="Lynn Margulis" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lynn_Margulis"&gt;Lynn Margulis&lt;/a&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di solito questa viene accoppata tra il secondo e il terzo piano di un qualsiasi stabile. Anche in assenza dell’ascensore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la nostra ragazza bovina non fa nulla di tutto questo. No, lei se ne resta zitta zitta per tutto il tragitto meditando … e continuando a meditare. E fa questo per almeno un paio di mesi, fino a quando la sinapsi giusta – stanca di rimbalzare a vuoto – produce un’intuizione formidabile: l’unico modo per evitare imbarazzanti silenzi in ascensore è quello di occupare tutto lo spazio disponibile nel suddetto cabinotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cazzo, la ragazza è sveglia!!! Non c’è che dire, Ma il progetto è più facile a dirsi che a farsi. Infatti, dopo essersi iscritta alla facoltà di architettura, preso una specializzazione in domotica, comincia a comprendere che l’idea di un ascensore mono-uso è impraticabile. Nessuna azienda sana di mente l’appoggia… e dopo vari brevetti caduti nel dimenticatoio, giunge alla soluzione delle soluzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In gergo viene detta “la variante islamica” che recita: “se Maometto non va alla montagna, è la montagna che va da Maometto.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La frase comincia a rimbalzarle nella testa… e rimbalza e rimbalza amleticamente quasi come un’ossessione: Maometto o non Maometto? Maometto o non Maometto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passano i mesi, gli anni e finalmente quell’iniziale dubbio le rivela la soluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo anni di sofferte meditazioni, il dubbio si era trasformato… da “Maometto a non Maometto?”, a “ma o metto o non mo metto?”, e la risposta giunse definitiva: mo metto, mo metto!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così - salvando capra e cavoli, con la botte piena e la moglie ubriaca, tanto va la gatta al lardo… - la nostra Sheyla con soli 2 kg di silicone risolse il problema di una vita. Infatti dopo l’ultima operazione, non vedeva neppure i fianchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Melius abundare quam deficere, si direbbe in questi casi. Ma io continuo a chiedermi perché non esportiamo questo concetto anche al cervello?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certe questioni sono destinate a non ricevere risposte. Ahimé!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-2313435014188200081?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/2313435014188200081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/ragione-3-le-nostre-ambizioni-fanno.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2313435014188200081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2313435014188200081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/ragione-3-le-nostre-ambizioni-fanno.html' title='RAGIONE 3: I NOSTRI TRAGUARDI FANNO ACQUA DA TUTTE LE PARTI. ANZI LATTE!'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SXxHX5TXR0I/AAAAAAAAAM0/8svB8NOfwBo/s72-c/Untitled-3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-2882492655455742330</id><published>2009-01-20T21:44:00.008+01:00</published><updated>2009-01-20T23:02:26.083+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASPETTANDO L&apos;8 MARZO'/><title type='text'>RAGIONE 2: PRENDIAMO SEMPRE LE STRADE SBAGLIATE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SXY47bKPAVI/AAAAAAAAAMo/RSWIrGcn418/s1600-h/valeria.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293481005574717778" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SXY47bKPAVI/AAAAAAAAAMo/RSWIrGcn418/s400/valeria.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#993399;"&gt;La carriera delle donne è solo una questione di botta di culo. E chi più ne ha, più ne metta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono lont-ani i tempi in cui Cicciolina e Moana Pozzi fondarono il Partito dell’amore. Ve lo ricordate? Nelle buone intenzioni di quegli “ani multi uso” c’era infatti l’intenzione tardo-romantica di riesumare l’obsoleto slogan anni ‘70 “fate l’amore, non la guerra”… ma loro, a dire il vero, l’avrebbero fatto a modo loro, ovvero distribuendo malattie veneree nelle linee nemiche dove non si troverebbe neppure un’aspirina scaduta. Figuriamoci un antibiotico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recentemente, qualche cerebroleso dichiarò di poter vincere la guerra in Iraq distribuendo pilloline blu-viagra in cambio di un paio di pallottole in meno nelle loro cartucciere. Qualcuno ci provò, ma l’unico risultato effettivo è stato l’incremento delle importazioni di DVD porno… e delle pomatine contro le tendiniti della mano destra… per uso eccessivo di attrezzi da falegname.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2009 sarà certamente l’anno delle tardone. Con questo termine un po’ “ambizioso” definisco tutte quelle donne che hanno cominciato a fare le cose giuste al momento sbagliato. Sapete, io sono una giusnaturalistica; penso che ci sia un tempo per tutte le cose e perciò me la godo ad osservare i fallimentari tentativi di qualche buona donna che dopo aver dato tutto (tette, culo, ano e cellulite in abbondanza) ed aver preso senza parsimonia (come ha sprecato lei il silicone non l’ha fatto nemmeno la Intel) tenta il colpo gobbo provando a cambiare la propria filosofia. Dal materialismo al nichilismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, il discorso potrebbe apparire impegnativo anche a chi, come Nietzsche, ne fece un baluardo del pensiero del ‘900… e così vi risparmio le pappardelle e vi parlo delle stelle fisse, delle stelline e delle starlette. Ma non perdiamo di vista Frederich…&lt;br /&gt;Negli ultimi anni, infatti, la nostra cavalla golosa – reinterpretando gli elementi portanti della teoria dell’Eterno ritorno – è tornata e ritornata a noi (certe sfighe hanno il marchio DOP), prima trasformandosi in stilista, poi in qualcosa molto simile ad una Carfagna bis. Ma facciamo un passo indietro e affrontiamo il periodo “creativo” dell’attrice (perdonaci Meryl… come abbiamo osato definirla così?!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, al tempo del suo exploit “stilistico”, la Marini – dopo aver ballato tutto l’oscenamente rappresentabile al Bagaglino, causando al contempo un set invidiabile di ernie ai suoi ballerini, costretti sera dopo sera a trasportarla da un punto all’altro del palco senza che ella muovesse un solo muscolo – decise di concedere le sue cellulitiche dita alla morbidezza di una mina B, provocando un subitaneo incremento delle vendite di matite della Faber Castelli. Ma la nostra ragggazza è tenace e, alla faccia di chi ha dedicato anni e talento a questa professione, si prepara a lanciare la sua linea di lingerie in un evento a cui sfortunatamente mi toccò assistere in preda al bisogno di vedere il miracolo… che non avvenne mai. Certe prese per il culo è bene non perdersele mai…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno prima del defilé, nella conferenza stampa in cui aveva convocato tutti i potenziali interessati, aveva detto più o meno qualcosa del tipo: ho creato questa collezione pensando alle donne che, come me, amano sedurre con sensualità, semplicità e un tocco di ironia. Vi dirò, a sentirla parlare, mi parve di percepire che forse avremmo avuto molteplici occasioni per ricrederci sulla sua indole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dell’evento, invece, all’ingresso ci viene data una sportina dorata “elegantemente” accessoriata da un cornetto in plexiglass finto-diamante contenente il depliant e un perizoma strizza-culo con un diamantino sul culo. Comincio a storcere il naso, ma resto calma e prendo posto. La platea è gremita di gay all’ultimo stadio di leccaggio non richiesto e divi di ogni estrazione. C’era anche Simona Ventura, che al tempo non si perdeva neppure una cresima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica comincia, le indossatrici escono una alla volta. Che dire? Rimasi senza parole, e soprattutto perché di quella tanto millantata semplicità non ve n’era neppure traccia, anzi mi sembrava di assistere al casting dell’ultimo film di Rocco Siffredi dal titolo altamente evocativo “Puttan tour in taglia 40”. Mi credereste se vi dicessi che i bordelli di Pigalle al confronto parevano degli educandati? La ragazzina platinata, infatti, confuse maldestramente sensualità con sessualità, e quest’ultima con pornografia. I pochi etero che ebbero il piacere di assistere lasciarono sul tappeto un ettolitro di bava seborroica, mentre i tanti gay prenotarono il 90 % del campionario per la finale del Drag-queen Award. Poi tutti applaudirono e io scivolai di culo su un’inopportuna chiazza di nonsocché di girini impazziti. 2 mesi dopo scoprì che ero rimasta incinta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora, ogni donna si è scoperta più troia di prima… e miracolo dei miracoli, senza neppure andare in Grecia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo “fortunati” intrallazzi con quel manzo di Cecchi Gori, Valeria approda all’Isola dei famosi… alla canna del gas. È bene noto, infatti, che se non sei attaccata alla suddetta bombola difficilmente rinunci al trucco per due settimane. In questo frangente, tutto il mondo può finalmente ammirare l’assenza di photoshop e della spessa coltre di trucco che la caratterizzava, realizzando che forse sono stati frodati vita natural durante. Cazzi loro! Ecco, questo mi piacerebbe dire, ma, invero, credo che siano cazzi nostri perché, come già sapete da quasi una settimana, la signora Marini si è chiaramente espressa circa i suoi progetti futuri: diventare un clone intelligente di Mara Carfagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può certo dire che manchi di ambizioni, ne converrete, ma stavolta la porchetta a due gambe ha deciso di compiere un doppio salto mortale: essere credibile agli occhi degli italiani e riuscire ad ottenere una spintarella da quel nano minidotato di mr Banana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla questione “credibilità” non ci sono dubbi; neanche con un trapianto di cervello abnorme riuscirebbe a convincerci che in lei ci sia qualcosa di vero che non sia una farcitura al rosmarino… senza contare che, visti gli alti e bassi dell’incipiente Alzehimer, forse non ci crederebbe nemmeno lei. Insomma, questa creatura di quali argomenti potrebbe farsi portatrice? Si, ok, volendo potrebbe dar vita al movimento per l’apertura delle case chiuse, o al limite fare istanza presso l’alto commissariato per la diffusione della mortadella in tutti i paesi islamici. E se poi non ci riesce? E se poi ci impongono di mangiare il kebab fino alla morte? E se finiamo tutte con il burqua? Insomma, se non è riuscita a convincere Cecchi Gori a sposarsela, come può pensare di convincere noi a votarla? Oltretutto, non c’ha nemmeno fatto toccare le tette…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla questione “spintarella” sono invece più possibilista: dopo aver promosso la Carlucci, Iva Zanicchi, la Carfagna, la Brambilla, la sua massaggiatrice, le gemelline, la sua colf e il resta nugolo di fan “disinteressate” pronte al leccaggio isterico, dopo tutti questi buoni esempi di cittadinanza illustre è possibile che anche la Marini ce la possa fare ad ottenere l’ambita poltrona. Una poltrona capiente, intendiamoci… buona per farci stare lei e le sue moina da cretinetti all’ultimo stadio prima della paresi facciale. Chissà se la pagherebbero per farla tacere? Mistero!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto però, credo che mr B dovrà cambiare il nome al suo partito: da PDL a IDV. No, no frenate…avete capito male, nell’Italia Delle Veline non c’è posto per nessun altro. Lo spazio disponibile è stato tutto messo a disposizione del comitato per protezione del bovino femmina in odor di menopausa. Contenti loro…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vostra Amanda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-2882492655455742330?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/2882492655455742330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/ragione-2-prendiamo-sempre-le-strade.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2882492655455742330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2882492655455742330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/ragione-2-prendiamo-sempre-le-strade.html' title='RAGIONE 2: PRENDIAMO SEMPRE LE STRADE SBAGLIATE'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SXY47bKPAVI/AAAAAAAAAMo/RSWIrGcn418/s72-c/valeria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-7078365964772570829</id><published>2009-01-09T20:24:00.006+01:00</published><updated>2009-01-09T20:41:33.163+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASPETTANDO L&apos;8 MARZO'/><title type='text'>RAGIONE 1: NON SIAMO MIGLIORI DEGLI UOMINI...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SWelAPWoqkI/AAAAAAAAAMY/QRuqYDMv3do/s1600-h/manuela+terracciano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289377710909991490" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 251px; CURSOR: hand; HEIGHT: 339px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SWelAPWoqkI/AAAAAAAAAMY/QRuqYDMv3do/s400/manuela+terracciano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#cc0000;"&gt;Stacanovismo d’altri tempi. Meglio darsi all’uncinetto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La gentil donzella nella foto - di cui potete apprezzarne i morbidi lineamenti e quel sorriso magistralmente celato sotto quell’aria da leggiadro Pittbull mescolata con quello di certe maliarde spagnole la notte prima della corrida – si chiama Manuela Terracciano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua biografia ufficiale la vede, sin dalla tenera età di 7 anni, impegnata fattivamente a lavorare nell’azienda di famiglia… e questo a scapito di una sana educazione religiosa che le avrebbe consentito di girare il mondo a cavallo di una paio di comodissime infradito in pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cronache del tempo la immortalano, 8 anni dopo, per le vie dei Quartieri spagnoli alla ricerca di una buona estetista capace di eliminare dal suo volto quella sottospecie di manubrio di folte sopracciglia nonché quel set di borse contraffatte alla base degli occhi. Sapete, lavorando senza mai staccare un attimo si va incontro a noiosissimi inestetismi tra cui un’obesità psicosomatica di livello A (Aridaglie quanto magni piccina mia!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Superata l’annosa questione delle scuole superiori, la zuccherosa Manu si lascia convincere dal padre (dietro lauta mancetta) ad entrare nell’azienda Chez Mariano, inizialmente come semplice segretaria addetta al centralino e alla sparizione di un numero impressionante di pastarelle dal vassoio della break-lounge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben presto, grazie a innate doti di persuasione coatta, comincia prediligere attività più, diciamo, femminili tra cui la trascrizione di SMS in linguaggio cifrato, passando – in men che non si dica - al settore “pizzini &amp;amp; intimidazioni”; settore certamente più confacente a quel suo prodigioso talento creativo, ma soprattutto alla sue mise da camionista incazzata nonché a quell’aria da bava alla bocca circondata da orecchie, naso e bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie al suo indomito spirito di sacrificio e agli straordinari risultati di performance, nel 2005 - a soli 19 anni - viene premiata dalla Repubblica Italiana quale Cavaliere del lavoro per aver organizzato la più grande campagna intimidatoria per la regione Campania e per aver consegnato personalmente più di 1500 pizzini nell’arco di 24 ore, saltando a piè pari colazione, pranzo e cena. Quando si dice l’abnegazione femminile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un anno dopo, colta dal fuoco divino per la mis-conoscenza (al Sud nessuno sai mai niente di niente) si inscrive alla facoltà di lettere e filosofie dell’Università Federico II, decidendo perentoriamente di mandare affanculo la filosofia e di concentrarsi solo sulle lettere: lettere ricattatorie, lettere di minaccia, lettere natalizie al plastico, lettere di licenziamento in bianco e filologia necrologica. Immaginate, nell’arco di un paio di mesi ne scrisse almeno cinquecento, alcuni dei quali sono entrati nella storia del premio Pulitzer. Ecco il più famoso: “Oggi è venuto a mancare Pasquale Furfarielli, noto negli ambienti malavitosi col soprannome di O’ Previdente. I parenti e gli amici tutti lo ricordano per una delle sue massime: non credo in una vita ultraterrena, comunque porto sempre con me la biancheria di ricambio.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'anno scorso,  annoiata dai ritmi troppo lenti e dalle routine operative, comincia ad orientarsi verso una nuova rinascita professionale che la vedrà nel settore “uso e l’abuso di armi”. Papà Salvatore non poteva desiderare miglior destino per la sua “uagliuncella e papà”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, nonostante le buone intenzioni di approdare ad un job profile di assoluto prestigio, l’intera operazione naufraga miseramente, e questo soprattutto a causa della scelta sbagliata dell’arma. Si sa, l’arma bianca è sempre stata appannaggio delle donne e lei, onde evitare eventuali addebiti con la giustizia, decise infatti di farsi assumere presso le Circque du soleiel con mansioni di lanciatrice di coltelli, contribuendo attivamente all’estinzione di tutte le bagasce-tutte-cosce-e-tette-stile-moulin-rouge nate appositamente per stare ferme a far da bersaglio. E così, tra un funerale e l’altro, decide di buttarsi a capofitto nel giro delle armi da fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giorni passano velocemente, i mesi e le stagioni si succedono in modo elettrizzante tra rapine, ammazzamenti e regolamenti di conti, e la nostra Manu dal cuore tenero (detestava la sofferenza… per questo si era specializzata nei “colpi di grazia” alla nuca) pur risultando abile nel tiro, non smette un attimo di esercitarsi al poligono di tiro. Si vocifera che trascorresse non meno di 14/15 ore tra profili di carta e cavie umane. Strano a dirsi, però, non si sente pienamente realizzata. Noi donne, lo sappiamo tutte, siamo dolcemente complicate, sempre più emozionate… lascia stare!!! Insomma, sente che le manca ancora un ultimo step al raggiungimento dell’agognata perfezione… e poi sarebbe stata felice. Come darle torto? E d’altronde è troppo facile colpire un bersaglio immobile… insomma, e che ci vuole?!&lt;br /&gt;Il suo sogno nel cassetto era infatti colpire il bersaglio senza prendere la mira… cosa mica facile, ne converrete?&lt;br /&gt;Ma un giorno, il destino decise di correrle incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoli, dicembre 2008. Si apprestavano i preparativi per il capodanno, e un gruppo di madri di famiglia – stanche di farsi sodomizzare a gratis dai loro mariti, anche durante le feste comandate – escogitarono un piano machiavellico: indire uno “Sciopero dell’amore” nei confronti di quei mascalzoncelli che avrebbero deturpato l’aria del primo gennaio con una serie di petardi cinesi manco buoni per far saltare in aria un cardiopatico. Ah, cosa non si fa per una serata ad uncinetto a spignattare bucolicamente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, questo gruppo di furbette suffraggette avevano coniato anche un motto: botti a capodanno, astinenza tutto l’anno.&lt;br /&gt;Ora, a parte il pessimo afflato creativo dello slogan, l’idea risultava maldestra in sé; insomma, immaginate quante altre donne (magari in astinenza da una vita) avrebbero potuto approfittare di un nugolo di maschi arrapati in cerca di un buco qualsiasi dove posteggiare il passerotto annoiato… e di certo la nostra bimba non è che fosse proprio Claudia Schiffer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manu, infatti, inorridita da questo lassismo e da questa indolenza lavorativa tipicamente meridionale non perse occasione per comunicare al mondo intero, che al Sud, tra tanti fannulloni, qualcuno lavora. Anche la notte di capodanno. Altro che sciopero!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato, davvero tanto, che la cretinetti mancasse di una certa "vision" delle cose… insomma, cambiare specializzazione all’ultimo momento non è mai positivo! Cazzo! Ci vuole, come dire, una certa capacità di gestire il cambiamento… e poi, scusa, da che mondo e mondo le pallottole vaganti fanno business?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io certe donne proprio non le capisco: fanno sempre un gran casino per superare gli uomini e poi mi cascano nel "dolo eventuale". Che spreco di talento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente, cara Manu, avrai tutto il tempo per rifarti il corredo ereditario… magari a strisce. Ma non temere, io pregherò per te: Santa Maria Capua Vetere, pensaci tu. Amen.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-7078365964772570829?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/7078365964772570829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/ragione-1-non-siamo-migliori-degli.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7078365964772570829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7078365964772570829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/ragione-1-non-siamo-migliori-degli.html' title='RAGIONE 1: NON SIAMO MIGLIORI DEGLI UOMINI...'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SWelAPWoqkI/AAAAAAAAAMY/QRuqYDMv3do/s72-c/manuela+terracciano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-1091491142162766933</id><published>2009-01-09T19:41:00.002+01:00</published><updated>2009-01-09T19:46:17.353+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IN ATTESA DI S-FESTEGGIARE'/><title type='text'>9 BUONE RAGIONI PER SOPPRIMERE L’8 MARZO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SWebEiKIrmI/AAAAAAAAAMQ/dkaGjOCb_HA/s1600-h/festa-della-donna-8-marzo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289366789561036386" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 279px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SWebEiKIrmI/AAAAAAAAAMQ/dkaGjOCb_HA/s400/festa-della-donna-8-marzo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Inauguro oggi una serie di post dal titolo altamente criptico “9 BUONE RAGIONI PER SOPPRIMERE L’8 MARZO: OVVERO, TUTTO QUELLO CHE CI OCCORRE SAPERE PER SALVARE LA MIMOSA DA INUTILI DEFORESTAZIONI PRIMAVERILI IN UNA DOMENICA COME LE ALTRE”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nuovo anno si è aperto con un inno alla bellezza chirurgica, ma conviene non fissarsi su queste cose… potrei essere accusata di pubblicità occulta di imbarcazioni pneumatiche per nautica da diporto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;State in campana!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-1091491142162766933?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/1091491142162766933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/9-buone-ragioni-per-sopprimere-l8-marzo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/1091491142162766933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/1091491142162766933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/9-buone-ragioni-per-sopprimere-l8-marzo.html' title='9 BUONE RAGIONI PER SOPPRIMERE L’8 MARZO'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SWebEiKIrmI/AAAAAAAAAMQ/dkaGjOCb_HA/s72-c/festa-della-donna-8-marzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-6744149199759419055</id><published>2009-01-03T14:36:00.006+01:00</published><updated>2009-01-03T18:09:56.533+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LA CARICA DELLE TARDONE'/><title type='text'>LE AMBIZIONI DI LADY FRANKENSTEIN</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SV9vR00t2cI/AAAAAAAAAMI/kua5uC1WC8U/s1600-h/brigitte-nielsen1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287066839584463298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 325px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SV9vR00t2cI/AAAAAAAAAMI/kua5uC1WC8U/s400/brigitte-nielsen1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il 2008 si è concluso in bellezza… benché il termine “bellezza” non renda esattamente l’idea di ciò cui vorrei parlarvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2008 è stato l’anno dei primati… e dei neandertaliani, sì, insomma degli uomini-scimmia. Tra questi - tra quelli di sesso femminile - ha spiccato certamente lei: Brigitte Nielsen, ovvero la Lady Zeppelin degli anni ’80 per la sconcertante rassomiglianza delle sue protuberanze bovine con le generose forme aerostatiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un ventennio trascorso balzando da un letto all’altro dei più noti cerebrolesi muscoloidi di Hollywood, la danesina tutta tette e… e… e basta  ha deciso di associarsi al club delle devote di Lourdes per chiedere un miracolo: tornare bella come a vent’anni. Non vorrei dire, ma io la Nielsen di vent’anni me la ricordo, eccome: era un mix anoressico di asse da stiro visto di profilo, orecchie a sventola stile Dumbo, e denti da castoro stile Cip e Ciop. Così era, ma non sono certa che ella alludesse a questo nel suo progetto di rinascita fisica. Si, solo quella… perché dalle boiate che le sono fuoriuscite dalla bocca non è possibile pensare a nessun altra variante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire dunque di lei? Emigrò negli USA per fare fortuna e lì – dopo aver fatto da musa ispiratrice alla Foppa Pedretti per l’appendino anatomico – si imbatté e si sbatté nelle siliconate gambe di Sly (ancora in evidente stato confusionale per la vasta gamma di ruoli recitati. Rambo, Rocky, Rambo 2, Rocky 2, Rambo 3, Rocky 3, Rambo 4, Rocky 4… e così via fino alla vecchiaia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un paio di film che hanno lasciato traccia nei sottoscala di qualche sventurata videoteca, la carriera della nostra vacc… ehm, mucca a due zampe cominciò a subire un “imprevedibile” discesa… eh sì che più volte aveva conteso l’Oscar a Meryl Streep.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giunta al livello “scava-scava, al quinto marito, al quarto figlio, e alla settima misura di reggiseno, Gitte è stata colta da quella che il mondo della scienza esatta definisce come “intuizione”... - femminile, ovviamente - meglio nota come la quadratura psicologica del circonferenza (il cerchio si sa è una figura piena… e lei di pieno ha solo le tette, perché il cervello ahimé è un monolocale sgombro). Ella, infatti, non essendo più soddisfatta del suo corpo ha farfugliato neurologicamente (“pensare” non è un concetto che le appartiene) qualcosa come una rinascita fisica che potesse darle nuovo slancio… e io che pensavo che un salto da un’irta scogliera potesse bastare. Mai disperare; magari un giorno deciderà di “tirarsi” anche un colpo in testa…&lt;br /&gt;Siamo tutte in fremente attesa di questo giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dirò, non è che la notizia della Nielsen mi abbia entusiasmato, ma visto che lei si è data tanto da fare per comunicare al mondo intero il suo QI (in letale concorrenza con quella della Stone)… perché perdere questa buona occasione di parlare dello stato di avanzamento della regressione intellettiva di “certe” donne (cazzo, quanti genitivi!)? Non mi riferisco ovviamente alle comuni mortali, ma solo a quelle che hanno i soldi per far vedere quanto sono coglione… eh già perché i soldi servono davvero per tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, me ne stavo tranquillamente su una banderuola di pc, quando improvvisamente mi imbattei sulla foto di codesta creatura (vedi sopra). Nessun sgomento, intendiamoci, solo una domanda, alla quale non riesco a dare ancora risposta: “perché?”&lt;br /&gt;Dopo varie seghe mentali – accompagnate da corposi orgasmi creativi – sono giunta ad alcune formidabili ipotesi:&lt;br /&gt;1 - Perché la nostra eroina (chissà quanta ne avrà sniffata per accettare un simile contratto) ha tutt’ad un tratto deciso di darsi al cinema gotico di stampo positivista tardo-ottocentesco (il gusto per l’orrido ha ancora qualche estimatore!);&lt;br /&gt;2 - perché la carne è debole… e soprattutto cascante, floscia ed altre ameni aggettivi relativistici. Il buon Einstein aveva perfettamente compreso l’imbattibilità della forza di gravità… hai voglia di carrucole!;&lt;br /&gt;3 - perché con il ricavato dalla vendita del grasso in eccesso potrà contribuire attivamente alla costruzione di un centro di benessere mentale per attricette cagne buone solo per il cinema muto (che nostalgie d’essai!);&lt;br /&gt;4 - perché Playboy l’ha già prenotata per un inserto scientifico dal titolo altamente filosofico, quale: “Reminiscenze adolescenziali di una vacca al suo ultimo tentativo di risalire la china fantascientifica”;&lt;br /&gt;5 - perché Sly ha deciso di fare il sequel della Mummia senza spendere un dollaro per il trucco e gli effetti speciali;&lt;br /&gt;6 - perché – in fin dei conti - sono cazzi suoi… soprattutto quelli di quegli imbecilli che avranno modo di elaborare su di lei fantasia pedofile;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ma soprattutto perché il lupo ululà… e Brigitte “ululì”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se pensate che questo sia il peggio che ci possa aspettare… state in campana: potrebbe piovere!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon 2009!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: dite alle vostre figlie e alle vostre compagne di non imitarla. La Coldiretti ha perso il suo ricorso contro le quote latte. La CE ha detto che in Italia ci sono già troppo vacche.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-6744149199759419055?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/6744149199759419055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/le-ambizioni-di-lady-frankenstein.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6744149199759419055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6744149199759419055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2009/01/le-ambizioni-di-lady-frankenstein.html' title='LE AMBIZIONI DI LADY FRANKENSTEIN'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SV9vR00t2cI/AAAAAAAAAMI/kua5uC1WC8U/s72-c/brigitte-nielsen1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-6094294988285077665</id><published>2008-12-25T23:17:00.007+01:00</published><updated>2008-12-25T23:35:05.415+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='STRANE CREATURE'/><title type='text'>STRANE CREATURE NATALIZIE. MA UNA VACCA PUO' GUIDARE UNA SLITTA?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SVQH6nXwVKI/AAAAAAAAAMA/Lq_81OmhqyY/s1600-h/cddc7ba9075d473b74561500a62abc39.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283856966394860706" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SVQH6nXwVKI/AAAAAAAAAMA/Lq_81OmhqyY/s400/cddc7ba9075d473b74561500a62abc39.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vento in poppa. La nostra invidia del pene ha il vento in poppe… grosse e polpose poppe. Ecco, sì, più o meno come la mentecatta (eufemismo estremo) raffigurata qui sopra, presa non a caso come esempio di quella che io definisco un’occasione perduta… e Dio solo sa quante ce ne siamo perse.&lt;br /&gt;In questo giorni di Natale, il web è stato letteralmente invaso da di immagini come queste. In ogni angolo del pianeta virtuale è stato infatti tutto un fiorire di varianti “sexy” (altro garbato eufemismo) del coglionazzo più rosso-dipinto della storia del consumismo occidentale: Babbo Natale.&lt;br /&gt;Lungi dal voler mettere in discussione i sogni di milioni di pargoletti infinocchiati fino all’età matura, vorrei invece soffermare la vostra labile attenzione – resa difficoltosa da quel pezzo di cotechino non del tutto digerito – sul perché… sul perché di codeste ambizioni.&lt;br /&gt;Noi donne – si sa - siamo soggetti peculiari e non soltanto in quanto portatrici di un miserabile potenziale creativo, ma ancor di più per quell’ineluttabile bisogno di dover sempre giocare la carta sexy con piglio da coniglietta-vacca-graziosa-simpatica-froufrou-e-trallellero-e-trallallà. Alla base di quest’ambizione ci sono ovviamente un paio di convinzioni:&lt;br /&gt;- la prima è che pensiamo di poter essere sempre e comunque capaci di trasformare ogni cesso ammorbante in un cesso profumato col solo uso del nostro tiepido charme, la giusta dose di lingerie rosso-porco, tette carrucolate simil-bovine e sguardo da pornostar in pensione;&lt;br /&gt;- la seconda – anche peggiore della prima – è che ogni cosa appannaggio degli uomini può essere agevolmente rivisitata, copiata e incollata grazie al nostro cervello magro e al nostro bisogno di pari-opportunità a tutti costi. D’altronde – e questo lo pensiamo veramente – noi siamo capace di fare quello che fanno gli uomini… e anche meglio. Con una”simaptica” spruzzatina di peperoncino.&lt;br /&gt;Insomma, qual è il problema? Non c’è nessun problema, anzi questo nostro sgambettare maldestramente con le mutandine riempite di qualche appassito cetriolo è la soluzione… la soluzione al nostro bisogno di appropriarci di qualcosa che non avremo mai. Neanche con una prodigiosa fallo-plastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è, vedete, che il risultato è sempre discutibile. Insomma, c’è da qualche parte del globo qualcuno realmente interessato a queste varianti uterine? Si, ok, il pisello flaccido del vostro compagno abbisogna di un aiutino… ma il Viagra non basta?&lt;br /&gt;Ma la questione delle questioni è: siamo davvero sicure di aver sortito il giusto effetto?&lt;br /&gt;Continuiamo a lamentarci come cagne gravide che ci maltrattano, che ci sottostimano, che ci usano, che ci vedono solo in posizione “orizzontale”, ma quello che mi chiedo è: noi cosa facciamo per opporci a tutto questo? Bella domanda, nevvero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel che si vede in giro, non solo ci mettiamo in coda per i provini, ma ci vantiamo per i nostri traguardi estetici: l’unica cosa che non saremmo mai capaci di sacrificare. Detto in altre parole, cavalchiamo l’onda… e quanto ci piace!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, care amiche, non sono qui per farvi la morale – chi cazzo se ne fotte se la vostra posizione preferita non raggiunge i 20 cm dal suolo – quello che vorrei per questo Natale è solo un po’ di sincerità. Nulla di plateale, intendiamoci, giusto un po’ di auto-critica necessaria a capire che, se il mondo va come va, non è solo colpa degli maschi (terzo ed ultimo eufemismo), ma anche nostra. E la colpa è anche nostra perché non siamo capaci di restare vestite davanti ad un uomo? (nessuno ci obbliga… se non il desiderio di metterla in quel posto alla nostra nemica del cuore)&lt;br /&gt;Ancor di più vorrei comprendere perché - anche quando dovremmo essere interamente vestite di rosso, bardate di soffice pellicciotto bianco, coperte da una folta peluria bianca - ci presentiamo in codesto modo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuna, ovviamente, potrebbe obiettare che se fossimo così nessuno ci distinguerebbe da un uomo. Ottimo, e non è questo quello che volevamo? Non volevamo essere come gli uomini?&lt;br /&gt;E d’altronde solo qualche sgallettata pensionata potrebbe esigere da Babbo Natale un pacco dono turgido e durevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, io continuo a non capire: questa processo di “sexyzzazione” del tutto-cosmico non lo capisco davvero. Perché questo bisogno di essere vacche-forever? Non sarà per caso che assecondiamo semplicemente la nostra indole? Non sarà per caso che sentiamo tutto questo coerente con il nostro modo di essere?&lt;br /&gt;C’è qualcosa che mi sfugge, lo confesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale. Anzi no… non vorrei proprio avervi sulla coscienza.  Il mio psicanalista dice che sono prossima alla guarigione e che non devo esagerare con i sensi di colpa... potrebbe piacermi troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-6094294988285077665?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/6094294988285077665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/12/strane-creature-natalizie-una-vacca-puo.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6094294988285077665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6094294988285077665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/12/strane-creature-natalizie-una-vacca-puo.html' title='STRANE CREATURE NATALIZIE. MA UNA VACCA PUO&apos; GUIDARE UNA SLITTA?'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SVQH6nXwVKI/AAAAAAAAAMA/Lq_81OmhqyY/s72-c/cddc7ba9075d473b74561500a62abc39.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-8412676815587755548</id><published>2008-12-14T21:07:00.002+01:00</published><updated>2008-12-14T21:09:53.204+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NATALE'/><title type='text'>A NATALE, REGALATI UNO STEREOTIPO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SUVnwBtUvfI/AAAAAAAAALc/LoBLxIxD9nE/s1600-h/42-15256793.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279740212951694834" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SUVnwBtUvfI/AAAAAAAAALc/LoBLxIxD9nE/s400/42-15256793.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“A Natale bisogna essere più buoni”. Io questa frase me la sarò sentita ripetere si è no una volta l’anno negli ultimi trentacinque (quando andava bene) , ma quest’anno, differentemente dall’opaca acquiescenza degli anni precedenti, ho deciso di voltare pagina, decidendo repentinamente di ribellarmi a questa gran cazzata dell’albero,  del presepio, dei cenoni interminabili…  ma soprattutto delle palle di Natale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è chi tutti gli anni ne compra una mezza dozzine per rimpinguare lo sguarnito fuscello di plastica, c’è invece qualcun altro – me per esempio -  che aspetta Natale per svuotare  gli armadi e l’anima  di quelle palle che anno dopo anno riempiono copiosamente  la propria coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io quest’anno mi sono regalata una vagonata di sincerità… e un badile; la prima per mettere a nudo alcune false verità  storico-culturali, l’altro per seppellire il più alto numero di coglionazze  patentate - dotate di SUV - graziosamente denominate “mamme d’oggi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il detto recita ”di mamma c’è ne una sola”…  ed io ogni volta mi ripeto ossessivamente “Per fortuna! Per fortuna!!!”. Questo è infatti uno di quegli strani momenti della vita in cui ringrazio Iddio per averci dato di default questa enorme BOTTA DI CULO.    Perché, diciamocelo francamente, nulla è più nocivo al mondo delle mamme… dopo l’amianto. &lt;br /&gt;Vi starete chiedendo – ma forse già lo immaginate – perché questo travaso di bile uterina ad una settimana esatta dalla evento più improbabile che sia mai stato  elaborato da una mente malata autorizzata per intercessione divina. Beh, datemi il tempo di spiegare, ma prima consentitemi una piccola digressione.&lt;br /&gt;Al termine dei miei lunghi e penosi studi sociologici, credo di aver finalmente identificato le due principali  macro-categorie di donne: le single e le sposate. La grande differenza che le separa non è – come potrebbe facilmente essere dedotto – un cerchietto di stupido metallo al dito recante una data che la maggior parte vorrebbe successivamente dimenticare, quanto un’idea… o come la chiamano gli aziendalisti, una vision.&lt;br /&gt;Nelle prime – nelle single – c’è un’idea di “discontinuità”; c’è infatti un desiderio di “rottura” (e quanto rompono le single è noto a tutti), di evoluzione, di emancipazione… di futuro. E questo futuro è solitamente qualcosa di avveniristico dove non c’è spazio per i retaggi culturali, per  asimmetrie socio-culturali, per la limitazione del potenziale che ognuna di noi sente come il fattore X della propria vita.&lt;br /&gt;Nelle seconde, c’è invece un’idea di continuità, di tradizione, di saldo ancoraggio  ai principi regolatori della vita sociale e biologica.  In altre parole, c’è in loro un desiderio di mantenimento dell’identità forte… e più in generale un’idea di mantenimento. Il loro.&lt;br /&gt;Il punto nodale di tutta la questione è che, alla fin della fiera, mentre il primo modello appare a tutte seducente, il secondo risulta alla fine quello vincente.  E questo per un eminente motivo: mentre le prime si iscrivono al circolo delle Pari opportunità, cazzeggiano in ammorbanti disquisizioni filosofiche su chi sia il più forte e la prima della classe, se la tirano… e  professano obbligate astinenze (chi vuoi che se la fili una cessa logorroica?); le seconde si limitano a sfornare  figli  e figlie a loro immagine e somiglianza, contribuendo a mantenere inalterato lo status socio-culturale con il semplice uso del passa-parola. E poi dicono che le casalinghe non fanno un cazzo dalla mattina alla sera…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tornare a bomba (me le dia tutte, oggi prevedo un genocidio di genere), questa mattina deambulavo pigramente per gli affollati corridoi di un supermercato qualunque per fare un po’ di spesa, quando ad un tratto mi tornò alla mente  di dover necessariamente comprare un pensierino per la figlia di una cara amica. Per adesso.&lt;br /&gt;La ragazzina è tanto caruccia: un vero condensato di dolcezza e sorrisi spensierati, una bambina a cui non si può dire di no. E così, con il sorriso stampato sulla faccia e  tutte le sane intenzioni del caso, mi avventurai nei corridoi riservati ai giocattoli. Vi giuro, non l’avessi mai fatto. Nell’arco di una manciata di secondi il mio sorriso cominciò a perdere il suo smalto per trasformarsi nel più orrendo degli incubi ad occhi aperti: corridoi improvvisamente scoloriti in un monocromatico rosa shopping che indulgevano, quando andava bene, ad un più intenso lillà.  Ma questo era niente: fatine griffate, atletiche e siliconate pretty-girl, principesse, sirenette spuntavano da ogni rosea confezione recante il marchio CE… come dire che non sono tossiche. Certo se le mangi non ti succede nulla, ma se ci giochi vedrai che qualcosa ti succede…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;E poi c’erano in bella mostra tutti i tipi più avveniristici di necessaire  per crearsi i gioielli di plastica (siamo abituate alla bijouterie) , per fare deliziosi manicaretti col cucina portatile, per rifarsi le unghie a mo’ di puttana thailandese, per decolorarsi i capelli (tutti le bambole sono bionde. Mah!), per tatuarsi il corpo di fatine glitterate, per fare la mamma della bambina della bambina,  l’infermiera, la parrucchiera, la stilista,  l’adescatrice di uomini più anziani, la badante, la maestra.  Insomma: un condensato di strumenti-ancora capaci di affossare anche la più promettente delle femministe nonché di annebbiare la più chiara idea di evoluzione culturale.&lt;br /&gt;E il lavaggio del cervello continua  con l’abbigliamento – tutto rosa, neanche  a dirlo – per continuare con gli accessori rosa del PC, la macchina fotografica… il tutto condito da tulle, organza, profumo di fresie, rosso fragola.&lt;br /&gt;Non un oggetto sembrava neppure vagamente ipotizzare una scelta intelligente, un’alternativa valutabile. No,  La cosa più drammatica di tutto il quadretto era ovviamente le mamme, improvvisamente divenute le appassionate consigliere  del gusto… e le più agguerrite detrattrici dello spirito critico.  Almeno fino a 14 anni.&lt;br /&gt;A partire da questa età, le mamme – le stesse di cui sopra, ma con un colore di capelli più finto di prima – cominciano infatti a chiedersi come mai la propria figlia si diventata così mignotta… e soprattutto così precocemente.  L’invidia, si sa, è il tratto caratteristico di noi donne… e di certo la matematica  non è mai stata la nostra materia preferita, perché forse una preventiva, semplice somma di tutte le minchiate, le idee preconcette, gli stereotipi  le avrebbe aiutate a capire che forse non sono gli uomini a non consentire  l’evoluzione di un modello culturale. Le donne di oggi, sono le bambine di ieri… e da quando in quando l’educazione è stata in mano agli uomini? Si care amiche, smettiamola di addossare le colpe delle nostre sconfitte agli uomini; ci piace portare la gonna, sempre o a convenienza, ma non siamo neppure cerebralmente pronte ad ammettere che la fossa ce la scaviamo benissimo da sole.&lt;br /&gt;Ci piacciono i vantaggi dell’essere donna, ma urliamo “discriminazione” se gli altri ci vedono come noi siamo. &lt;br /&gt;È questa la nostra sconfitta, e le cose non cambieranno finché non ci ostineremo a sviluppare operazioni culturali dotate di senso: cominciamo dunque a boicottare le case produttrici di giocattoli, le riviste che dipingono come noi non vorremmo essere,  a fare lavori diversi, a truccarci e profumarci di meno, a fare meno le puttane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo ad essere davvero coraggiose. Facciamolo davvero perché, fintanto che percorreremo questa strada,  il totale della somma sarà  sempre e soltanto una bambola di gomma. E neanche di buona qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-8412676815587755548?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/8412676815587755548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/12/natale-regalati-uno-stereotipo.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8412676815587755548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8412676815587755548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/12/natale-regalati-uno-stereotipo.html' title='A NATALE, REGALATI UNO STEREOTIPO'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SUVnwBtUvfI/AAAAAAAAALc/LoBLxIxD9nE/s72-c/42-15256793.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-949882257029482854</id><published>2008-12-07T23:28:00.005+01:00</published><updated>2008-12-07T23:52:45.027+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDITA...MENTE'/><title type='text'>A NATALE... NELLE VOSTRE COSCIENZE. NON SI SA MAI... POTREBBE SERVIRE</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:180%;color:#006600;"&gt;EDIZIONI PENDRAGON&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/STxOcKDNrEI/AAAAAAAAALM/Q4x-1a0xWwA/s1600-h/nash_prova6.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277179109012515906" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 265px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/STxOcKDNrEI/AAAAAAAAALM/Q4x-1a0xWwA/s400/nash_prova6.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le mie editor(s) si sono divertite a cercare di stemperare il linguaggio acidulento del mio libro d'esordio. Io gliel'ho impedito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esser sincera stavano quasi rischiando un esaurimento uterino. poi, alla fine, si sono divertite anche loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:180%;color:#000099;"&gt;e adesso tocca a voi!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Questo tomino è già in libreria...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;e a voi non resta che richiederlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alcune recensioni:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;NEW YORK MAGAZINE: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"... esilerante, pungente come mai nessun libro è stato capace di essere. Amanda Nash dipinge con puntualità e dettaglio ironico le donne di oggi. Sicuramente sarà querelata. "&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;LE MONDE:&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; "Incredibile slancio misogino in queste pagine che sputano fuoco sulle nuove tendenze dell'essere donna oggi. Divertimento assicurato... per chi sa leggere tra le righe.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;THE TIMES: &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;"Donne vere alla riscossa. Finalmente qualcuna s'è accorta che il modello Spice girl non funziona più. Un tocco sociologico e una spruzzata di peperoncino"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;PRENOTATE SUBITO LA VOSTRA COPIA!!!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-949882257029482854?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/949882257029482854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/12/natale-nelle-vostre-coscienze-non-si-sa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/949882257029482854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/949882257029482854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/12/natale-nelle-vostre-coscienze-non-si-sa.html' title='A NATALE... NELLE VOSTRE COSCIENZE. NON SI SA MAI... POTREBBE SERVIRE'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/STxOcKDNrEI/AAAAAAAAALM/Q4x-1a0xWwA/s72-c/nash_prova6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-5132794672118128806</id><published>2008-11-30T18:15:00.003+01:00</published><updated>2008-11-30T18:19:14.348+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EQUIVOCI STORICI'/><title type='text'>25 NOVEMBRE: GIORNATA PER LA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.  IMMANE CAZZATA!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/STLKueuz2BI/AAAAAAAAAK0/1WwI70VghW4/s1600-h/violenza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274501013476464658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 299px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/STLKueuz2BI/AAAAAAAAAK0/1WwI70VghW4/s400/violenza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Notizia flash: dopo quella madornale minchiata denominata “8 marzo” – noi donne possiamo da oggi congratularci a vicenda per aver strappato un altro giorno al calendario di quegli zotici col pisello tra le gambe detti anche uomini. Ma l’obiettivo è lontano e la sproporzione è ancora troppo schiacciante: restano peraltro altri 363 giorni di differenza tra noi e loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh già, è proprio così, il 25 novembre è stato scelta per celebrare la lotta contro la violenza sulle donne. La notizia – vi dirò – mi ha lasciato perplessa anche perché stavo cercando di capire se nel medesimo dannato calendario esistesse un equivalente giorno in cui si celebra la lotta contro la violenza sugli uomini. Ho controllato, e tale data non esiste. Cazzo, proprio non esiste… e questo non va.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo sempre state certe della violenza da parte degli uomini, ma chissà come mai questa stessa consapevolezza non ci investe in quanto portatrici di un’eguale o forse anche più efferata violenza… quella sugli uomini. Sarà forse perché in noi c’è sempre stata quella naturale predisposizione innata a sentirci vittime del tutto; del maschio, della cellulite, del doppio lavoro, delle responsabilità, delle fregature affettive, della depressione. Sarà… ma io credo che tale giorno non esiste per due eminenti motivi: il primo ha a che fare con il fatto che gli uomini non se ne vanno in giro a lamentarsi… come femminucce. Il secondo riguarda invece la peculiarità della violenza femminile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicologia chiarisce infatti che gli uomini sono di certo più diretti nell’espressione dell’aggressività: ti mollano un sano ceffone, ti scompigliano il make-up falso-battona, ma poi tutto sommato ritornano nei ranghi. Il punto a loro sfavore è ovviamente la visibilità del loro “torto”. Quell’occhio nero non è infatti sfuggito allo sguardo strabico di una qualsiasi cretina di vattelapesca centro sociale a protezione delle donne indifese, le quali, con interviste e oculate perizie, si limitano a costatare gli effetti piuttosto che indagare le cause. Risultato dell’intera operazione? Un oscar alla carriera per la miglior interpretazione in assoluto dopo quella di Francesca Dellera ne “La Bugiarda”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi ragazze, per converso, non solo siamo sempre solite parlare del mostro che è fuori di noi senza nemmeno avere il minimo sindacale di autocritica tale da consentirci sgamare “l’assassina che c’è in noi”, ma neanche la capacità critica di capire il perché di quell’occhio stile panda-in-estinzione. No, nulla di tutto questo. La ragione – come le rimanenti virtù teologali stampate nel nostro DNA di default – è sempre e soltanto una nostra opzione… e noi di certo non ci lasceremmo sfuggire l’occasione di rivendicarla in ogni situazione. È un po’ come quando i neri assumono sempre e a torto di essere sempre e comunque loro le vittime delle discriminazioni, anche quando le cose vanno diversamente. E siccome la nostra creatività non ha limiti, anche quando siamo noi dalla parte del torto, invochiamo la legittima difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è , cari amici e pessime amiche, che nella realtà delle cose la nostra aggressività si caratterizza per la silenziosità delle sue armi e per l’agire indiretto. Si, è vero, non è una violenza che genera effetti visibili, ma è pur sempre una violenza… e di certo i suoi effetti hanno una “durata” ben più lunga di un ematoma. E noi questo lo sappiamo. Sappiamo ad esempio – e questo lo sperimentiamo quotidianamente con le nostre pari-stronze amiche e colleghe - che ciò che ferisce non è certo un gesto diretto, chiaro e lampante, quanto un mezzuccio, un dispetto, un’angheria, una parola sbagliata al momento giusto. Non serve altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora forse, se vista sotto questa prospettiva, la questione assume un rilevanza del tutto diversa e inaspettata: la violenza di cui siamo capaci è l’unica cosa da cui occorre davvero difendersi. Il carico di odio e di astio che sappiamo portare dentro è spesso la causa principale che alimenta e che esaspera le tensioni. Il fatto che non siamo capaci di sferrare un pugno non significa nulla, anzi significa solo che i mezzi che useremo sanno perfino più taglienti e distruttivi di un qualsiasi delle armi utilizzate in uno scontro frontale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dunque torniamo a questa storia del 25 novembre, e a tutte le altre cazzate di cui la nostra cara ministra Carfagna si fa paladina. Oh, a proposito, se di certo potremo difenderci dallo stalking – anche ammettendo che siamo solo noi donne a subirlo (tutto da verificare) – cosa potrà difenderci dalle male lingue, da quei micro-comportamenti che proprio danno sui nervi, dalle insinuazioni fatte col sorriso largo, dagli atteggiamenti che ledono l’orgoglio e la dignità personale, dalle mise da mignotta che sappiamo esibire… e da tutti i rimanenti orrori a portata si silenzio che sappiamo all’occorrenza generare con incurante o falsa ingenuità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è una sola: nulla e nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora smettiamola di creare falsi miti: quello della vittima tutta al femminile è qualcosa a cui credono (forse) solo gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È giunto il momento di evolversi care amiche; miagolare e lamentarsi poteva forse ingannare qualcuno, ma io penso che proprio dovremmo smetterla. Io proprio non ce la faccio più!!! E voi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-5132794672118128806?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/5132794672118128806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/11/25-novembre-giornata-per-la-lotta.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5132794672118128806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5132794672118128806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/11/25-novembre-giornata-per-la-lotta.html' title='25 NOVEMBRE: GIORNATA PER LA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.  IMMANE CAZZATA!!!'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/STLKueuz2BI/AAAAAAAAAK0/1WwI70VghW4/s72-c/violenza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-4754329472097988093</id><published>2008-11-08T23:49:00.004+01:00</published><updated>2008-11-09T00:03:08.783+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DNA FEMMINILE  DA RIFARE'/><title type='text'>SARAH QUEL CHE SARAH... UN FALLIMENTO GLOBALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SRYXzFqqtGI/AAAAAAAAAKs/mC1chS5GkYE/s1600-h/sarahspeaks.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266422980718277730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 396px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SRYXzFqqtGI/AAAAAAAAAKs/mC1chS5GkYE/s400/sarahspeaks.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il 2008 non è un anno che sarà facilmente dimenticato. Mai, infatti, avevamo assistito ad una serie perfetta di fallimenti clamorosi. E se è vero che s’impara più dalle sconfitte che dalle vittorie, allora possiamo dirci prossime ad essere le più erudite creature di tutto l’universo. Buco nero incluso… con buona pace di Naomi Campbell.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima della fortuna serie dal titolo “come mi suicido pubblicamente” è stata Miss-perfezione Ségolene Royal: abitino da professoressa, moglie perfetta, vocabolario aulico perfettissimo… tutto perfetto. L’unica imperfezione era quel monolite di venti metri su cui amava ergersi in pieno stile Bernardette. Gli uomini la votarono, sperando di poter fare a lei quello che la Lewinsky fece a Bill Clinton, ma le donne francesi la boicottarono; va bene farsi mettere i piedi sopra da un uomo (ci siamo abituate, no?!), ma un paio di tacchi a spillo… no quelli proprio non avrebbero potuto sopportarli. Che dire? Ségò ha capito in pieno la lezione, altrimenti non si spiegherebbe il nuovo look da samaritana scalza finto-Joan-Baez-in-pieno-Woodstock. Mia sorella – quella con l’Alzheimer – si veste alla stessa maniera e, da che ha smesso anche lei di rompere le scatole in giro, ha ritrovato se stessa. E non è la sola: un anno fa una pattuglia anti-vagabondaggio l’ha riportata a casa dopo un lungo e confuso pellegrinare alla fiera del bianco. Due settimane dopo il tragico evento fu eletta sindaco nel comune di Petralia Sottana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda in ordine cronologico è stata invece “miss-cieca-di-Sorrento-made-in-USA”, al secolo Hillary Clinton. Nella sua lunga vita ha infatti finto di non aver visto nulla, e men che meno quel bavoso di suo marito sbrodolare penosamente sul vestino azzurro della dolce Monica dalle promettenti doti oratorie… e come superava gli esami orali lei, non lo faceva nessuna. Quest’anno, a dieci anni dal pompino più proficuo della storia, la dolce Hillary ha cominciato a deambulare tra una convention e l’altra (in compagnia di un cane lupo crociato sul dorso) in cerca di un riscatto personale. Ma si sa, quando le cose vanno già male, spesso continuano ad andar peggio: accecata dall’ambizione di fargliela vedere a quel bietolone panciuto ha dimenticato che al contempo l’avrebbero vista anche tutti gli ipotetici elettori. Risultato dell’intera operazione: un conato collettivo di proporzioni simili ad uno tsunami di modeste dimensioni, un marito annoiato e una figlia più cessa di prima (certe mise non le vedevo più dall’ultimo catalogo della Postal market). Sul versante personale, invece, Hillary non ha “visto” nemmeno un voto. Quando si dice il destino…&lt;br /&gt;Ma io, vi dirò, io sarei stata magnanima; io il mio voto gliel’avrei dato… io avrei votato per il Braille.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella corsa verso la Casa Bianca (certi retaggi culturali sono duri a morire in fatto di ambizioni domestiche) è poi spuntata lei, Miss-porco-col rossetto-Palin. Fino a qualche mese fa nessuno la conosceva… a parte un manipolo di cerebrolesi dal neurone congelato, che l’avevano fatta governatrice dei bastoncini findus dell’Alaska. Colta dalla sindrome dell’assistente sociale rumena, ha pensato bene che il suo futuro potesse essere tra le braccia e le gambe dell’incartapecorito-ultra-settantenne McCain, sperando di poter godersi il “meritato” potere dopo la sua rapida dipartita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbracciata affettivamente ad un mitra caldo di spara-minchiate elettorali e ad un rouge-gloss n.16 dell’Avon che le dava tanto un’aria da esperta sado-maso per ospizi allegri dal nome accattivante situati in quel di Via-Gra, la nostra donna-donna-uoma dalla vagina letale si è presentata al pubblico statunitense per riequilibrare l’odore di formalina emanato dal toupet del jurassico McCain.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo gli ovvi quanto fragili entusiasmi per la novità scaturita dalla coppia “pornoinfermiera –dentiera rincoglionita” che si sarebbe assicurato almeno il voto di tutte le badanti d’America, le cose hanno cominciato ad andar male… a tal punto che, dopo l’ennesima esternazione di vagina-power e primadonna della piéce – McCain ha pensato di trombarla in itinere, cercando di limitare i danni di un’immagine poco autorevole e vincente. La Palin sperava infatti di convincerci che fosse giunto il momento del remake di Wonder Woman, ma soprattutto che bastasse sventolare il binomio mitra-vagina per conquistare gli indecisi e insabbiare la portata della sua inesperienza politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno prima delle primarie, congedandosi dal palco dell’ultima convention, miss Piggy ha biascicato un flebile: “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;spero di risvegliarmi alla casa bianca&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”. Mai previsione fu più azzeccata: la casa bianca c’era… eccome, ma sfortunatamente c’erano anche una paio di croci rosse affisse all’esterno e un enorme scritta indicante “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;per le camerette imbottite, per di qua&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;!”. Le persone a lei più vicine hanno confermato che tutto sommato “l’ha presa bene” (la vasellina offerta dal partito repubblicano ha sortito il suo effetto) e che ha messo un’ipoteca sulle elezioni del 2012. Non saprei, ma credo che tra quattro anni, oltre all’ipoteca dovrà fare anche un bel mutuo a tasso variabile… per la quantità di rossetto che le servirà per ripristinare la sbobba che ci ha propinato quest’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi i fatti. Adesso passiamo ai commenti.&lt;br /&gt;La storia ci ha insegnato – oggi sono molto erudita – che qualcosa non è andata nel verso giusto. Dalla Francia agli USA un’eco si spande portando con sé la buona novella: il modello culturale prodotto dalle nostre nonnine in quest’ultimo secolo si è rivelato fallimentare. Molto. Troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Urge quindi una riflessione, o meglio una riorganizzazione cognitiva della mappa; insomma, dopo esserci incamminate alla ricerca del tesoro, l’unico tesoro che abbiamo trovato è stato un perentorio messaggio dal mondo maschile “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;tesoro, non rompere i coglioni, i fornelli sono là e la scopa è nello sgabuzzino!!!”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Fuor di metafora, non siamo riuscite a convincere nessuno… o meglio nessuna. È questo infatti il nostro più grande errore. Insomma che gli uomini, i maschi, non credessero in noi ci era ben chiaro dal brodo primordiale, ma che non ci credessero nemmeno le donne… ecco questo lo abbiamo scoperto adesso. Non è chiaro se si tratti solo di assenza di solidarietà tra donne, quel che è certo è che non siamo pronte per alcun sorpasso culturale. E questo soprattutto perché il modello del girl power non solo non incanta, ma non incarna nessuno nuovo ideale… è solo aggressività e desiderio di rivalsa, ma in sé è un’immagine vuota che si sbriciola al minimo accenno di razionalità: sostantivo femminile, ma solo sul dizionario.&lt;br /&gt;Non è più tempo di alibi e di false identità.&lt;br /&gt;A proposito, non chiamatemi più Amanda… il mio nome è Nash. John Nash&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-4754329472097988093?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/4754329472097988093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/11/sarah-quel-che-sarah-un-fallimento.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/4754329472097988093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/4754329472097988093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/11/sarah-quel-che-sarah-un-fallimento.html' title='SARAH QUEL CHE SARAH... UN FALLIMENTO GLOBALE'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SRYXzFqqtGI/AAAAAAAAAKs/mC1chS5GkYE/s72-c/sarahspeaks.gif' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-2377451763911826351</id><published>2008-10-26T23:32:00.003+01:00</published><updated>2008-10-26T23:43:26.783+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DNA IMPERFETTO'/><title type='text'>LA DONNA CHE NON C'E'...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SQTwSxyEqBI/AAAAAAAAAKk/3gXMHcs_FcA/s1600-h/p1mullins2li0.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261594470067251218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 280px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SQTwSxyEqBI/AAAAAAAAAKk/3gXMHcs_FcA/s400/p1mullins2li0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;“Perché odi le donne, Amanda?”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; È questa la classica domanda che tutti mi pongono quando, dopo aver letto i miei post, vengono investiti dall’onda anomala della mia energia misogina.&lt;br /&gt;Spesso me lo sono chiesto anche io, e finalmente credo di aver trovato la risposta. Ma andiamo per gradi, altrimenti io che ci sto a fare qui?&lt;br /&gt;Se, come credo, siete rimasti sgomenti davanti all’immagine di cui sopra sono certa allora che cominciamo già ad intenderci… perché, a dire il vero, io le donne le vedo proprio così: monche.&lt;br /&gt;Intendiamoci, quella a cui mi riferisco, non è altro che un’immagine mentale; è la rappresentazione simbolica di come apparirebbero le donne se le stesse riuscissero a proiettare la propria immagine su una parete bianca.&lt;br /&gt;Vi starete adesso chiedendo come faccio a conoscere, a discernere, questa immagine se ogni donna la porta dentro sé? Diciamo pure che non ci riesco, e che non sono neppure dotata della capacità di leggere nel pensiero altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dunque? E dunque io ci riesco, limitandomi semplicemente ad osservare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, tornate per un attimo a riguardare il corpo della donna raffigurato in alto… e ditemi cosa vedete?&lt;br /&gt;Non so voi, ma io vedo semplicemente una donna in posizione pronta ai blocchi di partenza, ma vedo anche una donna senza gambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nota dissonante è invece la “qualità” della sua ambizione: fuori dalla sua portata… dalle sue possibilità.&lt;br /&gt;...E poi vedo una paio di protesi. Sapete voi cos’è una protesi? La protesi è in genere un “prolungamento”; è l’estensione concettuale delle capacità non possedute dalla persona che le indossa.&lt;br /&gt;E così, una sedia a rotelle aiuterà il suo utente a spostarsi; un apparecchio auricolare a sentire; una dentiera a mangiare… un telecomando ad accendere il televisore, un’auto a spostarsi, una forchetta a mangiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è però una cosa che non mi convince, anzi una serie di cose che non mi convincono: un colore fasullo di capelli, un colore fasullo sulle labbra, un colore fasullo sulle guance, uno sugli occhi, un profumo fasullo, un paio di ciglia fasulle, un set di unghia fasulle, un colore fasullo sulle unghia fasulle. Poi la lista del fasullame si arricchisce di altri elementi: un reggiseno che solleva, che spinge, che stringe; un tanga che scoscia… una guaina che modella. E ancora: un po’ di silicone qua, un po’ di botulino di là, una liposuzione dall’altra parte, uno zigomo smussato, un setto nasale piallato, qualche costola in meno, un imene riverginizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne in questo ultimi due secoli hanno imparato a far uso delle protesi, e in certo qual senso hanno incominciato a provarci gusto…, anzi hanno provato gusto a vedersi sempre più incomplete, e per converso sempre più bisognose di protesi che le aiutino a “ripristinare” qualcosa di perso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto, vedete, non è cosa “sarà” la donna nella foto grazie alle sue protesi, ma cosa “è” in realtà la donna senza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla. La donna senza le sue “belle” protesi non è nulla… nulla che valga la pena di amare. La donna oggi è solo un’accozzaglia di sovrastrutture tenute insieme dall’ambizione di apparire qualcosa che non è: è solo suprema vanità, vanità allo stato puro; inutile dispendio di energia vitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per chi avesse voglia di un salto nella più ammorbante spazzatura culturale femminile, ecco bello e pronto l’ultimo ritrovato in fatto di superfluo protesico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Fare ginnastica sui tacchi a spillo. È la nuova specialità dell´estate introdotta nelle palestre milanesi. Questa tecnica, che spopola in America, è amatissima da donne super mondane come Paris Hilton e Victoria Beckham ma è praticata anche da attrici meno esibizioniste come Julia Roberts che, in palestra, tonifica il fisico issata su tacchi altissimi. Lo stretching delle dive è sbarcato a Milano nel circuito del Virgin Active di Corsico e Bicocca ma sta prendendo piede un po´ dappertutto. Complice la moda che, dopo aver regalato alle donne la comodità delle ballerine ultrapiatte, adesso cambia registro e rilancia i tacchi da vertigine dai 10 ai 12 centimetri, quelli che mettono a repentaglio la caviglia.«Imparare a stare sui tacchi a spillo è un ottimo allenamento per ritrovare sicurezza e femminilità - spiega Lucia, allenatrice al Virgin Active - questa è una ginnastica che fa bene alle gambe e migliora anche l´autostima». Lucia, fisico da cubista, esperta di fitness ed estimatrice della cultura zen, la prima cosa che insegna è quella di avere un portamento fiero e consapevole. «Le donne che non hanno familiarità con i tacchi tendono a buttare in avanti spalle, sono disarmoniche e sbilanciate - spiega - invece per camminare bene basta mettersi davanti a uno specchio, tenere gli addominali e i glutei contratti con le spalle abbassate e il collo proteso verso l´alto». Lucia assicura che una volta imparata questa tecnica «basta mettere un piede davanti all´altro, con il ginocchio leggermente piegato, e si fa concorrenza alle modelle». Imparare a camminare è fondamentale ma non basta. Lo stretching sui tacchi a spillo, se praticato con costanza, allunga la muscolatura delle gambe, dal polpaccio alle cosce, e le rende anche più sexy. «Questa è una pratica che può contribuire a scolpire la gamba - racconta Lucia - Sharon Stone è una tra le più convinte sostenitrici di questi esercizi. Le sue gambe sono toniche e sensuali allo stesso tempo. &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;E i tacchi sembrano naturalmente incorporati nelle sue gambe&lt;/span&gt;». Ma per raggiungere i risultati di Sharon Stone ci vogliono parecchie lezioni. Bisogna avere la costanza di passare ore e ore in palestra, sottoponendosi a esercizi che servono ad allungare e a rendere più sottili i muscoli. Il tutto senza mai dimenticare di portare in palestra i tacchi a spillo, perché senza quelli la lezione non si comincia neppure.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sto per avere un orgasmo di misoginia. Cazzo se siamo messe male!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-2377451763911826351?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/2377451763911826351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/10/la-donna-che-non-ce.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2377451763911826351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2377451763911826351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/10/la-donna-che-non-ce.html' title='LA DONNA CHE NON C&apos;E&apos;...'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SQTwSxyEqBI/AAAAAAAAAKk/3gXMHcs_FcA/s72-c/p1mullins2li0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-293886933562952735</id><published>2008-10-19T21:57:00.003+02:00</published><updated>2008-10-19T22:04:05.823+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DNA FEMMINILE ... POLITICO'/><title type='text'>LE PENE DELL'INVIDIA. E VICEVERSA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SPuRqCvEZWI/AAAAAAAAAKc/YdpOW2rHrdo/s1600-h/42-19549438.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258957141360010594" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SPuRqCvEZWI/AAAAAAAAAKc/YdpOW2rHrdo/s400/42-19549438.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un recente studio apparso sulla rivista “Vagina, pene e botox” – mensile di varia umanità persa sulla strada del nulla - ha stilato una classifica delle pene a cui andrebbero incontro il 90% delle donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo millennio, infatti, non è solo lo spazio temporale riservato al surriscaldamento del pianeta, all’inquinamento e alle malattie globali sessualmente trasmissibili; è anche il millennio delle sofferenze delle donne. Se l’uomo – quello col pennuto tra le gambe – ha decisamente incrementato il proprio livello di soddisfazione e di autorealizzazione sociale, la donna ha, per converso, percorso una strana parabola interiore che l’ha portata ad una sempre maggiore insoddisfazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’articolo, scritto da autorevoli menti scientifiche dopo quasi un decennio di rilevazioni sul campo, si pregia di riportare una classifica delle cose e delle situazioni che maggiormente caratterizzano le pene delle donne oggi. Dopo molteplici elaborazioni statistiche sulla base di un modello di analisi fattoriale bi-variata è stato individuato senza alcun margine di errore il motore, il fattore, delle pene: l’invidia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è ben noto si caratterizza come desiderio ambivalente: di possedere ciò che gli altri possiedono… il che esemplifica il ben noto concetto “dell’invidia del pene”, di cui parleremo tra poco. L'enfasi è, quindi, sul confronto della propria situazione con quella delle persone invidiate, e non sul valore intrinseco dell'oggetto posseduto da tali persone, e questo è soprattutto vero se si considera che l’intimo desiderio di una donna è quello di avere anche solo per un giorno la possibilità di appropriarsi di quel generoso (oddio, avercene) pacco dono biologicamente dato ai maschi. Infatti, benché molti uomini non sappiano che farsene (oltre che scuoterlo vigorosamente dopo una goduriosa minzione) l’ammontare dell’invidia non sembra subire un decremento, anzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È interessante, poi, considerare l'invidia come il peccato "opposto" alla &lt;a title="Superbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Superbia"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;superbia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: mentre la superbia consiste in un'eccessiva considerazione di sé, l'invidia è caratterizzata da una bassa &lt;a title="Autostima" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autostima"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;autostima&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e da una concezione esagerata degli ostacoli e delle difficoltà… e vorrei ben dire. Insomma, hai voglia di ipotizzare il trapianto di un cicciolo mal tolto ad un cadavere ancora caldo di rigor mortis… La questione infatti non ha realmente a che vedere con l’appropriazione , quanto con tutto l’insieme di simboli che questa portentosa minchiuzza porta con sé: secolare potere, spalle larghe geneticamente modificate, peli superflui che nessuno noterà, igiene intima trascurabile. Il punto è quindi che essere uomini ha i suoi vantaggi (a parte un notevole risparmio in inutili cosmetici) , e come ogni buon saldo di fine stagione tutte le donne vogliono metterci le mani sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'invidioso (invidiosa è più appropriato, ma insinua il dubbio che io ce l’abbia con le mie pari-stronze) può rivolgere la propria invidia non solo verso oggetti materiali, ma anche verso presunte doti possedute dall'invidiato: per esempio, una particolare avvenenza, intelligenza o capacità, uno spiccato fascino. Ma cerchiamo di non essere troppo ottimisti: queste doti negli uomini non esistono, ma noi donne amiamo immaginare che essi li posseggano. Infatti, le donne sono generalmente invidiose di tutti gli uomini, e in un certo qual senso, non appena possono, cercano di modificarsi fisicamente e caratterialmente nel tentativo di riprodurne le fattezze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo ultimo secolo ne abbiamo viste di tutti i colori: donne che si vestono da uomini, donne muscolose come uomini, donne che nel lavoro imitano gli uomini, donne che odiano le donne come gli uomini (e forse anche di più), donne che sviluppano modi da uomini (se avete mai visto una lesbica pisciare… sapete bene di cosa parlo), donne che modellano il loro potere sullo stile degli uomini. Detto in altre parole le donne sono massimamente delle scimmie: esseri inferiori che non sanno fare alcunché di originale, salvo che convincersi che solo in questo modo piaceranno agli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo vari tentativi, e conseguenti fallimenti, le donne hanno appreso - dopo circa un secolo – una nuova strada; visto che non potevano farsi tutte il trapianto del cazzo e del cervello, hanno iniziato a reagire malamente, disprezzando e sminuendo l'invidiato, perché, ai loro occhi, questo è colpevole di evidenziare ciò che l'invidiosa non ha: una naturale inclinazione ad essere maschio senza nessuno sforzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni ’90 abbiamo invece assistito al girl-power: un’orda di sgallettate rese euforiche da una malsana auto-adorazione condita da opportune sniffatine di genuino lesbismo. L’evoluzione stilistica (che eufemismo!) della non-catante Madonna (che ottimismo!) rende chiaro questo passaggio, e se vi siete persi/e qualcosa vi consiglio la biografia non-autorizzata scritta dalle sapienti mani del fratello della non-voce della pop music.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, se è vero che l’invidia del pene è una legge universale, è stato anche chiarito che nella maggior parte dei casi l’invidia è rivolta verso lo stesso sesso: gli uomini invidiosi lo sono, in genere, di uomini e le donne di donne. Dal lato femminile, l'invidia, che per i secoli addietro verteva quasi esclusivamente sull'avvenenza e sulla capacità di seduzione, da qualche decennio a questa parte, con il cambiamento del ruolo che la donna riveste nella società, ha cominciato ad "accostarsi", per molti aspetti, a quella degli uomini. (aspetti economici, politici, patrimoniali, professionali, culturali, intellettivi, sessuali)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saltiamo a piè pari tutti questi aspetti e concentriamoci solo su quelli politici, poiché in questi ultimi anni l’agorà si è spostata definitivamente sulle assurde e anguste stanze del mondo politichese in avanzato stato di decomposizione morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi mesi soprattutto, il teatrino dello scontro delle donne si è spostato tra il parlamento e la televisione, evidenziando una coppia di eroine e morfine da tempo in singolar tenzone: la Carfagna e la Guzzanti.&lt;br /&gt;La prima quasi orba, a tal punto che per vedere l’ordine del giorno del camera dei deputati deve avvicinarsi a preoccupante prossimità da qualsiasi pantalone maschile non più alto di un metro. E si vede che orba soprattutto perché in ogni fotografia appare con gli occhi sgranati e imploranti, manco se non mangiasse da tre mesi… o non scopasse da due anni. E credo che si tratti di quest’ultima ipotesi; sapete, dopo il trauma cranico di trovarsi davanti il penoso e rugoso divin augello del cavaliere servito carpon carponi, penso che a qualunque donna passerebbe la voglia di pasti caldi e di mucillagine.&lt;br /&gt;La seconda invece ci vede benissimo, e ci vede talmente bene da risultare quasi scomoda. Il troppo stroppia… soprattutto se questo va in contrasto con il lavaggio del cervello agito dalle tv (ormai monopolizzate da un gruppo di esseri che ci vorrebbero solo dei perfetti consumatori abbalenghiti dagli sconti e dalle vendite video-trasmesse).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una serie di scaramucce, in cui la Guzzanti sparava il vero e la Carafagna negava l’evidenza siamo giunte ad una delle più eclatanti performance di femminile psicologia. Qualche settimana fa, prima che la bronchite mi tranciasse la mano (lo so, speravate in una mia dipartita) , nel corso di una puntata di Matrix la Carfagna, intervistata da Mentana, nel tentativo (forse) di giustificare a suo modo la condotta della comica ha in realtà tirato una bordata niente male, definendola sostanzialmente instabile di mente: «&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'ho citata in giudizio e sono in difficoltà perché la signora Guzzanti mi fa compassione. Poveraccia, non credo sia una persona solida, mi sembra fragile mentalmente&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tono caritatevole della Mara – tipico delle soap di canale 5 o di rete 4 – sembra quasi darle ragione… nel senso che, agendo su uno dei comportamenti tipici delle invidiose (lei d’altronde un cervello non ce l’ha mai avuto), tenta di denigrare la Guzzanti con stupide frecciatine neanche buone per farci un bonario sorriso. Infatti ella, non avendo alcuna argomentazione al suo arco non può certo controbattere. No, può soltanto fare, come farebbe qualsiasi stupida invidiosa: colpire irrazionalmente, sperando di fare centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non contenta della portata delle sue minchiate cosmiche e dei suoi giochini infantili, la ministra delle pari-stronze minorate ha colto la palla al balzo (in questo è bravissima… soprattutto con le palle “basse”) confessando, con un latrato molto simile a quello della più nota Goretti, il suo scoramento in merito alle &lt;a href="http://magazine.libero.it/generali/generali/ne4442.phtml" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;insinuazioni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sui suoi rapporti con il Cavaliere: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Ho notato molta invidia da parte delle donne».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gent.ma Carfagna, io non sono un’esperta di pompe a domicilio, ma mi consenta una piccola domanda: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;ma di cosa dovremmo essere invidiose?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Il Cav non è mica Rocco Siffredi… e di certo noi non ci sbraneremmo per un giocattolino di così modeste dimensioni. E poi, scusi, niente di ciò che la riguarda è passibile di invidia. La sua incredibile evoluzione da velina a ministra non convince nessuno: le mancano le argomentazioni.&lt;br /&gt;Non aggiungo altro. Non serve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordiali saluti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-293886933562952735?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/293886933562952735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/10/le-pene-dellinvidia-e-viceversa.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/293886933562952735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/293886933562952735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/10/le-pene-dellinvidia-e-viceversa.html' title='LE PENE DELL&apos;INVIDIA. E VICEVERSA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SPuRqCvEZWI/AAAAAAAAAKc/YdpOW2rHrdo/s72-c/42-19549438.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-3217816524993888735</id><published>2008-10-04T13:21:00.005+02:00</published><updated>2008-10-06T14:20:01.155+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PAZZIA. SOSTANTIVO FEMMINILE'/><title type='text'>DA 154 A ZERO (titolo altamente filosofico)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SOdSCUpSNoI/AAAAAAAAAIQ/CiVzvwyC7Yc/s1600-h/sharon_stone_2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253257690206058114" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SOdSCUpSNoI/AAAAAAAAAIQ/CiVzvwyC7Yc/s400/sharon_stone_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le ultime teorie sul Alzheimer affermano che essa sia una patologia a carattere degenerativo del sistema nervoso centrale. L'esordio sintomatico è a carattere "insidioso": i primi sintomi sono lievi, sono difficili da riconoscere e da distinguere dalle disattenzioni di una persona anziana sana. Anche nel momento in cui si riconosce il carattere patologico di alcuni comportamenti non è semplice arrivare ad una sicura diagnosi differenziale, in quanto alcuni sintomi sono comuni ad altre patologie, quali la depressione e la demenza multiinfartuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’ultimo simposio svoltosi a Hollywood, gli scienziati hanno presentato i risultati su uno studio imperniato sulle differenze di genere. Il convegno, per la portata delle sue scoperte, è stato condotto a porte chiuse onde evitare il collasso dello showbiz… nonché il crollo degli esosi cachet di alcune tra le più illustri star… dell’omonimo brodo. Brodo vegetale, ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, a proposito di vegetale, mi vengono in mente le strabilianti performance neuro-vegetative di uno dei testimonials chiamati giustappunto in causa sull’argomento “sintomi dell’azzeramento intellettivo in attrici sprovviste di slip”. Io non c’ero, ma vi assicuro che un mio amico che avuto l’estrema sfiga di presenziare, ha assistito a delle scene di panico, e questo soprattutto perché da che mondo è mondo le attrici americane pur di presenziare e di farsi vedere in pompa magna (in flagrante fellatio a Giuliano Ferrara) non si perderebbero neppure il varo di un pattino sulla spiaggia di Rimini. E chiaro?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la ressa, gli spintoni e i calci negli stinchi ad opera di prestigiosi decolleté tacco 20 (di gran moda quest’anno per chi ambisce al suicidio da Trinità dei Monti) alla fine l’ha sputata Sharon. Ariel, Ariel Sharon. Ariel Sharon, ex premier israeliano, era stato invitato, ma all’ultimo momento, visto il protrarsi del coma dovuto ad un aneurisma cerebrale (2006), ha dovuto declinare l’invito… e così, giusto per non rifare tutti gli inviti e i segnaposto al pranzo d’onore gli organizzatori hanno invitato un altro Sharon.&lt;br /&gt;Stone, Sharon Stone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colpita da aneurisma qualche anno prima (2001), Sharon condivide con Sharon un aneurisma di troppo, ma ella – l’eroina di mille flop cinematografici – non è stata così fortunata… e nemmeno noi. Noi spettatori intendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi non ricorda il favoloso accavallamento di gambe senza slip di Basic Instict? E chi non ricorda il favoloso accavallamento di gambe senza slip di Basic Instint 2? Si, lo so, spesso la carriera di una vera attrice si evolve lungo un continuum recitativo di altissimo spessore nel tentativo di assomigliare alla recitazione di Manuela Arcuri o a quella di Francesca Dellera. Fortunatamente c’è il doppiaggio e allora qualche attricetta riesce a "far-la Franca". Valeri, Franca Valeri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, credo che sia stata la folgorante carriera dell’attrice ad aver spinto il simposio degli studiosi di Alzheimer a farne la nuova icona ammorbata della suddetta malattia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei principali sintomi dell'Alzheimer è l'amnesia anterograda, ovvero l'incapacità di ricordare cose recenti, o più precisamente eventi occorsi dopo l'insorgenza di una patologia. I pazienti affetti da demenza di Alzheimer tendono ad avere un (relativamente) buon ricordo delle cose passate ma a non ricordare le cose nuove, recenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stralcio dell’intervista all’attrice&lt;br /&gt;Domanda (D) – &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sharon, Sharon… per favore qualche domanda: “che ne pensi del primo capitolo di Basic Instict?”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Risposta (R) – “&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Beh per me è stato un trampolino di lancio, anche se, devo ammettere, che mai più farei un filmaccio del genere. Insomma, si, sono parti per attrici fisicamente procaci, ma nulla di questo si addice ad una compassata professionista del mio calibro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;D – &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Perdona Sharon, scusa… ma, ma allora perché hai deciso di fare il sequel ad oltre 10 anni dal primo?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R – &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Sequel? Ma di che parla? …figurarsi fare la parte di una scrittrice mezza battona e mezza lesbica. Ma scherziamo, lei mi confonde! Io sono un’attrice con la “A” maiuscola. Ma lei ha visto i miei recenti film? Lei sa cosa ho fatto in questi ultimi anni?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D – &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Beh, a dire il vero, a parte qualche pubblicità di porte scorrevoli e di paccottiglia in silver plate… non saprei. Ma sa forse non ricordo… Può dirci allora cos’ha fatto in questi ultimi anni?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R - &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;ma come si permette!! Che orrore, un giornalista di cinema che non sa cosa ho fatto in questi anni. Io, io (disse ella aggrappandosi alla prima tenda a portata di mano) in questi anni ultimi anni ho … io ho… ehm ho… oh beh adesso non mi ricordo, ma mi faccia tornare a casa per documentarmi e poi la chiamo. Un’ultima cosa: cos’è che devo cercare? Qual è il soggetto? Come mi chiamo?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri sintomi sono l'agnosia, ovvero l'incapacità di riconoscere cose comuni, e l’anomia ovvero l’incapacità a denominare un oggetto, pur riconoscendolo. Un soggetto affetto da anomia può utilizzare perifrasi, sinonimi, termini assonanti o neologismi per riferirsi all'oggetto di cui non ricorda il nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il coffe-break abbiamo incontrato Sharon Stone al tavolo del buffet mentre aveva un appassionato dialogo il cameriere addetto al catering.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cameriere: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Cosa le posso servire?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sharon: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;ma non saprei… sono incuriosita da tutte queste cose deliziose, e mi dica cosa sono quelle cose (chiese indicando un oggetto sul tavolo)… mmm che bella forma, ma me ne dia solo una mezza porzione. Sa sono a dieta…&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cameriere: &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;mi spiace signora, ehm non sono come dirlo… ma vede non sono attrezzato per dividere un bicchiere in due parti. Se vuole le posso servire un buon tramezzino…&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sharon: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;tramezzino… tramezzino. Che d’è??? No no, mi lasci indovinare: e forse qualcosa che si mangia? Un aiutino, please!!! Fa rima con pompino, ma sento che non è la stessa cosa…&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è poi il disorientamento temporale se il paziente non sa rispondere alle domande&lt;br /&gt;"che giorno è oggi", "in che mese siamo, in che stagione, in che anno". Naturalmente più è grave la discrepanza, maggiore è il disorientamento. Vi è disorientamento spaziale se il paziente non sa rispondere alla domanda "dove ci troviamo ora".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ultima analisi, vi sono i cosiddetti “Deficit intellettivi”, che riguardano un significativo peggioramento delle capacità di ragionamento, pianificazione e giudizio; quindi i Sintomi psicotici e modificazione della personalità, a causa dei quali il malato può assumere comportamenti bizzarri, o aggressivi, comunque significativamente differenti dal profilo di personalità pre-morboso. Fra i sintomi psicotici si annoverano allucinazioni, paranoia e pensieri non realistici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine della convention, dopo una standing ovation di cui la nostra amica non ha capito una nespola matura, ha avuto luogo una conferenza stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccovi in esclusiva uno stralcio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sharon: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;grazie, grazie! Sono molto orgogliosa di essere stata invitata qui… qui… qui… a… a … , beh, insomma qui. Ma francamente sono un po’ perplessa, poiché, a dire il vero non mi è chiaro perché io sia qui a … qui a.. qui a… al chiuso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;- Giornalista 1: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;signora Stone, non vorrei turbarla, ma lei è qui a Lugano perché, a parere dei più eminenti studiosi, lei sia il caso più eclatante di Alzheimer. Che ne pensa?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;- Sharon: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Alzheimer… mmm questa parola non mi giunge nuova. Anyway, qualunque cosa sia non è cosa mi che riguardi, chiaro!!!!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;- Giornalista 2: &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;stia calma signora Stone, nessuno sta insinuando nulla, è solo che… è solo che… beh veda, non è che in questi ultimi tempi lei sia apparsa molto lucida. Mi perdoni l’espressione…&lt;br /&gt;-&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;Sharon:&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; io non so proprio a cosa si stia riferendo. Ma lo sa che quando avevo 17 anni il mio QI era a 154. Ero un genio…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;- Giornalista 2: &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;appunto “era”…&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Sharon: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;cosa vuole insinuare, a che si riferisce? Che giorno è oggi? Dove mi trovo? Come cazzo mi sono vestita?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;- Giornalista 2: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;mi scusi ma non è stata lei che circa una settimana fa ha cercato di iniettare Botox nei piedi, giudicati troppo puzzolenti, di suo figlio adottivo? E non è a causa di questo che ha perso la custodia di Roan, 8 anni, a causa delle sue reazioni decisamente esagerate sulle questioni di carattere medico che riguardano il piccolo?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;- Sharon: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;due settimane fa… due settimane fa… Mi lasci ricordare… mmmmmm. Ah si, ora ricordo: tutto è successo perché mio marito non si curava in maniera adeguata del figlio adottato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;- Giornalista 1: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;mi scusi ma non ci è chiaro cosa c’entri il botox con la cura dei piedi puzzolenti di suo figlio?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;- Sharon: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;io davvero non posso crederci: come fate a non vedere il nesso? È così lampadina… ehm volevo dire lampante. Vedete, il botox, diminuendo le rughe del volto, contribuisce a stendere i tratti del viso quando qualcuno si avvicina ai calzini fetidi. Insomma le rughe sono un problema serio per un’attrice come io che ha fatto tanti film come Basic Instict e… e… e… insomma, si e tanti altri film.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;- Giornalista 2: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;ci scusi, ma non era meglio fare come ha poi fatto suo marito Bronstein risolvendo molto facilmente il problema dei piedi del piccolo, senza far ricorso al Botox, facendogli mettere dei calzini e uno speciale deodorante per i piedi?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;- Sharon: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;ma di che state parlando? Lei non sa chi sono io?! Lei non sa chi sono io?!... a proposito chi sono io? E comunque i piedi puzzolenti dipendono da un serissimo problema alla colonna vertebrale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A queste parole, all’attrice è stata consegnata una targa: Migliore attrice cagna stolta dell’anno 2008. Motivazione: per aver così generosamente contribuito allo sviluppo di un nuovo farmaco per la demenza senile in persone perfettamente sane che non sanno recitare, che non sanno nulla di scienza e che non sanno nemmeno accavallare le gambe una seconda volta senza far vomitare tutto il pubblico presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: l’attrice è stata ritrovata qualche giorno dopo, deambulante da un bar di periferia all’altro, in cerca di un lavoro che le consentisse un morboso amplesso masturbatorio con un rompighiaccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si dice “deformazione” professionale. Mah!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vostra Amanda. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-3217816524993888735?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/3217816524993888735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/10/da-154-zero-titolo-altamente-filosofico.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3217816524993888735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3217816524993888735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/10/da-154-zero-titolo-altamente-filosofico.html' title='DA 154 A ZERO (titolo altamente filosofico)'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SOdSCUpSNoI/AAAAAAAAAIQ/CiVzvwyC7Yc/s72-c/sharon_stone_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-2314804876458944742</id><published>2008-09-26T21:44:00.004+02:00</published><updated>2008-09-27T14:11:39.301+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DNA FEMMINILE SUINO'/><title type='text'>UNA TROIA AL GIORNO... FANNO 365 TROIE ALL'ANNO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SN075PqCmbI/AAAAAAAAAII/Lm9woTxSQE4/s1600-h/leghista.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250418595225311666" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SN075PqCmbI/AAAAAAAAAII/Lm9woTxSQE4/s400/leghista.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L’antropologia, a ragione considerata per anni la scienza dell’uomo, da oggi si arricchisce di un nuovo e sorprendente modello sociale di animale razionale intriso di dubbio cosmico: il cornuto matematico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oddio, non è che il concetto fosse estraneo agli antichi greci; già a quei tempi, in periodi di guerra perenne, i filosofi e i primi rudimentali esempi di studiosi della natura umana se ne andavano in giro parlando ad un imprecisato numero di apprendiste maestre di vita - in seguito denominate “peripatetiche”- e insegnando loro come compiere prodigiosi miracoli biologici. Ma fu solo qualche secolo dopo che qualcuno coniò l’ossimoro di vergine-madre, cercando di giustificare nascite premature di figli mai concepiti, le annichilenti assenze di mariti in guerra o di falegnami troppo zelanti, nonché le mutazioni estetiche di un’icona della pop music americana nota per il suo non-cantare all’Olimpico di Roma il 6 settembre scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo fu solo dopo un millennio, grazie ad opportune mutazioni genetiche psicosomatiche, che si assistette alla comparsa di tale raro esempio di virtù coniugale nel vasto panorama storico-sociale.&lt;br /&gt;I primi a somatizzare il frutto di ergonomiche seghe mentali condite da atroci dubbi e una prole sempre più multiforme furono i barbari. Gli antropologi hanno scoperto che sussisteva una sorta di rito consolatorio dedicato a coloro che ritornavano vittoriosi dalle guerre: le mogli in stato di grazia – neanche fossero state sfiorate da mano (morta) divina - facevano dono ai loro sposi di poderosi elmetti ornati di priapesche ramificazioni tese ad evidenziare l’avvenuto miracolo. Una volta sterminate tutte le alci a disposizione, le vichinghe iniziarono a decimare i tori… quasi a sottolineare il passaggio concettuale da troie a vacche… ma questa è un’altra storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sterminati anche i barbari (rallentati ed appesantiti dai regalini e da due palle piene ai confini della realtà), ci vollero più o meno altri mille anni perché si tornasse a parlare del fenomeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizialmente, si era infatti pensato ad una naturale estinzione del cornuto matematico - anche perché con tutte quelle indecenti e ricciolute parrucche incipriate, l’elmetto proprio appariva fuori luogo – ma poi all’ultimo simposio degli antropologi tenutosi in quel di Bergamo furono portate le prove lampanti del suo ritorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni esemplari della nuova ed evoluta specie furono avvistati in quella che storicamente vennero identificate come le rigogliose pianure della “Padania” (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;in foto un esemplare maturo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;). Qualcuno dice di averli visti bardati da un insolito fazzoletto verde al collo, altri giurano invece di aver visto il capo branco in preda ad emiparesi facciale.&lt;br /&gt;Ora, benché si siano materializzati dal nulla alle feste per la lotta del federalismo fiscale, gli esemplari che interessano a noi sono stati fotografati in religiosa processione verso non ben precisati luoghi di raduno.&lt;br /&gt;Gli scienziati di tutto il mondo sono rimasti sgomenti dinnanzi ad una simile notizia, e per questo motivo che da settembre 2008, un pool di cervelloni sta studiandone le caratteristiche morfo-psico-socio-evolutive, ma i risultati sono top secret e nulla trapela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dirvi? Quando c’è di mezzo l’etica e il segreto professionale, bisogna solo pazientare e aspettare che il mondo della scienza si decida sul cosa e sul come divulgare le nuove scoperte. Anche io sono per il rispetto del codice deontologico e nessuna notizia vale un comportamento scorretto. Questo è quel che pensavo io… ma io ieri ho incontrato il dott. XXXXXX presso l’Astoria Palace alla camera 309.&lt;br /&gt;Non dirò il suo nome per proteggere i suoi dodici figli avuti dopo aver scoperto di essere impotente, ma poiché ha accettato di rivelarmi in anteprima i risultati degli studi vi dirò solo il suo cognome: Kildare. Dr. Kildare!&lt;br /&gt;Che uomo, che integrità morale! Pensate, non ha voluto nemmeno un euro… mi ha soltanto obbligata a soggiacere ai suoi piaceri masochistici. Stavo quasi per mandare tutto all’aria quando mi ricordai che il giorno prima avevo giustappunto comprato un paio di stivaletti in pelle nera con tacco 20 e la punta il cristallo di Boemia. Sapete, non sono un’ingorda, ma la voglia di provarli sulle guance smagrite di quello sfigato-occhialuto-minidotato- con un tatuaggio sul braccio con su scritto “my name is Charles”- era tale che mi resi disponibile ad elargire un generoso contributo personale alla rivista “Rubber, lattex e cockring per giovani marmotte” . E siccome nell’ambiente si vocifera che io sia una tirchia filo-scozzese-ebrea, ho dato il massimo, esibendomi in una performance di altissimo livello, dal titolo provvisorio: “Mamma ho perso la dignità”. Questo il programma per la serata:&lt;br /&gt;· ore 21: estirpazione dei peli dal naso&lt;br /&gt;· ore 21.10: rasatura completa delle sopracciglia&lt;br /&gt;· Ore 21.30: coltivazione biologica di capperi nelle cavità auricolari (precedentemente concimate con sterco fumante di vacche sacre)&lt;br /&gt;· Ore 22: pausa caffè.&lt;br /&gt;· Ore 22.10: incaprettamento e farcitura anale con carota, aglio, rosmarino e olive taggiasche;&lt;br /&gt;· Ore 22.30: visione coatta di tutti i film di Francesca Dellera fino al progressivo apprendimento di tutta la sceneggiatura originale&lt;br /&gt;· Mezzanotte: evacuazione (previo orgasmico clistere) sull’ombelico (il suo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, non ci sono parole per descrivere l’abominio a cui sono stata obbligata. Dio mio che squallore, che sudiciume etico, che spazzatura d’uomo!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una cosa che non mi spiego: perché sono ancora tutta bagnata? Oltretutto fuori c’è un sole che spacca le pietre…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok ok, questo è il sunto dell’intervista:&lt;br /&gt;Le prime rilevazioni hanno evidenziato un misterioso assembramento proprio al di fuori di uno strano edificio eletto, pare, a luogo privilegiato per la verifica dell’ammontare dell’incremento di tessuto osseo all’altezza dei lobi parietali del proprio cranio. Non ci sono elementi caratterizzanti questo luogo; l’unico flebile indizio è una strana scritta apposta a caratteri cubitali recante la seguente iscrizione: “Università di Verona. Istituto di medicina legale”.&lt;br /&gt;La causa scatenante di questo fenomeno fisico-sociale si deve sicuramente all’incremento delle ore lavorative di alcuni mariti e, parallelamente, all’incremento della felicità delle rispettive mogli, ma soprattutto all’incremento del numero dei lattai e degli operai del “porta a porta” per numero di abitanti benestanti. E questo soprattutto perché è stato appurato che nelle zone depresse le donne vanno a lavorare, e comunque non hanno il tempo per procurare premeditatamente danni irreversibili alla lavatrice o al rubinetto del cesso. Oltre a ciò è stato riscontrato che gran parte degli imprenditori e dei professionisti della provincia di Verona hanno avvertito come un progressivo appesantimento cerebrale maldestramente confuso per un inspiegabile aumento di neuroni e/o del peso specifico dei capelli. I primi ad accorgersi della mutazione sono stati coloro che presentavano una calvizie in stato avanzato, una moglie sempre più allegra e la nascita prematura di un bambino molto abbronzato di nome Abdul.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ultime, aggiornate, rilevazioni dimostrano che il fenomeno è in costante crescita.&lt;br /&gt;Gli studiosi sono giunti alle seguenti conclusioni:&lt;br /&gt;1. il test del DNA per capire se il bambino nato abbronzato non è vostro funziona egregiamente;&lt;br /&gt;2. il test costa solo 1.600 euro (poca roba se si considera il costo di un piccolo Michael Jackson in famiglia fino alla matura età);&lt;br /&gt;3. il troppo lavora storpia… e storpia talmente tanto da far assomigliare i vostri figli ai vostri “migliori” amici;&lt;br /&gt;4. il nuovo esemplare del cornuto matematico non fa una grinza. Dopo 8 mesi di astinenza non ci sono dubbi: sei matematicamente cornuto;&lt;br /&gt;5. la medicina legale è una scienza esatta;&lt;br /&gt;6. le donne sono sempre più troie;&lt;br /&gt;7. si stima nei prossimi mesi un incremento delle cause di divorzio per infedeltà coniugale nella provincia di Verona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mie conclusioni sono di tutt’altro avviso:&lt;br /&gt;1. il lattex mi svacca che è una meraviglia;&lt;br /&gt;2. la saliva pulisce meglio del Calzonetto;&lt;br /&gt;3. gli orgasmi multipli sono possibili&lt;br /&gt;4. … e sono pure calata di due chili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vostra Amanda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-2314804876458944742?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/2314804876458944742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/09/una-troia-al-giorno-fanno-365-troie.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2314804876458944742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2314804876458944742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/09/una-troia-al-giorno-fanno-365-troie.html' title='UNA TROIA AL GIORNO... FANNO 365 TROIE ALL&apos;ANNO'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SN075PqCmbI/AAAAAAAAAII/Lm9woTxSQE4/s72-c/leghista.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-7348687300546706925</id><published>2008-09-13T09:51:00.003+02:00</published><updated>2008-09-13T09:54:46.291+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GIOCHI DI PRESTIGIO'/><title type='text'>IL SAGGIO CINESE E LA PATATINA BOLLENTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SMtxOukKFLI/AAAAAAAAAH4/1b07oosBZ6w/s1600-h/42-17679914.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245410688834868402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SMtxOukKFLI/AAAAAAAAAH4/1b07oosBZ6w/s400/42-17679914.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Immagino che un simile titolo vi abbia quantomeno  indotto a chiedervi “ma cos’hanno in comune un saggio cinese e una patatina bollente?”  Vi dirò, mi aspettavo una simile domanda, ma prima di rispondervi (perché una risposta c’è) vi pongo un’altra questione: “che differenza c’è tra un riccio e un preservativo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo che pensate alla soluzione del mio enigma, vi racconto  di un famoso adagio cinese detto da uno che di cinese non sapeva nemmeno un involtino primavera.  Non ricordo bene le parole, ma più o meno faceva così:  mentre i cani pastori litigano il lupo si mangia le pecore.&lt;br /&gt;La seconda questione che si pone è dunque: perché ce l’hai raccontato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questa domanda rispondo subito: perché sono giorni che mi sto letteralmente sbellicando dalle risate… grasse risate. Talmente grasse che non dormo più la notte. Rido e continuo a ridere perché davvero non posso farne a meno, ma soprattutto perché non posso far altro che ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Vedete, cari amici, ci sono questioni che per loro natura impongono almeno una risata. In genere si tratta di questioni talmente arzigogolate (ma solo apparentemente) che improvvisamente diventano una sorta di casus belli sui cui tutta la popolazione viene invitata ad esprimersi… e di solito tutti lo fanno  senza nemmeno chiedersi perché.  Intendiamoci, esprimersi è un diritto di tutti, ma quello che mi chiedo è perché se ne stia parlando , ma soprattutto perché oggi? A questa domanda di solito non si ha una risposta precisa. Insomma, perché oggi e non ieri o domani?  Già perché? Ve lo dico io: perché qualcuno ha deciso che era giunto il momento di parlarne… e perché era giunto  il momento? Ecco, questo è un altro problema, ma procediamo con calma, e parliamo di “chi” e del “cosa” si sta parlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da circa una settimana, o giù di lì, la nostra amica Carfagna (la chiamerò così perché ho un orzaiolo nell’occhio destro e proprio oggi ho smesso di sparare sulle ambulanze. Prima o poi certi vizi bisogna toglierseli…) ha ri-sollevato la questione della prostituzione e del disegno di legge che dovrebbe una volta per tutte “debellare questo male della società”.  Ecco, detto in questi toni – ne converrete – la questione assume una coloritura moraleggiante degna solo delle grandi eroine di un tempo; del bene che lottava contro il male. E allora quale occasione migliore per rispolverare i nostri primordiali sentimenti umani… quei buoni e bravi sentimenti di una volta? Eh, già come se non avessimo atro da fare nella vita?! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Improvvisamente infatti l’attenzione della pubblica opinione viene letteralmente catalizzata da quest’argomento che, a dire il vero, di “nuovo” non ha assolutamente nulla. Anzi per essere precisi, è questo un tema che ha interessato la donna e l’uomo da che quella gran troia di Eva ha fatto quel gran casino ingurgitando alle spalle di quel coglionazzo di Adamo una fottuta mela.  La questione vedete sta tutta li… e come al solito è il “prezzo” della frutta ( e dei beni di prima necessità) che  pone problemi alle famiglie italiane. Da secoli e secoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anyway, sono quasi sette giorni che dappertutto impazzano programmi radiofonici,  programmi televisivi e articoli di giornali che discutono animosamente sulla questione. In questo stesso frangente io invece mi sono occupata di altre cose: mi sono divertita a crepapelle a guardare coloro che guardavano e discutevano sulla questione. ..esattamente con lo stesso ghigno  spocchioso con cui si osservano due donnette di strada che se le danno di santa ragione per accaparrarsi un pulloverino  misto-lana al mercatino rionale infrasettimanale.  L’atteggiamento, il mio, non è infatti quello di chi vuole far cessare la bagarre quanto di stare a vedere come va a finire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perdonate il mio cinismo, ma io questa proprio non me la voglio perdere. A volte, si sa, per capire realmente le cose bisogna opporre un doveroso distacco… bisogna cioè estraniarsi e stare lontano a guardare. Senza muovere un dito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi divertentissimi sette giorni, ho sentito tante di quelle minchiate che se avessi potuto raccoglierle e venderle sotto banco oggi sarei la donna più ricca della terra. A dire il vero più che minchiate era un trionfo di luoghi comuni, di perbenismo, di moralismo, di finto senso pratico e  dio sa di cos’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A scuole di buone maniere e di civiltà ci hanno insegnato una cosa che si chiama “problem solving”: una specie di arte povera inventata da Re Salomone  che ahimé, nonostante i buoni sforzi culturali e il passa-parola, si è quasi del tutto persa nei meandri di chissà quale scatola cranica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cultori del problem solving asseriscono però che prima di risolvere un problema bisogna “definirlo”, ossia bisogna capire esattamente il nodo problematico di una questione. Ritorniamo temporaneamente alla questione della prostituzione.&lt;br /&gt;Tra le tante minchiate definitorie sparse nell’etere (e correlate soluzioni del cazzo) queste sono quelle che più mi hanno fatto ridere:&lt;br /&gt;1.       La prostituzione è un problema di ordine pubblico, legato all’immigrazione clandestina e al degrado delle nostre strade. Soluzione  1:  estradare le clandestine al loro  paesello, ripulire le aiuole dei viali, mettere qualche fiorellino qui e là per rallegrare la vista dei passanti.&lt;br /&gt;2.       La prostituzione è un problema morale. Dice la Carfagna:  io come donne inorridisco davanti a questo problema… ovvero inorridisce davanti al fatto di vedere per le strade delle donne vestite come veline che la danno a destra e a manca per farsi le vacanze alle Maldive. Il punto è che certe cose non si debbano più “vedere”… il che non corrisponde al fatto che certe cose non debbano più “esistere”. Notate la sottigliezza. Soluzione 2: relegare le puttane in un appartamento e mettere un distributore di ticket per la fila o un call center per la prenotazione della “seduta”.&lt;br /&gt;3.       La prostituzione è un problema educativo: i nostri bambini  vedono modelli di comportamento sbagliati. “mamma mamma” disse il bambino incuriosito “perché quella signora se ne sta ferma attaccata al palo vestita in quel modo?”  E la mamma imbarazzata per  l’assenza di spiegazioni logiche rispose “che vuoi che ti dica? Deve essere una velina che sta aspettando l’autobus per andare a lavorare”. Soluzione  3: dare un tailleur a tutte le puttane, una 24 ore, un quotidiano sottobraccio e il gioco è fatto… così non vi sarà nessuna differenza tra una puttana e un’altra puttana che dà il culo per 1000 euro dopo una laurea.&lt;br /&gt;4.       La prostituzione è un problema condominiale: le prostitute in casa abbassano il prezzo degli immobili in cui lavorano. Soluzione 4: creare dei condomini lontano dei centri abitati, lontano da occhi indiscreti, dalle strade di maggiore comunicazione, etc. Si vocifera di una colonia su Marte.&lt;br /&gt;5.       Lo sfruttamento della prostituzione è una forma di schiavitù legata alla tratta delle donne. Soluzione 5:  prendere indice e pollice e aprire, uno per uno, gli occhi degli italiani… forse così cominceranno a vedere che gran parte di loro si diverte un mondo a fare la sarta. Carletto che mestiere fa la tua mamma? – chiese la maestrina il primo giorno di scuola “sarta!” esclamo il frugoletto panciuto. “Oh che bello… ago, filo e stoffe?” “no!”- rispose perentorio il bimbetto – “sarta da un cazzo all’artro”;&lt;br /&gt;6.       La prostituzione genera ingiustizia sociale. L e puttane devono pagare le tasse come tutti! Da qui la conseguenza che la prostituzione venga riletta come una professione come le altre. Soluzione 6, la più interessante: lo stato regolarizza le prostitute, ne fa una professione e ne tassa i redditi. Detto in altre parole, prende dal ricavo delle puttane un aliquota del 45%... il che non fa differenza con quello che avviene attualmente ad opera dei cosiddetti “pappa”. In altre poche parole, lo stato si sostituisce  a pieno regime allo sfruttatore… e per le puttane sarà sempre la solita storia: c’è sempre qualcuno che mangia a sbafo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi fermo qui perché davvero la casistica è ampia quanto il gran Canyon, ma soprattutto perché  la fantasia degli italiani , il perbenismo, l’ipocrisia, il catto-moralismo imperante nella nostra testa fa più vittime degli incidenti stradali nel periodo estivo.&lt;br /&gt;…e intanto molti continuano  a parlarne e bla bla bla bla…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che in realtà sta succedendo è un’altra cosa: nel frattempo che queste seghe mentali producono orgasmi inenarrabili succede che il governo si fa letteralmente i cazzi suoi. Non parlo di questo governo… perché per quanto mi riguarda, non appena qualcuno sale al potere il sangue gli va alla testa e comincia a sragionare e a pensare a se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica, vedete, è una specie di gioco di prestigio: perché il trucco funzioni è necessario che il prestigiatore crei un diversivo plausibile che distragga l’occhio balengo del pubblico.  Tutta questa storia è infatti un diversivo plausibile, abilmente prodotto per distogliere l’attenzione del pubblico. Attenzione su cosa? Sul la mancanza di idee politiche serie, ma  anche sull’invisibile incedere di leggi che di punto in bianco determineranno la nostra vita, mentre noi staremo ancora parlando di puttanate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la mancanza di idee, beh, la prima cosa che mi viene in mente riguarda una pura e semplice questione di legittimità: ma da quando un ministro delle pari opportunità si occupa di prostituzione? Qual è il collegamento tra le politiche di parità con questa questione? Quale  azione paritetica si vuol promuovere contrastando la prostituzione?   Vedete io nelle pari opportunità ci lavoro da oltre 10 anni, quando ancora la Carfagna se ne andava in giro sgambettando a “Non è la RAI” e vi giuro che il collegamento proprio non c’è… con tutti i problemi reali di pari opportunità che vi sono. E non mi riferisco solo alla diatriba tra donne e uomini, in cui di solito gli uomini sono sempre dipinti come il sesso forte “da raggiungere”.  Un’attenta lettrice del mio blog, aveva scritto un mese fa (con orgoglio e un chilo di cecità) “la Carfagna sta facendo la legge per combattere lo Stalking. Bello, fantastico!!! E da quando il ministero delle pari opportunità legifera? Ma non dovrebbe forse occupare di provvedimenti tesi a riequilibrare culturalmente la visibilità sociale delle donne e quella degli uomini, e di tutte le altre sotto-fasce deboli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra infatti che la legge delle Carfagna non abbia alcun merito circa il contrasto del fenomeno sociale della prostituzione , ma che tenda invece a sanzionare con multe i comportamenti dei cittadini. Un dubbio allora mi sfiora: non è che l’intento sia quello di creare una nuova tassa comunale sostitutiva all’ICI? D’altronde se un problema lo sia affronta così, più che un problema sociale sembra un problema di casse dello stato vuote, senza contare che il disegno di legge proposto fa acqua da tutte le parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il punto rimane lo stesso: stanno tentando di distrarci con futili questioni. Stanno creando un sorta di fiction globale fatta di buoni sentimenti, di moralismo, di falsa giustizia e tutto quanto può farci immediatamente piacere e che ci restituisca la sensazione che le cose vanno nella maniera giusta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giustizia, vedete, è un po’ come un oggetto di lusso; solo chi ha i soldi può permettersela e può manovrarla. A tutti gli altri tocca subirla e pagarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ditemi pure se non è così, ma ditemi anche che giustizia è quella che elimina i mezzi per provare le accuse relative ai crimini di chi detiene potere? Vi lascio con questa questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa discussione sulle puttane è “come rissa tra cani pastori; intanto lupo mangia tutte pecorelle”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, per quanto riguarda l’enigma di partenza, se non sapete la differenza che intercorre tra un preservativo e un riccio, provate a mettere il secondo al posto del primo e vedrete che ve ne accorgerete immediatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti e baci&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-7348687300546706925?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/7348687300546706925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/09/il-saggio-cinese-e-la-patatina-bollente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7348687300546706925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7348687300546706925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/09/il-saggio-cinese-e-la-patatina-bollente.html' title='IL SAGGIO CINESE E LA PATATINA BOLLENTE'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SMtxOukKFLI/AAAAAAAAAH4/1b07oosBZ6w/s72-c/42-17679914.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-3725676685032690792</id><published>2008-09-06T10:54:00.005+02:00</published><updated>2008-09-06T11:15:44.094+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IPSE DIXIT'/><title type='text'>5 IN ORTOGRAFIA, CARA GELMINI!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SMJFodLnF_I/AAAAAAAAAHw/PPftC-wNz-M/s1600-h/maestrina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242829477543090162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SMJFodLnF_I/AAAAAAAAAHw/PPftC-wNz-M/s400/maestrina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Amanda Nash. Presente!&lt;br /&gt;È questo il mio primo ricordo della scuola. Ah, quanta nostalgia! Quanta nostalgia il grembiulino rosa con il fiocco bianco, i panierino con la merendina che mamma mi donava generosamente sull’uscio di casa, le alzate di mano per chiedere la parola, quella grande lavagna nera ruotante e il banchetto sul quale appoggiavo i miei quaderni con le righe grosse. Sembra ieri che iniziavo a scrivere a caratteri cubitali una sfilza di aeiou tutte con la codine, i puntini, etc… giorno dopo giorno. Tutto un anno speso a fare codine alle “a” e puntini sulle “i” … per non parlare di quegli orrendi incubi a cielo aperto rappresentate dalle consonanti… ah quante minchiate!!! Fine del romanticismo. Ma questa era la scuola di trent’anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi invece le cose sono “diverse”: si va a scuola con il grembiulino rosa e il fiocco, il panierino è diventato uno zaino da scalatore dell’Everest , ci sono dei bei numeri sulle pagelle e se non si riga dritto c’è un bel 5 in condotta. Una gran bella differenza. Non c’è che dire!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dirò, però, la cosa mi piace. Vi ho sorpreso nevvero? Eh beh, che volete farci io sono un patita del vintage… delle buone cose di una volta. Quest’anno infatti la scuola si veste in pieno stile anni 30 e ricomincia daccapo. Perché forse qualcosa del passato è valida anche oggi, ma soprattutto perché il progresso non una “qualità” applicabile a tutti i campi. È questo è sicuramente il caso dell’arte della cucina e della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa svolta “epocale” si deve al genio compreso (occhiali alla catwoman e tacco 15, tutto compreso!) di Mariastella Gelmini, il nostro “ministro” dell’istruzione. Insomma non c’è niente di meglio - in vista di un nullo assoluto - che riproporre qualcosa che in passato ha funzionato. Ok, grazie e arrivederci!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tralasciamo un attimo questi dettagli pedagogici, perché fortunatamente i ragazzini sono più veloci e svegli di noi… ma anche più confusi, più obesi, più manovrabili. Ogni bambino di ogni epoca ha dovuto subire un sistema di cose che non si è scelto, e quindi tutti in riga e non rompete le palle!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione, la vera questione, è un’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo diktat è “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;si torni al maestro unico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”. Su questo proprio i sindacati non c’hanno visto più dall’incazzatura, preconizzando un numero indefinito di insegnanti a spasso. Anche su questo, vi dirò, la cosa non mi frega più di tanto; voglio dire, il gioco delle poltrone in cattedra non mi interessa, perché invero non si lotta per la qualità dell’apprendimento quanto per parare il culo a qualche insegnante di troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso, provate a farci caso, la Gelmini parla di mastro unico ed io continuo a parlare di insegnanti… Una qualsiasi persona potrebbe banalmente asserire “embé, i termini sono sinonimi!”. Ed io potrei tranquillamente rispondere “Cara , tesoruccio caro, si vede che al tempo della distribuzione del cervello tu eri assente” e questo soprattutto perché “insegnante” e “maestro” non sono affatto sinonimi. Volete la prova? Bene, allora rispondete a queste semplici domande: “quanti insegnanti ci sono nella scuola italiana?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso rispondente a quest’altra domanda “quanti maestri ci sono nella scuola italiana?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il cervello – come spero – si è attivato nella giusta maniera vi accorgerete che forse i conti non tornano. Manco pe’ niente. E questo era esattamente quello a cui stavo pensando io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Gelmini – asinaccia- come non poche in tutto questo suo slancio mistico verso il passato ha dimenticato di fare i compiti a casa. Io li ho fatti e questa è il mio temino dal titolo altamente criptico: Il maestro non esiste! Sottotitolo: Storia romantica di un’educazione maldestramente abbandonata ad un gruppo di mamme con la penna rossa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne italiane sono magnifiche e attente osservatrici del tutto opinabile circa gli uomini. Una delle classiche affermazioni – da manuale – è: gli uomini italiani sono tutti mammoni, non hanno le palle… e quell’uccello che hanno in mezzo alle gambe serve loro solo per pisciare. Da questo campione va naturalmente escluso Rocco Siffredi e tutti i portatori sani di problemi all’uretra. Il primo perché grazie al cielo esiste e si sente (soprattutto se ce l’hai tra le gambe) i secondi perché forse ancora risentono dei bombardamenti dell’ultima guerra mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo a bomba, e concentriamoci sul temino: le donne si lagnano come cagne in calore prese a calci nel ventre per questa caratteristica degli uomini di oggi, ma in questo corale latrato dimenticano che non solo non sentono un cazzo (a proposito il numero delle lesbiche è in crescita), ma anche che non capiscono un cazzo. E mi riferisco al fatto che se il cervello uterino potesse una volta tanto azionarsi per qualcosa che non sia una borsetta griffata o per un’iniezione di botulino, forse potrebbe comprendere che la causa di tutto questo risiede proprio in loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia, si sa, non è mai stata la materia preferita dalle ragazze (preferiscono la contabilità del portafogli del marito), ma forse una piccola riflessione può spalancare una grande porta. Ok care mamme, ditemi da 50 anni i figli dove e con chi trascorrono i primi 15 anni della loro vita. Non lo sapete? Era chiaro, infatti sono i dettagli che continuamente vi sfuggono: i primi 15 i vostri pargoli maschi li hanno trascorsi così:&lt;br /&gt;- 0-3 anni. Con la mamma, la zia, la nonna, la vicina.&lt;br /&gt;- 4-6 anni. Con la mamma, la zia, la nonna, la vicina, la babysitter e la maestra dell’asilo&lt;br /&gt;- 6-10 anni. Con la mamma, la zia, la nonna, la babysitter e le maestre delle scuole elementari.&lt;br /&gt;- Dai 11 ai 13 anni. Con la mamma, la zia, la nonna, la babysitter e la professoresse delle scuole medie inferiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È solo dai 14 anni in sù che finalmente il pargolo comincia, in assenza del padre, a interloquire con i professori (maschi) della scuola superiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok fermiamoci a questi pochi dati e tiriamo le somme, tenendo presente che la personalità del bambino si forma nei primi anni di vita e che la costruzione dell’identità si costruisce in relazione ai modelli di comportamento che lo stesso vede e assimila nello stesso lasso di tempo. lo so, la “cosa” comincia a lievitare come il panettone di natale. Aggiungiamo anche che gli unici contatti con altri maschi avviene nelle relazioni “orizzontali” (tra bambini della stessa età e fratelli o cugini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok adesso fate voi la somma o la moltiplicazione dei fattori, perché tanto il risultato sarò lo stesso: un caloroso ringraziamento al Dio dei cieli perché vostro figlio, strano a dirsi, non è diventato gay… ma sicuramente misogino. Si quello sicuramente, perché a 15 anni – dopo 15 anni di onnipresenza femminile – delle donne ne avrà le palle piene… e come dargli torto? Ma il peggio “ a da venire” perché di certo se non gay, vostro figlio nono solo vi odia a morte (per tutto il “male” materno subito) ma anche e soprattutto perché è diventato irrimediabilmente diventato dipendente da voi. Da voi mamme ovviamente. Detto in altre parole è diventato il classico, pigro, mammone avente come unico obiettivo di vita quello di incontrare una donna che riesca – con qualche ruga in meno e una vagina fresca – a prendere il posto della madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perdonate la digressione, ma era utile al discorso. Ve lo giuro. Ve lo giuro sulla vita di mio nipote.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorniamo alla nostra cara vecchia Gelmini. Tesoro, cara, non è forse che proprio ti sei dimenticata di pensare al vero problema educativo della scuola italiana? In Italia il 100 % del sistema educativo è in mano alle donne e di questo non mi fregherebbe un cazzo se non ci fossero di mezzo tanti potenziali uomini da allevare come tali nelle “stupide e ignoranti” mani dei modelli di riferimento sbagliati. Insomma, questi maestri do’ cazzo stanno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusate l’alterco volevo solamente sollevare una semplice questione: dove minchia stanno sti maestri? La Gelmini parla di “maestro unico” e allora le questione sono due:&lt;br /&gt;- Forse il ministro voleva dire “maestra unica”, ma con l’ortografia siamo messe male;&lt;br /&gt;- Oppure che c’è stato un errore di sintassi, per cui la Gelmini faceva riferimento “all’unico maestro” (a quell’unico mastro bistrattato dalle colleghe in sovrannumero e che non ha nemmeno diritto di parola?) e non al “maestro unico”.&lt;br /&gt;Il punto è che come al solito - tanto siamo imbevute di auto-adorazione - non siamo in grado di vedere i problemi della scuola: nella scuola italiana ci sono solo donne e questi cazzoni di mammoni sono opera nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora care colleghe pedagogiste (forse qualcuna mi legge) anziché stare li a fare le modelle di riferimento e di fare i disegni più carini sui libri, sarà il caso che vi diate una mossa, che leggiate un po’ di psicologia dell’età evolutiva e che ristabiliate la “giustizia educativa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla Gelmini, faccio i complimenti per aver sollevato (inconsapevolmente) la questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla Carfagna, al tesoruccio caro del cavaliere nano coi tacchi, chiedo: ma non sarebbe il caso – in termini di pari opportunità - di attivarsi per le quote azzurre nel sistema educativo? E per dinci, lascia perdere le leggi sulla prostituzione !!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che poi, voglio dire, non che dopo il Berlusca anche tu vuoi che sia fatta una legge ad personam?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi mi sono proprio rotta le ovaie!!!&lt;br /&gt;Saluti a tutti!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-3725676685032690792?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/3725676685032690792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/09/5-in-ortografia-cara-gelmini.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3725676685032690792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3725676685032690792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/09/5-in-ortografia-cara-gelmini.html' title='5 IN ORTOGRAFIA, CARA GELMINI!!!'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SMJFodLnF_I/AAAAAAAAAHw/PPftC-wNz-M/s72-c/maestrina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-5638424354074913488</id><published>2008-08-27T22:34:00.006+02:00</published><updated>2008-08-27T22:48:36.671+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DNA FEMMINILE'/><title type='text'>NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SLW6pOvhOuI/AAAAAAAAAHk/-NPb3W0OQzo/s1600-h/42-18423667.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239298959010249442" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SLW6pOvhOuI/AAAAAAAAAHk/-NPb3W0OQzo/s400/42-18423667.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono questioni controverse che spesso ci attraggono proprio per la loro opinabilità. Si tratta in vero di questioni intricate ai limiti dello spazio profondo che viste abilmente da due prospettive diverse producono parimenti elementi di verità inoppugnabili. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il nostro amico e conterraneo Pirandello aveva ben sintetizzato questo concetto nel suo celeberrimo “Così è (se vi pare)” , insinuando che non tutto è come appare… e tutto quel che appare dipende.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo al punto G del post, analizzando l’evento clou della Settimana della porchetta di Ariccia (Roma). Cosa avrà a che fare Ariccia con l’argomento di oggi è tutto un mistero, ma sicuramente la porchetta c’entra… e come!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La porchetta in questione non è una porchetta comune; è una di quelle intellettuali che saltuariamente preferiscono definirsi soltanto “una di quelle”. Dall’altra parte c’è il maialone.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La prima è una dottoressa, laureata in vattelappesca cosa; il secondo è il suo ex professore, meglio noto come il suo ex. Vediamoci chiaro. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questa è la vicenda, sinteticamente:&lt;br /&gt;Torino, agosto 2008. La dottoressa Caputo si presenta agli esami per accedere alla specializzazione in Medicina Legale. Il concorso si svolge apparentemente in maniera corretta, poiché la stessa, vistasi trombata al concorso decide di ricorrere al TAR per far valere le proprie ragioni, ma soprattutto per denunciare vizi procedurali e amministrativi… nonché i presunti vizi del maialone direttore dell’omonimo istituto presso l’università di Torino.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lasciando stare quel che diranno gli avvocati , cerchiamo di capirci qualcosa facendo soprattutto luce sulle parole dette ufficialmente da entrambe le parti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei dice di essere stata bocciata poiché “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;non più in grado di compiacerlo sessualmente a causa del (suo) stato di gravidanza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”. Lui nega tutto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A parte le costumate riflessioni sull’accaduto che tutto dicono dell’ipocrisia imperante in ambito accademico… perché i giochi si fanno da sempre così e nessuno ha avuto mai da ridire perché è sempre convenuto ad entrambe le parti, quel che viene da chiedersi è: cosa ne sarebbe stato del concorso se la Caputo avesse ottenuto il posto? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forse la dott.ssa se ne sarebbe andata in giro spargendo nell’etere minchiate del tipo “sono stata scelta perché sono la più brava”, senza contare che qualcuna, sentitasi defraudata del posto avrebbe potuto obiettare “ma brava a fare cosa?” Lo so, la domanda è retorica. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È singolare infatti che qualcuna ricorra al TAR non per vizi procedurali o “per ingiustizia” quanto perché una volta tanto il concorso si è svolto correttamente. La stessa Caputo afferma, di essere stata fatta fuori “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;per aver smesso di compiacerlo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;” che è cosa diversa dall’affermare, di essere stata trombata “per essersi rifiutata di compiacere il prof”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel primo caso, infatti, è chiaro che forse (anzi sicuramente) era anche e soprattutto interesse suo compiacere il professore al fine di ottenere la promozione; si ravvisa cioè una forma di logica “do ut des”. Senza contare che sicuramente sarà stata lei a fargliela annusare, finalizzando ogni sua azione al raggiungimento del risultato finale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel secondo caso invece il rapporto sarebbe stato assolutamente a sfavore del prof, il quale forte di una posizione di dominanza ne avrebbe approfittato per piegare la volontà della studentessa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’aspetto paradossale è che la stessa abbia poi affermato “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;ho subito un’ingiustizia, sono vittima di un gioco di potere&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”. Ma di quale ingiustizia si parla esattamente? Io questo lo vorrei proprio sapere, visto che la vera ingiustizia si sarebbe compiuta solo se fosse stata promossa lei al posto di una più meritevole.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Certamente il prof. Tappero, come tanti uomini, è un emerito coglionazzo… perché cadere così maldestramente tra le gambe di una donna rivela soltanto una carenza di neuroni. Oltretutto, con tutti i soldi che guadagna perché non pagarsi allegramente un professionista del pompino, anziché scomodare una cretinetti con ambizioni professionali da obitorio? E che dire del marito di lei, felicemente cornuto e complice della moglie? A lui va sicuramente il premio nobel honoris cause per il rincoglionimento da figa e una pallottola in fronte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per quanto riguarda il finale della storia, beh adesso la questione farà avanti e indietro per i tribunali per almeno dieci anni regalando al pubblico presente la classica perfomance della solita, stanca vittima della situazione: la povera sgualdrinella tutta libri e ardore scientifico, coinvolta suo malgrado in un torbido inganno ad opera dell’ennesimo maschio sbrodoloso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;… e tutte le femministe del cazzo grideranno allo scandalo. Che pizza!!!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per quanto mi riguarda, la questione ha una sola soluzione: la notte prima degli esami è meglio stare leggere...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Amanda&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-5638424354074913488?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/5638424354074913488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/08/notte-prima-degli-esami.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5638424354074913488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5638424354074913488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/08/notte-prima-degli-esami.html' title='NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SLW6pOvhOuI/AAAAAAAAAHk/-NPb3W0OQzo/s72-c/42-18423667.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-8722000120608671389</id><published>2008-08-16T20:38:00.006+02:00</published><updated>2008-08-17T17:20:13.251+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DNA FEMMINILE ... POLITICO'/><title type='text'>... E ALLA FINE GLIEL'HA DATA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SKcghf5Xi-I/AAAAAAAAAHU/ruY-yRsG1WI/s1600-h/50355c1b2f54cf56204de678b7fa7197.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235188851711380450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SKcghf5Xi-I/AAAAAAAAAHU/ruY-yRsG1WI/s400/50355c1b2f54cf56204de678b7fa7197.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli esperti in geriatria sono soliti affermare che la menopausa segna il passaggio della donna dall’età feconda a quella sterile. Il tutto avviene, si sa, accompagnato da tutta una serie di effetti “collaterali”: caldane, sbalzi d’umore, prime avvisaglie di rincoglionimento e, dulcis in fundo, aumento del desiderio sessuale arricchito dal diktat di doverla dare a chiunque ce la chieda finché si è ancora in tempo, o di donarla generosamente a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta nei tempo passati. Insomma, la menopausa ha effetti retroattivi… un po’ quelle leggi ad personam tanto care ad una certa classe politica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono solita fare nomi, ma stavolta farò anche i cognomi: Santanché. Daniela Santanché(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;ritratta in foto durante la campagna elettorale ndr&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;).&lt;br /&gt;La più liftata delle donne di destra dopo la Mussolini (le cui labbra sono state sottratte al museo della scienza navale e riciclate per il salvataggio di 2000 extracomunitari a largo delle coste di Lampedusa) ha reso noto in questi giorni che, dopo averci rotto i coglioni con quegli estenuanti tira-e-molla col Cavaliere nano, ha deciso di capitolare e di concedergli “finalmente” l’accesso all’arida zolla. (vedi &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Libero del 7 agosto e l’Espresso del 21 agosto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo ad essere stupito di questo dietrofront è stato lo stesso mr B, il quale, in preda all’ennesimo indizio di sopravvenuto morbo di Alzheimer, ha ovviamente negato di averne fatto richiesta. Insomma perché ambire alla virtù di una vecchia e attempata gallina, quando si possono ottenere senza fatiche quelle di promettenti veline a forma di ministre delle pari-opportunità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dirò, il dubbio mi aveva sfiorato, anche perché con tutti i ritocchi che puoi fare, ci sono cose che non si possono fingere… come ad esempio la pazzia, le rughe nelle mani, e la disposizione del proprio corpo nello spazio. Ed è proprio in riferimento a quest’ultimo baluardo dell’integrità della Santanché che si concentra lo stupore della rimanente popolazione italiana dotata di almeno due neuroni. Vi ricordate infatti lo scassamento di minchia con cui la Danielona dal photoshop fraudolento continuava ad ammorbare l’atmosfera pre-elettorale? No? Male, molto male, e soprattutto strano, molto strano; anche perché non capita spesso vedere un’orda di galline che bisticciano per decidere se le donne di destra preferiscano le posizioni “orizzontali” a quelle “verticali”… che poi, voglio dire, perché non includere alternative più convincenti? Che so, a novanta gradi o quella del missionario?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine di questa bagarre, in cui la Santanché sentenziò di essere l’unica "alfieressa" della politica italiana capace di dire “no” a destra e a manca, una parte di quei pochi esseri pensanti che l’aveva votata aveva apprezzato la sua integrità, il suo non arretrare davanti a situazioni di comodo, il suo ostinato ma garbato standing professionale, la sua femminilità immune ad ogni piaggeria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concluse le elezioni, qualcosa però qualcosa iniziò a cambiare: la sua visibilità politica e sociale – a parte quel picco dovuto alla boutade sulle prostitute - cominciò (giustamente) ad appannarsi… e lei come ogni donna-donna-donna-priva-di-fantasia resasi conto che la sua patonza non era più ambito oggetto di desiderio (qualora lo fosse mai stata) iniziò a fare quello che qualsiasi altra donna-donna-donna-alla-canna-del-gas-con-le-ragnatele avrebbe “normalmente” fatto in questi casi: darla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oddio, se ella non si fosse ostinata a pubblicizzare questo ipotetico quanto surreale modello di donna, forse oggi sarebbe a fare buona compagnia alla Carfagna e tutto sarebbe risultato “coerente” col modus essendi delle donne che si illudono di fare carriera.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, oggi a pochi mesi dalla fine dei giochi politici, la Santanché – con un dietrofront che non ha nulla di strategico – non solo tenta un riavvicinamento all’uomo che non gliel’aveva mai chiesta, ma lo fa anche nel peggiore dei modi: rimangiandosi in un sol boccone tutte quelle palate di merda che si era divertita a lanciare contro i suoi detrattori, e prostituendosi come meglio le riesce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così improvvisamente si odono parole del tipo: “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;è meglio tornare col Cavaliere&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;” o “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;la politica si fa così&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;” (mentendo e ingannando coloro che hanno creduto in lei. Per fortuna pochi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto allora è uno solo: Daniela non desiderava “la” poltrona, ma “una” poltrona… una qualsiasi. E per questo ci ha preso in giro, lasciandoci intendere che forse il suo fosse davvero un modo diverso di vedere le cose e i destini delle donne. Ci ha davvero illuso: lei non è una donna verticale, anzi è la più orizzontali di tutte le altre. E non potrebbe avere le palle nemmeno se se le ricamasse sullo slippino contenitivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Santanché è una donna come la gran parte di noi (o di voi): le piace fare la gran donna, la gran troia (politicamente parlando), le piace tradire, illudere, farsi corteggiare. Ed è così soprattutto perché non possiede uno straccio di idea valida, non una vera idea politica…ma sa, o può, solo tristemente ribadire al mondo attorno a sé una sola e unica verità: che le donne non sono nulla senza l’aiuto e il potere di un uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda invece è solo patetica… e decisamente più in basso delle altre che ambiscono a risollevare le sorti delle pari opportunità delle donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, care amiche, non illudetevi : non c’è da risollevare nulla… solo sdraiarsi, divaricare le gambe, riempirsi la bocca di un pasto caldo e ringraziare gli “inter-venuti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-8722000120608671389?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/8722000120608671389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/08/e-alla-fine-glielha-data-come-in-foto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8722000120608671389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8722000120608671389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/08/e-alla-fine-glielha-data-come-in-foto.html' title='... E ALLA FINE GLIEL&apos;HA DATA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SKcghf5Xi-I/AAAAAAAAAHU/ruY-yRsG1WI/s72-c/50355c1b2f54cf56204de678b7fa7197.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-3588658018090532311</id><published>2008-08-11T13:18:00.003+02:00</published><updated>2008-08-11T13:26:08.539+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DNA FEMMINILE ... OLIMPIONICO'/><title type='text'>STEREOTIPI DA ESPORTAZIONE? CHEERS!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SKAhtiN8lhI/AAAAAAAAAHM/ksaIlPL7IMA/s1600-h/42-18199049.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233219833167648274" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SKAhtiN8lhI/AAAAAAAAAHM/ksaIlPL7IMA/s400/42-18199049.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stamane mi sono svegliata con una specie di malore diffuso. Sulle prime avevo pensato ad un attacco di diarrea da eccesso da olimpiadi… - io poi, che con il cibo cinese non ci sono mai andata d’accordo – ma poi riflettendo accuratamente ho realizzato che qualcosa di impercettibile non era passato attraverso il setaccio della coscienza ed era rimasto impigliato come un fastidiosissimo chiodo sui pregiatissimi collant di seta dall’inenarrabile costo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ebbene, quel qualcosa era davvero un’inezia, una cosa alla quale non si ha modo di pensare immediatamente tanto era perfettamente integrata nel quadro d’insieme. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ieri, ad un orario imprecisato, stavo pigramente guardando le competizioni di beach volley : due ragazzi contro due, tutti e quattro a piedi nudi, un pallone e un finto set da spiaggia, giusto per simulare il contesto iconografico in cui si è originata questa nuova disciplina olimpica. C’erano solo due piccole stonature: la totale assenza del sole – e al suo posto un nebbione stile Milano in febbraio – e un set completo di sgallettate in costumino giallo con vistosi e coloratissimi pon-pon agitarsi come ossesse ai bordi del campo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ecco, sulle prime, questi due piccoli dettagli erano passati inosservati, e sarebbero rimasti tali se anziché essere in Cina ci fossimo trovati negli States. Una persona qualunque – una persona davvero comune e molto cheap – forse si lascerebbe scappare un timido : “beh e che c’è di male? Sono simpatiche, o forse anche bone, e rendono colorate e più divertente i match della partita”. E non avrebbe torto, penso io, perché comunque la presenza di un MacDonald negli USA è cosa assolutamente “normale”, ma soprattutto “culturalmente ” in linea con parte dell’immondizia culturale che si produce da quelle parti. Anzi, penso proprio che ci stupirebbe il contrario. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La questione comincia ad assumere una certa rilevanza se si pensa che per “costruire” questo dettaglio iconografico, gli organizzatori delle Olimpiadi cinesi abbiano assoldato un pool di “maestre” americane per insegnare a 600 sfaccendate con gli occhi a mandorla a sgambettare davanti ad un pubblico inerme al fine di “eccitare” i loro animi distratti da ben più pesanti preoccupazioni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Un tempo si diceva che la religione fosse l’oppio dei popoli, oggi lo stesso effetto lo si vuole sortire con altri mezzi. In Cina infatti, con gonnellini, culo e tette al vento, ci lasciano intendere che si possono ottenere risultati altrettanto miracolosi: dare la parvenza di un sorriso a persone che avrebbero invece bisogno di un po’ di aria pulita. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ma non siamo ancora aggiunti al cuore della questione; questo è solo l’inizio perché ciò che resta più preoccupante è che in realtà si tratta di acquisizione di un modello culturale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Cina ormai si vede di tutto, come nel resto del mondo si vede ogni cosa prodotta dai cinesi. Insomma, una sorta di omeostasi culturale fondata sulla reciproca compenetrazione e sull’abbattimento delle barriere che un tempo avrebbero protetto tutti dagli altri. Di questo non mi stupisco, non ancora.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La cosa che veramente mi ha lasciato basita è stata verificare la facilità con cui un modello di cultura possa, a torto o ragione, prevalere sull’altro, ma soprattutto la velocità con cui un certo modello di donna possa essere addirittura esportato e fatto passare una conquista di modernità. Quando invece è esattamente l’opposto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il punto è sempre lo stesso: perché le donne oggi continuano a lagnarsi dell’ingiustizia di “genere” che grava sulla propria testa, e contemporaneamente rimpinguano nei loro “nemici” l’idea che la donna serva solo a fare la bella statuina? Lo so, potreste obiettare che non ci sono solo “questi” tipi di donne, ma anche tipi umani di donne-donne, ovvero di donne che non hanno paura di non apparire e che amano distinguersi per “altre” qualità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eppure non si sa come né perché, il modello di donna sbagliata emerge con più facilità… e non certo a causa degli uomini. La donna, antropologicamente parlando, sta cercando da tempo con estrema difficoltà di “raddrizzare” una visione miope sulle proprie potenzialità, sta cioè cercando di raggiungere una visibilità non subordinata a quella dell’uomo. Questo è quello che credo io, e non credo di essere l’unica, altrimenti non si spigherebbero quest’ondata di politiche di pari-opportunità nel mondo.&lt;br /&gt;… E come nella classica barca a remi, se c’è una o due donne che vogano nella direzione auspicata, come minimo ce ne sono almeno altre venti che remano in direzione opposta, per cui i minimi margini di progresso vengono vanificati dai più evidenti passi indietro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Insomma, sono le donne stesse a contrastare l’emergere di un certo modello di emancipazione. Si perché mentre una piccola minoranza vede nella libertà da certi stereotipi il germe dell’emancipazione vera, la stragrande maggioranza ravvisa quest’ultima nella conquista del potere. Il potere della figa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le donne sanno come far capitolare un uomo; facendogliela annusare, e questo – secondo loro – dovrebbe essere sufficiente per garantire loro una dominanza di genere. È vero l’uomo capitola – infoiato com’è, capirai! – ma è e rimane strategicamente scaltro, perché finge di concedere alla donna lo scettro del comando quando invece, in realtà, l’unica cosa che si ritrova in mano è uno scettro di miss-vattelapesca, o peggio un paio di ingombranti pon pon.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La logica sottostante è questa dunque: agire sul principio di piacere dell’uomo per ottenere qualcosa. Infatti, quale donna sana di mente si presterebbe, sulla base di un principio globale di uguaglianza, ad “addomesticare” altre donne all’arte di compiacere l’uomo se non quella che crede fermamente nella sopracitata logica? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ma forse le cose vanno e devono andare così… insomma, oggi abbiamo perfettamente compreso di essere in grado di andare dove vogliamo. Tutto dipende da noi, dalla forza dei nostri desideri, e dalla forza del potere che speriamo di ottenere. Il presunto giocoforza dell’uomo è oramai un alibi che non sta più in piedi; a noi piace essere così: cretine, troie ed eternamente giovani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma chissà cosa accadrà quando l’avvenenza lascerà il posto al grottesco, quando la bellezza lascerà il posto al botox, e quando la logica del “mostrare” lascerà il posto a quella del “nascondere per la vergogna”. Perché si sa, la vecchiaia non risparmia nessuna.&lt;br /&gt;Ma forse è il caso di dirla con Oscar Wilde: «&lt;a href="http://aforismi.studenti.it/aforisma.htm?id=21eb"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;La bellezza, la vera bellezza, finisce dove inizia l'espressione intellettuale.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;» Tutto il resto sono minchiate.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cheers!!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vostra Amanada&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-3588658018090532311?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/3588658018090532311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/08/stereotipi-da-esportazione-cheers.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3588658018090532311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3588658018090532311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/08/stereotipi-da-esportazione-cheers.html' title='STEREOTIPI DA ESPORTAZIONE? CHEERS!!!'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_boVCDMSGU-M/SKAhtiN8lhI/AAAAAAAAAHM/ksaIlPL7IMA/s72-c/42-18199049.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-310374150786227517</id><published>2008-08-06T16:00:00.000+02:00</published><updated>2008-08-06T16:51:08.528+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DNA FEMMINILE'/><title type='text'>AND THE WINNER IS...</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SJBELvyxe7I/AAAAAAAAAG0/w-rsuEi1bGE/s1600-h/42-17932479.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228754135975820210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SJBELvyxe7I/AAAAAAAAAG0/w-rsuEi1bGE/s400/42-17932479.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Incipit: news dal mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;L'inno della Giornata dell'Orgasmo Femminile, il più piacevole dei dirittiUna gioia per tutte. Un'abitudine per poche. Un'aspirazione per molte. Eppure ogni donna ha il diritto di smetterla di fingere piacere. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Serviva davvero una Giornata dell'Orgasmo femminile di mezz’estate (il 31 luglio) per ribadire questo concetto? Ci sono ben altre emergenze al mondo, è vero, ma fare il punto della situazione &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://donna.libero.it/sotto_le_lenzuola/ne1203.phtml" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;appagamento sessuale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt; è sempre utile. Soprattutto se la celebrazione prende il via dalla Gran Bretagna, Paese tradizionalmente un po' "freddino", da tutti i punti di vista. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Qualche dato, tanto per intendersi: il 46 per cento delle donne dichiara di non avere mai o di aver raramente provato &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://donna.libero.it/sotto_le_lenzuola/ne556.phtml" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;un orgasmo vaginale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;. Il 36 per cento non prova mai o quasi mai un orgasmo clitorideo &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://donna.libero.it/sotto_le_lenzuola/ne894.phtml" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;durante il rapporto sessuale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;, mentre l'85 per cento lo raggiunge con l'autoerotismo. Secondo la stessa indagine - condotta ad hoc su più di 2mila inglesi - l'80% delle donne, durante i rapporti con il partner, è dunque “costretta” a simulare. Peggiorando la situazione: già, perché fingere serve solo a insabbiare il problema, a sviluppare frustrazione e a buttarsi giù, sostengono le promotrici dell’evento. E invitano, per un giorno almeno, a non recitare a letto. A promuovere l’inziativa, &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://donna.libero.it/sotto_le_lenzuola/ne1089.phtml" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;una catena di sex toys&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;, ormai definitivamente sdoganati in quella che si potrebbe definire la “rivoluzione sessuale del Ventunesimo secolo": la vagina è mia, e ci gioco come (e con cosa) voglio io. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Il manifesto della Giornata? Semplice: è giunto il momento che le donne rivendichino il loro diritto a una vita sessuale piena e soddisfacente al grido di "Godi, non fingere"”.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come al solito, le intenzioni sono buone, ma poi... ma poi noi donne ricadiamo nella stessa trappola: utilizzare l'orgasmo non edonisticamente per godere come gran maiale, ma utilizzarlo per ottenere il nostro profitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, si, l'orgasmo come moneta di scambio, per ottenere dall'uomo (compagno o marito che sia) un vitalizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci pensate bene, perché finiamo col mentire cosi spudoratamente, ma anche cosi lungamente? La questione non è certo affettiva: siamo libere di cercare il maschio d'accoppiamento perfetto, ma guardacaso quest'ultimo è anche il meno indicato per "sostenere" il nostro shopping o le nostre ambizioni sociali e di status.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da che mondo e mondo, l'uomo sceglie sempre la donna bella (o eroticamente dotata); la donna invece preferisce altre "qualità". L'uomo deve sempre pagare una bella donna (o presunta tale), ed ella ricambia l'attenzione con un finto orgasmo.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non riusciamo proprio ad evadere da una simile prospettiva e forse non ci interessa nemmeno, dal momento che fingere ci riesce cosi bene. Il dramma sta anche nel fatto che la finzione nei confornti dell'uomo non regge dentro di noi: ci sentiamo frustrate e avvilite per non riuscire a raggiungere uno straccio di benessere con l'unico pezzo di carne che può provocarcelo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Preferiamo infatti subordinare il nostro piacere ad altre mete, finendo poi con l'accontentarci di un misero dito tra le gambe.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono altri motivi, ma soprattutto non ci sono altri alibi, e come al solito il quadretto evidenzia una scena a noi molto famliare: l'armadio pieno e l'orgasmo vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dirò, non provo nessuna pietà nei confronti di queste donne. Ognuna di noi fa e crede cio che vuole... e anche in questo la libertà è massima. Quindi anziché rompere i coglioni agli uomini, rivendicando - come dice il suddetto articolo - il diritto ad una piena sessualità, impariamo a scegliere in modo diverso il nostro uomo. E' meglio una sana e goduriosa scopata che non un paio di scarpe che presto non metteremo più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, se solo imparassimo ad essere sincere almeno col nostro corpo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi scusatemi, anche in fatto di recitazione facciamo proprio pena, soprattutto perche siamo convinte che lui non se ne accorga. Ma quando mai!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Epilogo della storia: un antidepressivo in più, un'infelicità sconfinata... e nemmeno un Oscar quale migliore attrice non protagonista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capirai, cagne come siamo!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-310374150786227517?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/310374150786227517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/and-winner-is.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/310374150786227517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/310374150786227517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/and-winner-is.html' title='AND THE WINNER IS...'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SJBELvyxe7I/AAAAAAAAAG0/w-rsuEi1bGE/s72-c/42-17932479.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-5474526070166429487</id><published>2008-07-30T16:04:00.001+02:00</published><updated>2008-07-30T16:06:08.139+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='UN&apos;IMMAGINE VALE MILLE PAROLE'/><title type='text'>LIBERA ESSENZA</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SJB1J0XUboI/AAAAAAAAAG8/z7U8yub7FN4/s1600-h/essenza+libera.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228807978912870018" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SJB1J0XUboI/AAAAAAAAAG8/z7U8yub7FN4/s400/essenza+libera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-5474526070166429487?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/5474526070166429487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/libera-essenza.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5474526070166429487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5474526070166429487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/libera-essenza.html' title='LIBERA ESSENZA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SJB1J0XUboI/AAAAAAAAAG8/z7U8yub7FN4/s72-c/essenza+libera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-9029846031733390248</id><published>2008-07-27T22:21:00.005+02:00</published><updated>2008-07-30T12:22:37.249+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DNA FEMMINILE'/><title type='text'>L'ETERNO RITORNO... AGLI ISTINTI PRIMORDIALI</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SIzaLv3NFJI/AAAAAAAAAGs/SqltbtEz8zY/s1600-h/42-19868773.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227793162831729810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SIzaLv3NFJI/AAAAAAAAAGs/SqltbtEz8zY/s400/42-19868773.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non passa giorno che io non abbia conferme che spesso preferirei non ottenere mai, ma si sa il destino di certo non possiamo scegliercelo… e allora ogni cosa che arriva è benvenuta. Non capisco nemmeno io questa premessa, ma fra poco penso che tutto sarà più chiaro anche a me stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato scorso mi sono imbattuta nel solito articolo che non so neppure io come interpretare.&lt;br /&gt;Il titolo era altamente filosofico: “Condi Rice: il mio vero sogno? Fare shopping”.(Corriere della Sera, 26 luglio, p. 15) Non sono certa di capire il perché il Corriere della Sera, tra le tante cose importanti a cui dare spazio, decida di metterci al corrente di un simile “scoop”. Mah!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene sia sempre presente a me stessa (non sapete che noia?!) ogni tanto anche io crollo davanti alle più imbarazzanti evidenze , e una nube di punti interrogativi improvvisamente sembrano addensarsi sulla mia testa in puro stile “Nuvoletta Famiglia Addams”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione principale, quella che esplode con una violenza simile soltanto a quella di un rutto lanciato in aria tra un prosit e l’altro durante l’Oktober fest, riguarda quell’insignificante parola di sei lettere che tanto stupide ci fa apparire: “perché?” Si, ok, non è molto originale, però io davvero prima di andare oltre vorrei sapere “perché?”… si insomma, perché? Perché? Perché? Perché il desiderio di una vita di una donna debba essere sempre ridotto o ricondotto a quell’inutile esercizio fisico di origine uterina che ci spinge ad aprire il forzieri per dare sfogo al nostro insano desiderio di comprare l’ennesimo paio di scarpe o un qualsiasi straccetto costipato in qualche fetida boutique del centro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta forse di un imprinting? Di un qualcosa di indissolubilmente legato al nostro essere donne? La risposta non giunge, eppure un tarlo mi rode in testa: perché la Condy-Condy spara minchiate del genere? Quale obiettivo avrà voluto perseguire asserendo di voler finalmente  tornare a fare shopping rivolgendosi ad un’orda di scolarette australiane?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono sempre stata dell’opinione che le parole avessero un peso specifico e quindi credo di essere legittimata a pensare che il suo voleva essere un insegnamento pedagogico, della tipo: “fate un reset alle vostre mete future, rivedete le vostre ambizioni… non perdete tempo a fare altro”. E d’altronde se è la stessa Condy a dirlo, immagino che lei stessa ci creda per prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so, ognuna e libera di credere a ciò che vuole, ma perché allora non tenerselo per sé ed evitare di “infettare” la già malsana etica delle ragazzine d’oggi? Non ci è dato saperlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione richiama poi quell’odiosissimo determinismo bio-sociale che da oltre seimila anni stiamo cercando di scrollarci di dosso, ma che ad ogni piè sospinto confermiamo. Insomma, siamo forse nate per fare solo questo? È questo il nostro scopo di vita? È questo il fine ultimo che regola tutte le nostre azioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È questo il motivo per cui piuttosto che fare una decorosa carriera in fonderia, preferiamo sgambettare, mostrare tette e culo e farci mantenere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma soprattutto perché continuo a farmi queste seghe mentali quando so già la risposta?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-9029846031733390248?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/9029846031733390248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/leterno-ritorno-agli-istinti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/9029846031733390248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/9029846031733390248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/leterno-ritorno-agli-istinti.html' title='L&apos;ETERNO RITORNO... AGLI ISTINTI PRIMORDIALI'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SIzaLv3NFJI/AAAAAAAAAGs/SqltbtEz8zY/s72-c/42-19868773.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-5232004879658117590</id><published>2008-07-26T12:28:00.006+02:00</published><updated>2008-07-26T13:44:42.675+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='i modelli di femminilità... sbagliata'/><title type='text'>LE VIE DEL SUCCESSO… SONO ALBERATE E PIENE DI MARCIAPIEDI.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SIr8n4iaKfI/AAAAAAAAAGc/zMB6Hzwby4o/s1600-h/AAKH001009.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227268079638686194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SIr8n4iaKfI/AAAAAAAAAGc/zMB6Hzwby4o/s400/AAKH001009.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La via per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Questo diceva sempre quella sagoma deforme e ironica di mia nonna Adele... quella coi baffi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da piccola, tutte le volte che ripeteva questa tiritera io restavo lì, basita, col moccico penzolante dal naso e la bambola tra le braccia, cercando di comprenderne l’essenza fondamentale di quel monito, ma per quanto mi sforzassi non riuscivo a capirci una nespola (oggi sono educata!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo poderosi studi classici e seghe mentali provenienti da un’attenta disamina della natura umana femminile, oltre ad apprendere esclamazioni meno educate tipo “Cazzo, minchia e altre delizie!” cominciai a comprendere che il movimento evolutivo della cultura femminile assomiglia sempre di più ad il gioco dell’oca: quello strabiliante gioco per ragazzine starnazzanti in vena di apprendimento veloce dei “comportamenti vincenti”, in cui ad ogni passo in avanti corrisponde una ventina di passi a ritroso. E questa è senza dubbio la logica predominante del nostro agire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni tanto infatti il mio ottimismo, condito da opportune quanto chilometriche piste di coca, mi fa vedere cose che non esistono, prima fra tutte l’emancipazione. A sentirmi parlare sembrerebbe che io sia fissata con questa storia; a dire il vero invece io sono diventata allergica a questa parola… e a tutte le donne che amano farsi i clisteri con questo insignificante e obsoleto concetto vecchio come il cucco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non passa giorno infatti che io non senta o legga merdose affermazioni che tentano di ripristinare, rispolverare o riesumare questa parola con l’obiettivo di negare l’evidenza di fatti certamente più eloquenti di tante minchiate sparate a destra e a manca attraverso quel tubo catodico che collega le grandi labbra alle labbra grandi (l’analogia è stata gentilmente offerta dalla rivista scientifica “Neuroni. Avercene!!!” e dal Consorzio per la produzione del botulino).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il buon gusto e la saggezza, si sa, non sono caratteristiche che ci appartengono, e questo risulta evidente con maggior forza se si considera che nonostante gli sforzi sovrumani degli stilisti siamo incapaci di vestirci, e che non siamo neppure capaci di pensare ed agire strategicamente senza inciampare nelle solite, vecchie, ma efficaci trappole poste qui e là tra un pompino sottobanco e una scopatina condita da penosa accondiscendenza e strabico opportunismo .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per questo motivo che, malgrado gli apparenti sforzi per modificare la nostra immagine “sociale”, caschiamo a gambe all’aria sempre sulla stessa buccia di banana: la banana senza buccia dell’uomo “forte”… la cui grandezza è solitamente direttamente proporzionale alla grandezza del suo portafolio , e indirettamente proporzionale a grossezza del suo pisello. Perché, diciamocelo francamente, quando scegliamo il nostro uomo tutto ci interessa tranne le sue doti amatorie… tanto, comunque andrà, potremo abilmente simulare goduriosi guaiti, orgasmi multipli e complimenti disinteressati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che ci interessa è infatti il potere, ma sia ben inteso solo quello che crea orgoglio e fierezza, ovvero quello che evoca solo titanici sforzi e capacità sovrumane. Nessuna di noi, infatti, se ne andrebbe in giro ad ammettere di aver fatto carriera grazie agli ettolitri di sbobba ingurgitata furtivamente sotto la scrivania di chicchessia; certe cose è bene che rimangano perfettamente nascoste… perché non solo mammà non gradirebbe scoprire che sua figlia è una gran mignotta, ma perché ciò potrebbe rendere sbiadito il nostro talento, la nostra integrità e i nostri duri sacrifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mai abbassarsi ai compromessi, ma abbassarsi quanto basta senza che nessuno ci veda” è questo che devono aver realizzato due delle più discusse donne di quest’ultimo periodo: Condoleeza Rice e Mara Carfagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apparentemente non associate da nessun comune denominatore, le due donzelle hanno recentemente vinto ex-equo il premio quale “Migliore performance politica a seguito di una fellatio con tanto di rancido topping”. Dopo la consegna del premio in pieno Red Light District (Amsterdam), Monica Levinski - la moderna pioniera del “tutto in un boccone e un po’ sul vestitino azzurro” - ha clamorosamente affermato: “sono contenta per loro, ma a me spettano i diritti d’autore e un posto in parlamento”. Come darle torto?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dirò, al tempo della comparsa di Condy sulla scena politica, mi ero spesso chiesta come avesse potuto una donna nera giungere ad un così alto livello di visibilità politica. Il suo sguardo di mastino napoletano, la sua mascella quadrata, i suoi costumati tailleurini e la sua intrinseca cessitudine mi avevano quasi convinto del fatto che il segreto del suo successo risiedesse nella sua prodigiosa intelligenza, nel sua innegabile bravura. Si, per un istante sufficientemente lungo avevo creduto che il tanto atteso riscatto della donna dal potere dell’uomo si fosse finalmente realizzato. Si, per un momento ho creduto a tutto questo, ma oggi tutto è crollato… come uno grattacielo spazzato via dall’onda anomala di uno tsunami. Non ci sono parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discorso diverso va fatto per la nostra nazional-popolare Mara dagli occhi di cerbiatta. Lei, infatti, proprio non mi aveva proprio convinto dall’inizio. Insomma, va bene credere ai miracoli… ma una velina che diventa ministro esige una portentosa combinazione di Alzheimer, fiumi di Negroni e piste di coca a go-go.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo caso non c’erano proprio dubbi: le sue doti erano fortemente correlate a pali di lap-dance, ombelichi scoperti, tacchi alti e a secoli di palestra su esercizi a non più di mezzo metro d’altezza. Che poi, promuoverla alle Pari-opportunità è stato davvero paradossale. Cosa avrà voluto comunicare Berlusconi con una simile scelta se non ribadire che il modello di successo al femminile passa ancora tra le gambe di un uomo?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mara Carfagna c’è la fatta, ma io mi chiedo perché non darle il giusto premio: più che il ministero delle Pari opportunità io avrei pensato al ministero della Semplificazione maldestramente poi attribuito a Calderoli. Ecco si, Mara l’avrei proprio vista legittimamente in questo ruolo, perché come ha semplificato lei le cose non l’ha fatto nessuno. Tutte noi infatti dovremmo prendere esempio da lei, e per Dio (!) al diavolo tutto il resto: università, sacrifici, capacità reali, integrità, meritocrazia. Quello che serve oggi è solo una buona dose di coraggio, un paio di ore di palestra al giorno, silicone nei punti giusti, naso tappato e machiavellica determinazione. Più semplice di così?!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta, ahimé, ha trionfato il modello di donna che noi da tanto tempo stiamo cercando di scrollarci di dosso; quello della “donna-salvadanaio”… che si apre solo quando è pieno. Pieno di cosa? Fate voi,basta che luccichi, tintinni, sbrodoli , o che consenta di fare shopping selvaggio da mattina a sera e di fare invidia alle amiche. Noi abbiamo bisogno solo di questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto, tanto per rimanere in tema, sono solo puttanate!!!&lt;br /&gt;Ma non rammaricatevene care amiche, non è colpa nostra, è solo colpa di nostro padre… poteva lasciarci annegare nel fiume, e decidere di salvare solo il figlio maschio! Cazzo che mirabile lampo di genio!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-5232004879658117590?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/5232004879658117590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/le-vie-del-successo-sono-alberate-e.html#comment-form' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5232004879658117590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5232004879658117590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/le-vie-del-successo-sono-alberate-e.html' title='LE VIE DEL SUCCESSO… SONO ALBERATE E PIENE DI MARCIAPIEDI.'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SIr8n4iaKfI/AAAAAAAAAGc/zMB6Hzwby4o/s72-c/AAKH001009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-4793028986616864931</id><published>2008-07-04T23:06:00.002+02:00</published><updated>2008-07-04T23:16:21.965+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LA TROMBATA DEL SECOLO'/><title type='text'>HILLARY CLINTON.  SE NON CI FOSSI… BISOGNEREBBE RINGRAZIARE IDDIO.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SG6RPWVEakI/AAAAAAAAAGM/gLGpBByWtMY/s1600-h/42-19476824.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219268711046998594" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SG6RPWVEakI/AAAAAAAAAGM/gLGpBByWtMY/s400/42-19476824.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ultimamente mi sono convertita al buddismo. Deve essere così oppure quello che vedo non è il cadavere di una donna ma soltanto l’involucro raggrinzito di una bambola gonfiabile lasciato ai bordi di una discarica umana, politica e sociale. Beh, per quel che mi riguarda è sia l’uno che l’altra... e l’altra ancora. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Circa cinque mesi orsono avevo pubblicato una serie di post sulla nostra carissima “Hillary dalla fellatio in prestito” (l’aveva prestata a Monica, pensando di delegarle anche i mugolii per l’ottenimento di uno stage) preconizzando una debacle non solo politica, ma soprattutto personale. Poi mi sono seduta in paziente attesa che il teatrino della perfomance più rosa della Barbie in persona giungesse al termine. Dio che sonnolenza: tutto è stato così scontato… più di un collant smagliato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono parole per descrivere quello che è successo in questi cinque mesi; infatti non una parola è fuoriuscita … solo grandi e poderosi sbadigli per la serie “famo presto che è tardi!”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E così, fra una convention e l’altra, da buona buddista, mi sono seduta lungo il fiume ad aspettare in paziente attesa… ad aspettare, vedere e ad ascoltare. Cosa? La fiumana di minchiate, le figure di merda, i tira-e-molla, le mise improbabili della donna che (a suo dire) avrebbe voluto essere la prima donna della storia a sedere nel trono della Casa Bianca… e per quel che ne so credo che ci sia pienamente riuscita… né più né meno esattamente come la sua amica Monica è riuscita a fare uno stage nel medesimo luogo: strisciando, o al massimo assumendo comode posture carpon carponi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Con lo stesso slancio mistico di un kamikaze all’ultimo viaggio della speranza, ho dato fondo a tutte le mie energie pur di non perdermi nulla: ogni dibattito, ogni faccia-a- faccia, ogni vestitino variopinto, ogni ruga tolta con Photoshop dal viso della Clinton, ogni sua rocambolesca femminile mossa... per soffiare la candidatura democratica al giovane Barack. Il risultato? Due etti di cellulite su ogni coscia, un’emiparesi al subconscio e una ventina di pieghe da decubito post-zapping sul pollice destro.&lt;br /&gt;A parte questo, tutto si è svolto nella più assoluta normale routine con uno strepitoso scivolone sul finale: doppio salto mortale senza rete sul manico dello scopettone di casa Obama. Quando si dice l’harakiri!!! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Non c’è nulla da fare: le donne, se proprio non possono farne a meno, amano scavarsi la fossa con le proprie mani. Quella della Clinton è talmente spaziosa che, si e no, c’entra pure quella brufolosa Chelsea e quel mitomane mezzo-addormentato di suo marito Bill. Insomma, più che una tomba, una fossa comune.&lt;br /&gt;Come si sia giunti ad un simile risultato architettonico è un vero mistero; si vociferava infatti che la ragazza dal capello biondo (e la rana dalla bocca larga incorporata) avesse tutte le carte in regole per ottenere il millenario simbolo maltolto: un cazzo talmente grosso tra le gambe da far invidia al compianto John Holmes. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eh si, non si può proprio dire che non ce l’abbia messa tutta per realizzare il sogno di tutte le donne del mondo: ottenere il certificato di donna più potente del globo terrestre, come emblema di un avvenuto riscatto da un passato iniquo. Ma ahimé le cose non sono andate nel verso giusto… e non sono andate nel verso giusto per una semplice ragione: perché non è riuscita (e come avrebbe potuto?) a creare attorno a sé il necessario consenso … delle donne. Le sarebbe bastato infatti il solo voto delle donne per assicurarsi la poltrona (braccioli in avorio, simil-pelle umana. Tutto compreso). Si, le sarebbe bastato che ogni donna avesse creduto nel suo “X factor” , nella possibilità di una rivincita globale.&lt;br /&gt;E quindi? E quindi, capitolo chiuso: “è stato un piacere, arrivederci e grazie!” &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Non neghiamolo, la ragione profonda di questo smacco si cela dietro al fatto che noi donne siamo di certo le creature più incredibili del pianeta terra… fosse solo per il fatto che passiamo tutto il nostro tempo a lamentarci per la nostra iniqua condizione sociale, senza peraltro dare soluzioni efficaci; ci incazziamo quando non ci sentiamo rispettate, ci detestiamo quando non ci sentiamo coese… ci innervosiamo molto di più (ma molto di più) soprattutto quando una strafiga qualsiasi non solo non ha la cellulite, ma si permette anche di indossare quel costumino sgambato oggetto dei nostri più reconditi desideri narcisistici. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il punto è infatti che tra le nostre tante incapacità la più grande è di certo quella di non saper guardare lontano; non a caso il nostro sguardo rimane costantemente impigliato nelle calze a rete di quella grande zoccola che sta flirtando con quel mammone di nostro marito. Su questo o sull’immeritato successo della nostra collega di lavoro… di certo meno brava di noi ma sicuramente più troia di quanto sarebbe umanamente logico aspettarsi da una donna.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che volete che vi dica? E' così: siamo poco, o per nulla, lungimiranti, e questo ci frega ad ogni piè sospinto in ogni ambito della nostra vita. Mal comune mezzo gaudio? No, manco quello, poiché siamo solo grandi uteri senza la benché minima presenza di neuroni collegati… altrimenti non si spiegherebbe la totale assenza ragionamento. Lo so, avrei potuto dire che siamo delle grandi teste di cazzo, ma poi ripensandoci ho realizzato che questo “complimento” sarebbe stato il più inopportuno degli eufemismi. No, meglio non rischiare… con tutte le malattie infettive che ci sono di questi tempi, potremmo anche rischiare di diventare intelligenti d’un sol colpo… e questo noi lo sappiamo, non è una virtù che ci si addice. No, proprio no!!! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;I fatti lo confermano: di quando in quando il mondo e la storia ci offrono una possibilità di riscatto, noi siamo incapaci di coglierla cognitivamente, e questo soprattutto perché non riusciamo a spiegare alle nostre grandi labbra perché un’altra donna - di certo più fortunata e più in gamba di noi - possa o debba dirigere la nostra vita… e la questione si presenta così violentemente da annientarci psicologicamente, riducendoci ad un’orda di balene deliranti alla derive. Insomma, piuttosto la morte. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ecco, a tal proposito, possiamo tranquillamente inferire che negli USA si sia compiuto il più grande suicidio collettivo di balene di tutti tempi… con buona pace della Weigth Watchers che invece le voleva magre, scolpite e pronte per la passerella di Donna Karan. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anyway, deve proprio essere successo questo… altrimenti proprio non mi spiego il triste epilogo di una cronaca di una morte annunciata su un barattolone di peanuts butter. Oltre a ciò, possiamo anche affermare (senza far torto a nessuna) che le donne possiedono poco senso della storia e del tempo, perché non solo non capiscono una minchia low-fat delle rivoluzioni culturali ma non hanno neppure idea di quanto tempo dovranno aspettare perché un’altra donna riesca ad avere una simile opportunità. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sapete, dopo la crisi isteriche dei suoi sostenitori ridotti sul lastrico, difficilmente qualcun’altra riuscirà a raccogliere fondi per la campagna elettorale. Si, ok c’è sempre Ophra Winfrey, ma capite c’è già voluto un miracolo per vedere un nero e una donna contendersi lo scettro di Miss Universo… che non oso immaginare quale calamità naturale potrebbe consentire la medesima chance ad una donna e per giunta di colore. No no, credo sia irrealizzabile! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;La cosa strana è che, sbarellate come siamo, non siamo nemmeno dispiaciute per lo scampato miracolo; quello che vedo sulle nostre facce è infatti un sorriso beffardo come quello della ragazza che si è appena scopata il marito della sua migliore amica. Si, ammettiamolo, siamo un filino soddisfatte per aver impedito il successo di una nostra pari-stronza… così almeno per il momento quella ”cretina” ha avuto ciò che si meritava: il nulla condito di niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le donne, si sa, sono creative e così, pur non avendo nulla in mano, se ne vanno in giro con la bocca larga a mistificare i contenuti di realtà; c’è chi sostiene che agli uomini piacciono le donne grasse, chi si vanta di fare a meno degli uomini, e chi ancora – come nel caso della Clinton - si dice soddisfatta di aver ripiegato sul ruolo di vice di un uomo di colore. Contenta lei… Contenta? Non saprei.&lt;br /&gt;Cerchiamo di vederci chiaro, perché va bene “fare di necessità virtù”… ma la sodomia non è di certo uno stile di vita accettabile. La Clinton infatti con la stessa mente infeltrita delle sue elettrici (e delle donne in genere) piuttosto che farsi ricordare come la donna che sfidò il potere maschile, sarà ricordata come la sguattera bianca del presidente nero. Bingo, cara Hillary!!! Adesso non abbiamo più dubbi, ci hai convinto: noi, come te, contiamo come il due di briscola. Peccato che stiamo giocando a poker.&lt;br /&gt;La mossa più femminile che la Clinton potesse fare è stata compiuta: piuttosto che uscire di scena con la grandeur di un vero statista (vedi Al Gore) ha pensato bene di agire con l’utero aperto e la bocca spalancata, accettando non senza orgoglio di donna di fare la segretaria di Barack. La sua vice, ovvero il posto più ambito dagli uomini di potere che presagiscono l’immanente dipartita dell’anziano presidente. .. peccato che Obama sia 10 anni più giovane di lei. La matematica non è mai stata la materia preferita dalle ragazze. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Le donne, oltre alla menopausa , sono spesso vittime di una sindrome da presenzialismo coatto, per cui invece che togliersi dalle palle, sparire dalla circolazione e rinascere a nuova vita più forti di prima (semmai lo fossero mai state) preferiscono mettersi il grembiulino e fare i mestieri di casa… come se nulla fosse, ma soprattutto come se ciò rappresentasse una vittoria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo in sintesi è quel che è accaduto, ma non c’è da stupirsi… d’altronde ognuno ha ciò che si merita: la Clinton l’aspirapolvere di casa Obama, le donne americane una gran fetta di torta alla panna con cui mettere su un altro etto di cellulite… e a gli uomini una grassa risata. Very very fat&lt;br /&gt;Solo un avvertimento world-wide a tutte le donne: fate un favore all’economia mondiale, tornate tra i fornelli di casa, alle crinoline, ai pizzi, ai fazzolettini lanciati in aria, agli opportuni svenimenti, alle gambe divaricate… e a tutte le altre cazzatelle di cui ci siamo rese protagoniste in questi millenni.&lt;br /&gt;L’evoluzione non è una cosa che ci riguarda. Konrad Lorenz l’aveva detto: le oche sono incapaci di apprendere. E noi non facciamo eccezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-4793028986616864931?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/4793028986616864931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/hillary-clinton-se-non-ci-fossi.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/4793028986616864931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/4793028986616864931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/07/hillary-clinton-se-non-ci-fossi.html' title='HILLARY CLINTON.  SE NON CI FOSSI… BISOGNEREBBE RINGRAZIARE IDDIO.'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SG6RPWVEakI/AAAAAAAAAGM/gLGpBByWtMY/s72-c/42-19476824.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-161657926707710959</id><published>2008-06-14T19:46:00.003+02:00</published><updated>2008-06-14T19:53:22.046+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DITE LA VOSTRA'/><title type='text'>LUCCIOLE PER LANTERNE... ROSSE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SFQFgxMUjKI/AAAAAAAAAGE/Q6yl7let1eE/s1600-h/42-19838641.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211796729293474978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SFQFgxMUjKI/AAAAAAAAAGE/Q6yl7let1eE/s400/42-19838641.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono momenti storici in cui, a fronte di un eccessivo liberismo dei comportamenti, vengono riproposte annose questioni: questioni che, soprattutto in un paese scombinato con il nostro, assumono la valenza di vere e proprie inutili crociate.&lt;br /&gt;Oltre ad essere un paese un po’ “confuso”, il nostro è anche la culla della fede cristiana e della sua estrema conseguenza: il moralismo perbenista di stampo filo-crocerossino.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cazzo che definizione ardita! Ma che avrò voluto dire?&lt;br /&gt;Non saprei, ma stavo cercando una definizione che rispecchiasse le qualità della mentalità di cui siamo pregni e di cui sovente qualcuno vorrebbe liberarsi. Senza successo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;In quest’ultimo periodo, tanto per smettere di menar il can per l’aia, è tutto un gran vociferare sulla questione delle puttane… che sarebbe come sollevare la questione del 98% delle donne… perché si sa le suore non contano. Mi correggo, la questione riguarda invece le prostitute, ovvero quelle gran donne che riflettono sui massimi sistemi passeggiando su e giù per i viali desolati delle periferie delle nostre città. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Un tempo dette peripatetiche – perché sulla vita sembravano saperla lunga - oggi il loro ruolo è diventato, diciamo accessorio, pur avendo dimostrato di aver capito un cazzo… rispetto alla rimanente popolazione femminile che in questi ultimi decenni ha dimostrato l’esatto contrario.&lt;br /&gt;Giochi di parole a parte, la questione è diventata spinosa e controversa, soprattutto perché si è levato un coro di voci dissonanti caratterizzate da diversi approcci al nocciolo della questione: la prostitute vanno tolte dalla strada, o vanno tolte dalla strada e messe in un bordello?&lt;br /&gt;Si, lo so, la seconda opzione sembra una logica estensione della prima, ma in realtà le cose non sono così lineari come appaiono.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nella prima versione dei fatti, le prostitute sono percepite come vittime di un sistema che le “costringe” a deviare dalla giusta via verso un mondo di perversioni. In questa prospettiva, infatti, le prostitute sono colte da una luce di autentica luce di carità divina che le vede esseri meritevoli di una mano tesa… che di tanto in tanto non avesse sul palmo una banconota da venti euro. Quando va bene.&lt;br /&gt;A pensarla in questo modo, a parte uno stuolo di crocerossine travestite da suore travestite da depresse all’ultimo stadio, c’è un’orda di dame di carità in menopausa che pur di non scadere in una convulsa invidia di topa profanata, un’ora si e una no, preferirebbero farsi venire un embolo . &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A condire il tutto c’è ovviamente una visione melodrammatica che vede in primo piano una donna schiavizzata dall’uomo che esige la sua parte: l’uomo meschino, il cliente perverso, l’uomo contabile - detto “er Pappa” – che in tutta la questione pensa al suo tornaconto e a nient’altro. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo scopo della “campagna anti-prostituzione” verte quindi sull’ingiustizia che ricade sulla mignotta sfruttata e sul suo ruolo di vittima incondizionata di una morale sbagliata che vede la mignottaggine il risultato di una società che emargina a scapito delle fasce più deboli. In tal senso, “la cura” è un proliferare di consultori, di centri sociali per succhia cazzi pentite, etc. che supportino il reinserimento di codeste fanciulle smarrite nella società del lavoro dignitoso e riabilitante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella seconda prospettiva, il problema della prostituzione viene visto in maniera diametralmente opposto, ovvero non tanto come un problema umano e morale, quanto come un problema sociale: insomma, queste zoccole che gironzolano per le nostre strade non solo deturpano la bellezza notturna delle nostre periferie (avercene!) insozzandole di goduriosi preservativi ripieni (avercene bis) ma non pagano nemmeno le tasse sui loro lauti guadagni e in più distruggono il mercato locale della patonza fatta in casa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;A sostenere questa visione sono ovviamente le mignotte made-in-Italy, le donne tradite e i fautori di un’economia globale.&lt;br /&gt;Le prime asseriscono che il problema sta nell’invasione di una concorrenza sleale nel mercato, per cui queste negre e queste russe farebbero bene a tornarsene a casa loro e a badare ai cazzi loro.&lt;br /&gt;Le seconde, invece pensano ingenuamente che se non ci fossero le prostitute i loro mariti tornerebbero dalle puttane che li aspettano a casa con la “minestra riscaldata” pronta sul piatto, senza contare che magari gli uomini – piuttosto che intingere il loro biscotto ammosciato nel buco in disuso del cesso con la fede al dito – preferirebbero un bel travestito dalle gambe perfette, senza cellulite, con un optional mica da ridere.&lt;br /&gt;Gli ultimi – gli economisti – pensano invece che il problema sia di natura esclusivamente economica, per cui lo stato verrebbe defraudato di una sostanziale parte del PIL.&lt;br /&gt;Il problema in questo caso sta nell’istituzionalizzare questo business; insomma come si fa in un paese cattolico come il nostro a creare una nuova categoria merceologica senza che Miss Raztinger non s’incazzi?&lt;br /&gt;Ammettere che la prostituzione sia un’attività produttiva come le altre implica il fatto che si giunga ad una “normalizzazione” di qualcosa che non lo è. Almeno per noi… noi moralisti del cazzo, intendo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E dunque, che fare???&lt;br /&gt;La soluzione più adeguata sembra infatti essere la riesumazione delle “case chiuse” che, in un solo colpo, garantirebbero almeno due risultati: strade pulite e aumento del PIL, ma di certo non risolverebbero il problema dato… e di certo non restituirebbero il “maltolto” alle legittime proprietarie. In più, ne sono consapevole, una simile opzione renderebbe il tutto poco “romantico” e insinuerebbe nelle menti dei clienti italiani il sospetto che le mignotte – al pari delle loro mogli – spalanchino le gambe solo per soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema, come vedete, appare insolubile… un vero e proprio paradosso, ma io fossi in voi non mi preoccuperei soprattutto perché, dopo il polverone sollevato, l’allarme sociale è notevolmente “rientrato”: come ha asserito la Ministra Carfagna, “il problema non è più una priorità del governo”... per la serie "ci siamo sbagliati: è stato tutto un equivoco"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Insomma, come al solito, tutto è andato a puttane… e allora state calmi: prendete il numeretto e aspettate il vostro turno!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-161657926707710959?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/161657926707710959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/06/lucciole-per-lanterne-rosse.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/161657926707710959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/161657926707710959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/06/lucciole-per-lanterne-rosse.html' title='LUCCIOLE PER LANTERNE... ROSSE'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SFQFgxMUjKI/AAAAAAAAAGE/Q6yl7let1eE/s72-c/42-19838641.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-6866189832201284122</id><published>2008-06-06T16:52:00.004+02:00</published><updated>2008-06-06T17:14:55.744+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LE TROMBATE'/><title type='text'>GRANDI LABBRA O LABBRA GRANDI?</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SElQQf6GVUI/AAAAAAAAAF8/FRZqiedbYuU/s1600-h/mussolini_alessandra_2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208782688404002114" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SElQQf6GVUI/AAAAAAAAAF8/FRZqiedbYuU/s400/mussolini_alessandra_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La lingua italiana è un vero miracolo della natura poiché cambiando l’ordine delle parole il risultato non cambia… e questo specialmente quando si riferisce al nostro “genere”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Di un uomo si può sempre dire che sia una testa di cazzo, ma delle donne?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per molti anni sono andata in cerca di un’espressione equivalente che rendesse esattamente il mancato coinvolgimento del (misero) cervello della donna nell’uso delle parole, poi finalmente sono approdata alla verità: poiché è stato appurato che nella vagina di una donna non vi sono neuroni – come del resto in nessun’altra parte del corpo - oggi si può definitivamente affermare che il pensiero, e il linguaggio che lo esprime, fa un giro corto: dal clitoride alle corde vocali. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;È per questo motivo che è ben nota la loquacità di noi donne… e d’altronde, meno complesso è il percorso di produzione del pensiero e più veloce è la produzione del linguaggio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Insomma, non nascondiamoci dietro un dito, quando le donne parlano dimenticano quasi sempre di azionare il cervello. Dicesi cervello femminile quella massa informe accessoria non coinvolta nelle attività logico-razionali, ma soltanto in un set di pensieri sempre uguali (vedi post precedente).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Dopo i “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Monologhi della vagina&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;” e la “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Vagina parlans&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;” della Santanché (vedi 2 post fa), siamo finalmente giunti al “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Mistero delle grandi labbra&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”, ovvero all’ennesima dimostrazione pratica di quanta poca differenza passi tra queste e un paio di labbra grandi… opportunamente gonfiate col botulino. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;E siccome la storia ci dà sempre una mano a verificare le teorie, quale migliore occasione della storia di ieri per dimostrare una tesi che ha coinvolto per secoli gli scienziati del pianeta Terra?!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il suo nome è Alessandra, il suo cognome è Mussolini. Le sue note caratteristiche sono sulla bocca di tutti… e soprattutto sulle sue. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In quest’ultima settimana, la nostra eroina - chissà quanta ne avrà sniffata per vomitare tutte le minchiate di cui si è resa protagonista? - ha letteralmente invaso tutte le trasmissioni televisive non tanto per dire la sua (non potrebbe… e poi per dire cosa?) quanto per fare sfoggio del suo ultimo modello di labbra pneumatiche fuoribordo (vedi foto). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Con la stessa capacità promozionale che è propria degli uomini quanto acquistano la macchina nuova, la Mussolini è andata in giro in ogni dove, a bordo del suo poderoso gommone, per rivelare la buona novella ma poi, avendo verificato che nessuno la cagava di striscio, ha deciso di fare la sua sceneggiata tra i meandri di Montecitorio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci al &lt;strong&gt;fatto del giorno&lt;/strong&gt;: la Mussolini è salita agli onori della cronaca per essersene andata sbraitando come una peracottara perché scontenta della sua poltrona in piccionaia che non le consente, a suo dire, né di far vedere il suo generoso paio di tette finte né, tantomeno, il suo nuovo acquisto in botox. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Diciamoci la verità, la minchiata sarebbe passata inosservata se questi guaiti fossero giunti in un altro momento, ma la sfortuna volle che giungessero in allarmante concomitanza con la decisione del Governo (di cui ella fa parte!) di tagliare i fondi per le politiche contro gli stupri. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Risulta infatti quanto mai bizzarro che con tante ingiustizie in giro per l’Italia per cui far sentire la sua voce da trans brasiliana, Ella si sia limitata a contestare il fatto di non “vedere il dito del collega”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si cari amici, la Mussolini non vede il dito del collega e per questo motivo è impedita nella sua attività. La mia impressione è che se anche l’avesse visto il suo dovere non lo avrebbe fatto lo stesso, ma questo lo lascio giudicare a voi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il punto è, vedete,  che delle donne, delle ingiustizie che non la riguardano personalmente, a lei – la cosa in teflon – non interessa una nespola… tanto a lei chi la stuprerà mai? Non siamo mica in periodo di guerra… A quei tempi mia nonna faceva il suo dovere e, come si evince dai suoi racconti nostalgici, credo che abbia goduto grandemente. Ma questa è un’altra storia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Per la Mussolini  l’argomento da affrontare urgentemente in parlamento è solo quello relativo al ridimensionamento della sua visibilità personale a causa di un’assegnazione “poco rosa”delle poltrone.&lt;br /&gt;Cazzo, questa si che è discriminazione!!! Questo si che è un buon motivo per lottare in parlamento!!! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Orsù dunque donne italiane, è giunto il momento di unirci e di fare un bel corteo… ne va del nostro futuro, della nostra sicurezza, della nostra libertà. Lotta dura senza paura!!! Sorelle, insieme vinceremo!!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Come concordato, inizieremo il corteo da Piazza San Babila a Milano e sfileremo per il quadrilatero della moda… tra le altre cose – ma non ditelo troppo in giro – da Gucci e Prada c’è il 15 % di sconto sulle infradito e una svendita promozionale alla UPIM. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se questo non è culo…&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Amanda&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-6866189832201284122?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/6866189832201284122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/06/grandi-labbra-o-labbra-grandi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6866189832201284122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6866189832201284122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/06/grandi-labbra-o-labbra-grandi.html' title='GRANDI LABBRA O LABBRA GRANDI?'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SElQQf6GVUI/AAAAAAAAAF8/FRZqiedbYuU/s72-c/mussolini_alessandra_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-335338825174332981</id><published>2008-06-06T14:48:00.002+02:00</published><updated>2008-06-06T14:57:08.639+02:00</updated><title type='text'>RADIOGRAFIA DI UN PENSIERO</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEkyc8w6_oI/AAAAAAAAAF0/WFjnpTcycTY/s1600-h/cervello_femminile.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208749916959735426" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEkyc8w6_oI/AAAAAAAAAF0/WFjnpTcycTY/s400/cervello_femminile.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Io l'ho sempre saputo, ma oggi la scienza  ci dà una mano a capire il perche di tante nostre cazzate. L'immagine (comparsa oggi su Libero) si commenta da sé.&lt;br /&gt;Le zone evidenziate in grigio, questa è la mia interpretazione, sono una non meglio quantificata materia chiamata "stupidità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metto alla prova il vostro essere creative/i: ditemi la vostra percezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-335338825174332981?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/335338825174332981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/06/radiografia-di-un-pensiero.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/335338825174332981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/335338825174332981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/06/radiografia-di-un-pensiero.html' title='RADIOGRAFIA DI UN PENSIERO'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEkyc8w6_oI/AAAAAAAAAF0/WFjnpTcycTY/s72-c/cervello_femminile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-5893763216133006584</id><published>2008-06-02T17:30:00.003+02:00</published><updated>2008-06-02T17:47:37.993+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IPSE DIXIT'/><title type='text'>VAGINA PARLANS: LA PAROLA DI UNA DONNA</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEQSad-JQ8I/AAAAAAAAAFs/KOOclIwfwio/s1600-h/Clitoride[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207307315078316994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEQSad-JQ8I/AAAAAAAAAFs/KOOclIwfwio/s320/Clitoride%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tra le tante qualità di una donna – a parte quella di procreare in preda alla sindrome di Stendhal – non c’è sicuramente quella di mantenere le promesse, non a caso checché se ne dica si è sempre detto “uomo di parola”… intendendo con ciò una profonda e ragionevole esclusione di “genere”.&lt;br /&gt;La ragionevolezza di tale esclusione non deriva tanto da una sorta di millenaria misoginia o poca valorizzazione delle doti femminili, quanto dall’analisi dei risultati che esse (noi, ahimé) raggiungono in quest’ambito. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ora, senza andare nella notte dei tempi a ripescare chissà quale mirabile esempio di promessa mancata, prendiamo in considerazione qualcosa a noi più vicino, qualcosa che forse è ancora nella memoria di tutti. Spero. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Circa un mese e mezzo fa, si svolgevano le elezioni. Gran bell’affare: sembrava tutto un promettere a destra e a sinistra pur di racimolare voti utili alla formazione del nuovo governo… sembrava quasi di stare nel paese dei balocchi: taglio dell’ICI, taglio della tassa automobilistica, taglio delle tasse, taglio della minchia a Rocco Siffredi (i soliti invidiosi. Ndr) … insomma una quantità di miracoli promessi che non si vedeva dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci. In questo, si sa, Berlusconi è un Dio. Noi italiani ci siamo abituati, ma il bello sta nel sentire chi spara le minchiate più grosse.&lt;br /&gt;Il giorno dopo le elezioni, a conti fatti, c’è chi vinse e chi invece venne letteralmente trombato. Sia tra i vincenti sia tra i perdenti.&lt;br /&gt;Nel nugolo dei perdenti, o meglio delle perdenti, c’erano almeno tre figure: Alessandra Mussolini, Vittoria Brambilla e dulcis in fundo Daniela Santanché. Quest’oggi vi parlerò proprio di quest’ultima. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;L’avevo già presa di mira prima delle elezioni, fosse solo per il fatto che in quanto a minchiate “rosa” le avesse sparate più grosse, battendo tutte le altre concorrenti. Poi, dopo che perse le elezioni, mi sembrò troppo facile prenderla di mira, come sparare sull’ambulanza e così decisi di lasciarla in pace… &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Vi dirò, la Santanché non mi è piaciuta e grazie al cielo su questo punto c’è stato un unanime consenso, ma la valutavo comunque una donna interessante perché , tutto sommato, era stata la sola a fronteggiare mr B. in duello all’ultimo paio di palle.&lt;br /&gt;Cosicché, mentre il Berlusca sparava a raffica i suoi minchia toni (a cui peraltro ci aveva resi immuni, tanto erano inverosimili), la Danielona aveva iniziato un “lifiting psicologico”; in altre parole, aveva iniziato a tirarsela grandemente… ai confini dello spazio profondo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Una delle frasi simbolo della sua campagna elettorale – giusto per entrare nel nocciolo della questione – è stata “Silvio considera le donne solo da un punto di vista orizzontale”, intendendo che la stima di mr B per le donne si riducesse alle mere funzioni riproduttive. Come darle torto: bastava vedere le sorti della sua Veronica per rendersi conto del grado di “visibilità” che le era stato “concesso” dopo aver sfornato un cinquina di cloni alti un metro e venti. Si, ok, c’è stato quel barlume regalatole da quel libro sulla visione mistica “dell’Angelo Morale”, ma per il resto? Per il resto proprio il nulla. Buio totale. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Dopo una serie di botta e risposta tra il Cavaliere e La Santanchè, quest’ultima arguisce il suo piano subdolo di portarsela nel PdL per farle fare salotto con le rimanenti galline del pollaio… o gatte morte, come la stessa Daniela le aveva etichettate, e così, per nulla intimorita dal suo strapotere maschilista, rispose pubblicamente: “Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non gliela do!” &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Mai parole furono accolte così entusiasticamente dalla popolazione lesbica worldwide… per non parlare dalla popolazione maschile allergica al silicone e al botulino&lt;br /&gt;In questo mese e mezzo, vi dirò, ho imparato ad apprezzare la Santanché. Le uniche notizie che l’hanno riguardata erano solo gli ultimi graffi di una leonessa stanca. Stanca ma fiera.&lt;br /&gt;Si, ok, c’è stata la cazzatona sulla riapertura delle case chiuse. Perdonatela: l’Alzeheimer assieme alla morte sono l’unico elemento di democrazia sulla terra. Non guarda in faccia nessuno… men che meno una che la faccia se l'è rifatta almeno otto volte. Vabbé, glissiamo!&lt;br /&gt;Le mancava quindi giusto un tantino per essermi totalmente simpatica. C’eravamo quasi, ma ahimé il mio sogno di simpatia si è sgretolato sulle pagine del Corriere della Sera di oggi – 2 giugno 2008. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;A pagina 11, in un riquadro nemmeno paragonabile allo spazio concesso ad un necrologio, c’è lei: miss Donna con le palle 2008. La mise è la solita: look da strafiga “new look di Dior” con i suoi tacchi smisurati a prova di sado-maso in dark room.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo il testo integrale: &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;SILVIO TORNIAMO UNITI. Daniela Santanché punta ad una nuova intesa politica con Silvio Berlusconi. “La campagna elettorale è una cosa, una fase. Ora siamo in un’altra era geologica… noi siamo nel centro destra, è ovvio – ha dichiarato l’ex candidata premier de La Destra a Il Tempo. […] “Siamo nati per essere la destra leale a Berlusconi” ha spiegato la Santanché. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Pardon?! Scusate, mi sono persa qualcosa? Continuo a ripetere frasi sconnesse nella mia mente per almeno venti minuti, poi realizzo che forse non sono io ad essere rincoglionita.&lt;br /&gt;Ma come? Tutto questa rottura di coglioni per convincerci che non gliel’avresti mai data e ora invece gli dai anche il culo?!!! Cazzo, alla faccia delle convinzioni politiche, delle promesse, della credibilità, dell’integrità… già tutte caratteristiche di un uomo, non già di una donna. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;Non ho parole… solo parolacce: “Cara Daniela, adesso che ci hai insegnato una nuova posizione (a novanta gradi) facci la cortesia di andare avanti tu… che io la figura della puttana proprio non ho voglia di farla”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Amanda&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-5893763216133006584?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/5893763216133006584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/06/vagina-parlans-la-parola-di-una-donna.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5893763216133006584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5893763216133006584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/06/vagina-parlans-la-parola-di-una-donna.html' title='VAGINA PARLANS: LA PAROLA DI UNA DONNA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEQSad-JQ8I/AAAAAAAAAFs/KOOclIwfwio/s72-c/Clitoride%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-1101046335907590424</id><published>2008-05-31T19:27:00.004+02:00</published><updated>2008-05-31T19:35:03.090+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MADRE PUTTANA'/><title type='text'>SOMETHING TO REMEMBER</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEGMAX4tKTI/AAAAAAAAAFc/UAZFMq_kFRo/s1600-h/OCH081.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206596582256748850" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEGMAX4tKTI/AAAAAAAAAFc/UAZFMq_kFRo/s400/OCH081.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEGLqn4tKSI/AAAAAAAAAFU/T0Y4lnCUExs/s1600-h/OCH081.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono molte cose che una donna non dimentica mai, diciamo dei must che ogni donna tiene presente a se stessa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Questa è la storia di Simona. Come ogni mattina – come ogni donna - Simona si sveglia, lancia un’occhiata sinistra a quel bietolone di suo marito e si riaddormenta per un’altra buona mezzora, cercando di fare un reset delle sue insane voglie di ritornare ad essere single, o meglio, vedova.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Passano trenta lunghi minuti, in cui realizza che la vita non è un sogno, quindi si trascina in bagno per il primo face to face con quella faccia da trentenne sfatta che deve ogni giorno rendere accettabile per ogni sfortunato essere umano che la incontrerà. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quindi si lava il viso con abbondante acqua fresca, i denti con un qualsiasi dentifricio… quindi si asciuga accuratamente il viso, sperando che da quell’asciugamani intortato possa fuoriuscire la ragazzina di un tempo. Non va così, ma lei non si scoraggia: è pronta a tutto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si trascina con un maggiore disinvoltura verso la cucina con gli occhi ancora pieni di favolosi sogni di rinascita interiore, prende una di quelle mega scatole di cornflakes che contengono l’elisir di giovinezza e ne ingurgita una buona dose accompagnata da un’altrettanto buona dose di yogurt magro. La bellezza, si sa, esige sacrifici quotidiani: ogni giorno è necessario ricordarsi di immettere nel proprio corpo la giusta quantità di vitamine, fermenti lattici e carboidrati. Nutrirsi bene è un atto di amore verso se stesse… e poi cosa ne penseranno di lei le sue amiche quando – alla prima prova costume – si accorgeranno della sua debacle fisica? Si, questo è lo spirito giusto: non bisogna cedere, bisogna restare sempre belle. Ah già belle… questo Simona se lo ricorda sempre, perché è la sua meta di vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;L’autostima comincia a crescere – forse un po’ forzatamente, ma cresce. Il sorriso è sulle sue labbra, sente di potercela fare. Ma c’è ancora qualcosa da fare, qualcosa da non dimenticare: che l’abito fa il monaco. Il suo compito è quindi solo in parte eseguito. Deve ancora vestirsi.&lt;br /&gt;Si accosta all’armadio con il solito umore uterino, lo apre scorre con lo sguardo ciò che oggi potrà starle bene. Sceglie un abito, un paio di scarpe, poi li mette via. I cambi d’abito durano almeno mezzora, perché oggi tutto va storto, ma lei vorrebbe essere sempre strafiga – per quel che si può – almeno per esser certa di riuscire a dissimulare i suoi stati interiori. … e di solito ci riesce.&lt;br /&gt;Bene, fatto centro sull’abbigliamento, c’è ancora qualcosa da ricordare: che il trucco va abbinato alle nuances del rosso del suo miniabito adolescenziale su cui ha riversato tutte le sue aspettative di tornare indietro col tempo. Si squadra allo specchio, si guarda negli occhi e pensa che, in fin dei conti, non è poi così cessa come pensava di essere… e poi il trucco a cosa serve sennò?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Una base di cosmetico antirughe “effetto pelle di neonato”, una seconda base di fondotinta finto-naturale, una pennellata di mascara per allungare le ciglia, un tratto di matita per enfatizzare la grandezza dei suoi magnifici occhi. E poi, beh si dopo, c’è il rossetto che deve scegliere per assicurarsi un effetto “baciami stupido” che non lascerà scampo a chicchessia. Non è semplice decidere quale tono di rosso, anche perché proprio ieri sera si è ricordata di comprare la due millesima sfumatura di rosso che mancava alla sua trousse a prova di set cinematografico. Si, adesso c’è tutto. Non le manca nulla: Simona è come voleva essere, anche se forse si è solo avvicinata un po’ a quella top model che tanta invidia crea in lei.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Simona è quasi pronta, si è vestita di tutto punto e non manca nulla: l’intimo, i collant velati, il suo miniabito prima lasciato inanime sul letto, le scarpe dal tacco chilometrico che la slancia tanto. E quindi la borsa: quell’armadio portatile che ha riempito di ogni cosa che potrà essere utile durante la sua giornata di lavoro. La lista è lunga: pettini, trucchi, assorbenti, caramelle, agendina dei vecchi amanti, i due cellulari, i cosmetici in minidose, il romanzetto d’amore con cui andare a cagare nella pausa cesso, una confezione di cracker, il deodorante ascellare, uno specchietto e la rivista rosa piena di pettegolezzi con cui potrà fare abilmente conversazione con le sue amiche. Ok non manca nulla. Non ha dimenticato nulla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Simona sta per chiudere la porta, ma subitaneamente fa mente locale e inorridita torna i bagno: cazzo, si è dimenticata di apporre sul suo collo da cigno stufato alla pechinese, due gocce di portentoso Chanel n. 5 (quando va bene). Ok, si adesso è tutto a posto.&lt;br /&gt;Entra in auto, ridà una controllatina al make-up, sorride superba e accende il motore della sua mini-car da città rosso-battona.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Mezzora dopo, salvo imprevisti, Simona è sul posto di lavoro. Puntuale come al solito. Entra nel building dove si trovano i suoi uffici, schiaccia l’occhiolino al portiere (mai dimenticarsene, altrimenti non le posteggerà l’auto in un posto sicuro), esce dall’ascensore quindi passa dall’ufficio del capo a cui non dimentica mai di dare un affettuoso saluto ipocrita e quindi prima di sedersi alla sua postazione, fa il solito giro alla macchinetta del caffè per non dimenticarsi di fare qualche passo di gossip con le sue “amate colleghe”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Passano un paio d’ore, Simona esce sorridente dal suo fortunato lavoro part-time e si dirige in auto.&lt;br /&gt;Si avvicina lentamente alla sua auto e con sguardo inebetito realizza di aver davvero dimenticato qualcosa di importante: il corpo esanime della sua figlioletta di due anni sui sedili posteriori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un’anima sta volando in un luogo dove non c’è spazio per dimenticare “something to remember”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Amanda &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-1101046335907590424?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/1101046335907590424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/something-to-remember.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/1101046335907590424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/1101046335907590424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/something-to-remember.html' title='SOMETHING TO REMEMBER'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEGMAX4tKTI/AAAAAAAAAFc/UAZFMq_kFRo/s72-c/OCH081.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-5513816812808998718</id><published>2008-05-30T20:21:00.004+02:00</published><updated>2008-06-01T12:17:57.190+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LA COGLIONA DEL MESE'/><title type='text'>SHARON STATTE KARMA!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEJ3Pn4tKUI/AAAAAAAAAFk/b1sVmvzyclc/s1600-h/1212153692-sharonstoneupskirt07.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206855229482281282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEJ3Pn4tKUI/AAAAAAAAAFk/b1sVmvzyclc/s400/1212153692-sharonstoneupskirt07.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEBG74_L7kI/AAAAAAAAAFM/1spEgpcCmCk/s1600-h/sharon.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono cose che noi esseri umani del pianeta terra non possiamo capire: le calamità naturali, il buco nero dello spazio, la psiche dell’uomo, e naturalmente gli ingredienti dei panini di Mc Donald. Ma soprattutto la cosa che veramente destabilizza le nostre fertili menti (e voi sapete bene cosa rende fertile il terreno?!) è la presenza nel mondo di una creatura indefinita di nome Sharon Stone. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;È salita agli onori della cronaca per aver aperto le gambe senza assicurarsi di portare le mutandine. “Beh”, direbbe qualcuno, “cosa c’è di male: ogni donna della terra lo fa… e gran parte degli uomini di buon gusto non se ne accorge nemmeno.“ &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo succedeva 20 anni fa. Dopo che l’effetto “patonza al vento” ha cominciato a scemare, la nostra sgallettata ha pensato bene di riproporre la stessa solfa, stavolta rivolgendosi ad un’audience più adulta in vena di archeologia uterina. Insomma, gli anni sono passati anche per lei… e di certo la sua patatina ne sa qualcosa, visto che ha contribuito a mantenere intatto il “successo” della meno dotata delle attrici attualmente in vita. Fatta eccezione di Demi Moore, che nel frattempo è diventa la testimonial bionica di “Stira e ammira”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La nostra Sharon - che si vanta di avere un IQ simile a quello di Einstein - ha invece optato per una carriera diversa: raccogliere di tanto in tanto qualche milione di dollari per la ricerca contro l’AIDS. Ben fatto Sharon: sei diventata saggia… ma non è ancora giunto il momento di andare oltre; lascia la scienza, la pseudo scienza e le barzellette a qualcun altro. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il suo IQ ha iniziato a vacillare… a tal punto che ha cominciato a sparare minchiate a destra e a manca, senza nemmeno rendersene conto. In ordine cronologico, la cretinetti dal rompi-ghiaccio sotto il letto ha pubblicamente asserito che – bontà voglia- il terremoto in Cina non è altro che una logica conseguenza di un cattivo Karma: è la giusta punizione per aver rotto i coglioni ai tibetani. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’intenzione è mirabile : riportare in auge gli dei della pioggia e i poteri della dea Gaia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’effetto invece stato disastroso, almeno per lei intendo: il governo cinese ha pubblicamente messo al bando tutti i film della Stone (la provvidenza aiuta sempre chi non lo merita… avercene di queste “punizioni”) e tutte i prodotti in cui lei fa da testimonial… primo fra tutti il Photoshop che abilmente le fa sparire una miliardata di imperfezioni dal suo corpo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Con questa e altre cazzate, finalmente la nostra Sharon è riuscita a candidarsi honoris cause all’entrata nel sovraffollato olimpo delle belle (?) e sceme. Sai che sgomitate!!! Le donne vogliono sempre primeggiare e, come nel caso della Stone, ci riescono… non senza qualche controindicazione: adesso dovrà smettere di fare cose intelligenti e continuare – con il sommo plauso del suo personal trainer – ad aprire e chiudere le gambe. Il suo sport preferito. … se questo vi sembra il peggio, restate in campana: potrebbe piovere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Amanda &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-5513816812808998718?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/5513816812808998718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/sharon-statte-karma.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5513816812808998718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5513816812808998718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/sharon-statte-karma.html' title='SHARON STATTE KARMA!!!'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SEJ3Pn4tKUI/AAAAAAAAAFk/b1sVmvzyclc/s72-c/1212153692-sharonstoneupskirt07.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-6583219890908588188</id><published>2008-05-24T11:55:00.002+02:00</published><updated>2008-05-24T12:01:12.810+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LE TROMBATE'/><title type='text'>MORS TUA, VITA MEA. FOSSE ORA!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SDfnXo_L7iI/AAAAAAAAAE8/SupMfHlK3fQ/s1600-h/42-17565027.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203882287775346210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SDfnXo_L7iI/AAAAAAAAAE8/SupMfHlK3fQ/s320/42-17565027.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono leggende metropolitane che riguardano i progressi della scienza. Anni di studi, di prove di laboratorio, etc. Tutte cazzate!!! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Uno dei miti demografici del ‘900 è quello che ha sempre enfatizzato la forza, la resistenza lo spirito di sopportazione di noi donne: una forza naturale, un mix sovrannaturale di elementi che ci hanno consentito per oltre un secolo di seppellire i nostri uomini senza via di scampo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nello stesso frangente storico, le donne, come sapete, hanno iniziato a stra-rompere i coglioni di mammuth per ottenere le stesse chance rispetto agli uomini. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ne hanno fatte di tutti i colori: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- si sono tagliate i capelli alla “garcon” (anni 20); &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- si sono messe al volante, provocando un sovrannumero di vittime della strada a causa di rossetti spalmati davanti allo specchietto retrovisore (anni30); &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- hanno iniziato a fare le crocerossine (quando si dice l’indole!) e a sostituire gli uomini nelle fabbriche in tempi di guerra (anni 40); &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- hanno iniziato a collaudare i primi elettrodomestici (anni 50); &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- hanno iniziato ad andare in palestra con le tutine rosa e i capelli biondo platino (anni 60); &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- hanno messo i pantaloni e gestire l’utero per cazzi loro (anni 70); &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- hanno iniziato ad entrare in azienda e a fare le “donne in carriera” sotto le scrivanie dei loro capi, della serie “caffé, te… me??!!” (anni 80); &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- hanno iniziato a presidiare maldestramente i ruoli maschili a suon di figa e di intelletto (quale sarà poi la differenza?) (anni 90); &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;per giungere agli anni 2000 con la sensazione di aver raggiunto le merdosissime pari opportunità. Una sega mentale così, non si vedeva dai tempi dal brodo primordiale!!! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ed eccoci giunte ai giorni nostre… uff uff, non senza fatica, ma con la consapevolezza di averla messa in culo agli uomini. Ecco, questa sensazione sarà durata si e no cinque secondi buoni buoni di estatica contemplazione del nostro tacco 12 sulla scrivania di rovere, teneramente appoggiate alla poltrona di pelle umana (di maschio, ovviamente). Dal sesto secondo in poi qualcosa ha iniziato a cambiare. Intendiamoci nulla di plateale, ma decisamente importante. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che cosa? Vi starete chiedendo… Ebbene questo qualcosa c’è lo spiega il Corriere della sera di Sabato 17 maggio 2008: &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;le donne si ammalano di più. Sei milioni sono affette da patologie femminili. Anticipo della pubertà (zoccole come siamo!!! ndr) pochi figli, troppo stress&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A questo titolo apocalittico seguono due paginone di effetti collaterali del nostro vivere oggi… che poi sarebbe stato anche stato del “nostro vivere ieri”… se solo avessimo impugnato le armi anziché passare le nostre giornate a non fare un cazzo, preparando manicaretti per il marito, rammendando i calzini, tessendo deliziosi bavaglini ai nipotini in arrivo. Sai che fatica!!! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Insomma, per oltre 4 millenni non abbiamo fatto nemmeno una mezza sega (gli uomini si che se le sanno fare... sapete, è una questione di mano); hai voglia allora di campare fino a 120 seppellendo fratelli, cognati genitori e amanti sparsi sul globo terrestre!!! E che ci vuole??? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oggi invece, grazie alle pari opportunità – e gli uomini non finiranno mai di ringraziarci – abbiamo appreso l’arte del masochismo e dello schiattare prima del tempo: anche noi stiamo iniziando a sperimentare i deliziosi frutti dello stress, del duro lavoro, dei mal di testa e dell’assenza di tempo per seppellire i nostri uomini. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che dire? se una proprio se la va a cercare…e che sia! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Finale: chi l’avrebbe mai detto che, oltre ad essere pari agli uomini, saremmo diventate anche più di loro? … intelligenti non saprei, ma certamente più coglione si… senza ombra di dubbio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Statemi bene care cretinetti!!! Se ci riuscite, ovviamente. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;vostra Amanda &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-6583219890908588188?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/6583219890908588188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/mors-tua-vita-mea-fosse-ora.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6583219890908588188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6583219890908588188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/mors-tua-vita-mea-fosse-ora.html' title='MORS TUA, VITA MEA. FOSSE ORA!!!'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SDfnXo_L7iI/AAAAAAAAAE8/SupMfHlK3fQ/s72-c/42-17565027.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-7882089973597040162</id><published>2008-05-14T00:00:00.004+02:00</published><updated>2008-05-14T21:46:57.827+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LE TROMBATE'/><title type='text'>DESPERATE HOUSEKEEPERS</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SCoRClrpiXI/AAAAAAAAAE0/sZWreqx9NVQ/s1600-h/42-16604618.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199987455925258610" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SCoRClrpiXI/AAAAAAAAAE0/sZWreqx9NVQ/s320/42-16604618.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;C’erano una volta tre ragazze che lavoravano nell’accademia di polizia. Oltre ad essere carine, le ragazze erano anche in gamba; a tutte e tre venivano affidati compiti difficili, a volte rischiosi. Io le ho portate via… e adesso lavorano per me. Il mio nome è Charlie. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;No, credo di essermi sbagliata; il telefilm era molto più recente. La storia narra di cinque avvenenti belle signore dell’alta borghesia di Palm Spring. Non facevano un cazzo da mattina a sera, ma erano lo stesso frustrate, siliconate e piene di voglie… tutte attorno al punto “G”. Erano casalinghe… ed erano disperate. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cazzo, mi sono sbagliata ancora. Riformuliamo la trama: c’erano una volte quattro avvenenti signore dalla lacrima facile e dal passato da playmate sulle copertine di qualche scalcinato rotocalco. Tutte e quattro se la tiravano grandemente, sbandierando ai quattro venti il raggiungimento dell’auspicato successo sociale. Si dicevano gran donne: donne del futuro. Donne con le gonne… donne col potere. Poi un giorno furono rapite dal fascino indiscreto di un uomo che metteva i tacchi anche alle pinne per fare le escursioni subacquee; intendiamoci, quest’ometto non aveva nulla… nulla se non la capacità di farsi i cazzi propri grazie ai voti di una manica di rincoglioniti ancor’oggi mummificati davanti ad un televisore. Beh pazienza, ad ognuno il suo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dov’ero rimasta? Ah si, alle quattro donzelle in vena di facili conquiste politiche e in preda ad ambizioni da quattro soldi. Non ci vuole molto a capire di chi stiamo parlando: sono le quattro ministre del governo Berlusconi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Chi non capisce una pippa di politica potrebbe esultare… chi invece ci capisce qualcosa, soprattutto se maschio, esulta lo stesso, e lo fa soprattutto perché si rende conto di quanto sia facile raggirare una donna. Berlusconi in questo senso è un dio (gli mancava solo questa ambizione, oltre a quella di diventare Papa o presidente della repubblica) perché in un solo colpo a riportato indietro le lancette dell’emancipazione femminile al periodo jurassico. Seguitemi nel mio ragionamento. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In questi ultimi cento e più anni, le donne hanno letteralmente iniziato ha rompere i coglioni agli uomini affinché fossero date a loro le stesse occasioni… si insomma, quelle prese per il culo che vanno sotto il nome di “Pari Opportunità”. Questa ambizione , e le noiose lotte che sono succedute, era sostenuta da un bisogno a sentir loro legittimo: uscire di casa per far altro che prendersi cura del focolare domestico, fare la spesa, accudire i figli e fare le educatrici dei figli degli altri. Insomma si erano proprie rotte entrambe le ovaie di non fare un cazzo da mattina sera, e così di punto in bianco hanno iniziato a pretendere in considerazione di “evolversi”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dapprima hanno cominciato a votare, ma strano a dirsi continuavano votare gli uomini, i maschi intendo. Poi ci sono state le prime operaie, ma ahimé continuavano a dimostrare una pessima attitudine ai “lavori da maschi” adducendo motivazioni del tipo: non sono lavori da donne. Fu così che nacquero le segretarie: le prime grandi puttane in tailleur con vertiginoso spacco “acchiappa-amministratore delegato”. Che dire? Sgobbavano da mattina a sera, deambulavano da un corridoio all’altro con passi incrociati e sinuosi, ma poi alla fine si ritrovavano con un paio di caviglie stile elefante stanco e un misero stipendio a fine mese. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Venne poi il periodo Ivana Thrumph (ma si scrive così?): poche ambizioni lavorative, ma tante ambizioni sociali… soprattutto se collegate ad un maschio mini dotato, grasso e vecchio, ma indiscutibilmente danaroso e privo di eredi capaci di intendere e di volere. Morto lo zomboide e messo il velo nero per un’oretta e mezza, si dilettavano a riprendersi goduriose rivincite: un conto in banca traboccante, uno stuolo di marchette con cui recuperare il tempo perduto e una mano sinistra pronta per un altro anello di fidanzamento. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dopo le opportune auto-critiche, e avendo valutato che i cerebrolesi ricchi erano in via di estinzione, incominciarono a valutare carriere “alternative” che le riscattasse da un passato iniquo e da un presente “esentasse”. Insomma, nella mente delle donne comincia a serpeggiare il desiderio di un’ambizione qualitativamente meno soggetta all’impasse del tempo. Si, insomma qualcosa che fosse meno collegato alla dura lotta contro le rughe e che non le costringesse a continue ed estenuanti ri-verginazzioni dell’imene, dell’utero, delle labbra, del contorno occhi e del doppio mento. E fu così che nacque la donna in politica. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le donne di sinistra sono sempre state una manna del cielo… se provaste a guardare la Bindi o la Bonino potreste chiaramente capire che la carriera politica era la sola e unica alternativa al convento. Le donne di destra invece, forti del vagina-power hanno sempre cercato di annullare lo stereotipo culturale che in politica dovessero andarci solo i cessi dell’umanità… perché in fin dei conti non sempre “essere belle” significa “essere stupide”. E fu così che nacque la Santanché, la Carlucci, la Gardini, la Mussolini, la Carfagna… e la Brambilla. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Queste sono donne che, se le vedeste per strada, non avreste esitazione alcuna a offrir loro un “passaggio”… qualcuna di loro, giusto per essere certa che questo messaggio passasse senza equivoci, si è divertita anche ad accavallare le gambe, esibendo autoreggenti –viagra. Qualcun’altra ha passato tutta l’estate scorsa a fare uncinetto sulle spiagge di Roma, esibendo al contempo un paio di tette bovine e due labbra a prova di rafting sulle cascate della Val Sesia. Un’altra ancora, dopo un passato da velina ha cercato di fare il colpo gobbo cercando di sovvertire le sorti e le vendite del suo calendario. Un’altra ancora in preda ad uno slancio di egocentrismo ai confini della realtà si è fatta fotografare le labbra appena botulinizzate… gridando lo slogan “Io credo… i credo che il chirurgo abbia esagerato”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tutte insieme appassionatamente hanno iniziato a “darla” a destra … e a destra per cercare di portare a casa una poltrona come premio alla loro devozione, ma soprattutto come ricompensa alla loro lotta per sovvertire i destini della donna moderna. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il programma non faceva una piega; c’era solo un piccolo, madornale dettaglio che non andava trascurato: gli uomini di destra (ma anche le donne) di queste donne non sanno che farsene. Anzi, vi dirò di più: non solo non sanno che farsene, ma sono talmente conservatori che non vedono di buon occhio le “evoluzioni della donna” fuori dall’ambito domestico. Si, insomma, per loro le donne in questi cento anni non si sono mosse nemmeno di un millimetro, anzi sono diventate più stupide e manovrabili. Volete che ve lo dimostri? Bene, consideriamo le ministre del governo Berlusconi: una ministra all’Istruzione, una all’ambiente, una alle pari opportunità e una alle politiche giovanili. Se non è questa una divisione del lavoro in base al genere non so cosa di cosa si tratti allora?! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tutto sommato, infatti, le donne di destra – nonostante siano diventate ministre – continuano a svolgere gli stessi compiti, le stesse mansioni che svolgevano nella caverna: si occupavano dei piccoli, della loro istruzione, della pulizia della casa e di leggere prima della ninna nanna “Piccole donne”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In questa nuova forma di esternalizzazione delle mansioni domestiche è cambiata solo una cosa: la divisa. Il primo giorno di lavoro tutte in pantaloni… come dire: siamo donne con le palle… o forse uomini senza palle. Come la si voglia vedere o dire, i fatti non cambiano: sguattere eravamo e sguattere siamo… desperately housekeepers. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E dunque, evoluzione del cazzo o un cazzo di evoluzione? Tutte e due, ahimé!!! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vostra Amanda &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-7882089973597040162?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/7882089973597040162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/desperate-housekeepers.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7882089973597040162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/7882089973597040162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/desperate-housekeepers.html' title='DESPERATE HOUSEKEEPERS'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SCoRClrpiXI/AAAAAAAAAE0/sZWreqx9NVQ/s72-c/42-16604618.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-8137756704311452195</id><published>2008-05-04T22:29:00.001+02:00</published><updated>2008-05-04T22:33:44.660+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la violenza sulle donne. Avercene'/><title type='text'>MENTA FORTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SB4daJ1njGI/AAAAAAAAAEs/dRYTYuPrRtM/s1600-h/51071-12.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196623355186744418" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SB4daJ1njGI/AAAAAAAAAEs/dRYTYuPrRtM/s320/51071-12.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Uno dei cavalli di battaglia delle donne è l’esercizio ginnico del masticare piccoli confetti rivestiti di bianca e profumata glassa al sapore di menta, cosicché si sentano in diritto di spargere nell’aria un alito che le garantisca un aggancio sicuro: un bacio in corsa, un sorriso che non ti stende, un fiore in bocca… come recitava un’antica pubblicità di una nota pasta dentifricia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La pubblicità svanì nel tempo. Tutto svanisce nel tempo: la bellezza, il cervello (per chi ce l’ha), l’appeal... e il sostegno gravitazionale delle nostre turgide tette. Oggi grazie al cielo ci sono miracolose protesi a forma di reggiseno che, grazie a tecnologici ritrovati, riescono a garantirti un tete-a-tete con le tonsille da mattina a sera. Capite il nesso? No? Bene, allora seguitemi nel mio contorto pensiero perché quello di cui vi parlo oggi è qualcosa di simile al confetto in oggetto… è un verbo, anzi il verbo per eccellenza delle donne: mentire. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io stessa per prima non potrei dire di essere immune da questa moda: le bugie sono meccanismi naturali… almeno fintanto che non creano tendenze culturali pericolose. Per un certo periodo storico le donne hanno sempre detto la verità; si sono ammantate di autorevolezza. Ma da qualche tempo le cose sono cambiate.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Esattamente come quelle forme di razzismo vittimistico che tendono ad addossare le colpe all’uomo bianco ancor prima di aver verificato le ragioni o le colpe, si è creato una sorta di pre-giudizio, tale per cui la pecorella che grida “al lupo” ha sempre ragione sino a prova contraria. Purtroppo l’infallibile piano di noi donne comincia a scricchiolare: l’alibi così minuziosamente costruito è sempre più rassomigliante ad uno colabrodo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In tutto questo lasso di tempo, dal pregiudizio favorevole alla scoperta dell’inganno, le donne hanno però appreso l’arte della recitazione… e come al solito, cagne come sono, hanno capito che la verità non è soltanto una questione di talento, ma a che fare anche con il suo contenuto intrinseco.&lt;br /&gt;Le donne di oggi mentono e, fuor di dubbio, lo fanno più per sport che per necessità.&lt;br /&gt;Mentono sull’amore quando a scopo cautelativo s’innamorano del ricco danaroso piuttosto che dello sfigato dal cuore tenero.&lt;br /&gt;Mentono sulla vita poiché a piè sospinto si imbracano in attività castranti quali l’aborto.&lt;br /&gt;Mentono sulla bellezza, perché si ammantano di interiorità quando, appena possono, corrono a destra e a manca a rifarsi dalla testa e ai piedi.&lt;br /&gt;Mentono sull’intelligenza perché amano apparire stupide…&lt;br /&gt;… e non è tutto, perché mentono soprattutto sulla verità. Siamo quindi arrivati al punto: perché questo post? Perché un'altra conferma, sempre la stessa, è giunta ai nostri occhi. La pubblica Libero del primo maggio: una donna che aveva denunciato tre tentativi di stupro, anche attraverso i media, è stata indagata per simulazione di reato.&lt;br /&gt;Il testo è stringato, solo 4 righe appena, ma il contenuto di verità riempie tutta l’aria attorno perché, al di là delle motivazioni addotte dalla cretina, l’unica che se la prenderà nel culo sarà solo lei… e stavolta per davvero.&lt;br /&gt;Le donne italiane hanno imparato a mentire, gli uomini l’hanno capito… ed è per questo che vanno a puttane. Fosse solo per il fatto che quest’ultime, anche volendo, non riuscirebbero a provare un cazzo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Evviva il commercio equo-solidale!!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Amanda&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-8137756704311452195?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/8137756704311452195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/menta-forte.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8137756704311452195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8137756704311452195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/05/menta-forte.html' title='MENTA FORTE'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SB4daJ1njGI/AAAAAAAAAEs/dRYTYuPrRtM/s72-c/51071-12.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-6214814511065479937</id><published>2008-04-16T00:21:00.003+02:00</published><updated>2008-04-16T09:20:20.764+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la violenza sulle donne. Avercene'/><title type='text'>PIE DONNE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SAUsI-vS9CI/AAAAAAAAAEk/DN67RelJpsI/s1600-h/42-16836683.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189602678406312994" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SAUsI-vS9CI/AAAAAAAAAEk/DN67RelJpsI/s320/42-16836683.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come spesso accade nei giochi di illusionismo, il prestigiatore crea un diversivo plausibile per distogliere l’attenzione del pubblico da ciò che realmente sta accadendo davanti ai loro occhi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Allo stesso modo, in questi giorni di campagna elettorale l’attenzione delle persone è stata magistralmente distolta da un fatto molto simile ad un racconto dell’orrore… tanta è la rassomiglianza con quegli avvenimenti che sfidano i nostri maledetti schemi mentali. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il riferimento va ovviamente a quelle cose che difficilmente riusciamo a comprendere proprio perché in contrasto con le nostre idee stereotipate. Nel bene o nel male.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La notizia è stata riportata da Repubblica dell’11 aprile 08, e vi assicuro che dopo la prime risate per l’involontario umorismo ho lasciato spazio alle prime serie riflessioni. Il titolo sembrava quasi una trama di un film di Almodovar: CONFESSIONE CHOC DI UNA SUORA “IO, TRATTATA COME UNA SCHIAVA”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vi dirò sulle prime avevo ipotizzato che si trattasse del solito brutalone in astinenza che, non avendo trovato una figa in cui sfogare i propri istinti riproduttivi, aveva chiesto caritatevole “assistenza tecnica” ad una che – come tante- lo fanno per mestiere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ecco le suore sono questo: un’associazione di sfigate, tendenzialmente lesbiche, che pur di giustificare agli occhi del mondo il loro ribrezzo per il cazzo, decidono di indossare la vestina bianca (o bianca e nera per le fanatiche della Juventus) e di fingere grandemente di “averla” data simbolicamente ad uno (e trino) che come minimo non le caga nemmeno di striscio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Se vi state chiedendo il perché di tanta acrimonia, forse fareste bene a ricordare di quante disumanità si sono resi protagonisti i celesti e le azzurre rappresentanti del divin signore nel corso dei tempi, non ultime tutte le vicende di pedofilia e di violenza gratuita esibita in nome della medesima entità. E siccome mi sono rotta l’ovaia sinistra (il cazzo per gli amici maschi) di queste genuflessioni culturali rese eterne dalle tradizioni e dal bisogno di credere in un regno post mortem, affronterò l’argomento con pochi e nessun pelo sulla lingua… oltretutto io non ho l’abitudine di leccarla a destra e a manca.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma tralasciamo per un attimo gli effetti deleteri di certe pratiche saffiche, e concentriamoci sul fatto del giorno: “una suora scappa dal convento e si rifugia in un centro contro la violenza delle donne”. Così comincia l’articolo. Di solito, o spesso, capitava che una donna violentata si rifugiasse in un convento per ricevere la doverosa protezione dalle cattiverie del mondo degli uomini. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La notizia, ne più nemmeno nuova come una porta sfondata dalla notte dei tempi, ci riporta in realtà ad una visione diametralmente opposta delle cose: l’abito non fa il monaco… esattamente come la bontà non fa diventare santi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’aspetto più raccapricciante di tutta la vicenda non è in sé la storia dei maltrattamenti – chi di noi non ne ha mai subito uno? – quanto la ferocia espressa ad opera di una persona che per default dovrebbe esibire comportamenti fondati sull’amore. Questa povera disgraziata, obbligata a fare la wonder woman a ore nell’albergo Suore dello Spirito Santo (Guantanamo sembra più accogliente), dopo essere stata costretta a svolgere il lavoro di sei persone viene anche sottoposta a continue umiliazioni e aggressioni da parte della madre superiora… come dire che al peggio non c’è mai fine. Fine della notizia, ma la riflessione di certo continua perché oltre alle implicazioni che si possono arguire, resta il fatto che dietro tutto questo si nasconda ancora una volta la natura umana: una natura umana incapace di modificarsi nemmeno quando si traveste di presunta bontà o di culla di rare virtù. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Non farò la moralista perché rischierei di entrare nello stesso loop, quello che mi preme rilevare è invece la portata e lo spessore dell’inganno, reso ancor più inverosimile da quel cazzo di schema mentale che, facendoci associare una sottana al volto caritatevole di una donna, non ci consente quasi mai di discernere la realtà, ma soprattutto ci fa rimanere inermi e privi di una risposta. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Noi donne abbiamo ormai interiorizzato questo modello culturale, solo falsamente sbilanciato a nostro sfavore, come l’alibi perfetto: noi siamo infatti vittime per definizione, cosicché non possa essere umanamente possibile infierire ulteriormente su di noi. È una specie di imprinting: la vittima non esplicita comportamenti aggressivi, apre le braccia, si mostra arrendevole… e appena può te lo mette nel culo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Queste sono le donne: le portatrici “sane” dell’evoluzione dell’aggressività maschile, ovvero di un’aggressività che ha sublimato i mezzi diretti della guerra degli uomini in armi ancor più efficaci che ti sanno uccidere con una sola parola o con un falso sorriso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Non c’è da stupirsi. Bisogna solo riprendere le armi in pugno e ripristinare il gusto e l’odore del sangue… bisognerebbe, come in questo caso, non indugiare e affrontare direttamente il volto angelico di questa troia travestita da pia donna, ridurla in poltiglia nemmeno buona per cibo per gatti e gettarne quel che resta nelle latrine della stazione dei treni… non prima di averci pisciato sopra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Amen&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-6214814511065479937?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/6214814511065479937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/04/pie-donne.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6214814511065479937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6214814511065479937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/04/pie-donne.html' title='PIE DONNE'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/SAUsI-vS9CI/AAAAAAAAAEk/DN67RelJpsI/s72-c/42-16836683.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-149996920277250399</id><published>2008-03-29T23:34:00.003+01:00</published><updated>2008-03-29T23:41:26.278+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni 2008'/><title type='text'>SANTA SANTANCHE'. IO CREDO... IO CREDO CHE VOTERO' LUXURIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R-7FToEhMpI/AAAAAAAAAEc/lr8LX-gARRw/s1600-h/Santanche.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183297162114577042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R-7FToEhMpI/AAAAAAAAAEc/lr8LX-gARRw/s320/Santanche.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;È circa un mese che i politici hanno cominciato a rompere le ovaie (oggi sono per le pari opportunità), ipotizzando venti di novità e rivoluzioni a 360 gradi su tutto il sistema politico e sociale italiano. Io sono sempre molto attenta a tutto, ma questa storia della rivoluzione a 360 gradi mi sa un po’ di fregatura anche perché un po’ di geografia astronomica l’ho dovuta imparare pure io e quindi se non erro, ruotando a 360 gradi si torna esattamente al punto di partenza… con l’aggiunta di un conato di vomito post-capogiro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;All’interno di questa logica del “gioco di prestigio e del nulla di fatto” si inserisce un’amena figura di donna che a suo dire a compiuto anch’essa una rivoluzione culturale con lo stesso mirabile risultato: “l’eterno ritorno” alla posizione di partenza. Il suo nome è Daniela Santanché, ma pochi sanno che in realtà il suo cognome è Garnero. Ma la notizia del secolo è che è nata il 7 aprile… e cioè esattamente il giorno cui sono nata anche io. Non la trovate una grandiosa coincidenza: due scassacazzi nate lo stesso giorno! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ok, basta con i facili entusiasmi e torniamo a bomba: la rivoluzione culturale della donna di destra secondo il verbo della Santanché. In questo mese ho letto qui è la di lei, anche perché ella ha fatto di tutto per salire agli onori della cronaca con tutta una serie di affermazioni che mi hanno lasciato perplessa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La prima perplessità riguarda la sua identità; insomma, la Daniela è una donna, un uomo o un trans? Io francamente non l’ho ancora capito. Non è che la presunta divinizzazione del suo ego l’ha resa una e trina? Lo ammetto, è spiazzante alla mia tenera età avere dubbi di questo tipo, ma più mi sforzo e più m’infogno. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Fisicamente, siamo di certo in presenza di una donna… e anche una bella donna. Oddio, che dire bella potrebbe essere facile per qualsiasi donna che sia sottoposta a dosi massicce di botulino, stiraggi, tiraggi, tiranti, carrucole estetiche, massaggi drenanti e shopping frenetico nel quadrilatero della moda milanese nella speranza di trovare una mise da strafiga che sappia sedurre gli uomini e rendere invidiose le donne.&lt;br /&gt;I problemi sorgono invece proprio a livello dell’immagine complessiva che la Daniela (oh sister!!!) vuol darsi e con la quale vorrebbe catturare, convincere e persuadere l’elettorato zomboide e deambulante tra un voto utile e un voto inutile… che poi è lo stesso, visto che la sbobba avrà lo stesso sapore del polpettone natalizio riesumato in occasione delle vacanze pasquali. L’immagine della Santanché è, per dirla in termini filosofici, il nuovo manifesto dell’ermeneutica politica… ovvero del peso delle interpretazioni e del trionfo del “così è … se vi pare”… pur di non scontentare nessuno.&lt;br /&gt;Tanto per cominciare, se una la sentisse parlare senza minimamente collegare il cervello potrebbe pensare che la Santanché sia la prima donna candidata premier, e questo soprattutto perché a suo dire il suo partito ha riconosciuto in lei “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;em&gt;il miglior uomo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”. No, scusate, il miglior uomo??? E che ne è stato del riconoscimento della donna? Dove cazzo è andata a finire la donna? Ma soprattutto, se lei è il miglior uomo, non oso immaginare a quale branco di donnicciole appartenga Francesco Storace e company? E ancor di più, ma questo deve essere letto come un complimento? Sembra proprio di si, perché la Santanché spiega “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Credo che sia veramente una rivoluzione. In passato si è sempre fatto uso delle donne come specchietto delle allodole, strumento nelle mani dei maschi.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;” … e questo voi come lo chiamereste? Come chiamereste un gruppo di uomini senza palle che candidano alla guida di partito una donna in quanto miglior uomo? Non ci vedete un che di strumentale? Non credete che venga riaffermato nuovamente il successo della figura maschile e l’implicita debolezza di quella femminile? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La Santanché infatti per non deludere chi vede in lei la scontata “donna con le palle” (ormai inflazionata perché la donna non si vede all’ora del cambio d’abito, quanto all’ora del coiffeur o del make-up) si presenta alla convention in giubbotto in pelle nera e pantaloni attillati. Non ci sono dubbi : quello che lei desidera è che gli altri vedano in lei un uomo e non una donna. Ma allora dove sta la rivoluzione? Sta forse nel fatto che finalmente ci sarà una donna che penserà alle donne come già lo fanno gli uomini? La risposta è si.&lt;br /&gt;La verifica giunge puntuale quando , alla domanda “cosa farebbe per le donne”, la Santanché risponde candidamente: “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;cercherei di risolvere il problema degli asili, promuovendo gli asili condominiali. Poi mi occuperei dei trasporti: sappiamo bene cosa vuol dire portare i bambini all’asilo, in palestra… poi sgravi per le baby-sitter: perché la badante si può dedurre e la babysitter no? Infine farei una battaglia per equiparare gli stipendi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.” &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cazzo che intuizioni!!! Che slancio di sano femminismo!!! Ho come l’impressione che la nostra emancipazione corra sul filo di problemi esistenziali, quali:&lt;br /&gt;- gli &lt;strong&gt;asili condominiali&lt;/strong&gt;. Ps: per chi non lo sapesse, questa invenzione presuppone che le mamme, a turno, decidano di fare il lavaggio del cervello a figli degli altri… in modo tale che l’educazione sia pedagogicamente sempre in mano alle solite stronze che poi si lamentano dell’impressionante incremento dei mammoni e, per converso, della scarsa presenza di veri uomini.&lt;br /&gt;- I &lt;strong&gt;trasporti&lt;/strong&gt;. Inizialmente credevo che volesse parlare dei problemi della viabilità… no, lei pensava al “ cosa vuol dire portare i bambini all’asilo o in palestra”. Cara Daniela, io proprio non ci arrivo, ma cosa cazzo significa portare i bambini all’asilo se non caricarli sull’auto e portarli all’asilo? Cosa c’è di così trascendentale? Bisogna davvero fare una lotta politica, o non semplicemente ripristinare gli scuola bus che tante mamme detestano solo perché non permettono loro di invadere tutte le strade della città all’ora di punta, scorazzando come tante strafighe sui SUV per portali fino alla porta dell’asilo. Io semmai proporrei una legge per l’uso di un lanciafiamme anti-mamme-allarmiste- scassacazzi davanti alle scuole.&lt;br /&gt;- Equiparazione degli stipendi. Ottimo, bingo, geniale. Ed io donna dovrei votarla per questo?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Insomma che ne è stato della rivoluzione promessa? Ma cosa vado a pensare; come tutti gli uomini di destra l’unica rivoluzione riguarda se e solo stessi. È strano infatti che il programma della Santanché non contempli, ad esempio, un ruolo più attivo delle donne in politica, di emancipazione verso modelli culturali innovativi che non contemplino uno scassamento di coglioni ai maschi… o i celeberrimi “calci in culo col tacco 12”. Lei è infatti – a suo dire - l’unica donna degna di stare in politica, visto che le altre sono solo gatte morte, veline e donne in posizione orizzontale… mentre lei è l’unica donna con le palle e al contempo una strafiga da urlo. Lei è la sola donna-donna-uomo che poi in un raro momento di lucidità, affrontando il problema delle donne in politica, asserisce candidamente: “(le donne) &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;hanno tutte la sindrome dell’ape regina: vogliono essere le sole. Io le peggiori cattiverie le ho avute dalle donne&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; (chissà come mai. Ndr). &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Siamo delle iene, impregnate di sentimenti come la gelosia e l’invidia. È difficile che una donna riconosca a un’altra donna di essere brava&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.” Sante parole Santanché… parole che ovviamente neanche tu riesci ad evitare. Infatti quando l’intervistatrice le chiede “Ma Illary (Clinton), le piace o no?”, lei risponde ovviamente “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Non la stimo. È una donna strumento dei maschi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.” Grazie, tesoro non l’avevamo capito. Grazie davvero!!!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In un’altra intervista (rilasciata sul Corriere della Sera) dice che l’unica donna che stima in politica è Rosy Bindi… e ci credo, perché voi la Bindi la considerereste una donna? E se Si, da quale coiffeur si serve, ma soprattutto da quanto ha smesso di leccarla in giro?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;I dubbi lievitano a dismisura, io sono stanca… e ad ogni tentativo di liberarmi di questa misoginia, mi riscopro sempre più vicina al desiderio di diventare una Cereal Killer… che contengono tanta crusca e ti fanno stare permanente al cesso. Certe stronze proprio non le sopporto. E voi???&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-149996920277250399?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/149996920277250399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/santa-santanche-io-credo-io-credo-che.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/149996920277250399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/149996920277250399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/santa-santanche-io-credo-io-credo-che.html' title='SANTA SANTANCHE&apos;. IO CREDO... IO CREDO CHE VOTERO&apos; LUXURIA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R-7FToEhMpI/AAAAAAAAAEc/lr8LX-gARRw/s72-c/Santanche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-3045587883378183275</id><published>2008-03-22T10:04:00.006+01:00</published><updated>2008-03-24T16:50:39.395+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donne al comando di nulla...'/><title type='text'>IL MODELLO DI DONNA DI POTERE: L’ALTER EGO. Il caso Spitzer</title><content type='html'>È di questi giorni lo “scandalo” di quel puttaniere di Spitzer: il classico moralista del cazzo che predica molto bene e razzola catastroficamente. Se, infatti, egli fosse stato un uomo comune, nessuno avrebbe fatto caso alle sue scappatelle extra-coniugali… ma siccome egli era l’uomo forte del nuovo moralismo-falso bigotto–a stelle-e-strisce tutta la faccenda ha assunto un altro appeal.&lt;br /&gt;Io francamente un uomo così non lo biasimo perché le corna sono una faccenda privata oltre che essere – dopo la morte – un fatto di evidente democraticità: non ci sono persone che scampano al suo allettante richiamo cosicché oggi non si possa dire che siano solo gli uomini a perpetrarlo. Anche noi donne, infatti, siamo campionesse di tip-tap e di salto in lungo da un letto all’altro, perché gli uomini tradiscono con altre donne… e di solito queste donne stanno con altri uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’argomento di oggi è invece &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;la donna dell’uomo di potere&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, ovvero colei che, subodorando le potenzialità del giovanotto cesso-brufoloso (di solito non sono mai adoni), mettono un’ipoteca su tutta una serie di oggetti di lusso e di prerogative ad esclusivo appannaggio di uomini ricchi e potenti. I politici, di solito appartengono a questa “casta”. Le loro donno invece appartengono ad un’altra classe: quella dell’Alter Ego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima di queste è stata la stessa Clinton, che in tempi non sospetti perdonò a quel cesso di Bill un pessimo pompino ad opera di un’oculata Monica. Quest’anno, a dieci anni dal pompino più famoso d’america, i democratici (guarda caso sempre loro) fanno il bis: la moglie del governatore di NY, Elliot Spitzer, ha vinto un copricapo d’alce grazie al prelibato contributo di una 23 enne di gran lunga più figa di quel cesso della Levynsky.&lt;br /&gt;Ma chi è costei? Si chiama &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Silda Wall&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, in arte Spitzer, ovvero colei che - se opportunamente calcificata, immobilizzata e truccata ad arte - assomiglia tanto a quelle belle statuine che riempiono senza un ordine preciso tutti gli spazi disponibili del cattivo gusto di casa nostra, o in qualche tomba egizia. Per la serie: “c’è ma è come se non ci fosse”, la sua presenza nell’universo degli esseri umani è infatti un mistero perfino per lei stessa… almeno così avrà qualcosa di cui interessarsi durante il passaggio dallo stato solido a quello gassoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire di lei? Sicuramente che l’elemento che la contraddistingue è il dubbio. No, non cominciate a fraintendere: la nostra &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Silda&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; – &lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;Susan Storm&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, per gli amici - non ha dubbio alcuno su cosa mettersi per il “Quando party?” che il marito le ha organizzato al fine di spedirla fuori dalle palle. No no, i suoi dubbi sono di tipo “esistenziale” nel senso che, dopo aver sposato l’uomo della sua vita(?), comincia a farsi delle paurose masturbazioni mentali per chiarire a se stessa se in tutta la questione ella sia la cacciatrice o la preda. Roba da paleolitico!&lt;br /&gt;La questione – da tempo dibattuta sul National Geographic - non è affatto irrilevante se si considera la qualità degli stati emotivi che seguirebbero all’una o all’altra risposta, ma soprattutto la quantità di crampi alla mascella che potrebbero occorrere per mantenere intatto quel sorriso compiacente e del tutto fittizio.&lt;br /&gt;Ma prima di farci le meches ai peli pubici, facciamo un passo indietro e scopriamo chi o cosa si nasconde dietro quell’emi-paresi sorridente che contraddistingue il suo rapporto con il restante genere umano. Per la cronaca, che si sappia: esiste qualcosa meno del nulla? Sapete, non mi va di fare la parte dell’ignorantona di turno.&lt;br /&gt;Gli sguardi attorno si fanno rassicuranti, le teste annuiscono, il pubblico applaude. Siiiiiiii! Wow!!! Sono tutti d’accordo: dietro la faccia immobile della paresi in Chanel, un cuore batte!! Che scoperta fantascientifica! Adesso siamo certe al 100%: a battere adesso sono in due: lei e il suo cuore.&lt;br /&gt;Ma torniamo a bomba. La nostra Silda, il delizioso condensato di prorompente femminilità, è solo l’ovvio risultato di una pervicace educazione materna, le cui parole chiave sono facilmente riassumibili in un inventario che ogni ragazza in odor di facili introiti dovrebbe marchiare a fuoco sulla pellicola per avvolgerci le cotolette. Ah, mamma pensa sempre a tutto!!!&lt;br /&gt;Eccolo… e cercate di impararlo bene che poi vi interrogo:&lt;br /&gt;- non darla, ma preparati a farlo;&lt;br /&gt;- non darla a tutti, ma allenati a farlo;&lt;br /&gt;- verifica il conto in banca, prima di darla;&lt;br /&gt;se proprio vuoi darla:&lt;br /&gt;+ verifica anche il conto in banca della sua famiglia;&lt;br /&gt;+ verifica che sia di buona famiglia;&lt;br /&gt;+ verifica che abbia un ottimo lavoro;&lt;br /&gt;+ elimina tutte le concorrenti;&lt;br /&gt;+ profumala e renditi attraente;&lt;br /&gt;+ se lui si dimostra reticente, fatti mettere incinta!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sembra troppo complicato? Ma va! Se si considera che il lavaggio del cervello comincia a cinque anni e si conclude a ventidue, possiamo affermare che ogni madre potrà dirsi certa del risultato finale: una geisha per figlia, un coglione per genero e almeno un nipotino. Meglio se femmina, davanti al giudice – al momento del divorzio – sarà l’elemento che le garantirà un sostanzioso vitalizio, ma soprattutto la grande opportunità di non far cadere nel vuoto ”l’educazione sentimentale” tanto faticosamente interiorizzata.&lt;br /&gt;Ma proseguiamo con la nostra disamina, senza lasciarci prendere dall’eutanasia. La nostra spastica Silda, con l’ausilio di mammà comincia sin da piccola a studiare danza, prendere lezioni di bel canto e di flauto traverso; abilità, quest’ultima che le sarà strategicamente utile a partire dai sedici anni di età, quando inizierà a sperimentare le gioie dell’amore…a comando.&lt;br /&gt;Infatti, grazie alla sua ottima preparazione universitaria e al suo finalizzato bon-ton, ella inizierà a sviluppare tutta una serie di motivazioni e di genuini interessi verso un sistema di oggetti e di attività sociali molto “à la page”. Detto in poche parole, comincerà a tirarsela. E sempre di più e sempre di più, che alla fine, quando dovrà recarsi dal ginecologo, le converrà fare un abbonamento annuale dall’otorinolaringoiatra.&lt;br /&gt;Dall’altra parte della barricata, invece, una ristretta schiera di papabili pretendenti - con la carriera politica già predestinata e il conto in banca traboccante – si metterà in moto, a mo’ di fabbrica fordista, per produrre un ettolitro di bava appiccicosa con cui circuire la presunta magnifica preda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è, ma questo lo sappiamo tutte, che il cacciatore è talmente inebriato dall’eau de vagine - se non proprio rincoglionito dalle moine premeditate della zocc… ehm della donzella - che non si accorgerà proprio di nulla, e men che meno che la preda sia lui stesso. Fortunatamente il destino possiede una certa quantità di democraticità ultraterrena, per cui “quelli” come loro vanno in giro sempre in coppia! Alleluia!! Allora Dio (forse) esiste!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accelerando alla moviola gli step che vedranno mamma ed esultante fotocopia genetica coronare il loro progetto criminale con lancio di riso finale, giungiamo alla situazione che si presenterà il giorno-dopo. Ok, tutto è andato come da copione:&lt;br /&gt;- lui l’ha sposata. Lei gliel’ha data;&lt;br /&gt;- lui si è addormentato. Lei si fuma una goduriosa sigaretta.&lt;br /&gt;E quello che potrebbe apparire un happy-end, in realtà è solo l’inizio; l’inizio dello spettacolo notturno costellato da raccapriccianti figure minacciose, altrimenti detto incubo. In tre tempi. Ah il cinema di una volta!!! Era pieno di attrici cagne, ma per fortuna c’era il muto e nessuno se ne accorgeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo tempo.&lt;br /&gt;Superato lo slancio e l’entusiasmo delle prime due ore, lei comincia a smaltire la sbornia causata dall’overdose di felicità derivante dall’aver raggiunto lo status sociale a cui ambiva dall’età di sei anni. Nel frattempo – dall’altra parte della casa - lui comincerà a rinsavire, realizzando di avere le palle vuote… e di lei già piene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo tempo.&lt;br /&gt;Inizia il periodo dei diritti e doveri, ovvero quello che lei si aspetta da lui, ma soprattutto quello che lui deve fare per lei. Mantenerla.&lt;br /&gt;- Lui la riempie di carte di credito;&lt;br /&gt;- lei entra nel letto con la stessa voglia d’acqua che potrebbe avere uno che sta annegando. Manco morta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo tempo (quello più importante).&lt;br /&gt;Inizia il gioco dei ruoli, ovvero entrambi cominciano a fingere spudoratamente, ma lei lo faceva anche prima del matrimonio. Anche prima del fidanzamento e prima delle scuole medie inferiori. Ed ecco, con poche varianti, quel che succede approssimativamente:&lt;br /&gt;- lui comincia a scoparsi le segretarie. Vedi il caso “Dolce Monica… non sul vestito azzurro! Le macchie restano!!!”;&lt;br /&gt;- lei si comporta come deve, senza mai accennare comportamenti non idonei al suo nuovo status sociale, vedi il caso “Bill, io non ho visto nulla, ma la prossima volta mettile entrambi in lavatrice a 90 gradi. Con la candeggina. Mi raccomando!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è esattamente al terzo tempo, che prende forma l’obbrobrio che tutti prima o poi si aspettavano di vedere: l’alter-ego. La nostra piccola bambina dagli occhi spenti e dalla vagina annoiata comincia a interiorizzare che - se non vuol perdere il pingue bottino faticosamente conquistato - deve imparare semplicemente a scomparire cercando di stare al gioco e di non compiere le mosse sbagliate.&lt;br /&gt;Dopo travagliate notti passate ad immaginare un futuro prossimo che non implichi quello di diventare prematuramente vedova, l’unico modo per raggiungere questo nuovo ed entusiasmante obiettivo è quello di diventare l’ombra del suo sposo.&lt;br /&gt;Facile a dirsi, un po’ meno a farsi, a meno che non abbiate già appreso l’arte di accettare le sue assenze, farvi trovare “pronte”, fare le public relations al posto suo, coccolare i suoi soci d’affari, nutrire i suoi figli, essere le perfette nuore, le perfette padrone di casa. In poche parole: le “perfette”. Punto.&lt;br /&gt;Se la nostra miss-perfettamente-invisibile non fosse attitudinalmente quella che è, l’esito finale potrebbe rappresentare il coronamento del suo sogno romantico, peccato, invece, che questi siano solo i primi effetti collaterali del suo incubo ricorrente: sopravvivere in attesa che lui muoia. I veri effetti collaterali – quelli che proprio ti rovinano la messa in piega in modo permanente - emergeranno invece in un secondo momento, ovvero quando la consapevolezza del proprio fallimento comincerà a farsi strada nel suo cervello ancora anestetizzato dai moniti materni, resi ancora più pressanti dal fatto che adesso vanno messi in atto. Ed è a questo punto, giusto per tornare al dubbio di partenza, che ella realizzerà che l’unica persona che sia riuscita ad incastrare è solo se stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Epilogo della storia: la cacciatrice era scesa nella tana del leone per portarsi la sua pelle in passerella, a mo’ di trofeo. Questo nelle intenzioni… e qualcuna giura di esserci riuscita. Nei restanti casi, il leone sta ancora ringraziando iddio per quella grassa oca di 65 kg che gli è capitata per pranzo. Buon appetito!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-3045587883378183275?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/3045587883378183275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/il-modello-di-donna-di-potere-lalter.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3045587883378183275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3045587883378183275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/il-modello-di-donna-di-potere-lalter.html' title='IL MODELLO DI DONNA DI POTERE: L’ALTER EGO. Il caso Spitzer'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-660623792238633039</id><published>2008-03-17T18:22:00.001+01:00</published><updated>2008-03-17T21:53:26.674+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni 2008'/><title type='text'>LA PALLOTTOLA SPUNTATA  DI UNA CRETINA PATENTATA</title><content type='html'>La madre degli idioti è sempre gravida. Per questo motivo un fiocco rosa è stato apposto su una casa in quel di Roma… giustappunto sulla porta di quella gran cogliona di Perla Pavoncello.&lt;br /&gt;Fino a ieri illustre e furba sconosciuta, ma da oggi cogliona sulle prime pagine di tutti i giornali per aver sparato a salve, quando avrebbe potuto con un sol colpo affondare un transatlantico.&lt;br /&gt;Per la serie “un’occasione d’oro perduta nella vagina” vi trasmetto la triste storia di una cretina come ce ne sono tante. Troppe… e sempre di più.&lt;br /&gt;Per chi se le fosse perso, ecco l’aneddoto che la riguarda.&lt;br /&gt;Giovedi 13 marzo al Tg2, la ragazza in questione viene invitata in studio per porre domande a mr B circa le politiche attive del lavoro e la lotta contro il precariato imperante.&lt;br /&gt;Questa la domanda: “com’è possibile per le giovani coppie metter su famiglia senza la sicurezza di un reddito fisso?” Il tono della domanda è grave e la disperazione si legge tra le righe perché il problema, al di la di ogni cosa, si presenta nella sua drammatica attualità come una delle piaghe della società odierna.&lt;br /&gt;Risposta: “da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi, con il suo sorriso se lo può certo permettere”.&lt;br /&gt;La ragazza rimane spiazzata e tutto il mondo per un minuto spera in un omicidio in diretta televisiva, visto che chiunque al suo posto si sarebbe sentito offeso per una serie legittima di motivazioni e autorizzato a dare una risposta pertinente. Intendiamoci nulla di morale o di trascendentale, giusto qualcosa di pratico del tipo “gran cazzone, vorrei vedere te con meno di 1000 euro al mese. Forse saresti costretto a girovagare nei parchi per raccattare mozziconi di sigaretta… altro che tintura nera per quel cespuglio nero che ti ritrovi in testa…” Ma la ragazza non fa nulla di tutto ciò, anzi sorride e rimane inebetita (la sua espressione preferita), e visto che si trova in televisione, come una qualsiasi velina dal cervello vuoto e le gambe aperte, decide di fare quello che le viene meglio: la cretina. Al cubo.&lt;br /&gt;Infatti, non contenta della figura di merda e dell’occasione mancata, lascia dichiarazioni del tipo: “Ironico, mi ha colpito. Lo voterò” e poi ancora “Il precariato è un falso problema: meglio avere un lavoro precario che niente”… ed io penso che a questa come minimo le consegneranno il premio quale best cogliona world-wide , senza contare che se me la trovassi di fronte la pesterei a sangue per poi darla in pasto ai porci fino a non farne rimanere più traccia. Lo so, ne sono consapevole, la mia reazione è un tantino poco filosofica e ancor meno sociologica… e d’altronde cosa si può dire a una mente bacata del genere che merita soltanto di essere rispedita a lavare i piatti e radiata dall’università che l’ha formata? Ad “una” del genere non puoi mica farle un discorso intellettuale denso di implicazioni e sottigliezze argute? No, non si può dirle nulla… sarebbe come sparare sull’ambulanza, ma io francamente, una tantum, questo sfizio me lo toglierei… e lei di certo se lo meriterebbe (di essere crivellata a mo’ di Emmental)&lt;br /&gt;Per continuare l’ascesa verso il regno delle oche giulive honoris cause, la cretinetti decide poi di spargere qui e la le sue foto “migliori” con la speranza che qualcuno la noti e la faccia entrare nel dorato mondo delle TV come opinion leader delle cesse-coglione-cerobrolese della new generation. Le pose sono plastiche, il sorriso finto come quello dei manichini anni ’70… il cervello vuoto a dovere. È innegabile: è nata una stella!!!&lt;br /&gt;C’è poi una cosa che non mi spiego: perché quando una ragazza va in televisione improvvisamente si trasforma in una troia da bordello? La Pavoncello, infatti, durante la diretta televisiva si dice fidanzata (è per questo che si dice preoccupata dagli effetti del precariato), ma stranamente, non appena intravede un spiraglio di vacua notorietà, il suo clitoride diventa una casa-accoglienza per qualsiasi bavoso approfittatore e improvvisamente il suo fidanzato sparisce dalla circolazione. Non a caso, alla domanda “ma il fidanzato ce l’ha o no?”, la mignottella abilmente risponde “così così”. Così così??? Ma che cazzo vuol dire “così così”????&lt;br /&gt;Insomma fino ad un momento prima si diceva certa dell’amore e del progetto di mettere su casa, e adesso che la vulva le prude di audience e di applausi stile foca-ammaestrata tutto va a farsi fottere?! Che dire? La nostra Perla fa il suo ingresso trionfale nel regno dell’opinabile e del fraintendibile (Mr B è un dio nel negare le sue affermazioni), facendo come le pretendenti a miss Italia… che il giorno prima della vittoria sparano minchiate del tipo “il successo non mi cambierà. Sono una ragazza semplice. Amo il mio ragazzo voglio fare otto figli e ritirarmi in un agriturismo a fare la calza e i biscotti” e il giorno dopo sono repentinamente single, succhia-cazzi e donne in carriera…&lt;br /&gt;Mia nonna lo diceva sempre: “la vie per l’inferno sono lastricate di buone intenzioni.”&lt;br /&gt;Anche oggi una scomodissima verità, ma io ne avrei fatto a meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vostra Amanda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-660623792238633039?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/660623792238633039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/la-pallottola-spuntata-di-una-cretina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/660623792238633039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/660623792238633039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/la-pallottola-spuntata-di-una-cretina.html' title='LA PALLOTTOLA SPUNTATA  DI UNA CRETINA PATENTATA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-6079477931546367001</id><published>2008-03-12T16:19:00.006+01:00</published><updated>2008-03-12T21:36:47.049+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni 2008'/><title type='text'>LE DONNE INUTILI DEL CAV… ATAPPO: BELLE, STUPIDE E MANOVRABILI</title><content type='html'>Si avvicinano le elezioni e, come spesso accade, ogni schieramento promette una massiccia presenza di donne in parlamento contando su un ritorno di voti da parte delle donne del popolo. Già, il popolo… Tornato prepotentemente di gran moda, il termine popolo (inteso come un gruppo specifico di esseri umani accomunati da un sentimento durevole di appartenenza, possedendo o meno caratteristiche comuni quali lingua, cultura, religione o nazionalità) oggi non riguarda più nulla se non il gregge di pecorelle smarrite che fa capo a Mr B, il quale, colto da un “disinteressato” slancio mistico avente come obiettivo quello di risollevare le sorti del paese (Arcore), ambisce ogni volta a dare lezioni di fair-play alla comunità degli zotici in politica, disvelando il suo poker d’assi di donne.&lt;br /&gt;Oggi, più che parlarvi di politica (di cui peraltro non mi frega un flauto traverso) vi parlerò di stereotipi perché, checché se ne dica, le scelte che si compiono dentro al gabbiotto a prova di privacy dipendono largamente dalle immagini che vengono veicolate nell’etere nel periodo pre-elezioni: un trionfo di grandi sorrisi, sguardi ammiccanti, uso sapiente di Photoshop e fotogenia a go-go. Questo è la politica oggi: la foto più bella e lo slogan più avvincente.&lt;br /&gt;Mr B lo sa, siamo nell’era dell’apparenza e della pubblicità; se riesci a rendere più affascinante la prima e più efficace la seconda, il gioco è fatto.&lt;br /&gt;La pubblicità, si sa, è materia in cui Mr B ha preso 30 e lode, ma la bellezza, ahimé, quella no; hai voglia di mettere i tacchi ai mocassini, di inondare di tintura nera quell’allevamento di capelli finti, di copiare il look di Albano… È per questo motivo che necessariamente questo tizio deve cercare di procurarsela da qualche parte, e siccome non è un galletto che ama circondarsi di pari-cresta preferisce che questa dote provenga dal sesso opposto.&lt;br /&gt;Come avrete certamente avuto modo di verificare, le donne di destra sono tutte belle. Chiariamoci subito, io non ho nulla da obiettare: la bellezza è una botta di culo genetica, per cui belli si nasce… e qualcuno /a tenta di diventarlo. Detto questo però, non capisco cosa c’entri l’estetica con il mondo delle idee. Non v’è nessuna legge di natura che possa collegare un bel volto con un pensiero degno di essere espresso, eppure oggi questo modo di pensare comincia a ricevere consenso. E questo avviene soprattutto perché la bruttezza (o meglio la non-bellezza) non facilità le relazioni; siamo prima “visti” e poi “ascoltati”, ovvero la predisposizione all’ascolto dipende dalle caratteristiche del mittente. Una donna bella ha più possibilità di essere ascoltata rispetto ad una donna che non ha nulla di “apprezzabile”, ma il paradosso comunicativo è che le donne non-belle risultano certamente più credibili. Credo che sia questo l’errore più grande del Cav-a-tappo: circondarsi di belle sgnacchere, utili solo a rendere più sopportabile la solitudine regnante nel suo schieramento. Infatti, come la storia ci insegna, nonostante tutta questa sboronaggine estetica, di queste donne non ne rimane nulla… nemmeno il ricordo.&lt;br /&gt;Poverette queste cretinetti, incapaci perfino di rendersi conto del loro ruolo accessorio, che continuano – come in televisione – ad inseguire il sogno della notorietà mediatica: se appari in tv esisti, viceversa non sei nulla.&lt;br /&gt;Nelle legislature di destra, a parte il pianto della Prestigiacomo, le tette rigonfie della Mussolini e le labbra a canotto della Santanché non si ricorda niente che sia minimamente assimilabile a un disegno di legge, o qualcosa che avesse potuto renderle degne di essere votate. Le donne infatti non vedono in loro delle statiste, ma solo delle semplici donne a cui fare concorrenza o dei punti di riferimento per la mise più arrapante.&lt;br /&gt;Quest’anno è l’anno della Carfagna (forse), della Brambilla (molto forse) e di alcune improbabili new-entry. Ecco la classifica delle prime tre&lt;br /&gt;Al terzo posto troviamo Francesca Impiglia, che si vanta di essere diventata assistente personale di Mr B a soli 21 anni. Ragazza acqua e sapone, giornalista del TG4 (se l’ha scelta Emilio Fede… si capisce subito in cosa è rimasto “impigliato”). La destra si dice sempre attenta alla meritocrazia, allora un dubbio mi sfiora: ma che meriti può avere una con i brufoli ancora sulle guance? Come può essere diventata la sua assistente personale, quando a spasso ci sono fior fior di laureate bilingue con cervello funzionante? Scusatemi, ma io proprio non c’arrivo. Ma voi la votereste una che corre ancora dietro ai Take That?&lt;br /&gt;Al secondo posto c’è una certa Francesca Pascale, fondatrice del comitato “Silvio ci manchi”. La ragazza molto carina, in pieno stile Charlie’s Angels, ha costituito un gruppo di 100 donne pro-silvio. Qui l’impegno politico è al massimo, perché anziché promuovere un comitato “Napoli città pulita” pianifica la sua entrata in mediaset rimpinguando l’ego trasbordante del suo amatissimo leader al fine di riuscire a mettere piede laddove Veronica non è più interessata… visto che nel frattempo si è dedicata alla moralizzazione delle puttane made in Italy.&lt;br /&gt;Al primo posto della super classifica delle pedine vuote a perdere c’è invece Licia Ronzulli, la massaggiatrice personale di mr. B. The boss giura che la ragazza sia dotata di uno spessore civico che non ha eguali, visto che presta la sua opera come volontaria nell’associazione Progetto sorriso; con un bel massaggio nelle parti giuste sai che sorriso… qualcuno sbava anche dalla contentezza!!! Che poi mi chiedo: ma che c’avrà da ridere? Non si accorge che il buon samaritano sta facendo solo il suo gioco al fine di assicurarsi la totale prostrazione da parte di queste fedelissime ignorantelle dalla vagina colma di sogni di gloria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo essere sincera, le tattiche di mr B non mi stupiscono affatto… malato com’è di familimismo imprenditoriale mi sarei aspettata anche la candidatura della colf, dell’autista e della badante. Quello che veramente non mi va giù è che queste babbuine dal culo aperto e palpitante abbiano deciso di stare al gioco, pensando magari di poterne ricavare un qualcosa sul versante personale e professionale. Queste tre, a titolo esemplare, fanno parte infatti di quella folta schiera di schifezze umane che se ne vanno in giro asserendo di essere state scelte per la mole di sacrifici e di super lavoro che hanno dovuto affrontare, ma soprattutto per la serietà che le contraddistingue… e lo pensano e ci credono solo loro.&lt;br /&gt;Ma c’è di più: se chiedi loro qualcosa circa il ruolo della donna sono anche capaci di affermare che oggi le donne hanno iniziato a dimostrare che possono essere al pari dell’uomo, e che i tempi della soggezione della donna all’uomo sono finiti. Se tutto ciò è vero, mi chiedo allora perché questa “indipendenza” dallo strapotere maschile non sia manifestata prima di scivolare abilmente sotto la scrivania del Caio di turno? Perché nessuna di loro ha rifiutato? Perché al mondo devono esserci queste fecce? Perché non una briciola di orgoglio?&lt;br /&gt;Risposta&lt;br /&gt;Perché è inutile che ce la raccontiamo: non soltanto non siamo pronte per un’evoluzione (bipedi siamo e bipedi palmipedi rimaniamo), ma non abbiamo nemmeno l’attitudine a pensare che ciò possa avvenire.&lt;br /&gt;Il punto è che quindi siamo ancora anni luce indietro da tutto. La profumata zolla di merda nella quale le nostre nonne suffragette ci hanno infognato con il loro rompere il cazzo per conquistare il maltolto ci piace proprio… Quello che ci “muove”è infatti il “tendere” o per meglio dire l’ambizione ad essere quello che non potremo mai essere… come dire che le scimmie con un po’ di esercizio e qualche piccola scossa elettrica nel culo potrebbero agevolmente essere del tutto uguali agli uomini. Manco pe’ niente!!!&lt;br /&gt;Ma non prendiamocela… poteva andare peggio: poteva piovere!&lt;br /&gt;Consiglio pro-elezioni: se proprio siete inumidite dalle parole circa il “voto utile” del vostro Mr B, assecondatelo… votate un uomo. Anzi votate solo lui… altrimenti sai che frignoli!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amanda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-6079477931546367001?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/6079477931546367001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/le-donne-inutili-del-cav-atappo-belle.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6079477931546367001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6079477931546367001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/le-donne-inutili-del-cav-atappo-belle.html' title='LE DONNE INUTILI DEL CAV… ATAPPO: BELLE, STUPIDE E MANOVRABILI'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-5885346051531693089</id><published>2008-03-07T12:24:00.007+01:00</published><updated>2008-03-07T21:28:19.780+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='8 marzo... fame di cazzo'/><title type='text'>“LA GRANDE AMBITION DES FEMMES EST D’INSPIRER L’AMOUR” …  ET LA GUERRE</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R9EmtAIJXLI/AAAAAAAAAB0/-cWC79fvREU/s1600-h/42-18030169.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174960001395547314" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R9EmtAIJXLI/AAAAAAAAAB0/-cWC79fvREU/s320/42-18030169.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R9EmHwIJXKI/AAAAAAAAABs/5L998b8d6mk/s1600-h/42-17673251.jpg"&gt;&lt;/a&gt;È una massima del noto commediografo francese Molière: “la più grande ambizione delle donne è quella d’ispirare l’amore.” &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi è tornata alla mente questa massima perché, contrariamente al concetto che vuol esprimere, è stata utilizzata in “Assassinio sul Nilo” (Agatha Christie) quasi a dar senso alle “potenzialità magiche” delle donne, ma in realtà l’accezione è tutt’altro che positiva; nel romanzo, infatti, la donna a cui si riferisce Hercule Poirot (monsieur le detective) è tutt’altro che ispiratrice di amore… visto che, tra una cosa e un’altra, la donzella in questione induce l’ex-fidanzato ad uccidere la moglie per poi trionfare personalmente nell’omicidio della cameriera, della turista impicciona, dell’ex-fidanzato, finendo col suicidarsi. Dopo quest’ecatombe, il dubbio sulle potenzialità generatrici di amore delle donne comincia ad insinuarsi in me, anche perché la citazione di Molière appare improvvisamente monca… come se qualcuno o qualcuna lo avesse accoppato prima che potesse finire di scriverla integralmente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Qualche post fa avevo criticato la visione di Veronica Berlusconi circa il ruolo della donna in quanto “Angelo morale”, definendola strabica e inattuale… secondo me, infatti, aveva appena finito di scolarsi un litro e mezzo di Assenzio, ma questi sono cazzi suoi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stamattina, invece, visto che ci stiamo avvicinando all’8 marzo (il troia-Day e poi vi dirò perché), leggendo qui e là nel Corriere della sera (7 marzo 2008, p. 41) ho scorto un articolo a prova di slancio mistico nel blu-dipinto-di-blu dal titolo: “&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;SE LE DONNE DIVENTANO PORTATRICI DI PACE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vi dirò, me l’aspettavo, perché chissà come mai le donne, se per un anno intero passano il tempo a darsele di santa ragione per accaparrarsi il cazzo più grosso o il golfino in saldo, con l’avvicinarsi di questo fausto evento si sentono come invase dal fuoco divino della solidarietà. Mah! … io mi sono sempre chiesta il “perché” e l’unica risposta che mi sono data è stata la seguente: perché l’8 marzo è come il Ramadam; si fa digiuno, si prega e ci si astiene (non senza sofferenza) dal fare tutte quelle cose che abitualmente amiamo fare. Detto in altre parole: non ci si odia, siamo tutte sorelle, ci mettiamo la gonna, si fa astinenza dal cazzo (giusto per ribadire che noi dell’uomo possiamo farne a meno)… e questo è quanto succede durante le prime 8 ore dell’8 marzo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Torniamo per un attimo all’articolo di cui prima. È stato redatto da Benita Ferrero Waldner (commissario UE per le relazioni interne e la politica europea di vicinato) e da Margot Wallstrom (vicepresidente della Commissione UE, responsabile per le relazioni istituzionali e la comunicazione)… come dire né più né m meno come il due di briscola. Ma glissiamo.&lt;br /&gt;La prima parte dell’articolo – in stile Veronica Berlusconi – è tutto un bla bla bla enfatico sulle qualità delle donne “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Che svolgono un ruolo attivo di importanza cruciale per la promozione della stabilità e della pace”.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Peccato, peccatissimo, che queste parole siano emerse durante il Convegno promosso da una specie di mastino napoletano in gonnella (quando se la mette) che si fa chiamare Condoleezza Rice (Condy Condy per le suore e per i procioni della terra). Non so, ma a me suona più o meno come se Cicciolina ci venisse a parlare dell’importanza della castità e del mondo abbietto della pornografia. Si, insomma una non se l’aspetta… no davvero!!! Che poi, una guerrafondaia più della Rice non si vedeva dalla notte dei tempi…&lt;br /&gt;L’articolone prosegue con lo sfondamento di una serie di porte aperte sulle soluzioni a livello globale per poi giungere al brodo primordiale dell’autoreferenzialità: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;“se le donne fanno la differenza, è perché hanno un concetto più articolato della sicurezza e tengono conto di molto aspetti sociali ed economici…”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; certo, come no?! E che dire di quelle minchiate che sovente sgorgano copiose dalle nostre bocche ricolme di luoghi comuni, del tipo: se le donne fossero al potere non ci sarebbero più guerre? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora, a parte che siamo tutte laureate in operazioni belliche chimico-psicologiche, non credo che nessuna di noi sia sufficientemente in sé per comprendere i margini razionali del nostro blaterare pazzoide ed inconsistente. Ciò che è indubbia è invece la presenza di quella minuscola particella dubitativa: SE. “Se”, infatti, noi fossimo al potere la guerra (quella combattuta dagli uomini) non esisterebbe. Verissimo! Vero come Dio in terra!! Vero, nient’altro che vero: niente più carri armati, niente più armi, niente morti. Risultato dell’intera operazione: un bel quadretto di pacifica, struggente e deliziosa guerra fredda, fatta di dispettucci, invidie, vendette trasversali, conflitti sublimati, angherie a iosa e depressione collettiva. Oh, era quel che ci voleva: un bel cambiamento radicale!&lt;br /&gt;Certo non ci sarebbero più tombe, più lacrime da versare, ma per converso ci sarebbe un improvviso proliferare di centri estetici dove farsi farcire di silicone, manicomi formato-azienda e forme alternative di farma-solidarietà per combattere le nuove nevrosi collettive. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma davvero siamo convinte che le guerre non esisterebbero? Consentitemi di esternare un ragionevole dubbio, soprattutto perché, checché se ne dica, l’ostilità tra donne è una spietata partita che si gioca con mezzi e mezzucci: nulla di plateale ovviamente, ma solo tutta “roba” che possa essere convenientemente fraintesa, infatti, male che va diremo che - se ci siamo odiate, malmenate, distrutte psicologicamente - è stato solo per un misunderstanding.&lt;br /&gt;Si cari amici/che, parliamo di equivoci, primo fra tutti quello che ci fa ambire ad essere sante e troie, madri e puttane, pacifiste e guerrafondaie. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutta questo spingere le nostre qualità ai limiti del divino insinua il sospetto che forse sia solo marketing… e d’altronde soltanto noi – noi donne intendo- sappiamo come siamo fatte realmente: né meglio né peggio degli uomini… ma almeno loro sono meno subdoli e più diretti nell’espressione della loro aggressività. Grazie al cielo!!! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Noi, invece, siamo campionesse di tip-tap e di buone prediche che finiscono nel burrone insieme alla cartastraccia. Ne volete una prova? Cosa credete che faranno domani sera quell’orda di sgallettate in giro con la mimosa attaccata al pullover? Ve lo dico io: si infogneranno in qualche sordido bar a festeggiare goliardicamente il loro potere di paglia, deliziandosi a mettere una banconota da 5 euro nelle mutande dell’avvenente stripper assoldato per l’occasione… e così almeno per un giorno potranno esser certe di averla messa nel culo agli uomini. Pia illusione care amiche, avete solo pagato per vedere e toccare (se siete fortunate) quel pezzo di minchia che tanto vi è mancato… come siete ganze, come siete super… come siete stupide!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Buon troia-day a tutte… ve lo meritate! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-5885346051531693089?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/5885346051531693089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/la-grande-ambition-des-femmes-est.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5885346051531693089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/5885346051531693089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/03/la-grande-ambition-des-femmes-est.html' title='“LA GRANDE AMBITION DES FEMMES EST D’INSPIRER L’AMOUR” …  ET LA GUERRE'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R9EmtAIJXLI/AAAAAAAAAB0/-cWC79fvREU/s72-c/42-18030169.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-3075348501242564548</id><published>2008-02-29T12:33:00.001+01:00</published><updated>2008-02-29T12:36:17.980+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la violenza sulle donne. Avercene'/><title type='text'>MADRE PUTTANA</title><content type='html'>Tempo fa avevo inaugurato il filone “LA VIOLENZE SULLE DONNE. AVERCENE!”, oggi lo tiro in ballo nuovamente perché rimanere cieche davanti a  certe notizie è sempre facile… soprattutto  durante un periodo di scelte elettorali infarcito di tante promesse e di tanti bla bla bla che tentano di convincerti su questo o sul quel tema che ti sta a cuore. Quest’anno è la volta della legge sull’aborto.&lt;br /&gt;Mi ero  ripromessa di non affrontarlo fintanto che non mi fossi chiarita anche io le idee… e così continuo a fare,  sebbene molte/i di voi mi chiedano via e-mail di parlarne e di prendere una posizione.&lt;br /&gt;Il punto è che prima di parlare di feti e di embrioni bisognerebbe parlare di madri… di madri esemplari:   una di quelle che ti vien voglia di lasciar cadavere per strada col ventre svuotato di tutti gli apparati riproduttori e passarci sopra con un rullo compressore per essere certe di non commettere l’insano errore di lasciarla  respirare un secondo di più.  E va bene che si avvicina Pasqua, altrimenti sarei piu cattiva... Ok, ok mi raffreddo un attimo e poi riprendo…&lt;br /&gt;Stamane, me ne stavo tranquilla nel mio baretto preferito a sorseggiare  il mio cappuccino quando, sfogliando il giornale, sono rimasta pietrificata con la tazzina a mezz’aria…  a causa di uno di quegli articoli che chiunque amerebbe non trovarsi mai davanti agli occhi: a pagina 20 della Repubblica, un titolo a caratteri cubitale urlava: VENDE FIGLIA NEONATA PER UN TELEFONINO. &lt;br /&gt;La madre in questione è  una certa Barbara Sgambetterra che ha fatto del dogma femminista “il ventre è mio e lo gestisco io” la sua filosofia di vita, o come si direbbe in ambito aziendale la sua “vision”... eh si perché di questo si tratta di un’azienda che produce utili: la TROIAVACCA&amp;amp;PUTTANA srl.&lt;br /&gt;Questa grandissima vacca (chiedo scusa alle vacche) non avendo abbastanza soldi per depilarsi le sopracciglia ha pensato bene  di vendere la sua neonata ad una coppia di coglioni che non potendo avere figli decidono di comprarli sottobanco in cambio di un cellulare, 2000 euro e un’automobile.  Questo è quanto vale una vita che non ha scelto di essere venduta al miglior offerente.  Io un simili gruppo di rappresentanti del genere umano li avrei venduti per una sigaretta… tanto più che non fumo.&lt;br /&gt;La ragazza (la puttana, insomma) si difende asserendo di essere stata costretta a farlo. Costretta? Costretta? Un attimo, cerchiamo di comprendere i confini epistemologici dell’affermazione perché altrimenti si rischia di cadere nel facile patetismo… perché le donne – quelle che diranno di lei “poverina” – staranno già facendo un cordone umanitario per aiutare la povera sgallettata ad uscire da quella che gli inquirenti hanno chiamato “contesto sociale degradato”. Si fa presto a dire  che la storia è frutto della società!!!… cos’è da oggi ci siamo inventati un nuovo capro espiatorio  su cui far convergere tutte le nostre colpe del cazzo??? No, proprio non ci sto. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità altrimenti qui non si comincia più e soprattutto non si finisce… nemmeno fra seimila anni.&lt;br /&gt;Ritorniamo per un attimo all’affermazione “essere costretta”… mi chiedo spesso “chi” e “cosa” l’abbia costretta: una scopata troppo abbondante? Un’ingordigia fuori misura? Un orgasmo  a cui non si può di re di no... o meglio una pianificazione aziendale?  Perché vedete questa grandissima vacca (l’azienda è sua) nel suo essere mentecatta si ovviamente  dimenticata di crearsi un potenziale alibi credibile: sarebbe stata infatti più convincente se avesse affermato di averla venduta per un pezzo di pane, per pagare l’affitto, per aiutare la madre morente.  No, qui si parla di un cellulare, di soldi e di un’automobile nuova… e dunque siamo giunti alla  reinvenzione dei nostri bisogni primari? E in virtù di questi nuovi bisogni “fondamentali” possiamo sentirci legittimate a simili azioni? No, vi dico io come stanno le cose.&lt;br /&gt;Le cose vanno che… che la mia voglia di farla fuori è rimasta la stessa perché l’irrazionalità di certi eventi non può e non deve convincerci della loro plausibilità: siamo di fronte ad una puttana, di una madre puttana che ha venduto una parte di sé per soddisfare il suo bisogno di sentirsi ancora più troia a bordo  della sua fiammante autovettura, di parlare come una strafiga davanti agli altri esibendo il suo nuovo cellulare.  That’s all folk!!!&lt;br /&gt;Forse se si fosse privata del suo televisore a colori, se avesse smesso di depilarsi le sopracciglia (cessa com'è, poi...) , se si fosse prostituita, se avesse chiesto l’elemosina… forse c’avrebbe fatto una figura più degna.&lt;br /&gt;Certe troie andrebbero solo eliminate dalla terra o deportate in qualche ameno luogo dove comprendere il reale senso delle parole vita, amare, bisogno e sacrificio.  Chissà se in questi casi sarebbe ipotizzabile, al pari dei pedofili,  una castrazione chimica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ditemi la vostra, perché io ancora credo di non averci capito nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vostra Amanda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-3075348501242564548?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/3075348501242564548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/madre-puttana.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3075348501242564548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3075348501242564548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/madre-puttana.html' title='MADRE PUTTANA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-1410006834534972721</id><published>2008-02-20T22:41:00.005+01:00</published><updated>2008-02-20T23:13:42.090+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='veronica berlusconi'/><title type='text'>VERONICA BERLUSCONI: L’ANGELO IMMORALE</title><content type='html'>La donna ritratta nel precedente post non è Alba Parietti, ma la moglie del magnifico Silvio dai capelli neri: Veronica Lario (per i fans).&lt;br /&gt;Io una volta l’ho vista all’Arena di Verona, in estate, alla prima di non so bene cosa… questo poco importa.&lt;br /&gt;Torniamo al fatto che la coinvolge su questo mio blog, anche perché visto che sono personaggi pubblici che si insidiano -volente o nolente- nella nostra vita possiamo permetterci anche noi di rispedire il "pacco dono" al mittente con un’unica causale: intromissione indebita nella mia vita, nella mia morale… e nel mio giornale preferito… eh si che l’ho anche pagato, quindi la notizia comunque mi appartiene.&lt;br /&gt;Veniamo al dunque: il 28 febbraio p.v. uscirà in libreria un nuovo best seller intitolato “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;L’angelo morale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”, scritto ed edito dalla stessa Veronica Berlusconi (quando si dice il monopolio dell’informazione…).&lt;br /&gt;Il primo dubbio su questo libro riguarda il fatto di come possa essere un best seller quando ancora non è nemmeno uscito sui bancali delle librerie? La risposta è semplice: un abstract è già apparso su Kos, rivista del San Raffaele diretta da Don Luigi Verzé…(indovina chi lo finanzia?) è questo vi assicuro basta e avanza per ipotizzare un simile pronostico di vendite.&lt;br /&gt;Non so voi, ma io già me le vedo le “pie” lettrici della suddetta rivista precipitarsi in libreria o in autogrill per azzannarsi l’un l’altra al fine di accaparrarsene una copia… almeno solo per soddisfare la curiosità di sapere come va a finire la storia.&lt;br /&gt;Il Corriere della Sera del 14 febbraio (pag. 10) pubblica la copia dell’articolo apparso su Kos (o forse ne ha ricevuto una copia in anteprima, ma questo non ci frega) e ci delizia di offrircene il “meglio” mettendo a confronto due foto dell’autrice (?): Veronica oggi (pia donna dai sani principi) e Veronica di vent’anni fa (donna di sani principi e di oculate scelte).&lt;br /&gt;Leggo e rileggo l’articolo contaminato da tutta una serie di puntini di sospensione (…) e l’unica parola che mi esce dalla bocca - pietrificata per l’occasione a causa di uno scontro mortale con il non-sense dell’intero paginone a lei dedicato – è: “perché?”, ma soprattutto “a chi giova?”&lt;br /&gt;Il dubbio si insinua soprattutto perché l’articoletto è tutta una prosopopea delle avventure mistiche di Maria Teresa di Calcutta.&lt;br /&gt;L’idea in sé- ne converrete- potrebbe risultare vincente… se fosse venuta dalla nipote della stessa Maria Teresa, ma qui invero il tutto fuoriesce sgradevolmente da una donna che come minimo prima di mettersi in bocca certe parole dovrebbe farsi i gargarismi con la soda caustica, quindi un esamino di coscienza, quindi guardare l’uomo a cui si è unita in comunione dei beni, e quindi ancora ammettere di averle scritte sotto l’effetto delle prime avvisaglie di un morbo di Alzheimer.&lt;br /&gt;Non ho il potere di giudicare nessuno, mi limito a valutare - in quanto lettrice e destinataria dell’articolo - la fonte. Insomma, ma da che pulpito arriva la predica? Si, ok è possibile che la signora Veronica abbia vissuto con l’onorevole Berlusconi in pieno stato di schizofrenia, per cui se per l’80 % della sua giornata godeva con complicità dei frutti dell’etica del marito, per il rimanente 20% sognava una vita da eremita sulle rive del Gange. Tutto è possibile, ma credo che la coerenza non sia certamente la sua più grande virtù.&lt;br /&gt;Mi chiedo dunque come possa concettualmente una persona invischiata in un loop socio-economico di questi livelli asserire tranquillamente “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;non c’è solo denaro e successo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”. Lo so cara Veronica, avresti voluto ambire a qualcosa di più alto… che so essere la prima moglie del Papa (e Dio solo sa quante volte mr B c'ha provato), ma credo che tu possa egregiamente accontentarti di fare quel che cazzo ti pare, senza per questo spargere nell’etere i consigli di nonna Papera.&lt;br /&gt;Dopo gli ossequiosi ringraziamenti alla Suora, Mrs B comincia il suo discorso “morale” con lo stesso afflato che si confà alle pie donne senza peccato e senza macchia.&lt;br /&gt;Vi dirò, apprezzo molto l’intento, ma continuo a non capirne il senso, anche perché il discorso è un condensato di “Se” a destra e a manca… neanche fosse Kipling.&lt;br /&gt;Infatti si legge: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Se all’interno della coppia, della famiglia, della società, l’uomo scorgesse nella donna questo valore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (la forza interiore della donna, ndr) (…) &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Se tutto ciò non viene affermato, tale positività può trasformarsi in frustrazione, perché la donna perde la sua essenza quando non le viene riconosciuto il suo valore.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Dopo i primi dubbi (che riguardano più lei che non tutte le donne del mondo) iniziano le formulette della più banale matematica dei sentimenti conditi da tante buone intenzioni… e vai col tango:&lt;br /&gt;- (la donna) &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;perde l’identità e scivola ad emulare il modello maschile: da sempre immagine di successo, potere, denaro e carriera&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Recuperiamo amore, rispetto, ascolto e dialogo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;;&lt;br /&gt;- Poi da vera estremista cristiana attacca l’Islam. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;In alcune realtà della civiltà islamica alle bambine viene negato il diritto allo studio, perché non serve al ruolo che dovranno ricoprire&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Gli uomini che non si interrogano sull’”arte del sentimento femminile” perdono la possibilità di trasmettere qualcosa di essenziale alle generazioni future, in un vuoto e inconsistente narcisismo &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;(ancora un’autocritica credo, ma ormai è tutto letame);&lt;br /&gt;- &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Se l’uomo non impara contribuire al riconoscimento del valore femminile&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;(aridaglie!)&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; nasceranno generazioni morte, che non saranno sostenute né da valori morali né dal sentimento dell’amore&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (altra autocritica, immagino…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi prosegue con altre porcate degne solo del più bieco moralismo, perbenismo e femminismo paleocristiano filo-Piccole-donne.&lt;br /&gt;Conclude l’articolo con frasi del tipo: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;non uccidiamo l’angelo, che è presenza morale e che incarna una forza d’amore.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Dio mio, ho ancora i conati di vomito… sono esterrefatta per la sequela di luoghi comuni, di tanta morale cristiana e beata, di tanta falsità sulle donne.&lt;br /&gt;Cara Veronica, non mi intrometto sulle tue scelte di pubblicare… tanto lo faresti lo stesso, ma ogni tanto, oltre a dispensare consigli del cazzo buoni solo per le suore e per le donne che non esistono, impara a guardarti attorno: ci sono donne che uccidono, donne che sgambettano e non solo per emulazione ma anche per proprio piacere, donne che tradiscono … donne che di Angelo hanno solo il panettiere dietro l’angolo o l’idraulico del pronto intervento pronto a sollazzarle.&lt;br /&gt;Cara Veronica, il benessere economico, oltre a renderti strabica e con le orecchie ovattate, ti ha reso aliena da quella che è la vita, ma soprattutto da quello che sono le donne.&lt;br /&gt;...E una volta per tutte: lascia stare in pace i libri “etici” e cerca di frequentare il meno possibile il caro Alberoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo dicendo: sono incazzata, incazzata, incazzata… all’ennesima potenza, perché certamente il libro venderà più della Bibbia (non sono invidiosa), ma soprattutto perché in termini di schemi culturali perpetuati all’infinito questo sia il più chiaro esempio della nostra debolezza, della visione “caritatevole” delle nostre virtù, del nostro non essere buone nemmeno per dare “un paio di schiaffi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collericamente vostra, Amanda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-1410006834534972721?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/1410006834534972721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/veronica-berlusconi-langelo-immorale.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/1410006834534972721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/1410006834534972721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/veronica-berlusconi-langelo-immorale.html' title='VERONICA BERLUSCONI: L’ANGELO IMMORALE'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-3853054103960365515</id><published>2008-02-16T19:57:00.004+01:00</published><updated>2008-02-16T20:00:49.496+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chi l&apos;ha vista?'/><title type='text'>CHI L'HA VISTA?... MA ANCOR DI PIU', L'AVETE SENTITA?</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R7cyWENM1tI/AAAAAAAAABg/6NOIzLEyaYY/s1600-h/veronicasexy4-thumb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167654452098553554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R7cyWENM1tI/AAAAAAAAABg/6NOIzLEyaYY/s400/veronicasexy4-thumb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sto meditando su questa signora... abbiate pazienza, ma la cosa si fa difficile, dura e poco profumata.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-3853054103960365515?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/3853054103960365515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/chi-lha-vista-ma-ancor-di-piu-lavete.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3853054103960365515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/3853054103960365515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/chi-lha-vista-ma-ancor-di-piu-lavete.html' title='CHI L&apos;HA VISTA?... MA ANCOR DI PIU&apos;, L&apos;AVETE SENTITA?'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_boVCDMSGU-M/R7cyWENM1tI/AAAAAAAAABg/6NOIzLEyaYY/s72-c/veronicasexy4-thumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-6382454085139274012</id><published>2008-02-13T18:20:00.002+01:00</published><updated>2008-03-09T16:36:13.364+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuove culture femminili... o quasi'/><title type='text'>PUTTANA 30 E LODE. IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI, O VICEVERSA?</title><content type='html'>Un paio di giorni è apparsa sull’etere una notiziona succulenta che non ha ricevuto la giusta considerazione e che avrebbe meritato… se il nostro bel paese non fosse bigotto e ottuso come lo è nei fatti. E so anche perché: quando la scienza entra negli angusti ambiti della morale, tutti fanno finta di nulla, glissano, evitano l’argomento o lo riducono a mero fattuccio di costume.&lt;br /&gt;Beh, in quanto sociologa non posso invece che entrarvi per capire e per cercare di spiegare.&lt;br /&gt;Questa è la notizia: &lt;strong&gt;SONO COLTE, LAUREATE E AMANO I PROGRAMMI DI INFORMAZIONE. ECCO LE NUOVE SQUILLO&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Questo il sottotitolo: Addio alle prostitute da marciapiede sottoproletarie, old style e incolte.&lt;br /&gt;La notizia promette quindi dirompenti rivelazioni, anche perché – come si legge - è stata prodotta dall’Associazione dei sessuologi.&lt;br /&gt;L’articolo è una valanga di dati statistici, tra cui spicca quello relativo al titolo di studio: la laurea. Circa il 30 % del campione infatti è laureato e l’11 % parla correttamente una lingua straniera. Il 27 sono studentesse, il 18 % casalinghe. Questo il fatto.&lt;br /&gt;Passiamo adesso alle motivazioni addotte dalle intervistate: il 20 % dichiara di prostituirsi per pagarsi gli studi, per pagare il mutuo. Il 35 % si dichiara soddisfatto di questa scelta “professionale”. Ok, ci siamo.&lt;br /&gt;Vi avverto che non mi soffermerò sul cambiamento “culturale” delle battone; insomma laureate o no quel che devono fare non ha nulla a che vedere col titolo di studio… ci mancherebbe, anche perché mamma si incazzerebbe non poco sapendo che tutti i suoi insegnamenti di buona “educazione sentimentale” non sono valsi a un cazzo e che la figlia per aprire i suoi buchi ha dovuto prendersi una laurea.&lt;br /&gt;No, la mia riflessione verte sul cambiamento culturale che noi donne abbiamo attuato nei confronti della vita in generale. Posso tranquillamente asserire che abbiamo interiorizzato l’arte del “sorpasso”, o meglio del vivere saltando i passaggi.&lt;br /&gt;Io sono un po’ alla vecchia maniera sapete, perché immagino che ciò che forma il carattere sia il sacrificio. Intendiamoci nulla di biblico, solo quel che basta per “stare” nelle situazioni in posizione scomoda. Francamente questa storia del vendersi per pagarsi gli studi mi sembra una cazzata immane, una minchiata, anzi una minchiatona dipinta di falsa umiltà (guarda cosa mi tocca fare per studiare!!!) e di falso spirito di sacrificio (sono costretta a fare pompini per pagarmi i libri!!!). Insomma, ve l’immaginate un’orda di studentesse che per puro amore della cultura e del sapere si fanno inchiappettare da chiunque… basta che paghi…e che respiri?&lt;br /&gt;No, a me non la date a bere care amiche; state solo cercando di compiere il minimo sforzo per apprendere come fare la bella vita senza muovere un dito. In questo non c’è nulla di male, sia chiaro, ma credo che un minimo di sincerità sia dovuta. Ditelo senza troppi preamboli che fare le puttane vi riempie di felicità (e di cazzo), perché scopare è bello e perché è ancora più bello se alla fine riuscite anche a fare shopping senza dover far fatica. Questa è l’etica… e per favore smettetela di mistificare: oggi esistono le fotocopie, esistono le biblioteche, esistono gli appunti, esiste internet, esistono le borse di studio… e soprattutto esistono mestieri che continuate a rifiutare. Di certo fare la colf o la ragazza alla pari è più dignitoso che ammettere di “dover” fare la puttana per pagarsi gli studi… La verità invece è che reputate questi mestieri degradanti: ci si spezza le unghie a strizzare il mocho o a spolverare… meglio aprire le gambe.&lt;br /&gt;Che dire allora? Io direi che vostra mamma ha fatto bene il suo dovere, convincendovi che gli uomini esistono per questo. Sono sempre esistiti solo per quello. È una specie di scambio: loro sono strumento del nostro benessere economico, noi del loro piacere. Mitico, questa è quella che si chiama inter-dipendenza… o forse solo dipendenza, visto che loro possono sempre evolversi imparando a farsi delle goduriose seghe… mentre ahimé a noi resta solo la speranza che a qualcuno gli si stanchi la mano, perché non saremmo capaci di far altro nella vita.&lt;br /&gt;Questa è l’emancipazione che abbiamo raggiunto: un condensato di pensieri “colti” coi quali affrontare la vita seguendo le nostre naturali inclinazioni… perché – ne converrete – il massimo che possiamo aspettarci dalla vita è fare la cosa verso cui siamo più “portate”: fare le mignotte… e farlo al meglio con la competenza necessaria per guadagnare il più possibile. È questo l’obiettivo della laurea: preparare i giovani al mondo del lavoro… e in questo caso non si può proprio dire che l’obiettivo non sia stato raggiunto.&lt;br /&gt;Concludo allora innestando un dubbio (Dubbioso mi ha contagiato): fare le mignotte serve a pagarsi gli studi… o gli studi servono a formare nuove e più competenti mignotte?&lt;br /&gt;Siate sincere perché se così fosse, bisognerebbe solo cambiare il sistema universitario, cancellando come prima cosa gli esami scritti e mantenere solo gli “orali”. Chi vuole intendere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUESTION TIME: LE DONNE SONO MIGNOTTE NEL DNA… O FANNO FINTA DI NON ESSERLO FINCHE’ NON ARRIVA L’ORA DELLO SHOPPING?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-6382454085139274012?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/6382454085139274012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/puttana-30-e-lode-il-fine-giustifica-i.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6382454085139274012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/6382454085139274012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/puttana-30-e-lode-il-fine-giustifica-i.html' title='PUTTANA 30 E LODE. IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI, O VICEVERSA?'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-354628960749866607</id><published>2008-02-12T22:14:00.000+01:00</published><updated>2008-02-12T22:21:07.290+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la bicicletta con il nastro rosa'/><title type='text'>I PERCORSI STRABICI DELLE PARI OPPORTUNITA' - PART 4</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Terza verità: Noemi è pazza…  e noi la seguiamo a ruota.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Concludo la trilogia del "cazzo ci stiamo a fare al mondo?" con l'ultima delle tre verità. eccola!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo tante seghe mentali di tipo scientifico, abbiamo finalmente compreso che si, siamo diverse dagli uomini, ma questo non cambia la situazione: la zappa sui piedi ce la diamo anche da sole. La consapevolezza della nostra diversità, la sua valorizzazione, è la notizia del secolo  e l’abbiamo accolta con grande entusiasmo, certe che questa avrebbe potuto restituirci quella “libertà di movimento” tanto ambita.  A parte la variegata altezza dei tacchi, i vertiginosi spacchi, le minigonne inguinali che hanno decisamente trasformato il nostro religioso incedere  in sensuale e libero desiderio di muoversi come ninfomani tra i carcerati in astinenza, la libertà che volevamo ottenere ha sempre riguardato (anche) la possibilità di sfruttare appieno le nostre caratteristiche di personalità ed esplodere professionalmente  in qualcosa di autorealizzativo.&lt;br /&gt;Come prima cosa – visto che ci siamo accorte che l’errore stava a monte - ci siamo spinte in facoltà universitarie tecnologiche per cercare di annullare le “prospettive di genere” relative ad alcune professioni da sempre considerate “maschili”.&lt;br /&gt;Come secondo passo, dopo aver riscontrato un problema attitudinale verso materie quali la meccanica e la fisica, abbiamo ripiegato miseramente sulle solite discipline umanistiche in cui siamo state sempre brave, ma talmente tanto brave che nei secoli (dei secoli amen!) ci siamo trasformate in un esercito di cloni variamente rassomiglianti a: stizzite maestrine dalle penna rossa,  infermiere da macelleria rionale, assistenti sociali a due euro al mese, malvestite commesse da centro commerciale, represse manager a  forma di segretarie a vita, ed altre deliziose professioni in cui - vuoi per masochismo, ma più per indole - sguazziamo come oche giulive al varo dello stagno nei primi tepori di primavera. &lt;br /&gt;Se, infatti, agli albori della nostra beneamata emancipazione queste professioni apparivano la “via di fuga” dai fornelli,  a cui bisognava dire di “si” per ottenere una briciola di libertà, oggi il medesimo ragionamento fa acqua da tutte le parti. Le ultime generazioni di donne, sul versante delle scelte scolastiche e professionali, ne converrete, sono del tutto libere di decidere cosa fare della propria vita, ma soprattutto non più condizionabili da genitori o da chicchessia.&lt;br /&gt;La mia amica Noemi – figlia di genitori molto all’antica –  era spaventata dalle reazioni che questi avrebbero potuto avere se fossero venuti a conoscenza della sua vera professione. Ecco perché, neanche fosse una stampatrice di banconote da 2 euro e mezzo ciclostilate in cantina,  andava in giro spargendo false notizie - spudoratamente  false, intendiamoci - sulla sua attività lavorativa. Tutte le volte che si entrava in argomento, oltre a diventare paonazza per la vergogna, cercava  comprensione e solidarietà, supplicando: “vi prego, non ditelo ai miei; loro non sanno che sono un ingegnere astrofisico, pensano che io sia un’attrice porno.”  E poi singhiozzando concludeva: “Se solo lo sapessero si lancerebbero dal Salto Angel senza l’impermeabile. Non potrei sopportarlo. Proprio no! Oltretutto l’impermeabile è indispensabile per diminuire l’effetto bagnato.”  Si, lo ammetto ci sono stati momenti in cui ho dubitato della sua sanità mentale, ma poi mi sono detta: “che importa, basta che ci sia la salute!”...&lt;br /&gt;Importasse solo questo, saremmo gli esseri piu felici della terra, ma...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MA C'E' DELL'ALTRO (ANCORA QUALCOSINA...). RIMANETE ON LINE... E SE CI RIUSCITE SPARATE A ZERO, EVITANDO SVIOLINATE DA QUARTIERE A LUCI ROSSE... SONO IMMUNE, E SOPRATTUTTO SONO GIA' SPOSATA. ALELUIA!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-354628960749866607?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/354628960749866607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/i-percorsi-strabici-delle-pari_12.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/354628960749866607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/354628960749866607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/i-percorsi-strabici-delle-pari_12.html' title='I PERCORSI STRABICI DELLE PARI OPPORTUNITA&apos; - PART 4'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-2617846699204706520</id><published>2008-02-10T15:55:00.000+01:00</published><updated>2008-02-10T16:11:55.419+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la bicicletta con il nastro rosa'/><title type='text'>I PERCORSI STRABICI DELLE PARI OPPORTUNITA' - PART 3</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Seconda verità: Wonder Woman non ha avuto figlie illegittime.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo lottato a suon di slogan e ricerche scientifiche per dimostrare a questi poveracci a due zampe – più comunemente detti uomini – di essere più intelligenti di loro, e cosa ci abbiamo guadagnato? Nulla, o forse solo il risultato statistico che ci vede percentualmente più secchione dei ragazzi, come se questo ci rendesse di fatto più capaci o non semplicemente più erudite.&lt;br /&gt;Nel nostro biologico auto-referenzialismo, ci siamo dette di essere migliori degli uomini, ma poi aggiungiamo quell’antipatico “se solo ci venisse data l’opportunità”. Peccato che quando il miracolo avviene, non riusciamo comunque a dimostrare alcunché, salvo che lamentarci dei pesantissimi e “comodi” retaggi culturali che non ci lasciano vie di scampo e delle prospettive professionali maschiliste che poco si confanno alla nostra indole.&lt;br /&gt;Io questa tiritera l’avrò sentita un miliardo di volte e francamente comincio ad averne le tasche piene. Volete i lavori degli uomini, prendeteveli!!! Ci sono, infatti, professioni che volentieri gli uomini ci lascerebbero svolgere (il manovale, il saldatore, il becchino, lo scaricatore di porto, etc.), ma chissà perché, non appena si prospetta una tale eventualità, affiorano le nostre umanità femminili, per cui ci rintaniamo in quelle comode pantofole culturali dalle quali non vorremo più uscire. E fu così che nacquero frasi del tipo: “è un lavoro troppo pesante per una donna”, oppure “non è un lavoro da donne”, o meglio ancora “è un lavoro tipicamente maschile”. E poi dicono che le donne non sono neppure capaci di fare una frittata. Vi giuro, le ho viste con i miei occhi: le sanno fare, ma ancora di più sanno rigirarle ad arte. Escludendo perciò le consorelle con gli occhi a mandorla - che da secoli hanno abolito la manicure al mercoledì e la permanente al sabato - l’unica donna della storia occidentale che si sia tolta lo sfizio di dimostrare all’uomo di non aver nulla da meno è stata una provetta operaia tutta-gambe che sgobbava in fonderia da mattina a sera per rendersi emancipata, nel vero senso della parola. Peccato, ma davvero tanto, che la fortunata vincitrice del concorso “Come ti demolisco un uomo” all’anagrafe risulti poi essere Jennifer Beals e che il sogno di milioni di donne si sia infranto sulle note di Flashdance.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragionamento diametralmente opposto viene, invece, sviluppato quando le posizioni organizzative in oggetto sono, diciamo, prestigiose: amministratore delegato, o responsabile/dirigente di qualsiasi comparto organizzativo. In questi lavori, chissà come mai, ci sentiamo improvvisamente “super-competenti” e capaci perfino di ottenere risultati meravigliosi, grazie anche a doti di cui gli uomini sono (secondo noi) biologicamente sprovvisti: sensibilità, acume, spirito di sopportazione, orientamento al cliente, empatia. Ovviamente - visto che non tutte siamo come ci piacerebbe essere - per giustificare i nostri fallimenti abbiamo a portata di mano una serie di scuse già belle e pronte da servire su un piatto di ceramica bavarese durante le annuali valutazioni delle performances.&lt;br /&gt;Sebbene anche in questo caso si possa attingere variamente a qualunque fonte di fantasia, la nostra scelta ricade sempre sulla stessa, solita, banale motivazione: “la colpa è del collega maschio, il quale - sentitosi sopraffatto dalla nostra travolgente genialità - ha fatto di tutto per ostacolarci, rendendoci praticamente impossibile esprimere il nostro potenziale”. Cazzo, che sforzo immane di creatività! Continuiamo a bissare il successo.&lt;br /&gt;Guardandola più da vicino, questa visione del fallimento è intrinsecamente legata ad un’immagine mitologica anch’essa abusata dalla popolazione femminile: la piccola donna che lotta contro un’orda barbarica di arrivisti maschi assatanati che pur di “farla fuori” non esitano a tirarle inenarrabili tiri mancini del tipo:&lt;br /&gt;1- rubarle la merendina piena di Omega 3 prima di una riunione importante;&lt;br /&gt;2 - nasconderle i tampax dopo aver acceso il condizionatore;&lt;br /&gt;3- attivare la sua segreteria telefonica quando lei è assente;&lt;br /&gt;4- aprire la finestra del corridoio alle prime rondini di primavera;&lt;br /&gt;5- farle trovare sulla scrivania una confezione da 100 di buste per corrispondenza via area, etc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedo spesso come una donna possa sopravvivere a simili angherie… e poi dicono che il mobbing non esiste. Mah! Sopraffatta dalla gestione straordinaria di questi eventi apocalittici, la donzella dimenticherà un importante e decisivo dettaglio che potrebbe determinare la sua anticipata dipartita aziendale: la simultanea presenza di altre donne con la bava alla bocca protese, stile squalo a digiuno, verso la stessa poltrona. Ma di questo ne parliamo più avanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOLCE DONZELLA DALLA DENTIERA A FORMA DI PIRANA AFFAMATO DA UN MESE... RACCONTAMI LA TUA VERSIONE DEI FATTI... IO INTANTO MEDITO SULLA TERZA VERITA'. VERITA' SOCIOLOGICA, INTENDIAMOCI... MIE DOLCI CRETINETTE DALLA BOCCA GRANDE E DAL CERVELLO VUOTO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-2617846699204706520?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/2617846699204706520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/i-percorsi-strabici-delle-pari_10.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2617846699204706520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2617846699204706520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/i-percorsi-strabici-delle-pari_10.html' title='I PERCORSI STRABICI DELLE PARI OPPORTUNITA&apos; - PART 3'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-8904247935149023228</id><published>2008-02-09T14:56:00.000+01:00</published><updated>2008-02-10T17:14:30.171+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la bicicletta con il nastro rosa'/><title type='text'>I PERCORSI STRABICI DELLE PARI OPPORTUNITA' - PART 2</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Ed eccoci alla prima verità: Wonderbra non è sorella di Super man&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Come prima cosa, abbiamo scoperto tristemente di non essere delle wonder women. Pensavamo, infatti, di essere straordinari esemplari di una nuova tipologia di esseri umani, dotate di poteri sovrannaturali, altrimenti non si spiega l’ondata di cartomanti e di para-psicologhe che ha sommerso gli angusti ambiti della scienza esatta video-trasmessa. Ci siamo convinte, inoltre, di poter fare qualunque cosa e ci siamo ritrovate a non saper più stirare una camicia o cucinare due uova sode. Rimedio subito con il primo consiglio di Suor Germana: “le uova, care amiche, basta dimenticarsele sul fuoco!”&lt;br /&gt;In compenso - dirà qualche furba dell’ultima ora - sappiamo fare altre cose e di solito, rispetto agli uomini, le sappiamo fare meglio. Per esempio, la guerra. Verissimo: da che c’è miss Condoleeza Rice, le relazioni diplomatiche a livello internazionale sono peggiorate del 90 %, la popolarità del presidente Bush è in calo vertiginoso e la Mc Donald’s non è riuscita ad aprire sei ristoranti a Kabul.&lt;br /&gt;E da noi le cose non vanno certamente meglio. Da che ci sono alcune donne in parlamento non ci sono stati passi avanti in nessuna direzione. L’unica cosa che è cambiata è stato solo il profumo e l’estetica delle aule parlamentari, invase oramai da un inusuale Chanel n.5, abitini da educatrici stile-Montessori, acconciature retrò, scarpette alla Miss Marple e qualche fiorellino qua e là. Tanto per farla pulita, come premio al nostro ingresso in politica, sono stati “inventati” i Ministeri senza Portafogli, di cui noi siamo diventate le utili detentrici, come dire che ci hanno promesso di farci fare le star della pièce teatrale, per poi relegarci al ruolo di inutili comparse vestite dello stesso colore della tappezzeria. A mo’ di sfondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMINCIATE A RIFLETTERE CON ME SU QUESTA PRIMA VERITA'... MA RESTATE IN LINEA ... LA PROSSIMA STA ARRIVANDO.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-8904247935149023228?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/8904247935149023228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/i-percorsi-strabici-delle-pari_09.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8904247935149023228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8904247935149023228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/i-percorsi-strabici-delle-pari_09.html' title='I PERCORSI STRABICI DELLE PARI OPPORTUNITA&apos; - PART 2'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-2617531263342555990</id><published>2008-02-08T11:08:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T14:26:19.738+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pari opportunità... queste sconosciute'/><title type='text'>CAMPA CAVALLA... CHE SCHIATTI PRIMA</title><content type='html'>Ragazze cerchiamo di farcene una ragione: non ce la faremo mai!&lt;br /&gt;Per tutta la vita abbiamo desiderato di calare di peso e finalmente ci siamo riuscite. No, tranquillizzatevi non sto per darvi l’ennesima formuletta magica far sparire quelle naturali adiposità dai nostri deretani nervosi; no, sto per annunciarvi che - per quanto deambuliamo sui nostri stilizzati tacchi a spillo - se saremo fortunate riusciremo a raggiungere una simil-uguaglianza agli uomini dovremo aspettare il 2065 d.c. È questo l’anno in cui il Professional Women’s Network (PWN) in collaborazione con la Mercer ha ipotizzato l’uguaglianza numerica tra uomini e donne ai vertici delle aziende. Il dato viene evidenziato da un articoletto su Economia &amp;amp; Carriere del Corriere della Sera di oggi (8 febbraio 2008).&lt;br /&gt;Vi dirò, non sono né stupita né addolorata… anzi direi che sono contenta perché magari da oggi a quella data gran parte delle donne “in carriera” avrà forse capito che proprio non ne vale la pena… considerato il costo psicologico e biologico che questa “rivincita” sottintende. Il punto è sempre lo stesso: finché le donne continueranno a scimmiottare gli uomini ci sarà ben poca speranza di farcela, o meglio finché non ci saranno nuovi modelli di imprenditorialità femminile sarà improbabile che ciò possa avvenire anche nel 2065. Io per quella data spero già di essere in bella mostra in urna sottoforma di posacenere, ma già piango le poverette che si illuderanno di vincere in un modello aziendale creato sulle peculiarità psico-attitudinali degli uomini. Se vi sembra poco, considerate la questione da un punto di vista meramente attitudinale: possiamo insegnare ad una gallina – con prove e riprove – ad arrampicarsi su un albero… ma se prendiamo uno scoiattolo facciamo prima. Si, detto in poche parole, la questione della predisposizione innata a vivere in un certo ambiente (fisico e sociale) non dipende soltanto dalle volontà e dalla determinazione delle persone, ma anche da una certa “attitudine naturale e innata” ad essere quel che si è… con poche speranze di essere qualcos’altro.&lt;br /&gt;Lo so, state storcendo il naso perché la mia affermazione non vi piace… ma è così e dovete solo prenderne atto.&lt;br /&gt;Proviamo adesso ad invertire l’esperimento e a chiedere ad uno scoiattolo di deporre un uovo. Se lo scoiattolo non è scemo vi dirà che non può, forse perché non sa nemmeno cosa sia un uovo… è nella sua natura.&lt;br /&gt;Penso dunque che dovremmo fare pace con questa nostra natura, senza tentare costantemente di negarla, rifiutarla o demonizzarla: siamo donne, siamo così e non potremmo essere diversamente.&lt;br /&gt;Per tornare alla questione del peso, volete sapere in quale ambito di vita lo abbiamo perso? Non lo sapete? Bene, allora date un’occhiata al stesso quotidiano e verificate insieme a me la “qualità” della nostra visibilità sociale:&lt;br /&gt;pag 1: Madonna e la figlia Lourdes alla sfilata di Gucci&lt;br /&gt;pag 2: le “amichette” dei boss arrestati, senza nemmeno l’onore di vedere le proprie facce in chiaro;&lt;br /&gt;pag 9: La Finocchiaro che sgambetta la Borsellino per una poltrona in Regione;&lt;br /&gt;pag 13: Chelsa Clinton presa per il culo da anchor-women per la sua vocina alla Cristina D’Avena;&lt;br /&gt;pag 20: La pornostar Lollipop trovata morta&lt;br /&gt;pag 21: Una modella francese trovata morta nella Senna;&lt;br /&gt;pag 25: Cecilia (ex Sarkozy) che difende la propria privacy con un ipotetico copia-incolla degli SMS dell’ex. Meglio stendere un velo...&lt;br /&gt;Pag 27: aridaglie con Madonna&lt;br /&gt;Pag 5 del supplemento Lombardia: Tiziana Maiolo rifatta “ad arte” che sfonda porte aperte a go-go sul mondo della moda. Grazie non lo sapevamo e aspettavamo che ce lo dicessi tu;&lt;br /&gt;Questo è il nostro contributo, il nostro peso, nel mondo.&lt;br /&gt;Beh, facciamoci i complimenti da sole, perché se aspettiamo quelli degli altri… altro che 2065!!! Campa cavalla…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-2617531263342555990?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/2617531263342555990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/campa-cavalla-che-schiatti-prima.html#comment-form' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2617531263342555990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/2617531263342555990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/campa-cavalla-che-schiatti-prima.html' title='CAMPA CAVALLA... CHE SCHIATTI PRIMA'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-8363084185224918473</id><published>2008-02-07T22:45:00.000+01:00</published><updated>2008-02-07T22:55:38.246+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la bicicletta con il nastro rosa'/><title type='text'>I PERCORSI STRABICI DELLE PARI OPPORTUNITA'</title><content type='html'>Qualcuna/o mi accusa di provincialismo...  neanche avessi fatto la predica a Suor Germana.&lt;br /&gt;Ma sorvoliamo su questa  inezia e cominciamo ad analizzare la strada del nostro ambito riscatto sociale. Ne converrete è stata sempre in salita: abbiamo lottato come tigri per ottenere alcuni diritti basilari, tali da poter almeno sussurrare di aver pareggiato i conti con l’uomo, di essere al suo livello. Alcune di noi addirittura continuano a ripetere a se stesse di essere anche meglio degli uomini, quasi fossimo una razza a parte: un OGM o un condensato esplosivo di perfezione creato in laboratorio. Altre sostengono con forza – non senza presunzione - che se non ci fossero le donne bisognerebbe inventarle. La donna quindi si auto-percepisce come un principio regolatore che stempera le divergenze e i conflitti e fomenta la pace.&lt;br /&gt;Altre ancora, più illuminate delle prime - direi quasi abbronzate - dichiarano che non ha senso mettere a confronto uomini e donne proprio per la loro diversità psicologica, fisica e intellettiva.&lt;br /&gt;Per far comprendere tutte queste grandi cazzate agli uomini  - e alle generazioni che ci stanno sorpassando - ci siamo proprio date da fare ottenendo, nostro malgrado, l’effetto opposto. Abbiamo infatti iniziato a conquistare piano piano e male  alcuni spazi di vita: da quella professionale a quella politica e sociale. In questo percorso, già di per sé complesso, possiamo senz’altro affermare di esserci mosse “a macchia di leopardo”, ovvero in maniera poco lineare e contraddittoria… e non a mo’ di strafighe maculate da testa a piedi. Quest’ultime, com’è noto a tutte, hanno preso la palla al balzo (anzi due) decidendo di sviluppare un business esentasse nei viali poco illuminati delle nostre città.&lt;br /&gt;Procediamo con calma, e partiamo dalla vita professionale.&lt;br /&gt;Senza star li a raccontarvi la storiella delle prime femministe - altrimenti sai che palle! - oggi siamo giunte ad un livello di apparente uguaglianza, in cui gli uomini continuano a fare quello che facevano cent’anni fa, mentre le donne hanno imparato ad "esternalizzare" quello che facevano in casa da  oltre due millenni a venire. Detto in poche parole, ci siamo messe il tailleur per “fare i mestieri” in un luogo che non è più casa nostra, decidendo poi paradossalmente di negare questa evidenza.&lt;br /&gt;Una delle grandi convinzioni di noi donne è sempre stata quella di essere nate per fare altro nella vita che servire gli uomini e curare il focolare domestico, anche se già da qualche anno qualcuna di noi pagherebbe per poter ripristinare l’antica posizione di presidio del regno domestico e  mandare l’esosa colf - letteralmente e simbolicamente - “a quel paese”. A questa convinzione, del tutto legittima se ne aggiunta  una più “filosofica”  che ha previsto, come primo passo verso la liberazione, quella che fosse necessario uscire di casa per conquistare gli spazi di vita prerogativa esclusiva degli uomini. Essere libere per noi ha sempre significato fare quel che ci sentivamo di fare, senza più essere obbligate, per esempio, a svolgere le classiche mansioni tradizionalmente implicite nella “divisione del lavoro” e dei ruoli,  secondo una prospettiva di “genere” (maschilista).&lt;br /&gt;Dopo anni di sperimentazioni e di lotte per comunicare agli uomini il nostro isterismo e il nostro bisogno di scegliere autonomamente  -“il corpo è mio e lo gestisco io”, urlavamo  per ottenere la legge sull’aborto - finalmente oggi possiamo dire di essere libere e belle; libere dalla forfora e belle e  magari anche snelle e puttanelle. Sto divagando ancora!&lt;br /&gt;Questa libertà ottenuta a suon di morsi nei coglioni  ai nostri effeminati compagni/mariti - diventati nel frattempo, psicologicamente eunuchi -  ci ha restituito però qualcosa che non ci aspettavamo: una serie di scomodissime verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VOLETE SAPERE QUALI? BEH, NON VI RESTA CHE ATTENDERE IL PROSSIMO POST. NOTTE NOTTE!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4315592724917763866-8363084185224918473?l=amandanash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amandanash.blogspot.com/feeds/8363084185224918473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/i-percorsi-strabici-delle-pari.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8363084185224918473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4315592724917763866/posts/default/8363084185224918473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amandanash.blogspot.com/2008/02/i-percorsi-strabici-delle-pari.html' title='I PERCORSI STRABICI DELLE PARI OPPORTUNITA&apos;'/><author><name>Amanda Nash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15690277058719608435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4315592724917763866.post-1734474346262141998</id><published>2008-02-06T22:57:00.000+01:00</published><updated>2008-02-07T17:28:42.355+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pari opportunità... queste sconosciute'/><title type='text'>ASSESSORE(sse) ALLE PARI OPPORTUNITA’ - part 1</title><content type='html'>Oggi mi va di dare un paio di cazzotti a quelle strane presenze istituzionali dette ASSESSORE ALLE PARI OPPORTUNITA’. Che dire di loro? Un manipolo di stronze griffate, cotonate pronte solo a lodarsi per aver conquistato una stupida poltroncina di cartapesta. Si, insomma, ne converrete, di pari opportunità se ne parla solo quando di mezzo ci sono donne isteriche pronte a tutto per far capire a tutti che loro ce l’hanno fatta, pronte – dicono loro – a lottare per l’iniqua sorte che ci è toccata a causa di questo straziante “tetto di cristallo” che opprime da tempo immemore il successo a cui abbiamo diritto. E giù allora con gli slogan, i pieghevoli, i convegni e i servizi che non servono a un cazzo (pardon… una minchia ndr).&lt;br /&gt;Ultimamente mi sono infiltrata al convegno delle Pari Opportunità della Provincia di Bergamo. C'ero andata per capire lo stato dell’arte dell’inutilità delle donne in politica e come volevasi dimostrare la mia teoria è stata verificata esattamente come il teorema di Pitagora.&lt;br /&gt;Immaginate per un istante una sala convegno che potrebbe ospitare 400 persone, ma che per l’occasione ne contiene appena un 1/5 (lasciate stare la matematica e le frazioni e seguitemi nel discorso… che poi v’interrogo).&lt;br /&gt;Storco il naso perché mi chiedo come mai di presenza maschile neppure l’ombra se non qualche mammone cretinotto con la tetta ancora in bocca e il cervello lavato e stirato, un prete, un assessore che deve fare la sua part
